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"Ricatto mortale" di Richard Matheson***

Sabato scorso, dopo essermi fatto prendere dall'entusiasmo per aver finito un libro dopo sette mesi, ho fatto la scelta della bicicletta.
E poi ho fatto la scelta del Tagliamento, perché c'era sole, mollando tutto. Che poi, era due giorni che dormivo tre ore e come sono arrivato al fiume sono morto per un paio d'ore risorgendo color aragosta, ma di tutto questo, lo so, a voi non frega una mazza. Mi ero portato il libro, chiaro, e miracolosamente, al risveglio, che non mi ricordavo nemmeno dov'ero e ci ho messo cinque minuti buoni a capire perché avevo intorno solo sassi e perché un uccellaccio marino zampettava nei pressi (Sì, confesso di averlo scambiato per un avvoltoio albino, e non escludo avesse voglia di mangiarmi gli occhi, anche se ho la soddisfazione che gli sarebbero andate di traverso le lenti a contatto) dicevamo?
Ah sì, che comunque un paio d'ore da sveglio, al fiume, le ho avute, e tra le decine di libri che ho sullo scaffale ho scelto uno che potessi finire in breve. 
Toh, un noir di Matheson, mi son detto.

E avevo ragione, perché sono arrivato a metà libro in quelle due ore.
Okay, è Richard, e se Richard vuole farti correre con gli occhi sulle righe ci riesce e sa come fare.
Ma c'è anche una questione di densità.
Una prima persona che ricorda molto quella del Lansdale più classico, tolti colori e parolacce alle similitudini.
4-5 pagine e con un flash forward abbinato alla prima persona narrante e sei già dentro il libro e curioso. Aspettate che ve lo cerco, così capite.
Un'affermazione pesante. Su cui all'epoca non mi soffermai. Ma che più tardi compresi.
e poche righe dopo
Che presagi poteva lasciarti un viso così? Nessuno. Un vero peccato.
Insomma, David, sulla spiaggia, scrittore e giovanotto di belle speranze laureato in legge che giuggiola sul bagnasciuga, incontra una tizia figa, la avvicina, fa figure di merda, ma lei, miracolosamente, lo caga. E non è figa. Di più.
Com'è che lo caga? Eh... è un tipo gentile, David, un uomo di quelli tranquilli, educati, che se la donna gli dice "crederai mica di scopare con me perché t'ho rivolto la parola?" lui in effetti non ci pensava nemmeno e voleva solo ascoltare musica classica insieme e passeggiare. 
Certo... se poi la tipa ti dice che si è trasferita perché suo marito è morto, ti invita a una festa dove incontrate un conoscente comune antipatico e borioso, che ti dice che il marito, più che morto, lei l'ha fatto fuori... beh, le cose cominciano a cambiare.

Poi il noir diventa rosa. O meglio, rosso, visto che all'amore di David per Peggy si aggiunge un morto, e poi un altro. E Jim, il vecchio amico dei tempi dell'uni che ha fatto i soldi, li ha fatti forse in modo non limpidissimo, come mostra il gorilla che gli fa da autista...
Si segue la storia d'amore di David, quindi, che deve districarsi tra le bugie, che o di Jim, o di Peggy, di uno dei due sono, ma di chi?
Ecco... sapevo che andava a parare in queste zone, e la prima persona mi aveva messo al riparo dalla morte di David, ma la tensione, ugualmente, è arrivata. Perché sì, questo libro, che poi è un terzo di un trittico simile (Trilogia in nero: con il meno bello Tre ore di pura follia e poi non ho capito quale, in italiano), rende molto bene l'idea di come pur con una prima persona si possa creare tensione.
E di come, anche, si possa lasciar qualcosa di imprevedibile.
Il finale non può essere dolce, è chiaro, ma c'è e ti resta addosso un senso di ineluttabilità.
Ma non di ineluttabilità del nero, ma del rosso.
Sì, ci sono amori così, pensi alla fine, ineluttabili.

Poi che vi devo dire? Niente... Che questo non sarà certo un libro che ti resta, ma durante, è un libro che ti prende, cattura, ti lascia capire bene il senso di letteratura d'evasione
E poi, ho capito, a me i noir sghembi, come questi, con un basso bodycount, piacciono.
E' tutto, dai, vi lascio la foto dell'uccellaccio bianco che mi voleva mangiare gli occhi



4 commenti:

  1. ho scoperto da poco richard matheson e ho intenzione di leggere molti suoi libri

    paroleazzurrocielo.blogspot.it

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  2. Richard Matheson era un grande autore, anche se il meglio di sé lo dava nei racconti brevi.
    Provare per credere.

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    1. senza dubbio, ma diciamo che tre millimetri al giorno e io sono leggenda non mi paion romanzi scarsi ;)

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