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"Cielo di sabbia" di Joe R. Lansdale***

Vi parlo di questo, dài, e lo faccio brevemente.
Brevemente perché il libro non è mio, ma del solito Luca, che oramai è malato di lansdalite e gaimanite e forse mathesonite e così finisce che compra i libri che io non compro e me li presta.
Non credo l'avrei comprato adesso, in effetti. 
17euri per 234 pagine che poi in realtà saranno un 160, a calare carattere e togliere spazi bianchi, mi continuano a sembrare troppe, nel giochetto einaudi-fanucci che da qualche anno danza fremebondo sullo spettro del buon Joe.
La copertina, poi, mi sa un po' di già visto e anche se il colore generale è azzeccato, il bambinello che scaracchia sul polsino non è certo quello che poi ho immaginato come narratore di questa storia.

Sì, perché Lansdale torna ai climi formativi di romanzi come In fondo alla palude o Caccia selvaggia, o forse, cambiando un po' le variabili, a Tramonto e polvere, soprattutto pensando agli hobos, ai treni su cui saltare, ai gangster.
Anzi, aspettate, sto realizzando una cosa... sembra quasi che per costruire questo breve romanzo il mio amato texano abbia preso un pezzo qua e uno là da vari suoi altri lavori. Per dire, il circo è andato a prenderlo dal libro sui Freaks, Freddo nell'anima; però il baraccone con il lottatore fortissimo lo ha preso dall'anno dell'uragano, e i banditi cattivi... beh, di quelli ce n'è un po' dappertutto e c'è solo l'imbarazzo della scelta. Poi il bambino potrebbe essere uno dei tanti adolescenti di La sottile linea scura o L'ultima caccia, e la bambina è una delle fighe texane di Jo, con la differenza che è dell'Oklahoma e che è ancora preadolescente (ma già gnocca e bugiardissima).
Comunque, a parte questa operazione puzzle che può essere divertente ma è abbastanza ovvia, nel momento in cui Lansdale decide di muoversi su questi terreni, devo dire che questo Cielo di sabbia non sarà niente di che, e non ha certo lo spessore dei libri che ho già citato, ma per una lettura estiva (sabbiosa, direi) e per un sano relax narrativo, con la voglia di leggere e sapere come va a finire, be'.. ci sta, il libro è okay.
Intrattenimento, mi verrebbe da dire, perché mi sembra la parola più adatta a descrivere questo tipo di lavori.

La storia? Praticamente è per 2/3 nella quarta di copertina, e quindi vi consiglio di non leggerla. Se proprio siete dei curiosoni, ecco il link einaudico, dove potrete soddisfarvi.
Io vi dico solo che c'è Jack (che nome originale eh?) che ha appena seppellito i genitori (mamma malata e papà suicida) sotto una sabbia incessante, che sta facendo fuori mezzo Oklahoma degli anni Trenta. C'è poi Jane e suo fratello Tony, identicamente orfani. I tre si trovano e non gli resta altro da fare che andarsene.
Dove? Ma in Texas, ovviamente.
Incontreranno i banditi cattivi e spietati, uno sceriffo corrotto, gente per bene, altri bugiardi, e soprattutto, come succede spesso, tanta, tanta cattiveria. Perché per Lansdale, lo sappiamo, è così che si cresce: imparando che la gente è cattiva, però c'è sempre una parte giusta da cui stare.
Altro da dire?
Poco.
Se conoscete già Lansdale, bene, sapete già cosa aspettarvi. Lo stile è il suo di quando scrive i romanzi di formazione. Qualche scena cruenta c'è, ma niente di che. Oltre ai tre ragazzini, spicca la figura di Strangler, lottatore da baraccone, nonché rapinatore, che benché abbia un ruolo solo nel finale riesce a lasciare il segno. C'è spazio per il tema del razzismo, c'è spazio per i coccodrilli e i mocassini d'acqua (potevano mancare?) e per una bella morte spettacolare e cruenta. Poi basta, il libro finisce, lo si ricorda con piacere e nullapiù, ma per i fan, è una lettura che non dispiace.

Ah, concludo solo dicendo che - parere davvero personale - a mio avviso la parte migliore è quella iniziale, con la presentazione dei tre personaggi e la sabbia, che è ovunque. Benché sia una parte con poco ritmo, alla fin fine è quella che più riesce a coinvolgere, fino a farti sentire la sabbia in bocca, mentre leggi.
E' tutto, direi... al prossimo, caro Joe, quando ti degnerai di impegnarti un po' di più.

6 commenti:

  1. Uhm. quindi, se ho ben compreso, lettura piacevole molto lansdaliana ma nulla di eccezionale. ok. credo che finirò per acquisirlo, quando le finanze permetteranno, anche se mi ero ripromessa, abbandonando neanche arrivata a metà Devil Red, di leggere del caro Joe solo lavori vecchi. io lo adoro e adoro Hap e Leo, maggggesù, Devil Red è terribile.
    quindi, grazie dell'avvisaglia!

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  2. Ahem, una domanda, ma il titolo "CELO NELLA SABBIA" invece di CIELO è voluto? Un gioco di parole?
    Grande gelo!;)
    E io che pensavo ad un banale refuso. :)

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  3. Mi cogli impreparata!
    Di Landsdale ho letto solo, e per senso del dovere, Drive in.
    Non mi è dispiaciuto, molto splatter, ma con ironia e amarezza.
    Forse è un genere che non mi rapisce :-)

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  4. A quanto ho capito dalla copertina, dal titolo e dal periodo storico, è una storia ambientata durante l'invasione della polvere avvenuta in quegli anno, appunto.

    A me interessa e me lo prendo, anche perché ho scritto un articolo su quella polvere :)

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  5. @Leggivendolo

    esattissimo
    direi che hai capito binissimo
    e mi hai scoraggiato una volta in più dal procurarmi Devil Red
    che è una delle poche cose che mi mandano
    comunque
    siamo in due ad essere lansdaliani... :)

    Nick
    No, non era un refuso geniale
    ma la fretta del cazzo
    o forse un refuso inconscio
    comunque
    ma...
    che importa
    :)

    @gigi
    ti invito a leggere l'articolone in 4 parti sul Lansdale, allora
    la zona "Lansdale di formazione" -molto diversa dal Joe splatter e horror e noir - potrebbe essere per te una piacevole sorpresa. Cose tipo Tramonto e polvere, per sesmpio

    @Daniele
    sì esatto
    proprio quella polvere
    ma aspetta che sia in sconto, va, anche se solo del 15.

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  6. M'è arrivato ieri, assieme alla piccola enciclopedia di Spada ;)

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