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"Il vangelo secondo Biff" di Cristofer Moore***

Quando ti regalano i libri che non conosci c'è sempre qualcosa di incognito, e piacevole, direi, nel leggere qualcosa che non avresti mai.
Noi viviamo in ragnatele, vuoi per il web, vuoi per i gusti personali, vuoi per gli intorni, talmente liberi da essere immutabili e schiavi.
Anche io, da lettore, capisco d'essere così.
Perché per quanto sia aperto, per quanto prenda in mano qualunque cosa con le pagine e affondi gli occhi in qualunque cosa con le righe, finisce sempre che si corre su e giù per le stesse vie, con gli stessi istinti, o traiettorie, ecco, questa è la parola più adatta, forse.
E mentre per le persone è difficile da evitare, o invisibile anzichenò, per i libri è più facile.
Basta che te ne regalino uno preso da un'altra ragnatela.
E come si fa a capire che è così?
Semplice.

A me è bastato pensare: Ma se avessi preso in mano questo "Vangelo secondo Biff" di Christofer Moore in libreria quante possibilità ci sarebbero state che io lo legga? Zero, è la risposta.
E' un libro finto grosso, tanto per cominciare, ed è sarcastico e umoristico, o almeno così si professa già dal titolo (e dal resto, okay). E io, vi ricordo, sono uno che non è andato pazzo nemmeno per la Guida galattica, pur apprezzandola. 
Diciamo che forse sono uno che è difficile far ridere, (e per un secondo ci ho anche pensato, visto che faccio battute continuamente, senza sosta, e ho realizzato che in alcuni casi forse è proprio per quello, tipo che ne so, la battuta del "toccare col ditino" gli intoccabili paria indiani credo di averla fatta negli anni '80 e da lì per altre volte in varie versione, ovvio che mi faccia ridere fino a un certo punto)
Perché sì, questo libro è scritto per far ridere e altro.

Vi dico subito che non sarà il primo Moore che passerà sotto il mio naso, ne ho altri tre, sullo scaffale, e quest'estate, quando avrò finito di leggere dei classici corti e alternarli a roba interessante e/o corta, ho già scelto quale leggerò:. Demoni, perché Michela mi ha convinto.

Comunque... mi sono addormentato, e ora è mattina. Ieri era notte. In mezzo c'era il sonno, il coccolo caldo, la camera fredda, un latte caldo, e la luce fredda piena di vento, e oggi è una giornata che può essere bruttina, brutta o bruttissima a seconda di ciò che dirà il camice bianco di turno alla vecchia tra un paio d'ore e boh, vedremo. Ma si parlava del Vangelo secondo Biff.
Una avvertenza importante.
Ai lettori che hanno già letto "Il vangelo secondo Gesù Cristo" fate attenzione, molta attenzione. Moltissima attenzione. Perché voi sapete bene cos'è il libro di Saramago. Voi sapete quanti fratelli ha Gesù Cristo, com'è morto suo padre, qual è la colpa originaria di Giuseppe, voi avete negli occhi la figura di Maddalena, l'incontro con la madre di Gesù, l'amore smisurato che lega le due donne al Salvatore. Voi queste cose le avete dentro e quando affrontate questo libro farete estrema fatica a immaginare un amico di infanzia di nome Biff (da Biffsticciare, perché era sempre litigioso da piccolino) e farete fatica a sentir chiamera Maria di Magdala, Maddi
Per me è stato così.
E sapete perché? Perché non ho letto le pagine finali di Moore, quelle che si intitolano "Insegnare yoga a un elefante" e in cui, tra una chiacchiera e l'altra, si dice abbastanza bene delle libertà prese così, tanto per, inventando a cazzo riguardo agli anni di Gesù di cui non sappiamo nulla.
Ecco, se le avessi lette prima, sarebbe stato meglio. Quindi, voi che avete letto Saramago e ora volete leggere il Vangelo Mooriano, ecco, cominciate dalla fine del libro e poi partite.
E lo stesso vale per uno che ha letto i vangeli apocrifi e quelli normali, penso. 

Infatti, per dire, tra le pagine più spassose, che ho cominciato ad apprezzare, ci sono quelle sulla visita di Gesù e Biff a Baldassarre, pieno di fighe cinesi, abilissime pure con le arti marziali, E altrettanto spassose sono state le pagine in cui è comparso lo Yeti (sì, lo Yeti, sì, lui e gesù si facevano compagnia a vicenda).
E insomma... diciamo che - almeno per me - questo libro ha reso al meglio in tutte le parti in cui si è allontanato senza remore dalla voglia di insegnare qualcosa, di dare delle basi storiche, di dirci come funzionava il mondo al tempo dei romani e della vita a Gerusalemme. L'ottusità dei farisei e i sacrifici al tempio, per dire, sono cose che se le sai, se le hai vissute in altri contesti, ti risultano false e spocchiose, a sentirtele raccontare in un modo qualunquista e supponente, 
Se invece vi limitate a Gesù che ha in bocca una lucertola morta e la fa risorgere, così, tanto per giocare, morta-viva-morta-viva ecc. Ecco, allora due ghignate di gusto ve le fate.

Ma vediamo di lasciarvi qualcosa da leggere, così magari capite meglio.
Eravamo in viaggio da dodici giorni e seguivamo la mappa di Baldassarre meticolosamente disegnata, quando giungemmo alla muraglia.
«Allora» dissi «che te ne pare?».
«E' grande».
"Non così tanto».
Una lunga fila di persone attendeva di varcare l'enorme Muraglia, dove un gran numero di burocrati riscuoteva il pedaggio dai padroni delle carovane. Le stesse casette dei guardiani ai lati della porta erano più grandi dei palazzi di Erode e, sulla sommità del muro, i soldati compivano il giro di ronda a cavallo, per coprire grandi distanze. Eravamo a una buona lega dalla porta, e la fila sembrava immobile.
«Ci vorrà tutto il giorno» dissi. «Perché costruire una cosa del genere? Se puoi innalzare una muraglia di queste dimensioni, significa che puoi mettere insieme un esercito abbastanza grande da respingere gli invasori».
«È stato Lao Tzu a costruirlo» disse Gesù.
«Il vecchio maestro che scrisse il Tao? Non credo».
«Qual è la cosa più importante per il Tao?».
«La compassione? Gli altri due gioielli?».
«No, l'ozio. La contemplazione. La fermezza. Il conservatorismo. Un muro rappresenta la difesa di un paese che da molta importanza all'ozio, ma oltre a proteggere la gente la imprigiona. Per questo Baldassarre ha voluto che venissimo qui.
Voleva che capissi l'errore nel Tao. Non si può essere liberi senza azione».
«Quindi ha dedicato tutto quel tempo a insegnarci il Tao perché capissimo che è sbagliato?».
«No, non sbagliato. Non completamente, almeno. La compassione, l'umiltà e la sobrietà del Tao sono qualità dell'uomo virtuoso; non l'ozio, di cui questa gente è schiava»,
«Hai fatto lo scalpellino» osservai, indicando con il la massiccia muraglia. «Credi sia stata costruita con l'ozio?
«Il mago non parlava dell'azione nel lavoro, ma nel cambiamento. Per questo abbiamo studiato Confucio, per ogni cosa ha a che fare con l'ordine dei nostri padri, con le leggi e le consuetudini. Confucio è come la Torah: un insieme di regole da seguire. E Lao Tzu è addirittura più conservatore, poiche dice che, se non fai nulla, non infrangi alcuna norma. A volte devi ignorare la tradizione, devi agire, devi mangiare la pancetta affumicata. Era questo che Baldassarre stava cercando di insegnarmi».
«Te l'ho già detto, Gesù... e sai quanto ami la pancetta affumicata... ma non credo che sia adatta come dono del Messia"
«Cambiamento. Un Messia deve portare cambiamento. E il cambiamento viene dall'azione. Baldassarre una volta ha detto: "Non esiste un eroe conservatore". Quel vecchio era davvero saggio».
Pensai al vecchio mago, mentre guardavo il muro che si estendeva sulle colline, e poi la fila di viaggiatori davanti a noi. Accanto alla porta della muraglia era sorta una cittadina per soddisfare i bisogni dei viandanti che si fermavano lungo la Via della Seta, adesso brulicante di mercanti che vendevano cibo e bevande alla gente in attesa.
«Fanculo» dissi. «Ci vorrà un'eternità. Quanto può essere lungo il muro? Giriamoci attorno».
Un mese dopo tornammo alla stessa porta, e mentre eravamo in fila per passare dall'altra parte, Gesù mi chiese: «Allora, adesso che ne pensi della muraglia? Ora che ne abbiamo visto un bel tratto, voglio dire». "Penso che sia pomposa e sgradevole». «Se non le hanno ancora trovato un nome, potresti suggerire questi».
"E così accadde che quell'enorme costruzione divenne nota nei secoli come la "Pomposa e Sgradevole Muraglia Cinese". Almeno spero che sia andata così. Non è sulla mia cartina della guida aerea, quindi non posso esserne sicuro.

Ah, sì,perché vi devo dire che Biff viene resuscitato da un angelo (quello della morte, per altro) dopo duemila anni, che lo obbliga, in una stanza d'albergo, a scrivere il suo vangelo, per raccontare la sua versione. E quindi ci sono anche i siparietti con l'angelo, che per esempio si appassiona alle serie TV e pensa che la guida programmi sia una cosa da Messia, in quanto prevede tutto ciò che succederà.
Cose così...
E insomma... tipo lì sopra. Con Biff che si mette in testa di aggirare la Muraglia e Gesù che lo lascia fare, flemmatico, per poi pigliarlo per il culo sarcastico, ecco, sono pezzi ben riusciti. Così come tutti quelli in cui si prende il miracolo nella sua versione evangelica e lo si spiega sotto altre ottiche, molto più o molto meno realistiche (tipo la moltiplicazione dei pani e dei pesci o lo stesso resuscitare.
Per certi versi, mi ha ricordato dalla parola di Giobbe, di Giobbe Covatta, per altri versi Sedaris.

Ma vediamo di concludere, che devo andare.
Che dire di questo libro? Alla fine, dalla metà in poi, soprattutto, mi ha preso bene e me lo sono letto in scioltezza, e pure facendomi qualche risata. Nella prima parte ho faticato, invece, per i motivi che vi ho detto. Il finale, dove si torna a essere seri, e dove, bene o male, il protagonista muore, e quindi si è tristi, ecco, lì di nuovo riemerge un po' di pesantezza, perché non fa ridere e non fa nemmeno piangere. Ma nel complesso bisogna riconoscere a Moore almeno un paio di grosse qualità.
E' abilissimo a gestire i dialoghi, che sono sempre sciolti, rapidi, ed ha una scrittura agile, scorrevolissima, mai pesante.
Da rinfacciargli avrei che è troppo comodo, quando si avvede di un anacronismo, liquidare la cosa con "si so che non poteva essere così ma il senso è quello", nel senso che mi sta benissimo che mentre racconta biff parli di cose che duemila anni fa non c'erano, ma mi sta meno bene che lo faccia Gesù nei suoi discorsi diretti. In ogni caso è poca roba.

Bene, prendo armi e bagagli e vado via con la vecchia, e poi pranzo, e poi consigli di classe, e poi lezione, e poi forse disegnerò un Oni, e domani si lavora di nuovo, perché ve l'ho detto che ho di nuovo quattro lavori? Per fortuna che uno dei quattro mi hanno pagato va. Sennò vi venivo a chiedere i soldi della rata dell'auto. :D
Alla prossima! Con un libro PEM, il libro più Pem che ho letto da anni a questa parte.

5 commenti:

  1. Sono uno di quelli che non ama Moore.
    Ho letto "Un lavoro sporco", libro carino ma dal fiale tirato via e "Suck" di cui non ci si capisce una mazza.
    Il problema - mio - è che sembra voglia far ridere a tutti i costi e non ci riesca.
    Sarà colpa della traduzione, o di quello che vuoi; fossi in te risparmierei il mio tempo.

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    1. mmmm ma, guarda, vedrò. Certe cose non mi dispiacevano, ma fin dalle prime pagine avevo capito che era andato a toccare qualcosa che era molto difficile. Un'altra opportunità gliela do di sicuro, più avanti, soprattutto se è per libri che non hanno legami con fatti troppo storici, tipo questo.

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    2. E allora vai di "Un lavoro sporco" che se non riesco rivendemelo su ebay te lo spedisco volentieri.

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    3. vuè, calma calma, che ho un sacco di classici e libri PEM anche :D

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  2. Allora, nel caso, lo terrai vicino agli altri acari. :-)

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