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"Il sottotenente Gustl" di Arthur Schnitzler****

Ah ma che bello questo raccontino a scoppio ritardato!
Vi spiego.
Solito acquisto domenicale della collana Sole 24 ore dedicata ai racconti, e stavolta nome assolutamente anonimo, per il mio cervello, che continuava a farmi associare il cognome alla famosa bisteccona asburgica e quindi, visto il caldo, pensavo che preferivo un gelato perché un bisteccone impanato, in effetti, è un po' pesante.

E infatti, la lettura sembra inizialmente essere un po' involuta, dopo le prime righe, perché questo racconto è un soliloquio.
Un lungo monologo interiore del sottotentente dell'impero austriaco Gustl, appunto, che una sera è a teatro, svogliato e annoiato, tronfio del suo ruolo di predatore militare, perfettamente incastonato come un gioiello gonfio di boria e vanagloria nella società asburgica militarizzata del 1900, e per un fatto assolutamente ridicolo, successogli durante il ritiro del cappotto, a causa della sua impazienza a fare la fila, ecco che la sua vita cambia.

Gustl segue un filo di pensieri assurdo, che lo porta a meditare e organizzare il suo suicidio per questioni di onore e lo rende personaggio ridicolo, comico, disprezzabile, dai pensieri egoisti e gretti eppur ingenui, come un bambinone viziato incapace di relazionarsi alla realtà. E non stupisce che Arthur Schnitzel, per questo brano, sia stato radiato dal ruolo di medico militare per aver coglionato l'onore dell'esercito austroungarico.
E vorrei ben vedere quale uomo in uniforme troverebbe valorose e intelligenti le paranoie di Gustl, che non solo si sfida a duello con sciocca frequenza, ma finisce per delirare di morte e scelte definitive (sue e del suo contorno) solo perché un fornaio, che conosce, lo ha rimesso in riga per la sua tracotanza, all'uscita del teatro.
Insomma... all'inizio non ero entusiasta, perché la scrittura di Schnitzler è debitrice del soliloquio style, e quindi non sciolta e non affrancata dalle ridondanze del pensiero dell'io narrante, però a fine del racconto mi son detto. Be'... bello.
E ora, passati una decina di giorni, mi sembra proprio un racconto con una sua ragion d'essere, un suo perché, una sua critica con fondamento e obiettivo. insomma, nel suo piccolo è davvero un bel brano, che per l'idea di assurdo e grottesco ricorda i lavori di cui vi ho già parlato - forse di caratura lievemente superiore - di Gogol e Kafka. In ogni caso, anche se mi sembrava essere meno conosciuto, questo Arthur Schnitzler, (piuttosto conosciuto invece) è stato una gradevole scoperta.
Ah, la copertina non mi piace per nulla!

A proposito
anche oggi ho deciso di lasciarvi con un pezzo che vi ricordi che sabato c'è Villa Tempesta.
La musica non sempre è rotonda, ma chi sa trovare la melodia negli angoli ha in mano la via per la gioia...
con i Fine before you came potete esercitarvi... :)

14 commenti:

  1. Ah, la Kakania, amico Gelo, la finis Austrie, i Cappuccini, Kraus, Roth, Zweig, Altenberg e tutti gli altri che ad elencarli tutti faremmo notte... guarda, arriva il caro S'veik, su facciamogli posto e offriamogli un boccale... le sue storie? ci faran morir dal ridere... no, forse piangeremo e poi... giù sbronzi a terra. Mandi amì.

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  2. Ma dai! Non avevi mai letto la "cotoletta"!
    Mi associo a Frank, l'Austria felix, che poi felice non era, ma culla di una cultura mittle europea affascinante e prolifica.
    Letterariamente un'epoca, un mito...
    gloria

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  3. ma io lo dico sempre che sono ignorantissimo
    e voi non mi credete! :)

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  4. Eh no! Questo non puoi dirlo e NOI non ti crediamo.

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  5. Insomma non posso fare a meno di associarmi a Spada e a Gigi riguardo a quello che hanno scritto sulla Austria Felix.
    Leggi di più la cotoletta. ;)

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  6. Non so se lo sai ma "Il sottotenente Gustl" rappresenta il primo esempio di testo scritto solo ed esclusivamente sottoforma di "flusso di coscienza". Una grande rivoluzione per la letteratura del primo '900.
    L'impatto de "Il sottotenente Gustl" (pubblicato alla fine del 1900) fu talmente devastante che Schnitzler (uno dei migliori scrittori del secolo scorso, a mio avviso) fu costretto a lasciare il suo posto di ufficiale medico dell'esercito austriaco.

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  7. sì, la cosa del lasciare il posto di medico sì
    la so
    quella del primo flusso di coscienza no
    grazie :)

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  8. Gelo, Gelo, tu non mi vai nemmeno al cinema, altrimenti sapresti che "Eyes wide shut", di Kubrick è la versione cinematografica di "Doppio Sogno" di Schnitzler.
    Eyes wide shut – titolo ossimorico che equivale più o meno a "occhi ampiamente chiusi", il tema del doppio tanto caro a Frank Spada.
    Poi una nota friulana. Una quindicina di anni fa, una compagnia di teatro amatoriale di Codroipo, aveva messo in scena Girotondo (Reigen), con la regia di Claudio Moretti.

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  9. Eh... Dama, tu hai perfettamente ragione. La settima arte mi manca, in questa vita, e mi mancherà. Ma non si può far tutto... e poi, in fin dei conti, prima o poi, come in questo caso, ci arrivo :
    )
    Grazie!

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  10. Comunque quando mi stupisco che qualcuno non abbia letto qualcosa di classico, dovrei tener conto che ho letto in epoche remote. Mai più riletti, ormai molti libri sono sepolti nelle pieghe della mia memoria e non riaffiorano più. Non so se sia un fatto di letture fatte a suo tempo con superficialità o che la testa con gli anni perde quantità di materia grigia a beneficio dell'idiozia, sta di fatto che so di aver letto quello di cui si parla, qui e altrove, ma non ne ricordo una cippa. Mi ricordo solo che mi sono piaciute.
    Sono quindi grata a Gelo che con le sue letture mi fa un resoconto di cose che dovrei già sapere, ma che non so più dove siano finite.
    gloria

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  11. Ma guarda, gloria
    questa cosa capita anche a me e credo sia normale, senza che passino millenni da una lettura
    infatti anche a me
    quando trovo due parole su qualcosa che ricordo che mi era piaciuto
    ma non ricordo assolutamente di cosa parla
    mi fa piacer ricordarmi
    anche se purtroppo capisco che ogni tanto bisognerebbe rileggere :)
    ma ci sono troppe altre cose da leggere per rileggere :)

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  12. ma ci sono troppe altre cose da leggere per rileggere :)

    Appunto. Non restandomi molto tempo, cerco di leggere quello che mi manca.
    Per scordarmelo il giorno dopo!!
    g.

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  13. a volte cerco cose a caso o quasi e mi capita di capitare sul tuo blog da google, tipo in questo post. Ciao:-)

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  14. @SiL
    eh già... ti raggiungerò da spirali di vertigini, prima o poi...

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