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"Unico indizio la luna piena" di Stephen King***

Scrivo questo post un po' combattuto, nel senso che non sono sicuro di come inseririrlo, se tra i libri o tra gli epub.
Io non possiedo, cartaceamente parlando, questo libro. E' arrivato tramite vie traverse (grazie ;) in formato epub, e siccome è molto breve e siccome non ricordavo se l'avevo letto in gioventù e siccome, in ogni caso, volevo rileggere questo storico, ingenuo, King, l'ho appunto riletto.
Si stava poco, del resto.

Non mi voglio certo dilungare in chiacchiere. I kinghiani sanno già del valore storico di questo scritto, un calendario illustrato che non è nato in favore di un romanzo breve che ha per protagonista un lupo mannaro.
I non kinghiani, probabilmente, di queste cose se ne fregano, soprattutto pensando che il libro, nella sua forma cartacea, non essendo ristampato da un po', è difficilmente reperibile, nella sua forma antica.
O almeno credo sia così, e anzi, se qualcuno nei commenti vuole dirci qualcosa al riguardo, è benvenuto.

Quel che io ricordo è di averlo letto ai tempi delle medie, dalla biblioteca, e probabilmente è stato da qui che poi sono partito con il trip kinghiano, che mi ha fatto inanellare tutte quelle letture che oramai sono patrimonio comune di noi scrittori del fantasticorror, dall'anima nera. Se siamo quel che siamo, per quanto possiamo smerdarlo adesso, dobbiamo riconoscerne l'influenza al tempo dell'adolescenza. Le letture dei 12-14anni hanno un alto tasso di incisività sulla persona che poi diletterà di scrittura e lettura. O almeno, è così che la penso io.
Insomma, tutta 'sta papparbella per dirvi che l'ho riletto con il piacere del vintage, come quando ascolti una canzone degli anni '80 che sai che è brutta, però ha quel sapore di bello che comunque la ascolti con piacere. Io lessi l'edizione illustrata, all'epoca. Non ricordo quale, ma ricordo che in copertina c'era il protagonista, il bambino in carrozzina. E mentre rileggevo, già alle prime righe, sono tornato indietro negli anni, fino al capitolo del 4 luglio, ai fuochi artificiali, e alla paura, che probabilmente all'epoca avevo provato. 
Insomma... vanno tanto di moda i libri per ragazzi della collana "Piccoli brividi" e penso che "Unico indizio la luna piena" sia, a tutti gli effetti, un loro precursore.

Poi certo, è un libro per certi versi di una ingenuità imbarazzante. (Voglio ben vedere se in un paesino con 4 anime in croce se a ogni plenilunio sbranano qualcuno a partire da gennaio non vi salta la mosca al naso e già da marzo, con la luna piena, non vi quietate in casa armati come talebani!)
ma io lo reputo comunque un libro per ragazzi e la qualità primaria non è certo la verosimiglianza.
Nella sua piccolezza, il racconto di King (che poi nell'83 aveva già scritto un sacco di roba buona) prende come protagonista un disagiato e pur ostentando i lati negativi della famiglia e di tutto ciò che lo circonda (dai paesani, alla sorella, agli amici che non ha) riesce in un intento formativo che - pur messo in secondo piano - funziona. I fuochi artificiali del 4 luglio, per Marty Coslaw, sono qualcosa di determinante, per la sua felicità. Ti rendi conto, anche da ragazzo, di quanto cose per noi sciocche, per altri potrebbero non esserlo. La rabbia di Marty è anche quella del lettore, e non c'è lupo mannaro che tenga, quando insperatamente trova la complicità dello zio e può, finalmente, godere della sua piccola gioia.
Poi magari trovi ancora qualche imbecillo che sostiene che l'horror non è adatto per i romanzi di formazione... vabbè. Comunque non era nemmeno di questo che volevo parlare.
Volevo solo dirvi che se qualitativamente questo lavoruccio di King meriterebbe due stelle, ha un valore storico-affettivo che lo porta a essere quasi una piccole pietra nel fiume, di quelle che non ne cambiano il corso, ma almeno un paio di cascate, più a valle, le formano.
Non so voi, ma io ho letto questo, prima di passare ai vari Carrie-Salems-It-L'incendiaria-ecc ecc. (Anche perché se mi davano da leggere gli altri a 11anni mi si bloccava la crescita!)

8 commenti:

  1. In effetti questo mi manca. Non l'ho mai trovato in cartaceo; sai se c'è un modo per averlo digitale? Concordo pienamente con te sul fatto che, per quanto si possa parlar male del King odierno (ma pare si stia riprendendo), chi scrive di un certo genere non può prescindere da lui.

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    1. magari delle orecchie utili ti stanno ascoltando...
      credo si acquisti in epub, comunque, non ho provato a googlare.

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  2. Non sono di sicuro una voce di peso ma S. King non mi è mai piaciuto, mi sembra volgare, è soltanto un’opinione e io rispetto tutte le altre. Proverò con questo titolo, mi è piaciuto l’articolo, quindi vedrò di leggerlo da un altro punto di vista.
    Sara M.

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    1. oddio, Sara, io non sono un appassionato di King, ma credo che cominciare da questo titolo non sia proprio la miglior cosa. L'ho sempre vista come una lettura per fan, o comunque di completamento, nel senso che essendo un progetto trasversale (lui doveva scrivere una storia in 12 mesi per un calendario che gli è uscita lunga) non ha minimamente l'appeal di un romanzo "pensato" e "costruito"
      Ha il fascino della storia horror semplice e diretta per ragazzi, questo sì, comunque, credo si possa anche facilmente "trovare" che galleggia per la rete, e quindi è una lettura che non costa fatica.
      Io comunque non sono un fan del Re, anche se una volta l'anno torno a rileggerlo, di solito, ho visto, con abbastanza piacere.

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  3. La versione che ho io ha le illustrazioni di Bernie Wrightson, e vale solo per quello. I racconti deludono molto, hanno solo qualche riverbero del Re, io c'avrei messo due stelline (anzi, una e mezza).

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    1. esatto, dev'esser proprio la versione della mia biblio, ammesso che esista ancora. me la ricordavo consunta già all'epoca.
      Ah, senti, io non ricordo più la tua mail :( ma se mi hai spedito il libro dei racconti oschi non è mai arrivato :(

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    2. Certo che la freddezza di Gelo nel "trattare" la materia è INVIDIABILE. Proporrei di incoronarlo (anche incornarlo, se vi va) ma come vi suona GeloKING? :)

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  4. È vero, un precursore dei Piccoli brividi :)
    Anche il film era simpatico, un tranquillo horror per neofiti.

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