Etichette: , , , ,

"Le nozze di Galia/ Di fronte ai boschi" di Abraham B. Yehoshua***

Mai recinzione fu più rapida. Libro comprato stamane, lettura in mattinata dopo aver letto il sole 24 ore e prima che cominciassero le finale dei Mondiali di nuoto, e riponimento sullo scaffale assieme a tutti gli altri suoi colleghi, della collana Racconti d'autore prima di buio.
Certo,
Non la leggerete oggi, voi, là fuori, ma io subito vado a farmi una cosa e ho già troppi libri poggiati qui di fianco per tenerci anche questo.

Mi è piaciuto?
Sì! Decisamente mi sono piaciuti, questi due racconti.
Anche Yehoshua è un autore che non conoscevo, anche se qui, a differenza degli altri, siamo di fronte a un nome che bene o male ti si è stampato in testa, ammiccante dagli scaffali delle librerie e spesso anche dalle vetrine.
Però, non so voi, a me è sempre sembrato uno di quegli autori che leggono le mamme delle nostre morose/mogli/amanti, belli ma un po' pallosi, e troppo sociali per i nostri gusti ancora gggiovani.
Ecco perché l'ho sempre bellamente ignorato.
Alleata con questa mia indifferenza c'è stata anche una mia certa distanza dagli autori che giocano facile, con le proprie origini. Cioè, sei nato a Gerusalemme? E allora giù a scrivere del conflitto israelico e della pace e bla bla bla. E tutti a prestarti attenzione, mentre magari se scrivi le stesse cose e sei nato a Forte dei Marmi o a Ishibal, non ti caga nessuno. Lo so da me che è una visione superficiale, ma almeno sono onesto con me stesso nel riconoscerla, almeno così posso combatterla. :)

E quindi ben venga questa lettura e questo assaggio di Abraham Boolie Yehoshua (e non chiedetemi cosa significa Boolie, che non lo so).
Due racconti.
Il primo più breve e meno ambizioso, che narra con una prima persona piuttosto struggente, che rende bene, il tema dell'amore non corrisposto, e di come il protagonista venga invitato assieme ad altri vecchi amanti, alle nozzi di Galia, appunto. Lo spunto è curioso, e il modo con cui il protagonista parte e si immerge nei festeggiamenti delle nozze, finendo per prendersela col futuro marito e venendo distrutto dal vero amore che riesce a leggere negli occhi degli sposi, è ben reso. C'è un'aria di tragicità, che permea il racconto, e se posso trovare un difetto è soprattutto in un eccesso di descrizione della terra israelica, come a volerci imporre di percepire colori e odori della natura intorno. Bella invece la figura dell'autista della corriere, a metà fra il reale e il visionario, che comunque fa da spina dorsale al racconto.

Più ambizioso il secondo brano, dicevo, ma anche più riuscito. Il protagonista è uno studente fuori corso che non si laureerà mai più, brillante ma oramai arenato tra feste universitarie e occasioni mancate. Cerca la solitudine e gliela trovano, mandandolo a lavorare come guardiano dei boschi, isolato, con l'unica compagnia dei un arabo a cui è stata mozzata la lingua, che vive con una bambina e provvede ai suoi pasti. E qui, dopo una parte descrittiva che immerge il protagonista in una routine molto desertotartarica, ossessionato dal desiderio di avvistare fuochi, che comunque non sono mai accaduti né pare accadranno, il nostro amico vive e si trasforma, in bilico tra il parossismo e la scoperta delle rovine di un villaggio. E anche qui, come nel racconto precedente, aleggia il dramma, il senso della tragedia. Si avvererà? Chissà.

Insomma. due letture che non sono del tutto scorrevoli, ricercando spesso lo smarrimento nel filo dei pensieri del protagonista, ma che alla fine soddisfano. Sono bei racconti, sì, che non dovrebbero essere né più lunghi né più brevi. E quindi, anche questa scelta, è buona.
Ah, un'avvertenza: se vi capita di leggerlo, NON leggete le seconde 4 righe della quearta di copertina, che sono spoiler totale e vi rovinano il libro.

1 commento:

  1. Spoglio dello spoiler e l'aderenza... ave Maria, prega per noi, chè siamo fans di Gelo.

    RispondiElimina