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"I ragazzi di Anansi" di Neil Gaiman***

Tante cose.
Questo, per il 2012, è stato il mio libro del primo dell'anno.
O meglio, che ho cominciato, il primo dell'anno.
E nemmeno camminando in riva al mare.
E nemmeno dentro il solito trench neropellato.
Non è un problema.
Il libro del primo dell'anno, cioè un libro comprato a caso, corso, sconosciuto, da iniziare e finire all'1/1, quest'anno, dopo tanti anni, non l'ho letto io, ma l'ho regalato e l'ha letto Noè, che pure mi ha detto essere stato bello.
Non c'è un grosso perché, a tutto questo, ma tanti piccoli perché.
Uno perché quel cagacazzi di Luca ha voluto per forza prestarmi questo Gaiman, dopo avermi prestato quell'altro Gaiman, e dicendomi di leggerlo il primo dell'anno. 
Ma non l'avrei mai fatto se fossi stato nel solito mare.
Ero a Rimini, piuttosto, e il caos di quel lungomare non mi sembrava compatibile con la pace a cui sono abituato, e quindi ho pensato che per una volta la tradizione poteva saltare, in spiaggia sono andato a correre e il libro lho letto a letto.

Bene.
Detto questo, vi dico anche che voglio cominciare a pulire quel benedetto scaffale, e devo cominciare, per forza, da quei libri che devo restituire, nonché quelli che mi hanno regalato per parlarne sul blog.
Insomma... tutti questi piccoli perché per dire che ho letto, come mi avete molto cagatilcazz consigliato nei commenti agli altri post, I ragazzi di Anansi, e mi è piaciuto sì, non nego.
Eppure, la conclusione limpida, è che mi è piaciuto meno di Nessun dove.
Anche questo è pieno di idee, e anche questo è un libro che avvince, almeno dalla metà in poi.
Però non vi ho trovato di quelle idee da fare "Ohh" o magari di quell'avvincenza che ti tira dentro e non ti fa smettere di leggere.
Anzi, per la prima metà, pur leggendo con gaiezza, e ghignando, certo, perché Ciccio Charlie fa ghignare assai, ho comunque patito un po', perché mi sembrava quasi un cicinin lenta, come partenza, e non riuscivo a gasarmi.
Oh, certo, non fraintendete, I ragazzi di Anansi è comunque un bel libro e dà il fumo a parecchi suoi concorrenti, perché magari non sarà perfetto, ma dialoghi e trama, alla fine, quadrano e personaggi come Graham Coats e come Ragno, ma perché no, lo stesso Ciccio Charlie e non solo lui, sono ottimi, e senza accorgertene restano in testa, te li ricordi.
Anansi e gli altri dei, il luogo dove comincia il mondo, gli animali-uomini-dei e il loro modo di essere, sono belle trovate, in potenziale, e quasi mi riesce difficile trovare dov'è che questo libro, pur viaggiando bene, non ha ingranato le marce più alte.

La mia simpatia maggiore, non so la vostra, è andata a Ragno. Non tanto perché fosse poi simpatico, come personaggio, né perché in fin dei conti, per un breve tratto di libri, paresse lui il protagonista, ben più del fratello, Charlie. 
Ero entrato in empatia con ragno perché mi immedesimavo, che ci volete fare. La sua memoria corte da pesce, la sua incapacità di legarsi e di prendere qualcosa sul serio, il suo zompettare di donna in bicchiere iniziale, nonché il suo apparire e scomparire, usando i suoi potere di figlius dei un po' accazzo, come forse farei io, se li avessi. Poi certo, Ragno e Charlie vanno a vanti di pari passo, e nella seconda metà di libro, a livello di ritmo senza dubbio più riuscita, si legano agli altri personaggi in modo da risultare quasi in un romanzo corale.

Ma due parole, si deve, sul romanzo in sé e quello di cui parla.
Dunque: c'è Chiccio Charlie, il prototipo dello sfigato con poca spina dorsale, bruttarello, cicciottello, sfigatello e con una morosa vergine che non gliela molla, sua madre modello mix tra hitler e la mummia e il capo che lo licenzierà e lo tratta come uno zerbino vecchio, sporco e spelacchiato.
Charlie scopre che suo padre muore, ma non gliene frega una mazza, visto che non aveva fatto altro che umiliarlo tutta la vita, ma scopre anche, dalle vecchiette che lo ospitano durante il funerale (a cui arriva in ritardo, ovvio) che suo padre era niente popò di meno che Anansi, ovvero un dio, e non solo: Charlie possiede un fratello, che a quanto pare si è beccato tutti i poteri... 
Tutto secondo copione, direte voi.
Sì, abbastanza.
Abbastanza perché da qui, ovvero da quando Ragno appare e si mescola alla vita del fratello sfigato, cominciano le situazioni interessanti, imbarazzanti che che fanno ghignare.
E' molto filmico, a mio avviso, questo libro e non se se ci hanno fatto un film, ma a lavorarci sopra, più di forbici che di lima, ne potrebbe uscire una sceneggiatura coi fiocchi e diversi personaggi fighi (voto già per Depp nel ruolo di Ragno!).
Anzi, fatemi googlare un po' e vi dico.
Ecco, sì, ci sono rumors di un adattamento cinematografico, ma mi pare che ci si sia avvicinati ma ancora non se ne sia fatto niente. Vabbè, staremo a vedere, non è che me ne freghi molto per altro :)

Cosa stavamo dicendo?
Ma, forse avevo finito. Un bel libro, alla fine, che non può non piacere se vi è piaciuto Nessun dove, ma non può piacere allo stesso modo se Nessun dove vi è piaciuto molto. Comunque una lettura che merita, e di Gaiman non si può dir male. Tra l'altro, mi ero scordato che è anche uomo di buon gusto, essendo sposato con quella gran quegliona dell'Amanda Palmer. Di cui non vi metto la foto con le cose di fuoori, ma vi lascio la canzone che ha rovinato le Dresden dolls, ma almeno le ha rese famose:
anche se a me piace di più quest'altro video, e canzone.

16 commenti:

  1. Vabbé, una recensione sul mio autore preferito con il video della canzone che ascolto da oggi pomeriggio. Mi sento evocata.
    Ovviamente, I ragazzi di Anansi mi è piaciuto parecchio, come buona parte della bibliografia di Gaiman. L'ho trovato assai più scorrevole e veloce di American Gods, come se l'avesse scritto con più tranquillità, per divertimento, senza sforzarsi troppo. So che a tanti non è piaciuto American Gods, ma non conosco nessuno che non abbia gradito I Ragazzi di Anansi... de gustibus, comunque.
    Io la devo piantare di commentare i post su Gaiman, perché sbrodolo ammirazione in modo veramente patetica.

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    1. In effetti, anche questo mi è piaciuto. Ora tocca senz'altro ad American Gods, in modo da raggiungere la quota minima di letture Gaimaniane. Comunque, ragionavo, di bello c'è una cosa, che ha sempre:
      idee.
      il come poi può piacere o meno, ma le ha.

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  2. Io apprezzo molto Gaiman, però ammetto di aver lasciato AMERICAN GODS a metà strada, su questo I RAGAZZI DI ANANSI devo ancora leggerlo, ultimamente però comincio a pensare che sia bravo ma parecchio sopravvalutato.
    E lo dice uno che ha amato fino alla follia il suo SANDMAN.

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  3. Ho letto l'anno scorso American Gods. Faticato molto a finirlo e non mi ha lasciato una grande opinione dell'autore.
    Devo ricredermi?

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    1. ma guarda, io non lo so di questo american gods,
      più trovo persone che non l'hanno amato più mi viene voglia di leggerlo :)
      Se proprio dovessi decidere di incontrarlo di nuovo, sicuramente Nessun dove più di questo, anche se come dice Nick, una certa sopravvalutazione c'è, ma vorrei bene vedere, se la merita, avendo come donna quell'inquietante quaglia di Amanda Palmer. :DD

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  4. E' obbligatorio ch'io passi di qui e ricommenti ancora una volta:
    Sandman >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
    >>>>>>>>>
    >>>>>>>>>
    ..... >>>>>>> Novels

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    1. sì okay
      ho capito
      ho capito... me li farò prestare! ma poi ho paura che se non mi piace te mi ammazzi!

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  5. l'unica cosa "non disegnata" che ho letto di Gaiman, è un raccontino ("Il ponte del Troll") che si trova qua:

    http://priccio.blogspot.com/2010/11/circa-diciassette-anni-fa-cercai-di.html

    e che non era malaccio...

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    1. letto.
      Carino dài.
      grazie per la segnalazione :)

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  6. Ho iniziato, o meglio ho provato, a leggere gaiman (sì minuscolo e senza errori) partendo proprio da questo titolo e quasi-quasi mi convinceva.
    Poi ho letto "American Gods" che lo precede e lì mi son detto che tra me e neil (di nuovo minuscolo) sarebbe finita così: su ebay! :-)
    L'autore, pur meritevole, a mio avviso è sopravvalutato.

    Lo dice uno che ama Rodari alla follia! :-)

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    1. sì, questa cosa delle sopravvalutazione mi sa che sarà vera. io non seguo molto i giudizi in giro ma scartabellando in rete ho colto molta attenzione in giro al personaggio, oltre che lo scrittore.
      Comunque continuate a farmi venire voglia di leggere nessun dove per poter dire che fa cagare :D

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  7. Su un numero dell'Uomo Ragno di non ricordo che anno, c'è uno scambio di battute tra una scrittirice e un libraio.
    Lib "Sa, l'anno scorso abbiamo ospitato anche una convention di Gaiman"
    "Ah, una convention Gay... ma non capisco cosa c'entri..."

    Non intendevo dire che fa cagare, ma che soffre del suo stesso "mito".
    (Poi magari lo strano son io perchè non mi piace nemmeno Pratchett e non m'è piaciuto nemmeno "Piovono Vermi" :) )

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    1. ah be', ma allora è tutto chiaro! non parlarmi di Pratchett che ho ancora un conto aperto con quell'unico libro del cazzz lui e quel piccolo popolo che non faceva ridere...
      :)

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  8. Dicono che in inglese sia meglio.
    Per me può rimanere dov'è sugli scaffali della libreria.
    Se può interessarti, ieri nell'iniziare un libro che dovrò recensire, ho scoperto questo sito: http://www.websitehorror.com/index.php

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  9. ahahahahahaha
    grazie alla tua segnalazione ho scoperto che Matteo Poropat sta cercando di vendere per stregati il suo orsacchiotto e appartamento!!!
    http://www.websitehorror.com/index.php?content=website_horror&autore=%3Cstrong%3EMatteo+Poropat%3C%2Fstrong%3E%2C+ingegnere%2C+fondatore+della+fanzine+Memorie+dal+Buio+e+The+Arkam+Gazette

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  10. Mmh, l'appartamento se dotato di sistemi "quantico fisici" (cioè se è collegabile al mio tramite un portale di teletrasporto) adatti potrebbe interessarmi.
    Poi se ci sono i fantasmi o i mostri o qualsiasi altra cosa, se la dovranno vedere col disordine dometico e allora sì, la vedremo di chi saranno quei metriquadri!

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