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"I fantasmi" di Andrea Camilleri**(*)

Poche righe e poi scendo e lo appoggio qua, sul bancone degli omaggi, non sia mai che serve a qualcuno, questo "I fantasmi" scritto in siciliano da Andrea Camilleri con le illustrazioni di Shout. 
Raccoglie in realtà quattro puntate, e parla sì, di fantasmi.
Fantasmi a Vigata.
Il primo, un moschettiere, apparso a un ubriacone, noto, notissimo per le sue sparate, ma che stavolta no, pare proprio non essersi sbagliato, il buon Turi Persica. Non perché qualcuno gli creda, ma perché un secondo fantasma ricompare, stavolta col classico lenzuolo, e da lì lo avvistano in parecchi.
E allora?
Come cacciarli?
Ma andiamo dal prete, tanto per cominciare, che però prima acconsente a una messa, con processione, e poi... E poi niente, nulla, non ne vuole sapere. E' evidentemente venuto a sapere qualcosa, su questi fantasmi.

Ma dove non arriva lui arriva il sindaco, che contatta niente popodimeno che un esorcista, un vecchiardo, che insomma... non ha capito subito che si tratta di fantasmi e non demonio. E arrivano a Vigata, chiaramente, i giornalisti. Uno del nord, uno di Roma e uno del sud. E qui è la parte migliore di Camilleri, che un po' fiabescamente e un po' ironicamente prende per il cool un po' tutti, tranne il commissario che ovviamente fa il suo lavoro.
E il fantasma sarà soluzione scontata, quello per lo meno con il lenzuolo, così come un po' meno scontata ma alla fine emersa sarà la verità sul primo, il moschettiere.
E' tutto.
E si legge, nonostante il siciliano che all'inizio un po' spiazza, in meno di cinquanta minuti, questo librettino, e davvero, non è chissacchè, potremmo prenderlo come un divertissment, basato su una trama che sa di già visto e sentito, ma che alla fine non infastidisce e quindi boh, dai, non è stato un danno leggerlo e ho imparato qualche parola di siciliano. 
Poi ci sono anche i disegni, che hanno il loro stile e non è malvagio. 
E' tutto dai. muoviamoci che anche oggi è giornata lunga. E a presto!

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