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"Racconti orientali" di William S. Maugham***

Se gelo non va da Maugham, come mi ha più volte raccomandato Frank, allora ecco che Maugham va da gelo, anche se solo con due racconti, nella ormai solita collana dei Racconti d'autore del sole 24 ore, alla domenica.
A me, però, due racconti bastano.
In questo caso, per esempio, i due racconti - abbastanza lunghi - affrontano lo stesso tema (la vita nelle colonie inglesi della prima metà del Novecento) e lo affrontano anche nello stesso modo: un miscuglio di amarezza, ironia, tragicità e senso dell'umanità e allontanamento da essa.
Sono gli uomini, i maschi, i protagonisti di queste storie, come non potrebbe essere altrimenti in un'epoca simile, in quei luoghi, fertile preda della civiltà.
Siamo infatti prima nell'isola di Talua, dominata da un tal Walker, che nasconde dietro a un comportamento apparentemente crudele e spregevole, una sorta di umanità e comprensione, nei confronti dei nativi e delle loro debolezze. Come dire: li picchio io un po', sempre meglio che arrivi qualcun altro a picchiarli di più, questi poveeri neri semi-schiavizzati, costretti a lavorare tanto per poco.
Ma ecco che arriva Mackintosh, giovane assistente, che pur alla fine non facendo nulla, fa in modo di dare sfogo all'odio verso il suo superiore. Il racconto è bello?
Sì, il racconto è decisamente bello. Mackintosh e Walker, nonché gli indigeni, sono personaggi abilmente scolpiti sullo sfondo dell'isola, anch'esso vivido e pieno di colori. Sembra um altorilievo, questa scrittura.
E lo stesso tema c'è nel secondo racconto, l'avamposto. 
Anchi qui l'odio tra un capo e un vice, anche qui sullo sfondo gli indigeni e la gestione delle colonie, con in più la derisione/descrizione del concetto di snob. E' ferocemente ironico, Maugham, nei confronti dello snobismo inglese e, in via mediata, del colonialismo inglese.
Anche questo racconto è bello? Sì, decisamente. Non saprei scegliere tra i due, perché entrambi sono due belle fotografie, piene di particolari eppure semplici da guardare nel loro insieme, in cui spiccano in primo piano i soggetti protagonisti. Insomma... alla fine Maugham, uomo che ho scoperto aver scritto una paccata di roba e aver avuto pure un sacco di successo... guerre mondiali permettendo, è autore che dovrò tnere d'occhio e, ubbidento ai consigli, utilizzare per lenire la mia ignoranza letteraria.
Bene... dai, sono stato breve, per stavolta.
Vado a riporre il libro... al prossimo!

Anzi no. Siccome è più bello parlare di scrittura leggendo la scrittura, vi estrapolo una cosa, così la riscrivo - che mi fa piacere.
E' l'incipit del primo racconto, MAckintosh, secondo me molto elegante e avvolgente.
In poche righe sei dentro il racconto. Eccolo:
Sguazzò qualche minuto nel mare; l'acqua era troppo bassa per nuotare, ma non se la sentiva di spingersi al largo per paura degli squali; poi andò nella cabina a fare la doccia. L'acqua dolce gli parve gradevolmente fredda dopo quella del Pacifico, vischiosa e già tiepida alle sette del mattino, che invece di rinvigorire infiacchiva. Dopo essersi asciugato si infilò l'accappatoio e gridò al cuoco cinese che di lì a cinque minuti avrebbe fatto colazione. Attraversò a piedi nudi lo spiazzo di erbaccia che Walker, l'amministratore, considerava con orgoglio un prato all'inglese, raggiunse il suo alloggio e si vestì. Non gli ci volle molto, perché mise solo una camicia e dei pantaloni di tela. Quindi si diresse verso la casa del suo capo dall'altra parte dello spiazzo. Di solito i due mangiavoano insieme, ma il cuoco gli disse che Walker era uscito a cavallo alle cinque e non sarebbe tornato prima di un'ora.

6 commenti:

  1. di Maugham devi leggere assolutamente "Il mago", veramente un libro notevole. io lo comprai quand'ero un povero studentello di liceo per la modica cifra di mille lire (te li ricordi, no, i libretti da mille lire della newton compton).

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  2. Sì, figurati
    ne ho parecchi di quei libretti
    all'epoca dei trip rimbaudleriani mi leggevo le poesie in francese pur non sapendo nemmeno una parola... e pensavo pure di capirle. :)
    comunque il mago credo di non averlo... ma se lo becco lo piglio sì.

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  3. Meglio off-topic che andare fuori strada: ringrazio (pubblicamente) Michela Zangarelli, Daniele Imperi, Ferruccio Gianola e Raffaele Serafini (quattro amici ineguagliabili e ingualcibili) per... ehilà, tenete a bada la curiosità e fidatevi di quel che ho detto prima aggettivando dopo.

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  4. E' mai possibile che la lettura/recensione di due racconti di W. S.Maugham (per l'esattezza il primo e l'ultimo di Honolulu) da parte del più agguerrito lettore e recensore presente sulle scene... no, non è possibile!

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  5. Sì: ti dovrai leggere Il Filo Del Rasoio e Il Velo Dipinto!

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