Etichette: , , ,

"Alla baia e altri racconti" di Katherine Mansfield***

Continua il mio viaggio nell'ignoranza dissolta, attraverso questi racconti d'autore del Sole 24 ore domenicale. Continua perché anche nel caso di Katherine Mansfield (vi prego, ditemi che almeno di questa non avete letto niente) ho scoperto un'altra autrice di cui nulla sapevo.
Autrice di racconti, soprattutto, e donna sfigata, anche di più.
(pensate solo che pur crepando prima dei 40, nel 1923, è riuscita a beccarsi gonorrea, artrite, depressione, pleurite, tubercolosi e chissà quante altre rogne)
Dicevo, che era comunque sfigata ma conosciuta; se non altro, da Virginia Woolf, che l'apprezzava come la piadina apprezza lo squaqquerone. Ed è anche apprezzatissima ex post, come narratrice di storie brevi, tanto da avere dei bei siti dedicati come questo, delle pagine di diario sparse per la rete e la possibilità di visitare via web la sua casa natale, nella terra dei kiwi.

Ma non è certo per tutte questo particolarità da personaggio  di culto che ho apprezzato la sua scoperta.
Sono stati i racconti, o meglio, uno in particolare, a darmi soddisfazione dall'assaggio.
Non si può negare che l'apprezzamento reciproco con la Woolf coincida con una mood narrativo comune, fatto di lentezza, profondità e sfumature, anche a rischio di sacrificare una trama, a tratti relegata a puro orpello.
Comunque, qui ci sono due racconti (il terzo sono poche pagine e ha valore stilistico, più che narrativo, quindi potete ignorarlo) entrambi belli, entrambi che mirano a mostrare la frattura sociale, la decadenza di una certa borghesia che non sfugge a se stessa, senza lesinare sulle descrizioni di ambiente ed emozioni.
Nel primo racconto, Alla baia, la Mansfield descrive le vicende estive di un gruppo di persone, i loro pensieri, le loro emozioni, i loro sentimenti più o meno nobili. Scopriamo Stanley, e la sua famiglia e i suo vicini di casa, e le sue paranoie. E scopriamo il paessaggio e il contorno di questo mondo borghese, dove la vita sembra essersi ficcata in un pettegolezzo o in un gioco di bambini e non volerne uscire più. Non succede niente, in questo racconto, eppur si muove. L'emotività del personaggi si allaccia e slaccia sia dentro le pagine, sia con il lettore. Certo, vi prego, allontanate da voi queste righe se siete in fase di relax lettura estiva cazzeggiativa, perché finchè c'è da leggere un racconto o due, okay, ma parecchie pagine vi frantumerebbero i maroni.

Il secondo racconto è più bello, anche se magari meno forte, a livello di stile. Però la descrizione della festa organizzata da una famiglia borghese, mentre nella stessa via una famiglia povera perde per una caduta da cavallo il padre dei suoi 5 figli, è un qualcosa che ha una tensione nascosta, un qualcosa che fa riflettere, nonché avvince. Il racconto è Garden Party, lo potete leggere qui, ed è parecchio bello, secondo me.
Ripeto, è un pianeta molto vicino alla tecnica narrativa (molto superiore, per altro) della Woolf, e quindi per chi vorrebbe bruciare i libri della Virginia con un fungo atomico, dubito che possa apprezzare la Mansfield.
In ogni caso, perché oggi mi va così, vi scrivo un pezzo di incipit di Alla baia, dove si fa un affresco della baia, prima che si svegli.
Mattina, molto di buon ora. Il sole non era ancora spuntato e tutta la Baia di Crescent era nascosta sotto una foschia bianca che veniva dal mare.Dietro, le grandi colline boscose trasparivano appena: non si vedeva dove finissero, né dove cominciassero i prati e i bungalow. La strada sabbiosa era svanita, e così pure i prati e i bungalow sul lato opposto; più in là, le bianche dune ricoperte d'erba rossiccia non c'erano più; niente segnava più il confine tra mare e spiaggia. Era caduta una pesante rugiada. L'erba era azzurra, e grosse gocce pendevano dai cespugli,  erano lì lì per cadere; il toi toi argenteo e lanuginoso era fiacco sul suo lungo stelo, e tuttee le calendule e i garofani dei giardini s'inchinavano fino a terra sotto il peso dell'unidità. Le fredde fucsie erano inzuppate, rotonde perle di rugiada indugiavano sulle foglie piatte dei nasturzi. Sembrava che il mare fosse avanzato furtivamente nell'oscurità, che un'unica immensa ondata fosse salita gorgogliando - fino a dove? Forse, se ti fossi svegliato nel mezzo della notte avresti potuto vedere un grosso pesce guizzare per un attimo davanti alla finestra...
Ecco qua. Se c'è qualche errore di battitura ve lo tenete, ché sto sorseggiando del Porto e non mi va di rileggere. Ah, se vi state chiedendo cosa sono i toi toi, sono questi,  mentre i nasturzi sono questi.
E' tutto, cari. Al prossimo assaggio di raccontini.

12 commenti:

  1. immagino che lo troverai umiliante, ma ho letto un raccontino di sta tizia un annetto fa (in lingua originale, su internet), quindi sì, la conosco un minimo minimo.
    il fatto è che stavo cercando info su victor mansfield, personaggio di una serie tv di john woo e non ricordo come è zompata fuori la caterina. da cosa nasce cosa e sono finito su un sito dove c'erano alcuni racconti brevissimi suoi. ne ho letto appunto uno solo (her first ball era il titolo in inglese, se non erro), mi ha frantumato i maroni e ho lasciato perdere gli altri.
    ah, larobachetusaipiùunachenonsai è in viaggio verso casa tua :)

    RispondiElimina
  2. ah beh
    a quelli come te, non avevo dubbi che ti frantumava i maroni,
    però mi incoraggia che l'hai trovata per caso va.
    E che la robba sia in viaggio per casa mia mi riempie di ggioiia :)

    RispondiElimina
  3. No, della Caterina non ho letto nulla, pur non ignorando chi fosse.
    Mi sono in compenso sorbettata il film La Mia Africa (sono sicura tu no) e mi è bastato.
    Non so perché ho il dubbio che abbia scritto anche racconti gotici. Ma forse confondo.
    Comunque queste tue dissepolture sono gustosissime!
    gloria

    RispondiElimina
  4. ma mi sa che questa, con la mia africa non c'entra
    non è karen blixen, quella?
    che poi questa mi pare non esserci mai stata in africa, solo new zeland e londra.
    comunque è vero,
    la mia africa non me la sono sciroppata, nè il libro nè il film. :)

    RispondiElimina
  5. I nasturzi li ho visti anche a Palazzolo dello Stella, i toi toi alla foce di un fiume che costeggia una conchiglia.

    RispondiElimina
  6. La Mansfield con la gonorrea e la Blixen con la sifilide ... qui c'è stato uno scambio di cartelle cliniche!

    RispondiElimina
  7. Ah! ecco dov'era l'inghippo!
    come confondere toitoi e nasturzi! :D

    RispondiElimina
  8. Lo dico da tempo che la mia testa è un po' vaga!
    In effetti tutte quelle malattie...
    :-))
    Conclusione non ho letto né la Katherine, né la Karen, non ho scuse!

    RispondiElimina
  9. gonorrea, artrite, depressione, pleurite, tubercolosi morte e racconti prima dei quaranta? Puttana eva sono in ritardo come al solito, mi tocca saltare l'artrite se no non ce la faccio.
    Comunque grazie dei toi toi, è una vita che mi chiedevo come si chiamassero "quei cosi a pennacchio decorativi secchi che si mettono nei vasi".

    RispondiElimina
  10. Appena trovato il tuo sito mentre cercavo into sulla Mansfield e mi sto perdendo a leggere i tuoi post. Visto che anch'io sto leggendo i libri del Sole mi fa piacere vedere cos'ha da dire. Mi piace il tuo stile. E son d'accordo con te su parecchie cose. Piacere di conoscerti. Ora, sei tra i miei preferiti.

    RispondiElimina
  11. Ah, bello, così almeno possiamo fare la lettura virtuale condivisa coi libri del Sole, e magari mi spieghi il secondo racconto di Fitzgerald, che mica l'ho capito? :))
    appena faccio la rece, però :)
    ah, piacere! e benvenuta sul blog di gelo!

    RispondiElimina