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"Una donna frivola e altri racconti" di Nadine Gordimer**

Non fraintendetemi, non sto dicendo che questi racconti della Gordimer non siano di qualità, anzi, lo sono.
Stile ne hanno da vendere, non lo metto in dubbio.
Però non fanno per me, almeno 2 su 4, in questa 25ma uscita di Racconti d'autore, del Sole 24 ore. (a proposito, oggi, se andate in edicola, trovate John Cheever, che così come la Gordimer, non so chi diavolo sia :)
E' che non mi sentivo proprio di piazzare le tre stelle a un libro in cui, almeno per un racconto e mezzo, ho faticato a leggere.
Forse ero io, con la testa un po' vaga, ma sia in Alles Verloren, e soprattutto in Sognando i morti, l'impersonalità dei personaggi mi ha messo in difficoltà. Molte meglio, invece, nel racconto che dà il titolo alla raccolta e soprattutto in "Madrelingua" che è quello che alla fine ho preferito.
Tanto per cominciare, come al solito, vado a vedermi chi è la Gordimer.
So solo che è un Nobel per la letteratura '91, e leggendo questo libro ho scoperto che ha - ovviamente, altrimenti non vinci dei Nobel - una storia travagliata che ha a che fare con qualche ingiustizia sociale galattica della storia dell'uomo. In questo caso è sudafricana (apartheid) ed è figlia di immigrati ebrei causa leggere pressioni antisemite durante l'Europa del secondo conflitto mondiale. E lei ovviamente ne parla, sottolineando sia l'una che l'altra cosa, e dando voce a un vissuto denso- si percepisce - in cui, probabilmente, una mente aperta e colta mal sopportava e mal comprendeva fenomeni nati da sentimenti assurti come il razzismo e le ingiustizie sociali e politiche.
Innegabili, quindi, l'impatto e la profondità delle sue righe, che raccontando a tratti altro, non escono mai dal solco della critica sociale, seppur indiretta.
E allora ecco la sua donna frivola, che è una signora che non sa arrendersi alla fuga di sicurezza in Sudafrica per sfuggire alle leggi razziali e rischia di finire in guai grossi per il suo non voler arrendersi all'evidenza di un'Europa dilaniata dall'antisemitismo. E' un racconto gradevole, questo, perché alla fine mantiene una leggerezza causata proprio a una frivolezza della protagonista (la nonna di Nadine?) che però, si intuisce, è solo una maschera che invece di nascondere mette a nudo la tragedia generata dalla Germania hitleriana.
Il sogno autobiografico di scrittori morti, riuniti a una cena, invece, l'ho trovato pesante e davvero ho faticato a finirlo. Troppo basato sul un dire per assunti e metafore e troppo poco concreto perché io riesca ad apprezzarlo. Forse, se mi fossi sforzato di rileggere... ma no, mi son detto. Non mi va.
Madrelingua, invece, è un racconto breve ma molto elegante. 
Anche qui sembra di ascoltare echi autobiografici, di una donna che segue l'uomo della sua vita nel suo paese e comincia a parlare un'altra lingua (l'inglese) che però, non essendo la sua madrelingua, la esclude dai sottointesi, dai sorrisi, dai modi di dire, che per quanto spiegati non hanno più il sapore di spontaneità. 
L'amore, in fin dei conti, è anche questo.
Poi di nuovo il racconto che chiude il libretto, bello, sì, ma che mi ha lasciato un po' freddo.
Ci sono questi impersonali lui e lei e un l'altro, vecchia storia gaia di lui. E lui muore, e lei, come per inerzia, finisce per spingersi a scavare nel passato, a capire che c'è sempre un velo, tra due persone, che niente scosta, e che, come dice l'excipit, "non si può conoscere l'altro, nessun altro. Allesverloren".
In ogni caso, indipendentemente dal mio gradimento a metà per questi quattro racconti, questa è un'autrice di valore, e forse andrebbe colta in una distanza un pochettino più lunga (ma non troppo).
Però non ora. Per ora, non fa per me. :)

3 commenti:

  1. Oggi parto con Maupassant... ma già dal riassunto in quarta credo che il tuo "fichissimi" sia il termine giusto. Poi ti commento appena finisco...

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  2. bè,con la gordimer c'è parecchio da divertirsi, leggiti "l'ospite d'onore e vedrai. un'autrice che ho amato moltissimo meno ultimamente.

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    1. mi segno mentalmente questa cosa, ma per ora non smanio... :)

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