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"Caduta massi" di Gloria Gerecht***

Ah, ragazzi, che strane cose, succedono, e che tenerezza, la vita, se sai da che parte afferrarla.
Avete presente, per caso, quello che commenta spesso su questo blog sotto il nome di gigi? Quello che poi io puntualmente le rispondo "@gloria" bla bla bla?
Ecco. quel gigi, che poi pensando che è una donzella, io lo penso sempre alla francese, con quell'aria parigina che gli dà la pronuncia, dicevo, quel gigi, ovvero, quella Gloria, è questa Gloria. Gloria Gerecht (che sembra un nome d'arte, sì, ma non mi risulta lo sia)
La Gloria di questo libro, ops, ho detto libro, ma devo dire quaderno, sì.
Io questo libro non l'avrei comprato, credo. Non subito, per lo meno.
E non per colpa di Gloria, che è una dei miei amici immaginari a cui sono più affezionato. La ricordo ancora, la prima volta che capitò sul forum di XII, mi pare, con il suo bel nick "glory" e una scrittura fresca che tutti si pensava a una giovincella gaudente, e invece no, giovincella Gloria non è, e mi è sempre piaciuto come giochi sulla sua età di esordiente. Ma sto divagando, vero? Sì. Ma nun me pò fregà de meno!
Come dite? Gloria è romana? Eh, già, così romana che si diletta (ma in verità è parecchio brava) a scrivere sonetti in romanesco, su Pasquinaria, e ogni tanto fareste pure bene a leggerli, che un sorriso, la maggior parte, a me lo strappano. Ah, ma sto divagando di nuovo..
Insomma, Gloria Gerecht, per ora, io la conosco come autrice dei Corti - Seconda Stagione, e sono quasi sicuro, anche se non c'è niente di matematico, che l'avrò anche come autrice della Terza stagione...
Perché è innegabile, a Gloria i corti vengono bene, e anzi, direi che vengono sempre meglio.
Nella scrittura non è come in altre arti. Si impara e si migliora. E a me piace pensare, leggendo i suoi racconti e di questo periodo e trovando più maturi, più gradevoli e intriganti, che un po' ci abbiamo messo lo zampino, io e noi del web. E se non è così, Gloria, tu non negare e lasciami quest'illusione.

Ma sto divagando ancora.
Dicevo che "Caduta massi", uscito da pochissimo per la collana Inaudita, della Transeuropa edizioni, non me lo sarei comprato, ma Gloria me lo ha regalato. E la cosa più simpatica di tutte, riguardo a ciò, è che quando le ho scritto grazie l'ho trovata imbufalita come una iena, o ienizzata come un bufalo, vedete voi, perché anche lei aveva ricevuto la copia del suo esordio letterario, e diciamo pure che non era come se lo sarebbe aspettato.
La collana, in effetti, ha la caratteristica di essere edita in un formato che ricorda molto i quadernetti che usavamo alle elementari, quelli con le righe larghe, per arrotondarci dentro le vocali. Solo che, viste le 52 pagine, e anche la copertina pastello, con un francobollo disgregato, diciamo che subito, a prima vista, la sensazione è di non-libro, quasi che fosse una spillatura volante di alcuni A4, piegati in due.
Ebbene... è così, inutile menarcela, però è anche vero che, questo standard di collana, non è brutto.
Certo, non starà in piedi, nella libreria, se non in mezzo a un tomo di racconti di Carver e la parete di legno, ma non c'è da imbufalirsi. Insomma Gloria, mica possono tutti essere belli come i Corti no? :)))

L'errore, purtroppo, non è il formato, ma è la scelta di vendere il librettino di gloria assieme a un Cd ("The old standards, di Enzo Orefice") al prezzo totale di 15euri. Ecco, se io voglio sia il libro, sia il cd, allora è un acquisto conveniente, ma in tutti gli altri casi no, non lo è. Mi spiace, ma la scelta è - dal punto di vista del marketing - fallimentare. Si lega un prodotto che ha scarso mercato (raccolta di racconti + nome esordiente non è un segreto per nessuno che viene rifuggita dalle librerie come la poeste) con un prodotto che di mercato non ne ha più, su un supporto destinato a sparire in tempi brevissimi. Ha senso?
No. Non ne ha. 
Non ne ha soprattutto quando manca anche l'ultima valida idea che poteva sorreggere tale scelta, ovvero quella di unire lettura e ascolto in un prodotto unico. Cioè, per dire, l'idea che certe canzoni fossere da ascoltare mentre si legge certi racconti, o comunque vi fosse una comunanza di mood tra le due forme espressive. Non c'è. Io almeno ci ho provato, ma non mi pareva. Insomma, diciamo che l'uscita dell'accoppiata cd+libro è piuttosto rischiosa, ecco.

Comunque, vi sarete stufati tutti di me che chiacchiero accazzo e non vengo al dunque, parlandovi del libro.
Il libro sono 19 racconti, che stanno in 41 pagine (6-7 pagine sono di reclame sulle altre collane, e un paio di pagine totalmente nere che non hanno ragion d'essere). E sono tutti brevissimi, quindi. Piccole storie, che si poggiano sempre su una solida base di vita quotidiana, di persone comuni, di cose comuni... che poi vengono sporcate di nero e di ironia, il tutto con misura. Te li leggi in pochissimo, uno dietro l'altro, come le arachidi, o le pringles, o i pistacchi... racconti così, domestici e amari, che raccontano una situazione, un momento, una piccola storia che sta nascosta, chissà, magari dai nostri vicini di casa.
Forse, un piccolo difetto, potrebbe essere proprio quello di voler far succedere qualcosa, in quasi tutte le storie, quasi a sorpresa, che sia un omicidio o semplicemente un gesto, un divieto, una privazione quotidiana. Lo dico perché Gloria, oramai, penso abbia gli strumenti per poter reggere una narrazione senza il bisogno che succeda niente. 
Ho avuto questa sensazione nel pezzo che ho gradito di più, e che penso sia il migliore. "Lei è mia moglie?" recita un carveriano titolo, azzeccatissimo.
Gloria mi perdonerà, ma mi va di chiudere il post con le sue parole, che fanno da incipit a questo racconto:

La casa era tranquilla, il televisore spento.  Posò la spesa in cucina e chiamò: "Riccardo! Sono qui." Il silenzio era rassicurante: non era ancora tornato, aveva giusto il tempo per preparare il pranzo. Sistemò in fretta i pacchi e mise sul fuoco l'acqua per la pasta. Si sedette un po' affannat, era già l'una e mezza. Allungò la mano verso il telecomando. La busta era lì. Sopra c'era solo il suo nome: Chiara. Sentì il sangue defluirle dal viso, mentre la esaminaava senza aprirla. La riosò sul tavolo, si alzò, spense il fornello.
Guardò l'ora, poi il telefono: forse era ancora in tempo a chiamare. Chiara, sono in ritardo. Arrivo subito. ma il silenzio si era fatto ostinato, deciso. Si sedette, la riprese in mano. la rigirò. Era aperta, invitante; doveva solo sfilare il foglio, ma non ci riusciva.
Cercò di calmarsi, di fatto era immobile. pensò terrorizzata che doveva fare qualcosa che interrompesse quel vuoto minaccioso che la rendeva inerme, fragile, inutile. Riaccese il fuoco, aspettò.
La riscosse il telefono. Sussultò. Non sapeva da quanto tempo era accasciata sul tavolino, la testa sulle braccia. La busta era davanti a lei. il telefono continuava a suonare. Non l'ho aperta, pensò, sei ancora in tempo
"Casa Giuliani?"
"Sì" disse delusa.
"Il signor Riccardo Giuliani abita lì? Lei è una parente?"
"Sì" rispose allarmata, "perché?"

Ecco, il perché ovviamente non ve lo dico, e so già che state morendo di curiosità. Io per lo meno, dopo queste righe ero mooolto dentro alla storia.
E' tutto, grazie Gloria... grazie davvero. :)

5 commenti:

  1. Di Gloria Gerecht "Non si butta niente", fatele sentì che je volete bene!

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  2. E via FranK! Ancora pensa a 365 storie cattive?
    E se le dicessi che sono pure in 365 storie erotiche? Pensi che l'editore mi aveva proposto di scrivergli un romanzo sullo stesso tono: mi riteneva molto dotata :-D.

    Gelo grazie per la recensione!
    Sei il mio lettore preferito.

    gloria

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  3. Madonna bona, mò me sento n'corpa...
    Mandi gigì!

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  4. Gelo, ti sei fermato nel punto giusto per destare curiosità. Ma io il racconto l'ho letto tutto perchè si trova ... no ve lo dico!
    Da un soggetto, svolto in maniera brillante da Gloria Gerecht, altri ne avrebbero ricamato per 500 pagine. Mi riferisco ad un libro letto tanti anni fa "Deception" (Inganni), 1982 di Judith Michael, pseudonimo di Judith Barnard e Michael Faindi, due scrittori statunitensi, moglie e marito.

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  5. @ Signora con ventaglio.
    Grazie anche per il ricordo del blog perduto e sempre rimpianto.
    Non conoscevo il libro citato, ma le storie di gemelli sono sempre intriganti.
    Quanto a ricamare ho dita pazienti, ma con gli anni sempre meno agili! :-)
    gloria

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