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"Prospettiva Nevskij/Il cappotto" di Nikolay V. Gogol'***

E ancora un breve post, per queste letturine raccontocentriche del Sole 24 ore, in edicola ogni domenica con i "Racconti d'Autore".
Uscita numero sei: era il turno di Gogol, autore che per quanto ne sento dire, è maestro del genere "Racconti".
E sono appunto due racconti scelti da una delle raccolte più famose, quelli che si trovano in questa mini raccolta da meno di un centinaio di pagine e il solito paio d'ore di lettura, o forse, qualcosa di più.
Qualcosa di più soprattutto perché lo stile di Gogol, con pochi "a capo" e periodi piuttosto lunghi, non è poi così friendly, ma non si può dire che non sia scorrevole.

In ogni caso, che dire?
Mah... tenete presente che io sono un ignorante totale, riguardo all'opera di questo scrittore, e già da questi due piccoli brani, più il primo che il secondo, ho intuito la cifra "politica-sociale" dei suoi scritti.
Nella "Prospettiva nevskij" (strada di San Pietroburgo) Gogol ci racconta due vicende, di due giovanotti, un artista (il pittore Piskärev) spiantato e idealista, e un tenente (Pigorov) molto più sfrontato e concreto. Entrambi inseguono una donna, che li attrae, ed entrambi seguono due vie, due strade, venendo trascinati da una passione, l'uno, e un capriccio, l'altro. Va a finire che il primo - scoprendo che la pulzella che ha idealizzato non è esattamente ciò che credeva fosse - va alla deriva verso una fine drammatica; il secondo, non finisce del dramma, ma lascia l'idea di un uomo vuoto, così vile e banalotto da non risentire o mostrare un minimo di orgoglio, nelle sue vicende.
Questo racconto mi è piaciuto, sì, e non nego che questa sfrontatezza, quasi grottesca, nel descrivere la vita e le vite a San Pietroburgo, getta luci cattive sulla società russa e i suoi comportamenti. Alla fine, non c'è nessuno che ne esce bene, tanto per capirci.
Il secondo racconto, il cappotto, sembra essere più intimo, più focalizzato su una visione sociale, più... come dire, "russo", nella sua prima parte. La pietas che il povero Akakij Akakievič suscita, sperduta nella sua miseria che gli impone enormi sacrifici per comprarsi un cappotto nuovo, e non morire di freddo, già fa capire come non può essere che tragica, la sua parabola dell'eroe. Il modo con cui ci arriva però, riesce a non garantirgli empatia e comprensione. Non del tutto, per lo meno. E anche qui, credo il pregio sia proprio quello di non farne uscire bene nessuno. Alla fine, l'unica coerenza sembra ravvisarsi nei ladri. :) 

Al di là di tutto questo però, e di una lettura gradevole, devo dire che questo assaggio non è certo di quei tipi che ti stuzzica la voracità. Non ne sono andato pazzo, per il buon Gogol, non perlomeno a tal punto da correre a tirar fuori i suoi racconti e una sua raccolta. Certo, ti dà la sensazione di saperne e di essere uno che dice molto (ma molto) di più di ciò che è nelle righe, ma bisogna essere nello spirito di coglierlo.
In conclusione, due racconti belli, ma non dei capolavori da entusiasmo e capriole nel burro fuso.

4 commenti:

  1. Gogol è un gusto che si acquisisce piano piano. Vedrai tra qualche anno, rileggendo Il Cappotto, vedrai tutto sotto un altra luce.
    Ciao. Mi sa che ti dovrò scrivere per un certo libro da ordinare.

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  2. Io li ho letti tanti anni fa, in un volume in cui c'era anche Il naso. A quel tempo avevo letto pochissimo, cominciavo proprio in quel periodo anzi a leggere con frequenza e mi ricordo che erano molto scorrevoli.

    Hanno pubblicato il piano dell'opera?

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  3. @Nick
    non credo sai, secondo me no. Il molto che ha da dire l'ho colto, ma due racconti sono limitati per coglierlo appieno. E il cappotto era più o meno quel che mi aspettavo, inoltre ho la vaga sensazione di averlo letto ai tempi delle superiori, perché sapevo come andava a finire. Al di là di questo, comunque, è vero che non è sicuramente uno di quei racconti che ti dispiace rileggere. anzi.

    @Daniele
    ma sai che no?
    sul sito non ho trovato e ogni volta trovo l'indicazione di quelli della settimana dopo. avevo trovato solo l'elenco degli autori, ma non ricordo dove e comunque non dicevano con quali racconti.

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  4. Qui c'è l'elenco dei primi dieci volumi:

    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-05-21/domenica-grandi-scrittori-081446.shtml?uuid=AaY468YD

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