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"Il Signore della notte" di Tanith Lee****

Sono molto orgoglione di parlarvi di "Il Signore della notte" di Tanith Lee.
Per diversi motivi.
Cominciamo con il dire che finalmente posso mettere nella mia nuvola di tag il nome di questa autrice, che mancava. Seconda cosa, alla buon ora, dopo che pecorella mi ha smarronato in lungo e in largo dicendomi "leggitanitlii leggitanitlii" e poi "ma tanto non la si trova, ma tanto non la si trova..." ora possiedo questo libro.
Sì, perché va detto che benché, in carta, sia difficile da reperire, leggere Tanith Lee è piuttosto facile, e sia benedetto il web. 
Se vi interessa provare questa autrice, insomma, eccovi un link per il download diretto de Il Signore della notte in pdf, oppure cliqquate qui per leggervelo online, o down lodare il pdf, if volete.
Però è vero che il libro, essendo che le edizioni cartacee mi pare siano solo gli animali rari della Newton (in qualità Newton, ovviamente), è piuttosto introvabile e dovete fare come me. Come ho fatto io? Così:
- E a te cosa ti regalo per il compleanno?
- Ma no, dài, niente...
- Libri? Ma ne hai sempre così tanti...
- Eh sì, no ecco, infatti, libri no... ne ho da leggere oltre un centinaio, sullo scaffale, e ogni volta mi sento in colpa per quelli che non leggo... no no, dai libri no, che poi magari mi regali qualcosa che non mi va di leggere... 
- Sicuro? Se vuoi faccio come l'anno scorso?
- Ah, be'... Certo... allora è un altro discorso
- Dimmi tu dei nomi, allora
- Tanith Lee! Quella sicuro... e poi non so, i soliti, CAS, MRJ, FL... vedi tu.
- Bene!
Ed ecco qui il risultato: possiedo due libri di Tanith Lee, questo e un altro che devo ancora leggere, entrambi nella collana "Compagnia del Fantastico" della gnuton.

Che vi devo dire... mi è piaciuto! Torno su un discorso che feci ai tempi di Zothique, perché secondo me i punti in contatto con quel tipo di Fantasy, quello di Clark Ashton intendo, ci sono
C'è una capacità reale di creare mondi, di farteli assaporare, quella che - per dire - nella trilogia di Pullman non si trova. Non è nemmeno una critica, questa, è solo una constatazione. Forse l'idea stessa di concepire il fantasy in modo pieno, denso, non mediato o sporcato da modernità e modi di pensare attuali.
Il mondo della Terra Piatta, mentre leggi queste pagine, esiste, non è una finzione letteraria. Ci sei dentro dalle prime righe, perché non credi mai di leggere un libro. C'è questo mondo, c'è questo Demone, tra i più grandi, e ci sono le storie - accadute - che le righe ti stanno raccontando. Non puoi dubitare, devi solo ascoltare.

Dài, visto che è questione di copincollare, vi lascio le prime righe del libro:
Una notte, Azhrarn, Principe dei Demoni, uno dei Signori delle Tenebre, decise, per suo diletto, di trasformarsi in una grande aquila nera. Volò a est e a ovest, con le sue grandi ali, e poi a nord e a sud, fino ai quattro angoli del mondo, poiché a quel tempo le terra era piatta e galleggiava sull'oceano del Caos.
Osservò le processioni illuminate degli uomini che si trascinavano sotto di lui con le loro lampade minuscole che parevano scintille, e vide le onde del mare infrangersi come un'improvvisa infiorescenza candida sulle rive rocciose. Sorvolò, gettando uno sguardo di disprezzo ironico, le alte torri di pietra e i pilastri delle città, poi si appollaiò per un attimo sulla vela di una galera imperiale, dove un monarca e la sua regina erano seduti a cibarsi di un favo di miele e a gustare quaglie, mentre i rematori faticavano chini sui remi; una volta poi chiuse le ali color dell'inchiostro e, posatosi sul tetto di un tempio, rise forte all'idea che gli uomini avessero delle Divinità.
Mentre ritornava verso il centro del mondo, nell'ora che precede il sorgere del sole, Azhrarn, Principe dei Demoni, udì la voce di una donna che piangeva, un suono solitario e triste quanto il vento invernale. Pieno di curiosità, si lasciò cadere a terra e atterrò su una collina spoglia e nuda quanto un osso, accanto alla porta di una stamberga miserevole. Lì rimase in ascolto, e assunse forma umana - infatti, la sua natura gli permetteva di prendere qualsiasi forma desiderasse - poi entrò.
E va avanti così, per tutte le quasi duecento pagine, con le storie di Azhrarn, il Signore della notte, che è crudele e divino, bellissimo e affascinante, imprevedibile e fuori da ogni ragionamento umano. I suoi tempi non sono i nostri tempi e si vede, nel modo in cui si comporta, come i mondi siano quasi separati, come ciò che succede nel mondo degli umani segua un altro respiro, rispetto alla vita scandita dai secoli e dai millenni di un Signore della Notte come Azhrarn. 

E' avvincente, e una qualità del modo di intendere i fatti riguarda l'abilità dell'autrice nel riuscire a non farci pensare come un essere umano. 
Almeno nel mio caso, infatti, non sono mai riuscito a pensare Azhrarn come demone crudele, né la razza umana come prevaricata, o il suo sprezzo, i suoi vezzi (del demone, intendo) come un qualcosa di ingiusto. Voglio dire... è il Signore della notte, lui, non ha senso giudicare, puoi solo ascoltare.
Ascoltare di come si invaghisca di un umano, lo tratti come un figlio, lo allevi, se lo renda amante (ah, magnifico il prescindere dalla logica sciocca del sesso, inutile distinzione nel caso di un Principe come questo). Ascoltare come il Demone, comunque, abbia le sue debolezze, ma siano prive della logica umana "occhio per occhio". E mentre si segue le vicende e i capricci di Azhrarn, ecco accompagnarlo le meraviglie fantasy create dall'autrice, e dove, secondo me, si vede il tocco femminile, il romanticismo che una scrittura maschile non avrebbe dato. 
E così, se per esempio CAS era declinato all'horror e alla crudeltà insensata (e per questo giusta) ecco che in quest'opera compaiono meraviglie come donne bellissime, nate da fiori, che poi finiranno per essere parte della fine degli uomini. Cavalli meravigliosi, spettri, le perfidie degli uomini, diamanti, intrighi, maledizioni, inganni... è tutto questo che si mescola alla vita del Demone, talvolta senza che lui nemmeno se ne accorga.
Fino ad arrivare a un antierore che diventa eroe e capisce che senza la cattiveria umana la sua vita non ha senso e cerca, in un tentativo estremo, di salvare l'umanità, condannata a estinguersi miserevolmente.

Insomma. Sono contento di aver assaggiato la Lee e sono contento che mi abbiate rotto il gazzello affinché la leggessi. Merita. Certo, non sarà una prosa perfetta, in qualche passaggio si nota l'approssimazione gnutoniana e le incertezze dell'edizione. Ma sono comunque cose facilmente ignorabili. Alla fine, come in un buon fantasy che si faccia rispettare, è la storia e la meraviglia, che conta, e il Signore della Notte, con le sue crudeltà, ne elargisce in abbondanza.
Concludo con un aspetto che continuo a trovare gradevole: la suddivisione dell'opera in una serie di racconti, di storie anche autoconclusive, ma che nel complesso formano una trama generale e un romanzo completo.
Alla prossima, cari.
Anzi, sapete che vi lascio? Un pezzo di una storia cantata da un cantastorie, all'interno del libro. Una storia d'amore tra una Serpentessa a un drin (brutti nanerottoli che vivono negli inferi, molto bravi nell'arte di Efesto) così vi poi volete sapere come va a finire questa l'amore fra questo sfigato di mostriciattolo e la trottola della serpentessa vanesia.

Quando la Serpentessa fu sazia, indirizzò un ghigno verso il Drin, e gli disse di attendere nel vestibolo della sua tana in modo che potesse prepararsi per la notte.
Con il cuore colmo di gioia e i lombi ardenti, Taki passeggiò nervosamente nel vestibolo (sempre ricurvo, poiché il soffitto era molto basso), finché improvvisamente entrò un enorme cobra nero.
"Chi è questo sciocco che occupa l'appartamento della mia Signora?", domandò il cobra e, afferrato Taki tra le fauci, gli inflisse diversi morsi dolorosi, frustandolo con la coda, per poi scaraventarlo fuori dalla tana, sbattendo la porta.
Taki strisciò via, e per molto tempo stette malissimo a causa del veleno del cobra e delle percosse ricevute. Ma, dopo un certo tempo, tornò in cerca della sua amata, certo del fatto che vi fosse stato un equivoco, e trovò la nobile Serpentessa e il cobra intrecciati nella foresta in maniera inequivocabile, e anzi essi, lanciando per caso uno sguardo verso l'alto attraverso gli occhi ridotti a fessure durante una pausa per ristorarsi dalle loro fatiche, videro Taki e risero di lui, e lo presero in giro finché lui non fuggì.
L'amore è un fenomeno spaventoso. Taki pianse e si disperò nella sua casa tra le rocce, le sue lacrime inondarono i pavimenti, e i suoi gemiti erano tanto forti che presero le forme di pipistrelli e svolazzavano per la sua dimora in grandi stormi. Finalmente cadde in preda a uno stimolo creativo tristissimo, e cominciò a forgiare un'immagine della sua amata, a grandezza naturale, che le somigliava in ogni cosa.
L'immagine era fatta d'avorio e di argento massiccio, ricoperta di smeraldi e di ossidiana. Negli occhi incastonò due topazi, e rubini nella bocca.

11 commenti:

  1. eh... qui ci vuole però il parere di qualcuno più ferrato di me, per avere una visione più ampia. Vedrai che arriveranno... :)

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  2. Tanith Lee nel nostro paese è stata trattata spesso malissimo perché non piaceva a certi editor.
    Eppure è sempre un piacere a leggersi, ha delle idee storte al punto giusto, e nel corso degli anni è passata da una prosa molto irruenta ad una grande disciplina (senza per questo perdere lo spirito, la vivacità).
    Ottima scelta di autrice, ottimo titolo.
    Guarda al lato positivo: ci sono un sacco di romanzi di Tanith Lee là fuori, da laggere.
    Buona caccia!

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  3. Ma gnianche con un post so biiutiful sei riuscito ad accendere la mia fiamma della passione per il fantasy... non lo sopporto e non ci posso fare nulla.

    Per ora... ;)

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  4. Ecco... vedi che arrivano,quelli che sanno :)
    grazie Davide,
    e per Eddie...
    è solo questione di etichette,
    se questo è fantasy, hitler era un bravuomo :D

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  5. Se ti è piaciuto così tanto allora il consiglio è di continuare la serie. Il Signore della Follia in particolare è stupefacente...

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  6. per ora ho
    il signora delle illusioni
    ma a questo punto penso che la follia sarà quello dopo :)
    grazie

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  7. Anche a me è piaciuto molto. Sia il signore della notte che il signore delle illusioni (forse anche di più). O meglio, mi erano piaciuti molto una dozzina di anni fa quando li lessi, chissà se sarei ancora dello stesso parere... ma credo di sì. Peccato che Newton non abbia mai messo fuori il terzo! Almeno a quanto mi risulta...
    Comunque hai ragione, questo come fantasy è piuttosto "estremo" e non credo che piacerebbe a tutti gli amanti del genere. Comunque se hai apprezzato questo ti consiglio il "Ciclo del Nuovo Sole" di Gene Wolfe (il primo si chiama "L'ombra del torturatore"), sono pronto a scomemttere se non che ti piacerà almeno che ci troverai dei profili di interesse...

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  8. E grazie del consiglio Massimo! E adesso mi hai fatto voglia di finire quel che sto leggendo e poi farmi fuori Il signore delle illusioni :)

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  9. In realtà la Newton ne ha pubblicati 3 libri dei "Racconti della terra piatta" - che sono 5 libri. Oltre al "Il signore della notte" e "Il signore delle illusioni" ha pubblicato anche "Il signore della morte" ma non come libro singolo bensì all'interno dell'antologia "Storie di diavoli". Nella compagnia del fantastico ha pubblicato anche "La vampira di marte". Lo so, il titolo è tremendo e la copertina peggio ma se lo trovi non ti lasciare scoraggiare!
    CMQ è bello vedere interesse per questa scrittrice molto brava ma trattata male dall'editoria (specie quella italiana).
    Keybi

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  10. okay
    pure la vampira, se la vedo, la piglio.
    e comunque sarebbe stata mia lo stesso :D

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