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"La coppa di cristallo e altri racconti" di Bram Stoker**

Perdonatemi, perché vi ho invitato - last week - a comprare questa raccolta di tre racconti del solito Sole domenicale, quasi sicuro fossero belli, e invece, ahime, non mi sono piaciuti per nulla.
Non è passata nemmeno una settimana, da quando li ho letti, e a malapena mi ricordo di cosa parlano, anche se ricordo benissimo che erano tutti e tre pallosi.

Sì sì, okay, dai, ora arriverà qualcuno a dirmi che non ho capito la sottile apologia della morte, il senso gotico delle tre metafore, la visionarietà di Abraham e il suo sense of wonder...
Suvvia, non diciamo cazzate. Ci saranno anche, tutte queste cose, ma la scrittura è pallosa, i tre racconti sono lagnosi, e - con l'occhio attuale - lo stile è davvero "datato" e ridondante, e la lettura, con tutta la buona volontà, non riesce a sopravvanzare qualche piccola irritazione, dovuta a ripetizioni e una certa tendenza all'essere didascalici.
E non è questione di contestualizzazione, fidatevi.

I tre racconti sono quelli di una raccolta con lo stesso nome, più o meno, della Passigli, di cui, a quanto pare, il Sole ha acquistato in blocco un po' di diritti, oppure erano già suoi per chissà quali giochi societari, vallo a sapere. Comunque, vi dico subito che l'anno di scrittura del racconto della coppa di cristallo (ah, la copertina nulla ha a che fare con la coppa del racconto, che viene scolpita, nel cristallo e non soffiata con il vetro) la dice già lunga: 1872, vale a dire un quarto di secolo prima di Dracula, che è del 1897. E l'ingenuità e la minore dimestichezza di vedono.
Del 1881, invece, gli altri due racconti, ovvero Il castello del Re e Il costruttore di Ombre.

Perché ero convinto che fossero belli, questi racconti? Non tanto perché ho letto Dracula, ai tempi in cui aprii questo blog e scrivevo ingenuità cazzare come questa, ma soprattutto perché, l'anno scorso, nella rubrica di traduzione di brani famosi in lingua friulana, il mio garzone di osteria mi aveva tradotto La Gjate, un pezzo bellissimo, tratto dalla raccolta La vergine di Norimberga, della Longanesi.
Era così bello e crudele, quel frammento, così gotico e nero, che mi aveva impressionato a tal punto da voler ricercare, e voglio tuttora, quella raccolta di racconti.
Invece questi tre erano una palla.

Nel primo racconto uno struggente quanto insensato e lagnoso prigioniero dà la sua vita per riuscire nell'intento di scolpire una coppa di cristallo meravigliosa, che gli avrebbe permesso di uscire dalla prigionia. Okay... ce la fa, ma ovviamente muore. Può andare, ma la sua prima persona (ignoriamo per un attimo l'eventuale black box) è davvero ripetitiva, e non ce niente da fare, ci si stufa.

Nel secondo racconto, Il castello del Re non è altro che il luogo dove regna la morte e un poeta, con cui non sono mai entrato in empatia, visto che si comporta da idiota, decide di raggiungerlo per portare indietro la sua amata. Di bello c'è qualche visione, in effetti, qualche immagine potente in questo viaggio verso l'Ade, ma non è abbastanza per salvare il racconto.

Nel Costruttore di ombre, va che va che non si riesce a capire chi è, questo costruttore di ombre. Certo, sì, chiamiamolo destino, magari, e comunque il fulcro del pezzo è l'amore di madre, che non si dà per vinta per salvare il proprio figlio, scomparso in mare. Ci riuscirà? Lo troverà? Sì, ma ricordatevi che il racconto è gotico, e non aspettatevi il lieto fine. Anche qui, non riesce mai a brillare, il pezzo. Interessante, a tratti, solo per come il rapporto madre-figlio venga posto, in modo allegorico, alla stessa altezza, se non maggiore, dell'amore uomo-donna.

Ed è l'allegoria, va detto, la chiave di lettura di tutti e tre i brani, soprattutto i primi due.

Bene. E' tutto. 
Devo dire che è una delle poche uscite che, a perderla, non si muore. Ha un valore, credo, più per la conoscenza dell'autore e per la sua contestualizzazione, ma non si può dire che siano racconti pop, né tanto meno pieni di appeal. 
Saranno meglio quelli della Blixen, che ho comprato ieri. :)

9 commenti:

  1. Dal momento che apprezzi Stoker ti consiglierei di dare un'occhiata qui:

    http://ln-librinuovi-out-of-print.blogspot.it/2012/04/allombra-dei-mostri.html

    un articolo scritto da un mio caro e competente amico che presenta diverse cose uscite a firma Stoker.
    Se riesci a recuperare qualcosa è probabile possa appassionarti di più. Ciao.

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    1. grazie, ho letto
      in effetti se vedessi quel libercolo su qualche bancarella non me lo lascerei scappare, credo.
      sembrano tutti di quella pasta di quello che avevo letto anche io e molto lontani da questi qui gnanosi :)

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  2. Purtroppo Stoker ha scritto cose molto discontinue tra loro, e mi sa amico mio, che le cose che hai letto tu sono tra quelle peggiori.
    E oltretutto anche invecchiate male.

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    1. vabbè, dai, mica gliene faccio una colpa, potra pur scrivere qualche cosa pallosa, a inizio carriera ;)
      poi si è ripreso bene, direi :D

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  3. E pensare che io questa uscita l'avevo persa! Ho ritrovato il libretto in edicola settimana scorsa, insieme a quello della Blixen, appunto. Che lì per lì ho pensato pure: "Che culo!". Adesso mi ridai due euro, ecco. Tanto mi devi già pagare tre birre, metto tutto in conto.

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    1. okay, donnola, segno:
      - tre birre
      - 2 euro
      - una fetta di culo?

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  4. Tagliata fina, vicino all'osso.

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  5. guarda, io t'ho sempre invidiato perché riesci a fare queste differenze e a "contestualizzare". Con tutta la buona volontà, è un libro dell'800, niente di strano che sia noioso :) La gente parlava diversamente, c'è poco da fare. Comunque al di là di piacere o non piacere quel tipo di linguaggio, se è confuso e non si capisce è un'altra cosa, quello è un errore e basta.

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  6. in effetti,
    però okay, il non si capisce sulle metafore, però. è relativo
    Tipo poe, che a tratti non si capisce una minchia, solo perché magari io sono ignorante e quello fa un sacco di riferimenti colti e citazioni che io non so, ecco, tipo in quei casi starei attento.
    Comunque questi erano una palla per la storia, e non solo per il linguaggio :D

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