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"L'occhio del vento" di AAVV (epub)**

Ora. Oramai non dovevo parlarne di questo ebook, che non so com'è che ce l'ho (credo la colpevole sia Romina, ma non ci giurerei) e non so bene perché l'ho letto fino alla fine... cioè, perché era corto, ma in linea di massima non era materia che faceva per me. :)

Anyway, siccome ce l'ho ancora nel lettore e ho mezzora da rubare, la rubo e ve ne parlo.
E' uno dei tanti, tantissimo ebook che nascono dai tanti tantissimi concorsi letterari che pullulano sui tanti tantissimi blog del sottobosco letterario italiano.
Ce ne sono di belli e di meno belli e di vario genere. Io Abaluth, il blog casa che ha generato questo ebook, non lo conosco. Anzi, oramai da quando non ci ho più il faccialibro non leggo blog e pure pochissime altre cose e amen.
Ma anche non conoscendolo ho capito che il genere è quello viaggiante verso il poetico romantico andante, vuoi spesso con dentro della buona morale, forse, o comunque è questo che esce da questi racconti.
In media, non vi arrabbiate, non mi sono piaciuti.
Il tema comune, che è il tema del concorso, è il vento, ed è forse una cosa penalizzante, per alcuni, perché sai già dove si vuol andare a parare.

Facciamo quindi che li scorro via via, e vedo se me li ricordo un po' meglio, perché ora come ora, mi tocca ammettere che non ne ricordo quasi nessuno. Uno solo, anzi, quello della ragazza che ha quasi subito violenza e dell'impatto psicologico di un non-fatto che è stato trattato bene, e infatti si lasciava ricordare. (Ah dire il vero me ne ricordo un altro, ma esattamente per i motivi opposti, e non vi dico qual è. E vediamoli, questi nove racconti sputati fuori nel 2012 e che sono gratis e che volendo potete leggere pure voi, basta un download.

Il primo è Narghilè e tratta di un tema comune, per le donne islamiche e di molte altre parti del mondo, ovvero il matrimonio combinato e la condizione infima della donna. Il vento è quello del deserto e i protagonisti sono soprattutto - manco a dirlo - il padre (vero master della questione) e il fratello maggiore. Questo non mi è dispiaciuto, ed è scritto anche con stile, tuttavia mi ha lasciato un po' così la visione che continuavo a trovare "nostra" nel senso di occidentale. Non una visione "da dentro". Pace. Chiaramente c'è il lieto fine e l'onnipresente e inflazionatissimo Inshallah!

Il volo, di Romina proprio, è il secondo e non mi è piaciuto granché. Vuoi per lo stile un po' ingenuo e manicheo, ma alle buone premesse di una crisi di mezza età si è aggiunta una storia d'angeli e cadaveri che mi suonava falsa e un pochettino sconclusionata. La prima persona soprattutto non l'ho digerita bene, e amen, Romina mi perdonerà se ho fatto fatica a finirlo.

Il terzo è una sorta di fiaba morale sul dio Vento e di un suo viaggio... Non vogliatemi male, ma ho faticato da bestia a finirlo e saltato un sacco di righe. troppa, troppa retorica e finta poesia

Il quarto lo sto rileggendo ma fatico a bestia a distinguerlo dal precedente. Un dramma comunque del vento che si innamora di una bambina e ragazza e si strugge ecc. ecc. Purtroppo è iperaggettivato da morire e sembra un manuale per usare thesaurus...niente, anche questo ho faticato ad arrivare alla fine. Troppo ammmmore, più che altro. L'uso del passato poi, non è che aiuta, dando una sensazione di retorica a ogni frase.

Silvia rimembri ancora, si chiama quello dopo, e questo è invece un racconto che ora che l'ho riletto non ricordo con dispiacere. Ambientato a Trieste, città della bora, e costruito su una storia scolastica poetica leopardiana,

Siam al? boh. non so. Valentina, di Rossana Zago. Titolo da cambiare, okay, ma è il racconto che vi dicevo. Uno stile abbastanza personale e una storia semplice, in cui il vento entra in modo corretto e misurato, come coprotagonista. Un superamento di un trauma con un approfondimento psicologico non originale ma onesto.

Poi di nuovo ho avuto fatica. Il Principe del Vento, con tanto di maiuscole, e mi sembrava di nuovo simile a quei due là, tipo favola con animali che agiscono come esseri umani ecc. Niente da fare,,, anche qua ho faticato e sono arrivato a fatica alla fine.

Penultimo è "L'intervista del secolo" che ci racconta di uno show televisivo con un'ospite incredibile... chi sarà mai? Che sia mica il vento? eh, sì, proprio lui. (e aridaje con sto umanizzare il vento, che poi, dal punto di vista strettamente fisico-geografico, il vento manco esiste) e comunque, potevo anche farcela, senonchè si è partiti con un pippone moralambientalista dei più scontati, del tipo "siete voi umani che rovinate l'ambiente con le vostre azioni e sbroc sbroc" e ci mancava soltanto il classico "qui una volta era tutta campagna." non piaciuto, sorry.

E alla fine anche questo non me lo ricordo, aspettate  che rileggo... ah sì, la canzo boh, un soliloquio di un pericolo incombente con tanto di black box galattica... ovvio che me lo dimenticavo. :)

Dai, su, non vogliateme... Alla fine sono comunque progetti piacevoli e onesti, soprattutto. E' che l'accoppiata vento-poesia non si è prestata, purtroppo, all'originalità, ma insomma,,, sono tutti racconti onesti, e lo spirito e la voglia di scrivere e di fare bene le cose si intuiscono (se non altro dalla cura della correzione bozze e dell'epub, ben fatto), quindi il giudizio è mitigato.
E' tutto va... ci ho messo un'ora alla fine, ma vabbè. E' fatta e al prossimo!

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