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Un ciao di quelli, che dentro, hanno un arrivederci

Ciao.
Non ho mai cominciato un post con un ciao.
Ne credo capiterà di nuovo.
Non con questi toni pacati, se non altro.
Sapete... oggi ho avuto la quasi certezza che Sars, il mio cagnone, quello che potete vedere qui, che corre con me, ce la farà.
Era quasi spacciato, sembra, ma pare che se supera la crisi, e se è vero che non ha un brutto male, ma si è solo divorato del veleno per topi (molto, veleno per topi), camperà. Ora, non è che stiamo qui a fare le feste o le fusa per un cane che non muore. Le cose della vita sono molto diverse da queste sciocchezze, per quanto possiamo essere a esse sensibili (e io non lo sono).
Però, oggi e proprio oggi, che dovrebbe essere la fine, io l'ho trovato un segno buono, vedere il mio cagnone che voleva farsi portare a fare un giro.
Perché sono passati quasi dieci giorni dal 12-12-12, in cui Edizioni XII ha chiuso, e come vi ho già detto nel post appost, non è stato un evento drammatico, per me. Non bello, certo, ma non drammatico. Però è stato una anello di una lunga catena di "punti" che ho messo quest'anno. Dal lavoro alla vita privata, dallo sport, agli animali, agli hobby, alle donne, alle amanti, alle amicizie, alle vacanze e chissà a cos'altro di cui devo ancora accorgermi. Punti senza "a capo", e certe volte senza nemmeno voltare pagina, o cambiare quaderno.
Tanti funerali, piccoli o grandi, tangibili o morali, voluti e non voluti.
E sarebbe stato triste chiudere questo pessimo 2012 perdendo un altro cane, l'unico dei miei che mi fa simpatia, in quanto grosso, buono e privo di grazia. 
Ecco perché lo trovo un segno buono, che campi. 

Perché non so a voi, là fuori, com'è andato, questo 2012, ma da quello che sento, non mi pare sia andato meglio. Abbiamo avuto poco. E abbiamo poco.
Poca salute, pochi soldi, poca bellezza, poche gioie, poca rabbia.
Oh, certo, ci lamentiamo parecchio, ma non è proprio la stessa cosa.
La rabbia è creativa, la lamentela decostruisce.
E poi, per dire, sono soprattutto le piccole cose, che vanno storte.
E noi siamo così sensibili alle piccole cose... ce ne riempiamo le tasche e passiamo ore e ore delle nostre giornate a trastullarci, a risolverle, a imprecare, dimenticandoci che il vero è nell'altrove.
Tipo io, per dire, che stavo perdendo il tempo a cercare le mie forbici e non scrivevo questo post perché internet mi sta funzionando a 56k e non so perché.
Così sono andato a prendere Altre forbici e vi sto scrivendo, anche se sono stato 7-8 minuti solo per aspettare che carichi l'immagine là sopra.
Che importanza ha? Questo post vale il tempo di un pomeriggio.
In fondo, questo sarà il terzultimo post del 2013, e i prossimi due riguarderanno il Fun Cool!
Ma cosa c'entra tutto ciò con l'immagine di XII?

C'entra perché in questi giorni di testimonianze, più o meno tristi o azzeccate, ce ne sono state alcune, tra le belle parole, che mi hanno colpito di più.
Due o tre, non ricordo nemmeno di chi, che non hanno perso troppo tempo a interrogarsi sul perché e sul percome Edizioni XII abbia chiuso, ma hanno invitato molto semplicemente a fare ciò che si dovrebbe fare con chi ci ha dato qualcosa di bello.
Ringraziare.
E come si ringrazia chi si è sbattuto, chi ha tolto il tempo ai propri affetti, agli altri passatempi, alle stronzate, per regalare ad altri - oltre che a sè - dei "libri belli"? Semplice, gliene si compra uno, come saluto, come un "grazie", come a dire, Sì, okay, ho apprezzato ciò che hai fatto e te ne rendo merito. Un merito economico, che costa poco a molti, ma vale molto per quelli che hanno creato e creduto e portato a termine il progetto Edizioni XII.
E non sono io, eh.
Io lo dico da esterno.
Perché sono uno che non c'era, tra quei XII che iniziarono, ma ne conosco alcuni e credo di condivere appieno, il dove da cui è partita l'idea. Quella sensazione che si ha, sulle cose fatte male, sul prevalere della mediocrità, sulle folle cieche che si gettano negli inferni del banale e dell'approssimato, ignorando un "bello" che è fattibile. Cose che portano a chiedersi, più o meno, Ma possibile che non si possano "fare dei libri belli"?
Proviamoci, è stata la risposta che ha fatto nascere questa Associazione culturale.
Sì, perché Edizioni XII è questo, e a volte lo si dimentica.
Quindi ecco, forse avrete capito perché ho scritto questo post e perché reputo questo tempo speso bene. E' il mio modo di dire grazie.
Soprattutto se qualcuno, anche qualche sconosciuto, andrà entro il 31/12 sullo shop di Edizioni XII e si comprerà, o regalerà a qualcuno, per la Befana, un libro di saluto, un libro di ciao. 
Un ciao pacato, come quello di inizio post.  
Un ciao di quelli, che dentro, hanno un arrivederci.

Per gli sconosciuti, già che ci sono, faccio anche quest'altra cosa, qui sotto, se cliccate "Voglio leggere ancora"
Domanda: non so chi cazzo sei, ne chi cazzo era Edizioni XII, ma mi hai convinto, voglio comprarmi un libro, quale prendo?

Risposta:

Se ti piace da matti Pulp fiction, e hai lo stomaco forte, Diario Pulp è per te imprescindibile.

Se devi fare un regalo a un ragazzetto, ti piacciono i libri illustrati, un po' surreali e vuoi farti quattro ghignate, comprati Il segreto del Morbillaio.

Se ti piacciono le storie esoteriche che mescolano arti e misteri insondabili misteri e sei ancora là che pensi a quanto erano belli i libri con dentro gli angeli e i diavoli, prenditi Melodia, qui c'è di più, ci sono i gatti!

Per gli amanti dei serial killer e delle storie vere, In due si uccide meglio.

Se vuoi fare un regalo a uno studente di terza media o quinta superiore che ama i libri d'avventura in cui i cattivi vogliono conquistare il mondo, ma non sa cos'è il futurismo, compragli Raimondo Mirabile, futurista.

Se hai le palle di volere un thriller di classe, con una scrittura elegante, breve ma denso, che mescola arte e chirurgia, non puoi vivere senza Opera Sei.

Se ami il western e le storie in cui la gente si spara e s'ammazza, ma dentro ci vorresti pure gli zombi, perché ti va, allora comprati Six Shots.

Se invece vuoi un libro che è costruito su piacevole basi storiche, in mezzo alla prima guerra mondiale, che mescola il fantastico in modo che potrebbe anche non esserlo e se non sei aracnofobico/a, comprati I ragni zingari.

Se amate il mostri e le leggende del folklore, le storie ambientate in tempi in cui non c'era ancora un confine così netto tra uomo e mistero, allora dovete per forza avere La corsa selvatica.

Se vuoi le storie della pianura, che fa paura, con un collage che parla di Alessandria, ma non solo di lei, ma anche di fantasmi e non-fantasmi, e vuoi andare sul sicuro, allora comprati Ritorno a Bassavilla.

Se invece stravedi per le tavole dei Diramazioni, quelli delle copertine, e per le raccolte tematiche di racconti, in cui c'è un filo rosso, e i racconti sono pure belli, allora comprati Carnevale o Archetipi.

Se invece leggi solo in bagno, o in metro, e vuoi tenere i libri nel taschino e non sopporti i racconti più lunghi di due pagine, allora comprati i Corti, Prima (quasi esaurita) Seconda o soprattutto Terza stagione (l'ultimo libro cartaceo di Edizioni XII, curato dall'idiota che ti sta scrivendo)

Se invece vuoi una rilettura horror del pifferaio magico dove si avvera il tuo sogno di vedere Milano invasa da zombi e topi, allora Il Grande Notturno fa proprio per te.

Se invece vuoi un libro avvincente, d'avventura, tra alchimisti e mercanti, con una diario del '500 che ti stregherà, allora non puoi vivere senza La clessidra d'avorio.

Se vuoi possedere anche tu il libro horror dell'anno, prima e per ora unica opera in italiano del maestro americano dell'horror Brian Keene, ci sono i Vermi conquistatori, perché non di soli King o Lansdale vive il lettore.

Se vuoi un libro di racconti coi controcazzi, di quello che è - pochi se e pochi ma - l'autore italiano rivelazione horror per eccellenza e che ti farà provare Paura, con la P maiuscola, allora comprati La Mezzanotte del secolo.

Se invece ti piacciono i libri di autori morti tragicamente, opere inedite che acquistano valore di testamento dopo la loro scomparsa (ma sono scomparsi veramente?) allora non puoi perderti Malapunta, che poi, parla anche di fine del mondo!

Lo so... lo so... ne sto dimenticando qualcuno, e mancano ancora i link, li metterò. 
Ma trovate le recensioni su questo blog e insomma... cercate voi, dài, mica posso fare tutto io.
E ancora ciao.


8 commenti:

  1. Prima di tutto spero che il tuo cane ce la faccia. A me gli altri animali stanno più a cuore degli umani.

    Riguardo a XII volevo scrivere qualcosa pure io, ma alla fine non l'ho fatto. Non sapevo che dire e avrei finito per scrivere banalità.

    Così ho preferito agire adesso e comprarmi 4 libri di XII (vedi di spedirmeli al più presto, anzi :D ).

    Per me era il punto di riferimento sul Fantastico e sono contento di essere stato un lettore prima di tutto, uno degli autori, anche se piccolo piccolo, e infine anche uno dei vari amici, perché qualcuno di voi, tranne la tua brutta faccia, l'ho conosciuto di persona.

    Arrivederci, allora, e speriamo presto :)

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  2. Certo caro, farò prima possibile, as usuale
    e hai fatto bene
    e grazie
    fossero tutti come te
    e la tua brutta faccia :D
    sarebbe tutto più meglio.

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  3. Ho già riferito al TUO amico cor-à che avrei cumprato le ultime delizie che avevo in wishlist e lo feci. Nel senso che l'ho fatto, non che mi ha fatto defecare.
    Ne ho comprati tre ma non ringrazio nessuno perché adesso dove minchia lo pubblicano keene? :P

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    1. @per daniele, spediti stamane
      @ per eddie... BRAVO!
      e non per le feci, is clear :)

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  4. Mi sono affrettata a prendere anch'io l'ultimo paio di ebook che mi mancavano.
    E' un ciao e un grazie, ma soprattutto un regalo per me da parte di XII, perché di buoni libri se ne trovano così pochi che bisogna approfittarne finché ci sono.
    E fammi sapere come sta il tuo cane, che sono preoccupata.

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    1. non sta più- :(
      evidentemente non è anno.

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  5. Spero che chiunque abbia messo quei bocconcini avvelenati muoia tra le sofferenze più atroci che esistono.
    E, per inciso, io sono molto sensibile a queste cose quindi - anche se tu non lo sei - ti mando un abbraccio.

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  6. ma no, se li ha mangiati è per tragica fatalità. e comunque è successo davanti alla porta del veterinario, al guinzaglio di mio papà, di botto. non cè molto da rimproverarsi. things that happen. :(

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