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L'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono***

Era dicembre, era tipo preNatale, tipo il 23, forse il 24.
Avevo voglia di cominciare e finire un libro, perché da troppo tempo non ne stavo finendo nessuno. E che fosse per bambini, e che fosse, magari, uno dei Salani istriciosi, che ultimamente sto apprezzando assai.
E così sono andato al centro commerciale qua vicino, alla Feltrinelli, e sono uscito con questo "L'uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono, nonostante io sia profondamente allergico ai titoli col congiuntivo dentro.
Perché?
Perché ho scoperto che è un libro vecchio (1953) di un autore nato nel XIX secolo (1895) ed è cortissimo, ecologista, con dentro i disegni, allegorico e famoso (ha vinto, nel 1985, l'oscar cortomettraggico d'animazione, e gira anche il dvd e lo trovate sul tubo e anzi, siccome magari quando ho tempo, me lo guardo, dura mezzoretta, ve lo metto in calce al post)
Insomma... una di quelle cose che "la conoscono tutti, tranne me... tranne meeeee, tranne meeeeeee".
Ma ora la conosco anche io.
E di cosa parla, questo breve racconto di Giono, che poi non ha scritto solo questo, ma anche L'Ussaro sul tetto, e altre cose che non conosco? Parla di quel che vedete nel titolo!
Anzi, il titolo è la sintesi del libro, e basta una frase in più per farne riassunto: un uomo di racconto di quando ha conosciuto l'uomo che piantava gli alberi.
Fine.
Mi è piaciuto, ve lo dico subito così non vi preoccupate. 
E lo dico con la coscienza di essere particolarmente sospettoso con i libri lecchini, ipercologisti, trasudanti bontà e piccoloprincipizzati. (la piccoloprincipizzazione è il male peggiore). Questo non presentava nessuna delle suddette malattie, per fortuna, anche se, a prima vista, lo si sarebbe potuto sospettare.
E' una storia, una bella storia, poeticissima, che usa una vicenda inventata per raccontare di un pastore, in una regione desertificizzata della Francia (Eléazard Boffier) che dedica la sua vita a seminare gli alberi, avendo con evidenza raggiunto uno stato mentale di pace con se stesso e con la natura. Sì... lo so, l'avete già pensato: che lagna! E facciamogli violentare una pecora, a questo Eléazard, per dare un po' vita a tutta questa noiosa bontà!
E invece no, tranquilli.
Accompagnato dai soliti, minimimalisti, disegni salanici, tipo questo che vedete, la storia del pastore incanta, e incanta soprattutto per un'altra qualità, latente, affiancata al suo elevato tasso di ecologicità: la dedizione.
Non te ne accorgi, ma è il fascino della dedizione che ti trascina. Metodico, imperterrito, pacifico, inpermeabile ai fallimenti, Eléazard semina alberi dove non ce n'è.
Riuscirà a fare qualcosa? O arriverà l'uomo, quello che dice che non puoi seminare sul terreno che non è tuo, a sradicare un sogno?
Non ve lo dico, ovvio, anche se potete tranquillamente scoprirlo con qualche clic, visto che - a quanto dice wiki - il libro è stato dato ai lettori gratuitamente, ai tempi, perché Jean Giono voleva semplicemente far amare gli alberi.
Quindi, se per caso dovete fare un regalo a un bambino che vedete ben disposto nell'amore degli alberi e della natura, potete regalarglielo, sì... non vi muore di diabete e se vi va bene, non si mette a incidere sulle cortecce frasi come "I love Jolanda".
Anche se poi, magari, insegna anche un po' di dedizione (che è molto più difficile da insegnare dell'ecologia, eh)
Direi che è tutto... 
Ah no, un'altra cosa. Il racconto è narrato con una prima persona così convincente, ma così convincente che tu pensi a una storia vera. 
Non lo è.
Però... ed è la riflessione migliore che può far germogliare una storia: tu vorresti che fosse vera!
E potrebbe anche esserlo, certo. Chissà... 
Ah, a proposito, nel tentativo di guadagnare qualcosa col blog, e visto che me l'han proposto, mi obbligherò, a fine post, a scrivere il link di acquisto su libreria universitaria... tanto tranquilli, le condizioni contrattali di tracciamento di un eventuale acquisto on-line sono così stringenti che posso pacificamente continuare a parlarvi bene o male o malissimo dei libri come ho sempre fatto :D

A presto, amici di blog, per tre giorni non ci sentiamo, che sarò a Roma.
Vi lascio col link, vi lascio col cortometraggio:

Per acquistare questa edizione de "L'uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono
Salani, Istrici d'Oro - pagg. 51 - Euro 10.00


Per guardare il cortometraggio (se funziona...):
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8 commenti:

  1. ...perché allergico ai titoli col congiuntivo dentro?
    Ma hai qualcosa contro il Piccolo Principe, o solo contro la piccolaprincipizzazione, o entrambi? In tutti i casi, perché?
    Bella la cosa che è stato dato gratuitamente!
    (e sarebbe ancor più bello, se oggi lo stampassero in carta riciclata, visto che parla di uno che piantava gli alberi!).
    ^_^

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    1. l'uomo che sussurrava ai cavalli
      la bambina che amava tom gordon
      il nonno che porconava in aramaico
      no, forse quest'ultimo non c'era, ma insomma... ci siamo capiti-
      non ho niente contro il piccolo principe ma contra la sua sopravvalutazione e soprattutto la conseguente piccoloprincipizzazione di alcuni poi altrettante sottovalutati... (vedi gabbiagattinelli vari) sì.
      :)
      tu piuttosto?
      tutto bene?
      Stai sottacqua come Catania?

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  2. In che senso Catania sta sott'acqua???
    :-/
    Io tutto bene, soffro di disoccupazione cronica, ma sembra che sia un virus diffuso, ultimamente. Sono troppo fan del Piccolo Principe, per essere obiettiva.
    Comunque...
    Ti prego, prestami la bambina che porconava in aramaico!

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    1. ehm... ma non li leggi i giornali tu?
      c'era un nubifragio :)
      comunque se rispondi così okay, ti presterò lo zio che porconava in sanscrito ai cavalli. :D

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  3. ...ho appena letto.
    :-/
    Cavolo! Stamattina ero a Catania, ma sembrava tutto a posto, nelle zone in cui sono stata io. Ora che ci penso, anche ieri mattina ero a Catania, ma era tutto a posto. C'era il mare con le ondone, ma a parte questo, tutto okey, neanche pioveva, appena qualche goccia. Per questo non capivo!!!
    Io comunque in un paese vicino, e qui tutto okey.

    Ma allora prestami il piccolo zio, che porconava in sanscrito ai cavalli del nonno aramaico!!!

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  4. Ha nulla a che vedere con Jhonny seme di mela?.
    Da quel che ricordo, questo personaggio aveva portato piantine e semi e li aveva piantati e seminati negli State, al tempo delle grandi emigrazioni. Credo fosse inglese. Anni fa è uscito un francobollo in ricordo.
    Credo, se ben ricordo, ci fu un cartone animato di Disney, molto bello.
    Allora non si parlava di ecologia.
    Personaggi fantastici !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    1. non so se sono collegati, forse magari no, tanto l'idea è abbastanza comune, bellissimi anche, nel film di myazaki la principessa mononoke, gli animali che piantavano alberi di notte che l'uomo continuava a sradicare il giorno dopo...
      eh... gli alberi ci sono così simili, enon se ne accorge nessuno. :)

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    2. “Johnny Appleseed”, all'anagrafe John Chapman (1774 -1845), infermiere e missionario della chiesa Nuova Gerusalemme, fu il pioniere americano che introdusse la coltivazione di mele in vaste aree dell'Ohio, Illinois e Indiana. Divenne una vera e propria leggenda per tutte le persone che allora abitavano gli Stati Uniti, che lo ricordavano soprattutto per i suoi modi gentili e la sua generosità. Solo dopo la sua morte il suo nome venne associato all'importanza simbolica delle mela e della loro conservazione.
      Il film: "Lo scrigno delle sette perle" Walt Disney

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