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"Il tenente Sturm" di Ernst Jünger***

Bene. Fuori ci sono delle stelle bellissime, ascolto Cornell che canta Billie Jean, sto finendo il mio ultimo bicchiere di sangria - deliziosa - , il cane lupo di mio zio nuovo si chiama Imu ed è bellissima, anche se non mi piacciono i cani, e io sto impiegando queste righe per parlar di cazzate mentre scanno la copertina del libro di racconti del Sole 24 ore.
Tra l'altro, ho appena visto, sul tubo, sia un video di Grohl che segue un concerto dei Soundgarden, in mezzo al pubblico, sia Grohl alla batteria, con sul palco assieme ai FF, i due zeppelin suonanti rimasti... superlativi! Ma veniamo al libro.
Non sapevo nulla di lui e non è che adesso ne so di più, però questo racconto, alla fine, è valso la sua lettura. 
Devo dire che le scelte delle ultime due settimane della collana dei Racconti d'autore sono state tutt'altro che estive. Insomma... sulla spiaggia, circondato da bambini urlanti e sabbiamuniti e quaglie pettopanciute, non è che hai tanta voglia di letture impegnate... Non dico che vuoi roba facile, no, ma insomma, diciamo anche che le densità iniziali che narrano la guerra mondiale e la situazione di Sturm, in trincea, che studia il come il conflitto sia un conflitto tra forze e non tra uomini ecc ecc... beh, ci sta che vi scappi di pensare: eccheppalle!
Cioè... è una scrittura elegantissima, quella dell'autore, ma è anche un pochetto prolissa, all'inizio, e poi, il tema della guerra, è uno di quelli che non sempre hai voglia di trattare.
Insomma... poi si continua, e diciamo che a questi tre ufficiali, tra cui Sturm, ti affezioni. 
In mezzo alle bombe, a qualche morto ogni tanto, alla terra di nessuno e ai vari dettagli che una sapiente terza persona snocciola con parecchia coscienza e precisione, in mezzo a tutto questo riesci a trovare simpatici questi tre che parlano di cultura, di scrittura, con Sturm, che gli legge i suoi racconti e gli altri che ascoltano, commentano, discutono.
E ci sono soprattutto riflessioni sulla guerra, nella prima parte. Alcune forse ovvie, altre meno banali e nel complesso ho gradito, anche se emerge a fine lettura, quel non cogliere in maniera manichea il conflitto, o il non schierarsi, in fin dei conti, che è un qualcosa che risulta molto più anti-bellico dell'essere smaccatamente anti-bellici, che invece diventa stucchevole.
Così, a fianco alla descrizione realistica - molto - della vita in trincea, ecco emergere sia le considerazioni di Sturm, sia i suoi racconti - una storia nella storia - invero molto belli.
Vediamo, dai. Vi provo a fare un esempio con due estratti. Trovato un pezzo che mi piaceva, sui pensieri di Sturm. Lo copio, va, ché non è lungo:
Kettler era quel che si dice un uomo semplice, ma Sturm sapeva bene che, in fondo, non esistono affatto persone semplici. Certo, c'era chi provava le stesse impressioni allo stesso modo di molti altri, ma, appunto per questo, costoro erano, per quelli che sentivano in maniera del tutto diversa, tutt'altro che semplici da capire. Sturm, avvicinandosi a Kettler, cercava di incidere un taglio trasversale attraverso la comunità con la quale le circostanze gli imponevano di convivere. Questo genere di considerazione che, senza idee preconcette, riconduceva il singolo fenomeno allo stato delle cose in generale, gli riusciva semplice grazie alla sua preparazione scientifica.
E vediamo un incipit dei suoi due o tre "racconti nel racconto":
«In una mattina d'inizio autunno, Tronck si incamminò per la sua solita passeggiata sulle strade della metropoli. Era una ti i quelle ore, singolari nel corso dell'anno, in cui un alito di consunzione offusca con ombre quasi impercettibili la forza dell'estate piena, una di quelle ore mattutine in cui si decide
che, la sera, si toglierà lo spolverino a tinta unita per indossare una giacca di mezza stagione a disegni scuri. Gli alberi del viale e l'erba dei prati si innalzavano ancora nelle loro vesti di verde radioso, era un ultimo slancio di verzura, che la pioggia del giorno prima aveva lucidato conferendole un metallico splendore. Eppure qua e là, nella massa del fogliame, scintillava una goccia di giallo, una scintilla di rosso e, di tanto in tanto, una foglia maculata, o marezzata sull'orlo, cadeva roteando sull'asfalto. Poteva averla colta il vortice d'aria di un tramvai o il colpo d'ala di un uccello: già si avvertiva la pesantezza che sognava in quelle foglie e le attirava verso la terra. La forza che aveva sospinto quella ricchezza dalle radici verso le cime era ormai esausta, e smaniosa di compiere il proprio ciclo. Le linee di confine che separavano colori e forme erano un po' sbiadite. L'aria era lievemente intorbidita da una leggera foschia. Quel vapore non era ancora più intenso della nuvola di una goccia di latte in un bicchier d'acqua, eppure nel suo profumo era già riposto l'annuncio delle ondate di nebbia tenute in serbo per l'autunno. Era in corso una di quelle transizioni che, appena avvertite dai sensi, dischiudono dal fondo dell'anima misteriosi sentimenti di piacere o di tristezza.
Insomma... dovreste aver capito, bene o male. Poi, dalla seconda metà, secondo me il libro migliora. Si inserisce l'azione e il focus narrativo si allarga, roteando attorno ai pensieri di Sturm, ma anche mostrando fatti, e mostrando soprattutto la battaglia, che arriva fulminea, e cambia gli equilibri, le sicurezze, e lascia una vicenda più via e pulsante e fa venire voglia di sapere, come va a finire, anche se finirà proprio come è giusto che finisca.
Da leggere... sì, ma con cautela... questo "Sturm", se siete allergici a qualche pensiero troppo filosofico. :D


6 commenti:

  1. Nessun consiglio: se non ce l'hai te lo regalo: Il Buon soldato Sc'vèik - di Jaroslav Hasek (Universale economica - l'edizione con i disegni che solo loro meritano la vista) - "Legnate da orbi..." stessi elmetti, retrovie da birra Pilsner e risate mondiali - come quella guerra che ne sterminò a migliaia!
    Mandi.

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  2. Posso eleggerti mio blog preferito?

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    1. E certo che puoi eleggermi come blog preferito! E non hai ancora visto niente! Arriveranno i tempi del fun cool e della gelotteria!
      :D

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  3. Allora torno tutti giorni!!!

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  4. be'... va bene anche ogni 3-4 giorni, eh :)

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