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"Addio all'estate" di Ray Bradbury**

Un breve post, per questo breve romanzo.
Che non mi è piaciuto, ve lo dico subito. 
Non è brutto, ma non mi è piaciuto e non è la prima volta che non vado pazzo per un Bradbury... e anche questo è un Bradbury appartenente al filone di letteratura per ragazzi.
Ma andiamo per ordine.

Tanto per cominciare l'ho comprato perché Bradbury è uno dei miei preferiti (e non solo perché festeggiamo insieme il compleanno), ovvio, e quindi se vedo un suo libro che non ho a 1.98euro, lo compro. Poi, sfogliandolo, vedo che questo libro è un furto legalizzato, come da buone abitudini Mondadori.
Voglio dire... Ma credono veramente di prenderci per i fondelli?
Ma ritengono che i lettori siano tutti degli idioti, ciechi e boccaloni?
Evidentemente sì.
Quel che mi chiedo è se l'agente del buon Ray o chi amministra i suoi diritti ne è a conoscenza, perché io non farei mai pubblicare un libro con queste caratteristiche di furberia.
Il libro ha 172 pagine dichiarate, e okay, l'ultima riga è alla 172. La prima è a pagina 11, quindi sono 161 pagine effettive. No, aspetta... dentro c'è una pagina bianca ogni tanto... le conto... sono 17. Ah, vedo ora che le ultime tre pagine sono una postilla di Bradbury, interessante forse ma non fa parte del romanzo, che quindi ha 141 pagine. Ehi, aspettate un momento, vedo che ogni volta che comincia un capitolo c'è un terzo di pagine in meno... e vedo anche che quasi a ogni fine capitolo c'è spesso oltre mezza pagina bianca. Mmm... a occhio e croce, visto che i capitoli sono 36, e quindi 13 pagine bianche, e aggiungendo le altre, s'hanno da togliere altre 20-25 pagine di bianco. Okay, siamo a 115-120. Però almeno si legge molto bene, va detto... eh già, perché questo è un times new roman 14, macché, forse 15! Che ovviamente se non ci metti una bella interlinea larga viene brutto, già. E un bel margine da...(sto misurando) 2.5cm a dx e sx, non ce lo vogliamo mettere? Insomma, abbiamo un bel racconto lungo che si legge in un'ora e mezza al modico prezzo di copertina di... 15euro. Vedete un po' voi...

Ma sono i contenuti che contano, comunque, e io non è che l'ho letto malvolentieri, proprio nell'ultimo scorcio di settembre, questo libro. Anzi, è stato forse a ottobre, il mio ultimo pomeriggio al mare con bagno, e devo dirvi che in questo periodo storico-economico, essere in costume, a ottobre, con trenta gradi quando di solito potrebbero essere dieci, e leggere questo incipit:
Ci sono giorni che somigliano al riprender fiato, al trattenere il respiro e lasciare il mondo in attesa. Ci sono estati che non vogliono morire.
vi rende pensierosi se leggete che questo romanzo è ambientato nell'Illinois del...  1929! 
Ma lasciamo perdere le coincidenze, e vediamo perché, pur essendo un lettura non sgradevole, mi ha lasciato ben poco. C'è un'idea interessante, alla base. Classicissima ma molto bella.
I preadolescenti, in gruppo, che decidono di non voler invecchiare, e quindi di muovre guerra ai vecchi del paese. Capitanati da Douglas Spoulding (il cui nonno però non è un nemico, ma pare più un saggio alleato) i bambini formano questo esercito e finisce che un vecchio crepa (infarto, ovvio, che credevate) ed è il primo e unico morto di questa guerra generazionale che vede come centro del conflitto l'orologio sul campanile.
Perché? Ovvio, l'orologio è il tempo, ed è il tempo che va distrutto per evitare che arrivino le regole e i bambini siano costretti a invecchiare
Banale? sì, potrebbe essere così, ma va detto anche che il libro è la continuazione di un libro del '57 dello stesso Ray che non ho letto e quindi il mio giudizio potrebbe essere parziale. Fatto sta che non sono riuscito a entusiasmarmi. Ho trovato triti e ritriti i simbolismi utilizzati e frammentaria la scrittura, che a volte sembra mancare di alcuni pezzi, come se avessero tagliato frasi a caso, rendendo, per la prima parte, la prosa quasi incompleta.
Spero proprio, insomma, che questo non sia - come dice l'aletta - e si dice in giro - il testamento letterario di Ray. Perché se così fosse a) è stato trattato molto male b) non è granché.
La guerra di Douglas parte bene, ma poi perde mordente, e dopo l'attacco all'orologio, benché breve, la storia riesce persino ad annoiare un po', per poi avere un colpo di coda con la controffensiva dei vecchi (attraverso una torta) che però me li ha resi abbastanza tristi e sfigati, invece che saggi e non-cattivi. (il messagio era quasi un "ehi, muori giovane ragazzi, che se diventi vecchio diventi sfigato!") 
Che poi potrebbe essere anche un messaggio molto figo, ma non è certo quello reale, perché il racconto è intriso di buonismo, e si vede.
Certo, mi rendo conto che è un racconto simbolico, questa estate (giovinezza) che non vuole morire, finire, che si aggrappa con le unghie al tempo ma che inesorabilmente viene trascinata in un'età che trova nuovi sensi e nuovi perché (le bellezze di un'altra stagione, insomma) è un modo piacevole di raccontare la frattura tra preadolescenti e vecchi. Sono pianeti diversi, okay, ma secondo me ci sono modi migliori per raccontarlo :) 
Quindi, per concludere, non sognatevi di comprare questo libro a prezzo pieno! Se invece lo trovate tipo a  2-3euri, vabbè, allora regalatelo a un adolescente che lo legge in un baleno, e magari anche non lo schifa. :)

6 commenti:

  1. Eh, noi adolescenti!
    Lo leggo o non lo leggo, io?

    n.b. se calcolavi le pagine ancora un po', finiva che lo potevi inserire nei Corti!
    :-P

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  2. me lo sono visto passare davanti ma sapendo che era il seguito di un altro ho desistito. poi a dire la verità Bradbury non è sempre nelle mie corde... in questo caso penso di poterlo evitare.

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  3. @Noè
    naaaaa
    lascia lascia...

    @Piscu
    credo che tu può.

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  4. Ray (le meraviglie del possibile) vs Gelo: KO - tecnicamente il tempo non ritorna e il giovanotto (si fa per dire) invecchia.

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  5. non lo leggerò (io che leggo?! Forse l'ultima cosa che ho letto davvero era Kim obbligato dalla prof d'inglese:P) ma sicuramente l'incipit pro(sup)posto è insipido e lacuno(io)so, e sono 3 righe, non voglio immaginare the rest... in ogni caso il simbolismo dell'orologio è carino e la scarsità dell'action non è un fattore negativo a priori, più che altro ricalca una prosa semplice per adolescenti che non pretendono niente. Ma l'agente di Ray è, invece, un genio: ha preso un libricino senza stoffa, lo ha messo sul mercato e lo ha fatto comprare a 15 euro, tanto chi segue il Nostro, si compra quello per il nome, e il prossimo per la speranza che sia migliore

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  6. Naaaa, io comprerò solo roba vecchia. :)

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