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"Notizie dalle tenebre" di Joe R. Lansdale****

Pensavo di parlarvene oggi, ma ve ne parlerò domani.
Di cosa? Ma di Joe!
Sì, perché c'è questa ultima sua fatica targata 2014, in giro per le librerie da qualche mese, e lasciatemelo dire: è una pura, sporca, invereconda operazione commerciale tagliata su misura per l'Italia, con tanto di una introduzione del buon Joe scritta per noi, e una serie di presentazioni italiche del libro. E già che ci siamo, il titolo è orendo, per banalità e inutilità. Inricordabile. Ma.
Sì, perché c'è un ma.

E il ma è che alla fine, nonostante un paio di cose non le abbia trovate ben scelte, questo libro vale le pena di essere letto, soprattutto dagli amanti dell'autore. E quindi, facciamo così, siccome penso che la domanda che i più si fanno, se conoscono già Lansdale, è: ma non saranno i soliti racconti che ho già letto?
Rispondo dicendovi subito che per me, che bene o male ho letto tutto, c'era solo una cosa che avevo già, ma vi dirò che è anche l'unica per cui vale già di prendere la raccolta.

Mi riferisco a Bubba oh thep, o come diamine si scrive, un racconto lungo, o mini romanzo, che era stato edito eoni fa dalla Addiction, se non sbaglio, e che è stata una tra le opere prime a entrare nel mercato italiano di Joe quando ancora non lo cagava quasi nessuno. E' un racconto folle e fighissimo. Non l'ho riletto, ed è l'unico, di questa raccolta, che non ho letto. Ma vi dico subito che è fulminante. Il protagonista è Elvis Presley, in una casa di riposo, allettato, con un grosso bubbone pieno di pus sulla cappella che vorrebbe schiacciarsi e una mummia in circolazione. Ed è chiaro, voi crederete più all'esistenza della mummia piuttosto che a questo, anche perché la mummia vuole compiere un omicidio e chi, se non il nostro vecchio sporcaccione più morto che vivo potrà impedirlo?
Un pezzone galattico, questo, dove troverete il Lansdale più folle e sboccato, quello che di solito amate di più. Ma a parte questo raccontone, facciamo così. Li ripercorro assieme a voi guardando l'indice e vi dico un paio di righe si ognuno. 

Ombre e sangue, è un racconto che ripercorre il vecchio patto col diavolo, solo che dentro ci si mette la musica, la chitarra, e una bestiaccia cattiva cattiva che ti dà proprio l'idea di inesorabilità. Insomma... le altre dimensioni è meglio lasciarle perdere. Un racconto più che sufficiente, direi.

Il vecchio sulla sedia a rotelle, invece, è una specie di giallo che si risolve in un lampo grazie a questo antipatico vecchiaccio catarroso amante dei documentari sui serpenti. Il colpo di classe è far raccontare la storia a una prima persona che non c'entra niente con la storia, anche se è il nipote del vecchiaccio, casualmente a fargli visita. Mi è piaciuto molto.
Jack sei dita sarebbe un bellissimo racconto mezzo western di quelli cattivi, dove tutti sono cattivi e non bisogna mai fidarsi di nessuno, soprattutto delle donne, ma... è una black box della madonna! irritante, quasi. Non ci potevo credere. E pensare che evidentemente lo ha fatto apposta non mi ha aiutato a capire perché lo ha fatto. Se lo scriveva in terza persona era un pezzone.

Strappato via è una storia scritta per il format celebre di Ai confini della realtà, e siamo sempre sul western andante, perché allo sceriffo che controlla la macchina nera e il pazzo tizio senz'ombra che è dentro succede di sentire e vedere qualcosa di folle e terrificante. Racconto sufficiente, ma niente di eccezionale.

Mr Orso è un racconto tra quelli che ho preferito. Lo spiega bene Joe nell'introduzione: prendere un'idea assurda e portarla avanti. Mr Orso, ma non ve ne accorgete subito, non è un essere umano... il resto funziona di conseguenza.
Saltando Bubba si arriva a Caccia all'anatra, racconto brevissimo con fin troppa visione anticaccia usando il metodo opposto... boh, questo è uno dei pochi, forse l'unico, di cui potevo fare a meno.

Vita da soldati è un racconto di guerra americana e di indiani, di neri e di crudeltà. Crudeltà senza un bene o un male, per altro. E nemmeno contro la guerra. E la voce narrante, un nero da poco non più schiavo, è azzeccatissima. Un bel pezzo che ti tiene lì tutta la storia.

Il Dio del rasoio è il migliore. Un pezzone, un racconto che ti fa paura, che ti caghi in mano, e che alla fine è perfetto, giostrato perfettamente nei tempi e nei meccanismi. Un ladro entra in una vecchia casa, cerca antiquariato di valore e trova quello che era l'immondezzaio di un serial killer, che però... è morto. Si sa, il dio del rasoio non perdona, se lo tradisci... Splendido. Consigliatissimo.

E se Il Dio del rasoio è quello che preferisco, Le stelle cadono, a seguire, è un racconto coi fiocchi, praticamente perfetto. Sai già cosa aspettarti, sai già dove andrà a finire, eppure è una storia bellissima e crudele... perché i morti in guerra a volte non muoiono e vengono a reclamare ciò che era loro. Da leggere.
Poi c'è la casa e io, che è una storia strana, con una casa infestata che poi si rivelerà essere solo una manifestazione. Una bella storia, che inquieta e spaventa in tutta la prima metà, come ogni storia di fantasmi, a vira quasi al tenero verso la fine. Lascia soddisfatti.

Una sera al biliardo è un racconto dark, brevissimo, di cattiveria pura. Perché gli uomini sono cattivi, e a volte tirano fuori la pistola senza tante menate e sparano.

E poi c'è il terzo grande, grandissimo pezzone: L'uomo pieghevole. Un racconto visionario pieno di terrore puro, perché la notte di Halloween, se vedete un'auto nera, è meglio che la evitate. E non fidatevi nemmeno se a bordo ci sono le suore. Forse... non lo sono. In ogni caso ci sono mostri, in quest'auto, degni degli incubi barkeriani. Bello e teso come una fucilata.

Poi c'è prima e dopo la caccia, che non è granché, per l'idea, ma è ben gestito per i pensieri dei personaggi... una crisi coniugale, risolta andando a caccia di qualcosa che non è vera e propria selvaggina... Leggibile, suvvia, purché non badiate molto alla sorpresa che non è il clou del racconto.

Poi c'è il racconto brevissimo In riva al mare, vicino al grande scoglio, che è caruccio, ma non granché, e rimette in gioco la solita storia di luogo che spinge al male. Ma è giusto un passaggio prima della gran chiusura, un racconto che ci viene narrato niente popodimeno che da... Huckelberry Finn!

Sì, proprio lui: L'isola del terrore che sorge nelle notti di luna piena in mezzo al Mississippi è un qualcosa che ricorderete a lungo, se non altro per le innumerevoli citazioni letterarie che vi sono contenute. Mostri e creature cattive, comunque, che pullulano quest'isola e sarà per puro miracolo che Huck riuscirà a fuggire... tutto da godere.

Bene, ho finito. Sono... 16 racconti per 468 pagine. E di 16, fatemi pensare, ben 8 sono dei buonissimi pezzi, davvero da leggere. 5-6 sono più che discreti e gli altri due sufficienti. Solo un paio e molto brevi li ho trovati prescindibili. Valutate voi quanti ne avete già letti, perché alcuni sono già stati pubblicati. A me, a parte Bubba, è andato tutto bene, da leggere o rileggere. E' tutto, dai, ora basta Lansdale e passiamo a letture di altro genere, che in realtà stavo facendo, ma trovandomelo in mano nuovo in biblio non ho resistito.

4 commenti:

  1. Io lo leggo da anni, non li ho tutti, Lansdale è di una ricchezza incredibile, passa dagli horror ai gialli, dai western ai fantasy con la facilità che è tutta sua.
    Effettivamente avevo letto che questo era un'operazione commerciale.
    Ovviamente l'ho messo in nota.
    Grazie
    Elisa Sala
    Ps. ho postato degli haiku con disegni!

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    1. eh sì, lansdale è anche una mia vecchia passione. di quelli che non riesci mai a dirne male, come un vecchio amico:)

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  2. Preso! Sono arrivata al "Dio del Rasoio" e finora è quello che ho preferito anch'io. Cupo, inquietante e malvagio. Un horror di quelli veri, insomma.
    Non ho proseguito oltre nella recensione per evitare gli spoiler, ma torno a sbirciarla appena l'ho finito!

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    1. ahahah, si si, il dio del rasoio, quanto bello!
      ma anche dopo dai, prosegue bene :)

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