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"Queste oscure materie - La bussola d'oro" di Philip Pullman**

Eh sì, proprio questa trilogia, sto leggendo.
Ed è colpa di Cristina, che me l'ha regalata. Ho detto colpa, sì, non merito. Perché io lo so, lo so che ora mi tirerò addosso gli strali di parecchia gente. Lo so che sono una pignainculo e che riceverò tante maledizioni. Eppure, per ora, questo primo episodio della trilogia non mi è piaciuto. L'ho letto, certo, e anche volentieri sono arrivato fino alla fine, perché c'è storia, ci sono cose che succedono e la scorrevolezza è ampia. Ma a volte, forse anche abbastanza spesso, mi sono irritato.

Ora, non so.
Io non voglio fare lo snob, non voglio fare quello che il SdA..., e non voglio fare quello che le trilogie son tutte merda e quello che vade retro fantasy.
Io il fantasy lo leggo.
Sto ancora aspettando, per dire, la continuazione di Abarat (Clive muoviti! Settembre 2011 pare...) e penso anche che terminerò la piccola epopea dei draghi di Paolini. Un domani, magari, potrei addirittura decidere di fare mio quella saga ambientata in un alveare... Narnia. Però quando cristina me l'ha regalato, questo tomo da 1070 pagine, quasi svenivo.
Magari in qualche altro post vi parlerò del regalare libri, e di come sia impegnativo, come gesto e atto, quando il regalo lo si fa a un lettore abituale, che legge per formarsi, e non solo per svago.
Eppure lei è andata tranquilla. "Questo ti piacerà!" mi ha detto, e io spero che alla fine sia vero.
Però, per ora, non è vero.
Non è vero mancoperuncazz.

Andiamo per ordine.
Tanto per cominciare, ho anticipato questo post nonostante io abbia da parlarvi di almeno altri 5-6 libri, già letti. L'ho fatto perché siccome da poco ho cominciato con il secondo tomo, La lama sottile, non voglio che la trilogia nel suo insieme mi faccia cambiare idea sulle sue tre parti separate.
Quindi io per ora vi parlo della Bussola d'oro, e sappiate che io non so che cosa succede dopo.

Dunque. La Bussola d'oro, che poi il titolo italiano è una merda, perchè quell'aggeggio non è una bussola, è "di metallo dorato" (e non si dice che sia d'oro, anzi, dice "corpo d'ottone") e si chiama aletiometro e non è, dico non è, il vero centro del romanzo. E' un oggetto magico, che aiuta l'eroina nel suo viaggio, ma mai diventa il centro di esso, mai diventa fondamentale. Vabbè. A parte questo, vi dicevo, già l'incipit mi aveva fatto girare le palle, ve lo lascio:
Lyra e il suo daimon si mossero nella crescente penombra del salone, bene attenti a restare da un lato, dove non potevano essere visti dalla cucina. Le tre lunghe tavole che correvano da un capo all'altro del salone erano già apparecchiate, ...
Perché quella ripetizione, mi son chiesto? Cioè, "Queste oscure materie" è un Salani di quelli tosti, da cui hanno tratto il film, che ha sbancato i botteghini, sia dei cinema, sia delle librerie. Nel 2011 uscirà un quarto volume. C'è gente che si inchinerebbe e stenderebbe a terra per farsi mettere sotto da Pullman... E dopo tre righe io mi devo beccare già una ripetizione così grossolana? Boh... vabbè.
Comunque non sono queste le cose che mi hanno irritato, ci mancherebbe altro. Mi stupiva solo che capitasse nell'incipit...

I difetti che ho trovato, più che altro, sono stati di coerenza interna e tempi.
Se non avete visto il film o non avete visto il libro vi dico in breve che la saga narra di una eroina piuttosto classica, Lyra, preadolescente che vede pendere sulla sua testa e sul modo in cui si comporterà le sorti del mondo, anzi, le sorti dei mondi, visto che a quanto pare il mondo in cui si svolge la vicenda, non è certo il nostro. C'è Londra, Oxford e i Tartari all'est, ma ci sono streghe e orsi guerrieri, strumenti magici e soprattutto ci sono i daimon, che sono il vero centro della vicenda, e non quindi la bussola d'oro.

E qui c'è la prima arma a doppio taglio. L'idea dei daimon - un animale che accompagna ogni essere umano e cambia forma prima dell'adolescenza, ma si stabilizza in seguito, - è un'idea carina e gradevole, che può aprire a molte cose. Però, soprattutto nel primo centinaio di pagine, Pullman probabilmente crede di avere a che fare con dei cerebrolesi, perchè non passa pagina, dico, non-passa-pagina, dove non venga ripetuto cosa fa (e/o cosa è) il daimon dei vari personaggi, anche quando non fanno assolutamente niente.
Ecco che una frase come;
Lyra si alzò, corse nello sgabuzzino, mentre il Maestro entrò nella stanza, accompagnato dal maggiordomo.
diventa:
Lyra si alzò, mentre il suo daimon che era ermellino, si trasformava in piccola farfalla arancione, corse nello sgabuzzino, mentre Pantalaimon da farfalla si fece di un piccolo topo ansimante. Il Maestro entrò nella stanza, accompagnato dal maggiordomo. I loro daimon erano un grosso corvo nero dal becco altero e dall'espressione severa, e uno scimmiotto con il pelo fulvo e rossiccio, che si grattava continuamente il culo.
Okay, i daimon di Pullman non si grattano mai il culo e sono intelligenti come i loro padroni, però resta il fatto che dopo una cinquantina di pagine di questa iperutilizzazione dell'unica idea originale, anch'essa diventa noiosa e - almeno per me - un po' irritante.

Ma non è l'unica cosa. Un'altra è un peccato che è a mio avviso il più grave che si possa commettere, nello scrivere Fantasy. Tu vuoi crearmi un mondo? Mi va bene. Anzi, mi va benissimo, soprattutto se il Mondo che stai creando per me mi piace, lo scopro volentieri, e mi ci fai entrare pienamente. Però io, al mondo che crei per me, devo credere. E perché io creda, il Mondo deve funzionare, le leggi devono essere coerenti, magari stranissime, ma coerenti con queste stranezze. Se mi dici che:
a) il daimon di Lyra, mentre lei viaggia in barca, si trasforma in gabbiano e si mette "a roteare, a sfiorare la superficie dell'acqua, a slanciarsi ora oltre la prora ora oltre la poppa della barca" e poco dopo prova "a essere un pesce" unendosi a un branco di delfini.
e poco dopo mi dici che:
b) "I daymon non potevano allontanarsi dai propri umani di più di qualche metro" e mi descrivi anche la sofferenza che si prova se un daimon si mette a tirare.
Be'... BUM! Basta, io non ti credo più. Non vale più niente. Tutto ciò che ho letto prima devo pesarlo, modificarlo, e questo mondo che hai creato per me non funziona. Ci sono tante di queste piccole cose, piccole discrasie che sollevano domande. E non va bene. Sembra quasi che l'autore si sia comportanto a seconda dei momenti: dove gli serviva una cosa, ha descritto il mondo in un certo modo, dove gliene serviva un'altra l'ha modificata senza farsi problemi, senza rispondere alle domande che ciò avrebbe sollevato.
E no, a me questo non piace. Sorry.

Poi, altro difetto, i tempi assegnati alle scene. Il viaggio in barca di Lyra, che non ha alcun valore o quasi per gli scopi finali della sua missione, dura due capitoli e mezzo, il viaggio pericolosissimo e faticosissimo che va dalla fortezza degli orsi alla prigione dove si svolgerà l'atto finale del primo libro, nemmeno mezza pagina. E così dicasi per l'incontro finale tra l'orso guerriero, perparato per pagine e pagine e poi risoltosi in poche righe, tirato via come se oramai il libro doveva stare sotto le 350pagine e non c'era più tempo per dilungarsi. E ugualmente nella prima parti, ci sono capitoli descrittivi e presentazioni di personaggi che inutilmente si dilungano (direte voi "ma si vede che ritornano nellle successive puntate" ma "col cazzo" dico io, visto che son morti) e una diversa ripartizione del peso non avrebbe fatto del male, a questa bussola d'oro.

La sensazione che ho avuto, a fine lettura, è che come romanzo mi lascerà ben poco, perché sembra una via di mezzo tra uno soggetto cinematografico e la sua sceneggiatura. Da qui, mi son detto, si può cavare un buon film, soprattutto lavorando di effetti speciali e ambientazioni, e sarà uno di quei pochi casi in cui "il film è meglio". Non so, ditemelo voi che avete sia letto il libro, sia visto il film. 
Io intanto continuo a leggere la seconda parte, La lama sottile, dove non so perché, temo si verificherà il giochetto che qualche personaggio creduto buono si scoprirà cattivo, e viceversa. Staremo a vedere...

15 commenti:

  1. Mi sono precipitato qui appena ho visto che l’avevi letto.
    Okay, che lo stai leggendo.
    Non ti è piaciuto?
    Ah, incompetente!
    Il solito cagacazzi!
    Eccetera eccetera.

    LOL

    No, sul serio, alcuni dei difetti che sollevi li avevo notati anch’io, ma nell’economia generale glieli ho perdonati. Il fatto che si fermasse a descrivere i daimon dei personaggi, a me non ha dato fastidio. Anzi, quando entrava qualcuno in scena – proprio perché l’idea mi divertiva – non vedevo l’ora di conoscere l’aspetto del suo daimon e il rapporto esistente tra questo e il carattere del personaggio, cercando di capire il modo in cui venissero “assegnati”.

    La coerenza riguardo il daimon che prima diventa pesce o gabbiano ma poi ti spiegano che non può allontanarsi troppo, ha dato fastidio anche a me, ma c’è un passo – non ricordo dove – in cui mentre Pantalaymon fa una di queste bravate, Lyra avverte una fitta e lui torna indietro. Più avanti, poi… ma va be’, devi ancora arrivarci.

    La storia si presta bene per una sceneggiatura, sì, ma il primo film non ha avuto grande successo e non faranno gli altri due. Secondo me, il libro è meglio del film, più che altro per una questione di adattamento. Gli altri due poi, forse è meglio che non vengano adattati al cinema, tanto sarebbe inutilmente complicato e ne verrebbe una vaccata da chiodi.

    Poi, a titolo di curiosità – ma ne avrai già sentito parlare – ti dico che intorno al film e ai libri è sorta una polemica religiosa di quelle che ti confermano quanto la stupidità e l’integralismo vadano a spasso tenendosi per la manina (e come si facciano ditino mentre nessuno guarda). Uno di questi motivi sono i daimon (gli altri, li scoprirai più avanti).

    C’è gente che l’ha presa malissimo in più di un modo:

    a). alcuni, creandoci intorno una specie di culto; gruppi filo New Age, più che altro, convinti di poter vedere il proprio daimon attraverso la meditazione, rubando qua e là alla cultura amerindia dello spirito guida e cazzi vari;

    b). altri, intonando un vade retro Satana e lanciando anatemi verso chi travia l’immaginazione infantile (cristiani di tutti i gusti), come se le atrocità della Bibbia fossero uno speciale natalizio dei Teletubbies (che sono i veri araldi del demonio, tanto per puntualizzare).

    Tutta buona pubblicità per Pullman e questa trilogia, che metterebbe in dubbio le buone intenzioni di qualche istituzione religiosa e la validità dei suoi insegnamenti, dimostrandosi pericolosa per tutte quelle giovani menti che non hanno ancora iniziato o terminato il lavaggio del cervello in ciò che è buono e giusto.

    Ehi, mica puoi interrompere al risciacquo!

    A me, è più questo sotto testo che ha intrigato – principalmente nel secondo e terzo volume, che ho trovato più adulti.

    P.S. Porcocane se sono stato prolisso.

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  2. la roba del farsi mettere sotto da Pullman era una battuta? dimmi di no, che era involontaria ._.

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  3. per ora
    in effetti
    quello che mi sta piacendo parecchio
    è la critica sottintesa alle traviazione della chiesa
    il passo che dici
    dove lei sente la fitta
    è proprio lì, due righe dopo quello che ho riportato, quindi il fastidio resta, e ci sarebbe voluto ben poco a limarlo
    in ogni caso anche io mi aspetto che dalla lettura del secondo e terzo ci sia un sollevamento complessivo, perché mi dà quell'idea
    vedremo...
    unica cosa che dico, e di questo sono quasi sicuro,
    tu dici bello,
    molti dicono bellissimo
    ma...
    resisterebbe a una rilettura?
    varrebbe la pena rileggerlo?
    Ecco, no.
    Io, per ora, proprio no. :)
    Intanto vado avanti, comunque
    ma anche nel secondo ci sono di questi motivi di irritazione eh...
    l'adattamento di Lyra al nostro mondo è a dir poco grossolano.
    non sa aprire una coca, finisce sotto alle macchine e, nemmeno cinque minuti dopo, gironzola da sola nel traffico della città, allegramente. mah...

    comunque spero il due e tre siano meglio, come dici tu :)

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  4. vampiro
    non so se rallegrarmi che qualcuno ogni tanto le capisce e coglie, o disperarmi perché sei tu l'oggetto di ciò.
    :/

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  5. Bellissima recensione, a quanto pare mi ha appassionato più di quanto mi appassionerebbe il libro in se' (che non leggerò, ma perché non amo i fantasy veri e propri) :D

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  6. Io ho visto il film e sinceramente l'ho trovato noiosissimo.

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  7. Anch'io ho visto il film e mi è bastato.

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  8. @pipkin
    stai attento a magnificarla troppo, la rece, che se arrivano i fan di pullman, ti investono :D

    @nick
    grazie va, un film che eviterò, dunque.

    @simone
    cazzone, non potevidirlo a cristina, prima che me lo regalasse!? :)

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  9. Uff... avevo letto prima quando ne hai parlato, che non ti stava piacendo. Ero curiosa di leggere il perché. Per la verità quando leggo critiche di questo tipo che fai ai libri mi arrabbio perché certe cose mi sfuggono del tutto, ma suppongo che sia questione di allenamento. Io li ho letti tutti e tre due volte, mi sono piaciuti, da ragazzina ci sarei proprio partita di testa: la storia del daimon mi piace tantissimo. Durante la lettura non mi ricordo di aver rilevato incongruenze: o non le ho proprio viste, o ci ho messo una pezza io trovando una ragione plausibile (mi succede spesso), oppure me ne sono dimenticata, presa dal resto della lettura.
    In merito al linguaggio (ripetizioni, frasi ridondanti ecc.) e alle scene, quelle che dici troppo lunghe, mi sono fidata e l'ho prese come "stile dello scrittore" che ritiene di dare rilevanza a certi dettagli e a altri no: per dirti ieri sera ho ricominciato il primo volume della "torre nera" e c'è pratiamente mezza pagina che descrive la cartuccera e il cinturone, e l'ho trovata proprio bella, benché completamente inutile.
    Hai letto "L'apprendista assassino"? Se non l'hai letto, te lo consiglio perché potrebbe piacerti, e spero che tu lo faccia perché sono veramente curiosa di cosa ne penseresti.

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  10. Io l'ho letto poco tempo fa, ho tutta la trilogia ma per ora ho solo letto La bussola d'oro.

    Riguardo al titolo, The Golden Compass, anche Pullman l'ha chiamata così. E riguardo all'incipit, ho controllato su Amazon l'originale e anche lì la parola "hall" è ripetuta. Dunque una volta tanto non è colpa del traduttore :)

    Parlando della storia: a me è piaciuto, ma non troppo. Non so che cosa non mi abbia convinto, forse l'ho trovato troppo lontano dai miei canoni del fantasy. O forse era il mondo che aveva creato che non mi attirava più di tanto.

    Più in là leggerò gli altri due e vedremo.

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  11. @daniele
    a me risulta che il titolo dato da Pullman sia Northern lights, che ha molto più senso, ed è stato cambiato in The golden compass per la vendita in North america (non capisco perché, ma tant'è)
    tra l'altro, Northern lights, ha decisamente senso, per come si sviluppa la storia.
    Sulla ripetizione, ti dò torto. Non sarà colpa del traduttore, ma della Salani sì, quella ripetizione andava tolta, in italiano suona molto di più, che il monosillabico "hall" anglosassone. Ma resta una quiquiglia. Io nel secondo tomo sono arrivato a una gatta che si lecca un orecchio ferito da sola, e poco ci mancava che mi pisciassi dal ridere, pensando al gesto :D
    Però, va detto, che la base fisica si fa intrigante, quindi sta migliorando.

    @Michi
    ma guarda, ci sono cose pessime che io, quando le ho lette, per mille motivi, ho adorato e non ho visto i difetti. E' questione di mood, di momento, di situazione e mille altre cose. quindi figurati.
    E la cosa del cinturone e delle cartucce la ricordo, anche se non ho letto la torre nera, e non la definirei inutile, anzi, è proprio quello che definisce i canoni precisi di un'opera. Tu costruisci, con quella mezza pagina, magari rischi di annoiare (le prime centinaia di tolkien, per dire) ma poi, quando ti capita durante l'opera di dire "cinturone" beh, cazzo, entri sparato nella testa del lettore. E ovviamente capiterà, di usare questa forza. I cinturoni e le cartuccere ci saranno. Qui, invece, non è proprio così.
    Il libro che dici per ora non ci penso, troppi libri da leggere e troppo grossi. In futuro chissà... :)

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  12. cavolo!
    non sapevo di questa recensione.
    credo, anzi sono certa che questo libro non possa essere giudicato tomo per tomo, e soprattutto non dal film che ne è stato tratto, poco attendibile anche nella trama.

    al di là di tutto, io ho amato i daimon e anch'io ero curiosa di vedere che daimon avessero i vari personaggi del libro. (ops ho detto daimon due volte) il fatto che ne descriva la forma è un tipo di descrizione indiretta, cioè descrivere i sentimenti della bambina attraverso il suo daimon. io lo trovo un modo molto delicato e per niente prosastico di alludere all'ineriorità dei prsonaggi.

    comunque ti tengo d'occhio.

    ciao Cristina

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  13. Ma a dire il vero dice che i daimon hanno una propria personalità disgiunta dalla persona... ah, ma poi dice il contrario, hai ragione... :)

    e comunque sto ancora ridendo per il gabbiano che svolazza in pochi metri :D

    fai i programmi di z.
    disgraziata!
    :)

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  14. uhm. non ricordavo tutte queste incongruenze. sarà anche che l'ho letto senza analizzarlo, ma per me è stata veramente una lettura fantastica. sarà che sono affezionata al genere, che l'ambientazione mi affascina, che l'idea dei Daimon mi intrippa particolarmente... ammetto che forse il primo libro è il meno interessante. ho preferito di gran lunga il secondo e il terzo, ma anche La Bussola d'Oro mi è piaciuto tantissimo. il film non sono riuscita a finire di vederlo, perciò sconsiglio di basarsi su quello per decidere se leggere il libro. per me sia la storia che come è scritta valgono un paio di errori.
    ... vorrei essere più specifica, ma ho una coinquilina che urla a cinque centimetri di parete di distanza xD

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  15. Eh sì
    poi li ho finiti
    e il secondo e terzo decisamente molto meglio

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