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"Cadrà dolce la pioggia e altri racconti" di Ray Bradbury****

Si può scriverla in un lampo 'sta recinzione di un libro dei Racconti d'autore che così lo metto via?
No perché son già le otto e sedici e alle nove essere a cena là dei matti devo e non è che funziono tanto bene con la cosa di ieri che è come se mi si fosse intristito il corpo e più per i riflessi del gesto, che per il gesto, che non ne posso più di tutto questo odio.
Penso sempre, che io, se io fossi odiato così, sarei uno capace di fare qualcosa di simile, anche se diversa. Non è una bella cosa da dire, ma sì, penso che lo farei, solo con criterio... e forse non è così ma nel mio piccolo lo faccio già. Avrei solo modi e mire diverse, ma la vendetta trasversale forse mi rimarrebbe.
Comunque, poi, questo libro è perfino in tema.

E' uno dei racconti d'autore e l'ho letto perché è Bradbury, che compiva gli anni come me e che è stato tanto, ma tanto bravo.
E se è stato bravo, sì, forse tutti a dire che lo è stato per Fahrenheit, ma io dico no, lo è stato di più per le Cronache marziane.
E infatti a me sembrava, quando ho cominciato a leggere, di aver già letto questo racconto numero uno, e infatti, è così.
Qui, in questo numero 17 della collana del Sole 24 domenicale ci sono proprio alcuni racconti delle Cronache marziane. Per la precisione:
- agosto 2026 Cadrà dolce la pioggia.
- agosto 2026 I lunghi anni
- ottobre 2026 La gita di un milione di anni
Tre brani, brevissimi, con font 16 e pure pagine bianche dentro. Troppo pochi per apprezzare appieno la bellezza delle cronache marziane, che son racconti sì, ma sono un concept.
Però sono sempre tre ottimi racconti e insomma... già ve lo dissi e lo ritrovo, quel senso di analisi della diversità di Bradbury, con i marziani e gli umani che tirano fuori da entrambi il meglio e il peggio, e con la logica delle razze che va e viene e sembra destinata a far soccombere la fratellanza e la vita (non è così, forse?) E allora, l'invito è a leggerle, le cronache marziane, o almeno questi tre pezzi se avete questo numero. Non è fantascienza, no, non fatevi trarre in inganno.
Marte è molto vicino a noi, e i marziani sono dappertutto. 
E io mi fermo qui, vi ho messo il link e nel caso vi rileggete quello. E vado dai matti, a cena.

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