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Ogni tre (breve racconto horror)


Ogni tre

Un refolo infila le dita sotto la maglietta e Rebecca rabbrividisce.
Sua nonna giocava coi temporali, e sua figlia adesso è alla finestra, in attesa.
«Che fai?»
«Niente… mi piace la bufera», risponde la bambina, senza nemmeno voltarsi.
Rebecca lascia cadere il discorso e sprofonda nei ricordi.
La rivede piccolina, in bilico sulla piccola mano una serpe di cubetti allineati, sinuosa, viva.
Rimembra Ercole, che le abbaiava contro. Lo avevano ritrovato a brandelli, la mattina successiva, disseminato in giardino, dilatato fino a esplodere. Con acqua, sì, ma non allo stato liquido. Una crudeltà disumana.
E ieri il padre l'ha sgridata, con rabbia, per un capriccio al momento sbagliato. A momenti rientrerà dal lavoro e Rebecca ha paura.

Il cielo è nero, e minaccia grandine.

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Ogni tanto non so perché lo faccio, ma partecipo ancora ai concorsi di scheletri. Così, tanto per. I raccontini si fanno in una sera, si pensano in una corsa di tre quarti d'ora. Questo l'ho riletto, dopo aver visto che come al solito è stato schifato, come mi aspettavo, del resto, e mi è piaciuto ancora. Lo trovo riuscito e ora lo traduco pure in friulano, che secondo me viene bene. Ci ho aggiunto solo un paio di parole, che avevo tolto per stare nei cento, ma l'ho lasciato in sostanza uguale. Le streghe mi hanno sempre affascinato. Quando ti rendi conto che c'è chi augura il male e il male arriva, non è che ci credi, ma diciamo che non ci scherzi. Qui, l'idea nasce da un'altra cosa, il rock balance, o come cavolo si chiama, quell'arte/passatempo di mettere in equilibrio i sassi. Ho pensato ai cubetti di grandine, qui in una foto di repertorio del mio hard disc, e a quanto sarebbe letale dominarli come fossero un essere senziente, che compone serpi. Un'arma che non lascia traccia, insomma...

12 commenti:

  1. Ricordo un giallo, un vecchio giallo. L'arma del delitto un coltello di ghiaccio.
    E' un buon racconto, ottima l'idea, con le bombe che da un po' di tempo in qua arrivano dal cielo.
    Posso?
    ***

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  2. A me piace. Ma se si desiderasse condividerla su un blog, come "piffero" si fa?

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    1. ah boh, clicca, schiaccia, condividi, copincolla, materializza e schiavizza un amanuense, fai tu :)

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  3. Beh, il refolo che infila le dita l'ho trovato bellissimo. (E anche l'amanuense fra i commenti). Il resto... una strega che gioca con le bufere la brucerei anche, dopo che mi ha rovinato la macchina nuova "perché ha giocato con la grandine senza permesso". Ma anche per scaldarmi, visto questo lugliembre.

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    1. oh... povera cash kay, :(
      ma tu alla strega cosa avevi fatto eh? (e non dire niente che valgono anche i pensieri!)

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  4. è delicato e al tempo stesso inquietante, di quell'inquietudine che solo i bambini riescono a trasmettere quando hanno quell'aria di innocente malvagità...
    Nota a margine: ho letto i primi tre classificati del concorso su Scheletri e vabbé, diciamo che non mi trovo molto in linea con le scelte della giuria.

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    1. figurati io... una volta scrissi un decalogo delle cose da non scrivere per i racconti brevi horror. tu sai bene quante centinaia io ne abbia letti. uno dei punti era "non scriverai un racconto dove alla fine si scopre che lui/lei 'è un vampiiirooo' " quindi...

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    2. no no no, ti prego, sono già abbastanza poco popular, non scherziamo. Puoi rifarti la bocca dai racconti andando a leggere, da quella lista, Farfalle. è difficile ma bello.

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  5. Sì me lo ricordo, l'ho letto il tuo decalogo *si gongola con l'espressione di quella che sa tutto lei*! Faccio una cosa cattiva se lo linko alla redazione di scheletri? No, dai, scherzo... però male non gli farebbe.

    Ok, la mia razione di acidità per oggi è distribuita, avanti il prossimo!

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  6. Un racconto flash di rara efficacia. La faccenda del cane "disseminato" in giardino però non mi torna... Ho capito cosa è successo (in pratica la piccola ha il potere di far grandinare e lo usa per vendicarsi), ma quella parola, secondo me, imbroglia l'immaginazione del lettore.

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