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"Il seno" di Philip Roth***

Ma insomma, potevo io non comprare un libro con una bella tetta in copertina? Seeee... certo che no!
Peccato che stavolta, dopo la prima uscita di Hemingway, avrei comprato sta roba anche senza la tetta in copertina. In fin dei conti, l'idea di assaggiare Roth, altro autorone di cui non ho letto una ceppa e prima o poi rimedierò, mi garbava parecchio.
E mi piaceva parecchio soprattutto l'idea di fondo di questo breve romanzo, Il seno, che attraverso una prima persona ci racconta di una metamorfosi. Anzi, il plot è così semplice e incisivo che lo si dice in due righe ma solleva già mille curiosità (e dubbi, anche):
David Kepesh si sveglia e scopre di essere diventato una tetta. Il glande è diventato il capezzolo e tutto il resto di conseguenza. Pensa, sente, ha un gran tatto (inteso come sensibilità), ma non vede e non si muove, e soprattutto, la metamorfosi mentale non è cosa facile da affrontare.

Interessante, vero?
Sì, interessante, anche se i rischi sono palesi: Kafka, ovviamente, perché è impossibile non pensarci, prima di cominciare a leggere a anche dopo le prime pagine, quando la metamorfosi in poppa parte lenta, per poi risolversi in una sola notte di sonno.
Poi però la via seguita da Roth è abbastanza originale e, devo dire, corretta, per le premesse e i dubbi che la vicenda poteva fomentare. Per dire, io, lettore, penso con facilità a un uomo che si trasforma in una scimmia, o in un lupo mannaro, o in uno scarafaggio, al limite; ma fatico assai a pensare a un corpo umano che si metamorfizza in un oggetto privo di punti di arrivo antropomorfi (arti, occhi, faccia...).
Come un dado, o un fazzoletto di carta, un'unghia o... una mammella, per l'appunto.
Ma la soluzione ce la dà l'io narrante, prima con la descrizione, e poi con le sue turbe psichiche - giustificatissime - che portano il lettore, come il narratore, a chiedersi se veramente è una tetta o se è solo pazzo e si crede una tetta.
Unico difetto, forse, una sorta di incompletezza finale, quasi un voler lasciar lì la questione, senza scavare fino in fondo, per non dare certezza al lettore su quale visione sia quella corretta. Intendiamoci, io non la volevo, la risposta. Per me, tetta o pazzo-che-si-crede-tetta, va bene comunque. Mi interessava il conflitto psicologico interno alla personalità del protagonista, e questo è stato trattato ottimamente nella seconda metà del libro, e poi bruscamente interrotto. Ormai che mi ero imbarcato in una psiche deviata (vero o meno il cambiamento del corpo) volevo saperne di più. E' l'unico difetto, comunque, in una lettura che ha un suo perché e non mi è dispiaciuta. Domani vi parlo del terzo volume.

5 commenti:

  1. Ma scusa, tanto per curiosità, 'sta tetta a cosa stava attaccata?

    Questo non l'ho comperato perché credevo di averlo già letto, ma quello che avevo in mente io era un altro.
    Su questa storia non aveva fatto un film Woody Allen un sacco di tempo fa? :)

    Comunque leggi "Pastorale americana" se ti capita, l'ho letto forse quindici anni fa quindi non me lo ricordo benissimo ma allora lo trovai veramente bello.

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  2. Io vorrei trasformarmi in un pene. Giuro!
    Ma chi non lo vorrebbe?

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  3. @Michi
    era una tetta tipo appoggiare un fico enorme al letto. era anche un mio dubbio, prima di leggere, e in effetti lo spiega bene, com'è fatto il seno e come sono disposti gli organi interni, dentro.
    Ah sì, pastorale è il titolo più famoso e conosciuto e in effetti è il primo della lista.

    @cyb
    confermo! Per me, tra l'altro, essendo un cazzone, la metamorfosi dovrebbe essere piuttosto facile.

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  4. Io ti consiglio di dare priorità a "Il lamento di Portnoy", probabilmente il libro in cui Roth dà il meglio di sé. Ottimo anche il consiglio di "Pastorale Americana", ma forse è un libro che si legge con più difficoltà..non che sia un male per forza, sia chiaro!
    In ogni caso su Il Seno, se ti va, ho anch'io espresso le mie considerazioni sul blog: http://livingepitaphs.blogspot.com/2011/07/rec-philip-roth-il-seno.html

    A presto, e complimenti per il blog! Mi potresti spiegare come hai fatto a far apparire i consigli di lettura all'interno del blog stesso? I "ti potrebbe interessare anche"?

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  5. Uff
    avevo risposto e non mi ha preso
    ma dimmi te
    allora
    dicevo
    grazie per il consiglio, intanto, anche se forse mi sa che Pastorale è un must, e quindi... tra un po'
    riguardo al gadget del blog
    è sufficiente che clicchi su di esso e ti dovrebbe mandare al sito esterno da cui puoi copincollare il codice html per ficcarlo sul blog
    credo sia, se non ricordo male
    linkwithin
    o qualcosa di simile
    è facile
    se ce lho fatta io che sono negato ;)
    casomai richiedi pure. :)
    Ciao!

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