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"Queste oscure materie: Il cannocchiale d'ambra" di Philip Pullman***

La verità è che ho voglia di riporre sullo scaffaele questo tomo, okay?
Perché è grosso e sembra quasi impedirmi il passaggio verso gli altri libri di cui vi devo parlare, in futuro.
E io, che sono gnucco, invece di liquidare in un solo post la trilogia di Pullman ho pensato bene di farne tre puntate.
D'altra parte i tre libri sono separati, no?:)

Comunque, adesso, stavo leggiucchiando la nonciclopedia riguardo a questo Cannocchiale d'ambra, terzo e ultimo episodio della trilogia Queste oscure materie. Sghignazzavo, devo ammetterlo.
Non amo molto le cose nonciclopediche, perché sono belle un po' e poi tendono a ripetersi, ma quando il soggetto si presta, be', è da ammettere che la satira viene meglio.
Qui ci sono 3-4 elementi che sono davvero satirizzabili alla grande. Uno su tutti, pensare ai due angeli Balthamos e Baruch, che pur con tremila giri di parole altro non sono che du simpatici gay, con tanto di profilo maschio-femmina e di piagnucolar di uno dei due, quando le tristi vicende che non vi spoilero li separeranno. Insomma, nel libro tentano di commuoverti, ma visti come gay, fanno ridere.
Idem per i due ragazzini, Lyra e Will, che, insomma, è abbastanza chiaro a tutti cosa dovrebbero fare, e non fanno, e vederli lì che si preoccupano di salvare il mondo come se avessero sei anni e non quasi una decina di più... 
Ma noi atteniamoci alla storia.

E la storia dice che questo è il capitolo della guerra, dei sotterfugi e delle avventure.
C'è Lyra e Will, abbiamo detto nei capitoli passati. L'eredità del passato è una Lyra prigioniera sedata dalla sua madre perfida Signora Coultard e un Lord Asriel che è troppo impegnato a preparare la guerra a Dio (o chi ne fa le veci) per preoccuparsi di sua figlia. Certo, quando scopre che per vincere ha bisogno dellla lama sottile, il coltello in possesso di Will, le cose cambiano, ed ecco che si assiste - nel corso della storia, al cambiamento dei due genitori di Lyra. La figura totalmente dedita al perseguimento della fama e del proprio sogno si umanizza, mentre la figura che fino ad allor sembrava cattiva al 100% comincia a introdurre in sé delle poco credibili percentuali di luce. Ho avuto la sensazione che fossero entrambi falsi, con buona pace dell'autore. Questo perché, nei primi due libri, né Asriel né la Coultard danno segni di conflitti interiori, mai. Non scelgono, ma agiscono. Ecco che nel terzo libro sembra quasi che qualcuno abbia fermato il Pullman e lo abbia avvertito che in un fantasy ben riuscito non ci devono essere buoni e cattivi, ma devono essere tutti in po' così, metà e metà. Ed eccoli lì a cambiare, alcuni dei suoi personaggi.

Comunque,  a parte questo, e a eccezione di una prima parte un po' lenta, questo terzo libro mi ha convinto. O meglio, mi hanno convinto le sue idee, a parte un paio di cazzate.
Vi dico subito ciò che mi ha convinto.
I Mulefà, per esempio, perché mi piaceva l'idea e mi piaceva la vicenda laterale, messa un po' così, che millantava di fondersi a una copia del vecchio testamento, e invece - a mio parere - se ne allontanava abbastanza. I Mulefà sono una popolazione di animali strani, che vivono in uno dei tanti mondi, piuttosto idilliaco, o quasi, anch'esso minacciato dagli sconvolgimenti dei varchi aperti qua e là.
Mi è piaciuta molto, migliore idea o quasi di tutta la trilogia, l'idea che il mondo dei morti fosse uno qualunque dei tanti multiversi. Un po' meno mi è piaciuto la sua descrizione, però anche l'idea delle Arpie come guardiani e la sua bruttura modificabile e modificata dai due eroi era comunque accettabile. Molto bella l'idea del varco, invece, per svuotare gli inferi.
Altrettanto apprezzato, alla fine, l'immagine un po' scontata ma adeguata di Dio, che ovviamente ha fatto incazzare la Chiesa. pardon, il Magisterium (che in tutta la trilogia è visto come il peggio del peggio, sia chiaro). 
Ancora bene riuscita, a mio avviso, l'intrusione di una sottotrama data dal killer a orologeria, un frate, che deve uccidere la novella Eva, e se ne sbatte di tutto quello che accade "nelle altre pagine" per puntare dritto all'obiettivo. Ne è risultata un'aggiunta di suspanse non male, soprattutto che ha evitato un relax finale a fine missione dei due eroi.
Anche i Gallivespiani, o come diavolo si scrive, mi sono piaciuti, anche se devo ammettere che non era proprio una idea innovativa, quelle delle mimi spie che si richiamavano nemmeno tanto velatamente ai lillipuziani di swiftiana memoria.

Non mi è piaciuto, invece, il fatto che Metatron, 'sto angelo coi controcazzi, potentissimo, alla fine non mi fosse sembrato niente di che. 
E non mi è piaciuta l'idea di ripescare i morti, così come per dire che non è morto nessuno e dare un colpo di spugna al dolore che invece è unano. Non tanto per la perdita, per esempio, di Lyra e del suo amico del cuore, che non era poi così granchè da giustificare questo popo' di avventura, quanto, per esempio, in Will e suo padre.
Non ho amato nemmeno il modo con cui si decide di fare finire Dio. Troppo banale, troppo semplicistico e troppo comodo. 
Ah, ovviamente, anche qui, ci sono i soliti piccoli controsensi. 
Tipo, prima si descrive gli angeli con l'idea di creature eteree e potentissime, che certo, non hanno un corpo, però ad affrontarli sono cazzi, anche perché questi, oh, passano di mondo in mondo a loro piacimento, mica bubbole; e poi, invece, va a finire che si massacrano con un nonnulla o sono dei piagnoni galattici.
Però, a favor di Pullman, va detto che la trama è gestita in modo serrato, e non ti molla, e le azioni nascondono molto bene qualche piccola pecca di verosimiglianza, e quindi, bene.

Chiudo con quello che pare non sia piaciuto a quasi nessuno: il finale.
Dunque. Ho un sospetto... mi sa che molti non hanno amato il finale perché, semplicemente, non era il gioioso finale di un fantasy che si rispetti. Anzi, per un lettore che si era affezionato al rapporto tra Lyra e Will il finale può risultare irritante. 
Anche io mi sono un po' irritato, ma per tutt'altri motivi.
[attenzione spoiler]
A me l'idea di separazione finale dei mondi piace e può piacere anche l'idea che questo comporti la separazione dei due eroi. Bene. Certo, mi può andare bene anche il fatto che non sembri proprio così inevitabile il dover richiudere tutte le finestre. Voglio dire, Will e Lyra non hanno fatto altro, per tutta la trilogia, che mandare a fanculo tutti quelli che gli elargivano un consiglio, e perché mai dovrebbero ubbidire proprio ora? Perché sono diventate persona responsabili, okay. Ci sta.
Quello che mi ha irritato è un amore che non è stato mai annaffiato, mai coltivato, mai mostrato, e anzi, considerati anche i tempi di separazione tecnici e il fatto che i due eroi sono sempre stati impegnati a salvarsi la ghirba, piuttosto che a comunicare tra loro, diciamo pure che non vedo come poteva nascere. Ecco che, se non trovo credibile la profondità del rapporto, non posso fare a meno di pensare che un finale simile sia un modo obbligato e un tantino frettoloso di chiudere, cercando di evitare il cliché del lieto fine.

Insomma, avete capito. Non è una trilogia malvagia, anzi, e se dovete far leggere i vostri pargoli, e cercate una via di mezzo tra la complessità del Signore degli anelli e Queste fecali materie di altri ragazzini prodigio con le loro migliaia di pagine di ammmore fantasy, be' questo libro è adatto, davvero. Con il vantaggio che un po', bisogna dirlo, fa pensare, e una certa importanza alle scelte la dà.
E' tutto... fine libri grossi, per ora. Fino a dicembre solo romanzi magri!

6 commenti:

  1. Lo scaffaele è lo scaffale di Raffaele, o un riuscitissimo errore?
    :-D

    A parte questo...mi potrebbe piacere, secondo te, questa trilogia?

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  2. Sì, secondo me sì. Non è brutta e migliora andando. Ci sono belle idee.
    Non comprare i tre libri separati, perché ti costano un fottio di più, e anche se un po' scomodo, meglio questo tomone.
    che comunque sembra grosso ma è scorrevole e si legge molto rapidamente.
    Inoltre ho leggi tutti e tre o uno solo non ha senso.
    Se non ha visto il film, a mio avviso, è ancora meglio. :)

    ah
    sì,
    scaffaele è un errore
    ma è così involontariamente geniale che lo lascio :)

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  3. Devo dire di aver letto con piacere la trilogia di Pullman, ma anche di condividere la tua analisi molto puntuale. Le cose più irritanti in assoluto sono state , per me:
    1) Il miracolo della trasformazione interiore operato dall'amore sui perfidi ed egoisti genitori di Lyra, totalmente non credibile perché mai anticipato nei primi due libri (come hai detto).
    2) I personaggi presentati come figherrimi e poi vulnerabili e piagnoni.

    Già che ci siamo, per curiosità, da che età consideri adatta questa lettura (considerando che i teneri virgulti sono ormai imbibiti di banali storie ormonali di vampiri e affini)?

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  4. Mah... l'età è sempre un po' relativa, si sa. Ma penso che questo sia già un libro da "medie" e quindi da 13-14 anni. Età in cui non si colgono tutti quei fastidi che abbiamo noi e cisi lascia ammaliare dalla storia e dalle idee, e quindi si sogna con i daimon, con la guerra, con gli angeli le streghe e i mulefà. :)

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  5. "Mah... l'età è sempre un po' relativa, si sa. Ma penso che questo sia già un libro da "medie" e quindi da 13-14 anni"...

    ...ecco perché lo consigliavi a me!!!
    Ti ammazzeVò!!!
    Anzi...
    ...ti ammazzaeleVò!
    ^_^

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  6. ma valà, che non ci arrivi ai 13 tu! :)))

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