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"Testimone auricolare" di Ferdinando Albertazzi**

Volete sapere una cosa? Non l'ho praticamente finito, questo penultimo libretto della serie de I Corti. Perché? Perché era bruttino, ecco.
E quindi non posso spenderci molte parole, ho deciso.
Comincio con dire che Testimone auricolare, ha lo stesso titolo di un libro di Elias Canetti, che non so chi diavolo sia ma so che è famoso e bon, era giusto per dire.
Poi, vi dico che è un poliziesco, c'è un omicidio e un testimone, che però non ha visto, in quanto è stato scaraventato a terra dall'assassino in fuga, ma ha sentito, in quanto stava registrando con il registratore "per scuola".
Arriva il commissario, un inverosimile personaggio, e la sua squadra, 3-4 poliziotti che sono tutti uguali, più o meno, e poi ci sono i due amici del testimone, e il professore che gli ha dato il compito, e la portiera dell'albergo, e i negozianti che ricamano i jeans come quelli dell'assassino, e la signora delle pulizie del morto, e la signora dell'osteria dove il morto mangiava, e anche un signore che sembrava conoscerlo e pranzava lì, e uno zelante cameriere, e i sudamericani, ovvio, che qui, almeno, si dà la colpa al "negro" senza tante paranoie di politically correct o altro. Ecco, tutto questo in 40 pagine. 
Avete capito no? Troppi, troppissimi personaggi. Da tagliare assolutamente, almeno, i due compagni di Mattia, l'adolescente testimone, e i colleghi di Alex De Maria, il poco credibile commissario.

E' un'accozzaglia di avvenimenti, il giallo, con la polizia che si avvale, fomentandola, nelle indagini, di tre minorenni, il testimone e i suoi colleghi, arrivando assurdamente a mandarli a indagare qua e là, per poi riferire. Ma stiamo scherzando? Non è minimamente plausibile, così come sono mal gestiti i continui salti temporali e un commissario che pare schizoide, prima insulta i colleghi incapaci di lavorare e poi un secondo dopo si rivolge ai ragazzini dicendogli che ormai sono della squadra e che senza il loro aiuto non combinavano un cazz ecc. E alcuni comportamenti della polizia sono ridicoli, nel senso che non è che metti sotto sorveglianza con un uomo 24/24 tutto quello che ti passa per il cervello (la casa del morto, la padrona dell'osteria, il negozio di jeans, la domestica...) insomma... il realismo, quando fugge via troppo lontano, va richiamato indietro. 
I ragazzini di 13-14 anni saranno anche stupidi, ma da lì a fargli credere che potrebbero essere impiegati attivamente in un'indagine della police per omicidio, embè, suvvia, siamo seri...
Quindi siamo al penultimo corto, si diceva. 
Me ne manca uno, che ho appena fatto chiedere a Sara, ché io sono pigro, e quindi avrò fatto una cosa completamente inutile, ma almeno ho letto una trentina di novelle per giovani adulti, che male non fa. Se non altro ho scoperto qualche autore nuovo e qualche cosa di cose in giro per il mondo.

E adesso? Adesso niente, come ben sapete questi libri sono fuori catalogo e non dovete sbattervi a cercarli e quindi, più o meno, sono dei post inutili. Ecco perché vi cercherò delle altre cose, che magari vi piacciono o che comunque interessano anche a me. Emanuela mi ha chiesto chi era Tina Modotti, l'altro giorno, e io mi sono sorpreso a non saperne troppo, a parte la parte più gossip. Ora ne so qualcosa di più, e vi posso solo riassumere che era attrice, fotografa soprattutto, e attivista politica, e donna da gossip, suvvia.
E ho deciso che uso questo resto di post non per dirvi cosa mi sono appena letto, ma per lasciarvi qualcuna delle sue foto, che è sempre bello vedere.








E infine, di nuovo lei, bellissima, in una foto dell'amante/fotografo/nuovocompagno Edward Weston.

4 commenti:

  1. Però almeno c'era la donna nuda. U.U

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  2. Non avevo visto quest'ultima parte, molto interessante, belle foto, per me poi che amo il nudo in pittura. L'ultima foto mi ha ricordato la copertina di un vecchio libro
    Il mercante di fiori di Cugia.

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