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"Jacum dai zeis" di Morgante D./ Rossi G./Moretti P.***

Jacum dai Zeis... chi era costui?
Lo conoscono in molti, moltissimi, nei miei paraggi, e lo vede qua, in questa foto rubata al museo etnografico, su in Castello a Udine. Però non è che vi sto per parlare di un personaggio, no, ma del solito, serale, libro per bambini... una produzione del progetto integrato cultura, dal titolo, appunto, Jacum dai Zeis, prodotta per l'infanzia, in cui mescolato all'aspetto narrativo c'è un aspetto didattico prevalente, nonché linguistico.
Però magari due cose su Jacum ve le posso dire.
Tipo che i miei nonni, talmassonesi, abitavano vicino a via Jacum dai Zeis, e che - da piccolo - pur scoprendo in seguito non fosse vero - mi hanno sempre spacciato che Jacum fosse nato a Talmassons (e invero, lo sono i suoi eredi, attualmente).
Perché? Chi era costui, così apprezzato da raccontar balle per accaparrarsene i natali?
La verità storica, infatti, è che è un venditore ambulante, borderline, di ceste fatte in vimini, ma anche altro (era un trafficone, suvvia, uno che vendeva e comprava di tutto, credo) che a Talmassons andava settimanalmente, per il suo giro, pur essendo nato a Paradiso.
Vi dico subito, che essendo mia madre, cresciuta con i suoi racconti, venuti per via diretta da mio bisnonno, che a quanto pare era un po' trafficone pure lui, e con Jacum aveva parecchio da spartire, quando passava a Talmassons, dicevo, essendo tutto ciò, io con i racconti di Jacum ci sono cresciuto, ne più ne meno che con il Pieri delle fiabe o tutti gli altri soliti, grimmanderseniani.
Non vuole, questo, essere un post per dirvi chi era Jacum, che non lo so molto bene. Ci sono altri link, tipo questo, dei ragazzi cre attivi, o la piccola bio, o tutte le storie legati ai suoi scherzi e alle sue mattane. Tipo questa, in friulano, che trovate qui nella pagina dove vedete un monumento dedicato a Jacum, in cui dopo aver rubato una camicia al prete, che era stesa ad asciugare, il giorno dopo sostenne questo dialogo:
Prete: Allora Jacum, come va?
Jacum: Mi sta un po' comoda di collo...
Prete: Ah, Jacum, tu hai sempre una delle tue!
Jacum: Eh, no, ilustrissimo, stavolta è una delle sue!
Insomma, cose così. A decine. Molte delle quali perse, smarrite nelle tombe dei nostri nonni e non più recuperabili. Io ricordo sempre con piacere quella di AIUT, ovvero il suo grido, per le vie del paese, a squarciagola, che pareva chiamasse aiuto, mentre poi, quando tutti uscivano di casa, lui diceva "Aiut, aiut di chel piçul!" ovvero, stava vendendo aglio (Ai, in friulano) di quello piccolo, ovvero aiut.
Bene... ora che sapete tutto ciò, veniamo al libro.
- è in friulano (perché parlar di Jacum, in italiano, non ha alcun senso)
- è un cartonato grosso, resistente, quadrato, con inserto
- era un progetto per diffusione culturale, e quindi gratis, chi ce l'ha ce l'ha, chi non ce l'ha si attacca, ma lo trova per le scuole e per le biblioteche
- ha scopi linguistici e didattici, soprattutto nell'insegnare i mestieri e i colori e a leggere e scrivere.
- ha disegni particolari, per illustrare queste quattro storie, che non sono i classici segni del bel disegnare, ma mescolano arte infantile a una vena naive/surreale e io trovo belli e riusciti: per infanzia, ma senza essere banali. 
- ha un elevato contenuto valoriale, nel senso che si sottolinea la bellezza della località, la bontà e la generosità di Jacum
Basta, è tutto. Vi potrei dire, come dice mia mamma, che Jacum, purtroppo, è morto in ospedale psichiatrico, ma anche questa cosa non so se è vera o se è solo l'ennesima chiacchiera. 
Difetti del libro, uno, soprattutto. Delle quattro storie solo una è una vera storia di Jacum dai Zeis, quella in cui spacciò delle zucche per uova d'asino (ovviamente, non erano tutte cose vere, né sue, ma lui le raccontava come se) che è, per certi versi, esilarante. Le altre tre sono descrizioni di presentazione. Io avrei preferito che i rapporti fossero invertiti. 
Bene. Post lunghissimo.... ma almeno sapete chi era Jacum, e se un giorno scriverò un romanzo in friulano, magari, il protagonista sarà lui. Magari, intanto, potrei scriverci un bel racconto... ora che, avete visto, l'Osteria ha riaperto i battenti!

Edit: visse, in effetti, per gran parte della vita, a Talmassons.

2 commenti:

  1. Invero, seppur interessanti per me come padre (e pure per altri come padri), ti sei creato il deserto attorno...
    Cioè, magari per leggere si legge, ma poco si commenta.

    E' difficile commentare quando si ha poco da dire.

    ...

    e io non lo so.
    Passo, saluto e me ne vo.

    Buona notte, Re Gelo!

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    Risposte
    1. ahahah, si si, ma non sono come quei malati di blog, che stanno lì a contare gli accessi, ora leggo questi, ora parlo di questi. punto ;)
      il deserto è buona cosa :D

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