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Da quant'è che non vi tedio con dei dischi? Ecco, appunto.

Ho voglia di fare uno di quei post dove vi parlo di dischi, e allora, siccome so che a voi non vi garba, quando lo faccio, cercherò di dirvi delle cose stupide, tra un disco e l'altro, così voi siete contenti e magari chissà, provate anche ad ascoltare qualcosa.
Tanto per farvi vedere che non scherzo, cominciamo con una cosa stupida.
Sì, cari, l'avete già vista di lato. 
Che ci volete fare, siamo una famiglia strana, e l'anno scorso abbiamo deciso che non avevamo di meglio che prosciugare i risparmi per rimettere in sesto la signorina lilla qui sopra.
Ci è voluto tempo e denaro, ma alla fine, due giorni fa, mi sono tolto il gusto di portarla al mare a zigzagare per il vialone lignanese in mezzo a crucchi, mucchi e patate, per poi chiuderla con bagno notturno e rientro in trance. Devo ammettere che ero più osservato io che uno con la Ferrari :)

Ma veniamo al primo disco. Un disco di Kurt Vile.
Non chiedetemi dove l'ho trovato. Non ricordo. Forse perché è della Matador records, che mi sta simpatica perché aveva sotto contratto il compianto Joe Reatard, o forse non so. Comunque è bello. Senza se e ma. E' un disco delicato, con quasi tutti pezzi di taglio acustico e che sembrano spontanei e semplici e invece secondo me non lo sono. Musica ideale per scrivere, per leggere, per rilassarsi, però con qualche virata elettrica che non lascia delusi gli spiriti chitarrosi. 
Quel tipo di canzoni che a volte pensi "Ecco, non so di cosa, ma questo pezzo ne è la colonna sonora".
Vi potete ascoltare, anche se forse è quasi il pezzo meno originale, questa Jesus Fever:

Come vi sembra? A me piace particolarmente Peeping Tomboy, e anche la titletrack dell'album (Smoke ring for my Halo), e a tratti mi ricorda il Frusciante solista più intimista. Comunque capisco che potrebbero sembrarvi anche tutte delle lagne. Ma non di sola elettricità vive l'ipod.

Seconda cazzata... dunque... no, in realtà potrei fare anche quello che segnala delle notizie. Succedono tante cose in giro, dall'attacco contro la libertà dei blog che da parecchio oramai è in atto, alle iniziative interessantissime di McNab e Davide Mana, alla triste notizia che la Asengard chiude, a Malapunta che arriva il 12 luglio, a Tim che prima pubblica una mia intervista e dopo qualche giorno chiude per ferie il blog...
Però non mi va, di fare quello che segnala le notizie, e allora riparliamo di un disco.

Il disco di Bon Iver, (leggete bon aiver, se vi va, e non bon iver - alla francese). Lui è un cantautore americano tipo lagna, di quelli alla elliott smith, per capirci, che quindi dovrebbe suicidarsi tra i 3 e i 5 dischi. Ma a parte questo, come elliott, se preso bene, non riesco a negare che abbia della magia, nella voce e nel fare canzoni.
Però dovete avere un attimo di pazienza e di spirito recettivo. Io, nel primo disco, ero andato in fissa per una canzone, e a tutt'oggi l'adoro. Questo è il secondo disco, e dovrei sprecare parole come "intimista, delicato, sofisticato". In realtà è un bel disco. Se siete inquieti non fa per voi, ma se per una volta cercate qualcosa che non sia per forza il volume, be', lo amerete. (E negli USA, mi sa, è già personaggio di culto, visto quanto viene coverizzato da idioti e visto che fa i pezzi con Cani uest)
Vi lascio due pezzi, che valgono la pena di sforzarsi ed ascoltare (anzi, no, il secondo e fuori copyright, quindi vi metto un pezzo vecchio):


E per chiudere?
Magari vi posso ricordare della fanzine del Barone Nero, con dentro un po' di racconti a tinte fosche e tutti rigorosamente Micro. Vi potete amicizzare via faccialibro oppure scaricare direttamente cercando Micropulp 3.
Per chiudere un disco che forse è quello che meno mi piace, di questi tre, ma che va segnalato.
Sapete forse già che apprezzo gli Arctic Monkeys, e sapete che ho apprezzato il progetto di coso, lì, Alex Turner, degli Arctic, con il suo compagno di merende, Miles Kane (i Lost shadow puppets). Ecco... ora è Miles kane e basta che ha tirato fuori un disco solista, ed è un disco denso, pieno di archi e di strumenti. Forse troppo carico, ma senza dubbio maturo, bello, e ancora una volta un disco da colonna sonora. 
Qui non siamo più in territorio lagna, ma è un disco che potreste ficcare tranquillamente in un bar all'ora dell'aperitivo. E allegro, tra l'altro.
Vi lascio col pezzo di apertura, che è figo e vi farà muovere quel culaccio stanco.
provare per credere...

Bene. E' tutto.
Sono contento di avervi tediato con questi dischi.
Magari chissà, scoprite delle cose belle che in radio non vi avrebbero mai fatto sentire! :)

A proposito.
Domani vi consiglio di passare da queste parti, perché arriva l'atto conclusivo dei 100 libri PSF...

1 commento:

  1. NOOOOOOO! La 500! :D :D
    Che meraviglia... :D :D
    Per i 18 anni me ne regalarono una estremamente gialla...:D Ma non l'ho mai potuta guidare, storia lunga... ma che MERAVIGLIA! :D

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