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Perché il mio racconto breve non vi piace? Bastardi!

Dunque.
Questo è un post delicato, perché è probabile passino di qui parecchi che non sono abituati ai toni del mio blog e quindi magari pensino io stia parlando di loro, e chissà, magari si offendano e vengano a trovarmi a casa per farmi la pipì sul gatto.
Ovviamente, cari, io sto parlando proprio di voi, ma non dovete offendervi, mi raccomando. Questo è un post che vuole essere costruttivo e ironico, e che sto scrivendo con piacere e leggerezza. E poi, a dirla tutta io di gatti ne ho parecchi, e voi non riuscirete mai a produrre così tanti liquidi. :)

Comunque... Cominciamo con due parole di spiegazione con chi, invece, non sa di cosa sto farneticando.
Sto parlando di una selezione letteraria per racconti brevi - cominciata a maggio e che terminerà il 15 luglio - della quale, in qualità di direttore di collana, sono responsabile.
La Terza Stagione dei Corti, sì, proprio quella che viene dopo la Seconda Stagione.
Racconti brevi, quindi. Anzi, racconti brevissimi, di un massimo di 200, 900 o 1800 caratteri (ehi, sì, proprio tu cara, ho detto caratteri, non parole ;). E' una selezione, non un concorso. Sì, anche questo è importante. Come dite? Per voi è un concorso? Okay, allora diciamo che è una selezione in cui è in palio, come premio, la pubblicazione, e quindi è anche un concorso.
Meglio ancora, mi piacerebbe definirla, è una selezione travestita da concorso.
O almeno, questo era il mio intento quando ho compilato il bando di questa edizione. Volevo che come punti fermi rimanessero le caratteristiche di giudizio di una selezione (e quindi l'obiettivo primario di ottenere, alla fine, racconti adatti e di buona qualità), mescolate alle caratteristiche di competitività e attesa dei risultati che sono legate ai concorsi, magari cercando di metterci un po' di verve.
Lo so, c'è un minimo di trade-off, ma credo si possa trovare una giusta via di mezzo.

Ma veniamo al sodo.
Vi dico, innanzitutto, perché vi sto scrivendo queste righe.
Mi sono accorto, gestendo questa selezione, di come sia importante, per una casa editrice, soprattutto se emergente come Edizioni XII, il contatto con i lettori, potenziali o effettivi, e con chi partecipa ai concorsi e alle selezioni, più o meno (in)consciamente, con più o meno ambizioni di scrittura.
Mi sono accorto che è un qualcosa che ci deve essere, una selezione aperta a tutti, magari anche all'invio di qualche cazzata di racconto, così - tanto per - oppure, semplicemente, per inviare racconti da parte di chi non è scrittore, né lo sarà mai - per voglia o per tempo - ma ha comunque il piacere di provarci.
Di aprire un .doc e buttar giù una storia, con tutte le ingenuità del caso, magari, ma con la soddisfazione di vedersi in classifica, senza paranoie, solo per il divertimento di dire "Oh, figo! L'unica cosa che avevo scritto finora era la lista della spesa e guarda lì, sono arrivato X-esimo su 90."
Insomma, trovo che tutto questo mandare e ricevere mail, tutto questo trafficare su excel, con calcoli e calcoletti, e tutto questo leggere racconti, che di qui a qualche tempo mi spetterà, sia necessario e positivo.
Necessario e positivo anche quando non porta a una pubblicazione, certo.
Anzi, necessario e positivo anche quando potrebbe portare, e ogni tanto succede, a un'antipatia.
(Suvvia, non fingete indifferenza... sappiamo tutti di quali crudeltà siamo capaci, quando il nostro capolavoro non viene compreso :)
E non lo dico tanto per quelli che seguono la casa editrice e conoscono già la sua attività, ma più che altro per gli sconosciuti, per quelli che "ah, ma fate dei libri?", per quelli che ci provano una tantum, e finiti i Corti andranno per la loro strada, com'è giusto che sia.
Insomma, ci siamo capiti, questo post lo scrivo volentieri.

E sulla base di cosa, vi dico quanto segue? Soprattutto sulla base dei racconti da 200 caratteri.
Sì, perché quelli - a differenza degli altri, che son troppo lunghi - li ho letti tutti, e qualche idea sui difetti principali me la sono fatta. E poi sono quei racconti che ti stimolano a provarci, anche se non hai mai scritto, e provare scrivere storie è una cosa bella a prescindere.
Su questo blog, in passato, avevo già scritto dei post con consigli vari di narrativa breve, e in linea di massima credo che i "dieci comandamenti per trecento parole" e i consigli per "come scrivere un breve racconto horror" siano ancora buoni e utili.

Prima di cominciare, però, un'ultima idea che mi sono fatto.
Ci sono due modi estremi, di partecipare al ritorno dei Corti viventi (ma forse a tutti i concorsi letterari).
A) in modalità "scazzo".
B) in modalità "competition".
Nel primo caso, è ovvio che il piacere della partecipazione, del vedere quanto piacciono o non piacciono i racconti inviati, del divertirsi a scrivere, dovrebbero bastare a giustificare il tutto. Se poi, per caso, arriva anche una pubblicazione, be'... tanto meglio!
Nel secondo caso, invece, sono giustificate, e sarebbero anche auspicabili, azioni come la conoscenza della casa editrice e delle sue attività o la lettura della Seconda Stagione dei Corti, anche perché se uno vuole essere pubblicato, immagino che gli faccia piacere sapere, ex-ante, per chi sarà pubblicato e quale qualità ha la futura raccolta che conterrà, forse, il suo racconto. (Insomma... non so voi, ma io non è che sono fiero di tutte le raccolte dove è pubblicato un mio racconto ;). Inoltre, sempre per il competitor, questi aspetti sono fondamentali, perché essendo una selezione, è probabile che darwinianamente parlando si qualifichi il racconto più adatto.
Ovviamente, tra A e B, ci sono tutte le vie di mezzo e credo l'importante sia di non partecipare in modalità A con lo spirito B o viceversa.

E veniamo al sodo, di questo articolo lunghissimo che mi sta rubando il pomeriggio.
Un difetto di fondo, di molti racconti, credo che sia riassumibile con due domande.
Sono due domande che di solito si fa il lettore e che non riguardano questa selezione soltanto, ma la lettura in genere:
  1. Perché mi stai raccontando questa storia?
  2. E perché io dovrei starti a sentire?
Ecco. A volte i difetti sono addirittura precedenti (Quale storia? Ah, no, io non ho raccontato nessuna storia...), ma più spesso, i problemi nascono proprio dalla difficoltà nel rispondere a queste due domande di fondo. Io, per esempio, quando scrivo, cerco sempre di rispondere, e le mie risposte, alla numero 1, cercano di essere:
  • perché è una storia che non hai mai sentito
  • perché è una storia originale
  • perché è una bella storia e non la conosci
  • perché voglio comunicarti questa/questa o quest'altra emozione
  • ...
Alla 2, di solito, penso di aver già risposto con la prima, e mi limito a pensare:
  • perché te la racconto bene
Questo vale per me, ovvio, ma se vi mettete nei panni del lettore, vi accorgerete che queste sono le cose che spingono a leggere. E questa considerazione porta a un dato di fatto.
Molti, moltissimi racconti brevi si limitano a uno schema del tipo "A uccide B".
Che poi ci siano tantissime varianti che riguardano l'identità di A e B, o il perché o il come A uccida B, cambia poco, perché la storia A uccide B, non sempre riesce a bastare come risposta alle due domande precedenti.
E fin qui, anche se mi sto riferendo ai 200 caratteri, credo che siano dettami buoni anche per le altre categorie di racconti.

Passando a dettagli più peculiari del racconto brevissimo, vi posso dire che:
  • Che è difficile riuscire a far valere una barzelletta. La battuta, la risata, anche se magari ambientate nei generi previsti, devono essere abbastanza originali, per non sapere di già sentito o avere la dignità di riempire una pagina con tre righe. Non significa che un racconto ironico, che fa ridere, è condannato, ma significa che scriverlo, ruscendo a evitare il clichè o il banale gioco di parole e raccontando una storia, è difficile;
  • Il gioco di parole, ecco un altro difetto, di solito dovuto a ingenuità. Ci sono delle espressioni che sembrano fatte apposta per essere un gioco di parole con un secondo senso horror/noir, e proprio per questo, diciamo, sono parecchio, ma parecchio inflazionate. Per farvi qualche esempio: "dare una mano" o una "persona buona" o un "amore bruciante/focoso" quasi certamente portano a racconti con mutilazioni, omicidi, cannibalismi vari e qualche persona incendiata, e diciamo così, per uno che acquista una "Raccolta di genere" non sarà certo un segreto scoprire che nell'ultima riga del racconto "Com'è buona la cugina Guglielma", la cugina è stata mangiata.
  • E a proposito di sorpresa finale, un piccolo difettuccio, a volte, si trova anche qui. La tecnica del ribaltamento, della sorpresa finale lasciata nelle mani dell'ultima riga, o nell'ultima parola, dev'essere padroneggiata molto bene, per essere efficace. Spesso, il lettore, si aspetta il ribaltamento dalle prime righe, e per fargli piacere il racconto, bisogna riuscire a distrarlo o a raccontargli la storia in modo abile, di modo che il poverino, pur avendo indovinato il finale dopo due righe, non rimanga deluso, ma sia contento di essere stato intrattenuto. Vi faccio un esempio. A fugge da B. Il nostro racconto parla della sua fuga, e dei mostri cattivi che lo inseguono, e bla bla bla. Il lettore, già si aspetta che A, sia lui, in qualche modo il cattivo, e quando all'ultima riga si capisce che A è il mostro/vampiro/zombi/licantropo/serialkiller di turno... be', si rimane delusi e infastiditi. 
  • Poi, un altro difetto che a volte riscontro. Il titolo... Mai come in un 200caratteri il titolo fa parte del racconto. Quindi il titolo, di solito, va pensato "assieme" al racconto. Il titolo contiene delle informazioni utili, che ribaltano/aggiungono/precisano parte della storia. Altro errore, comunque, è quando il titolo vuole dire troppo, magari facendo da spoiler al resto;
  • Ah, poi un ultimo piccolo difetto. La raccolta è "di genere" ovvero, di genere horror/noir/fantastico/fantasy/fantascienza. Quindi, diciamo che una qualità che rende il racconto "adatto" a questa pubblicazione, è l'appartenenza ai genere descritti. Ma vi dirò di più, con una considerazione del tutto personale, sul come vedo io i generi. Io li vedo anche come "effetto" e non solo come "caratteristiche". Io penso all'horror come a un'attività narrativa che inquieta/spaventa/genera raccapriccio. Quindi anche se vi parlo di zombi e vi scrivo un racconto che dice "Lo zombi dilaniò Francesco", con tutto il bene che volete a Francesco, ma questo non è un racconto horror, anche se c'è lo zombi.
Poi?
Be' sentite, direi poi basta.
Anzi no. Vi lascio con una delle mie trovate, che però, siccome me la sono inventata adesso, dovete prendere con le pinze.
Un racconto brevissimo di ottima fattura si fa prima a leggerlo che a raccontarlo. 
Ovvero, mettendola in un altro modo, servono più parole per raccontare il racconto, di quante ne servano per scriverlo. Per un primo test sulla mia affermazione, prendiamo i due racconti brevi più famosi.
Il primo è quello di Hemingway, pluricitato e usato:
"For sale: baby shoes, never worn."
Se provate a raccontare questa storia, di un neonato che muore dopo la nascita, ma così piccolo da non aver mai indossato le sue babbucce, e di una famiglia così povera da doverle addirittura mettere in vendita, come vedete, impiegate ben più di sei parole.
Il secondo è quello di Augusto Monterroso, 7 parole, ma una storia difficile da riassumere con meno:
"Cuando despertó, el dinosaurio todavía estaba allí." 
Un uomo si addormenta e quando si sveglia trova davanti a sè un dinosauro. Qui è già più facile di prima, ma c'è un qualcosa che non si dice, ma si legge. Ovvero le domande. (Da dove veniva un dinosauro? E come è arrivato lì senza svegliare l'uomo? E cosa farà adesso l'uomo? E il dinosauro?).
Io, il giochetto, ho provato a farlo anche coi brevissimi della seconda edizione, e devo dire che il teorema regge. 
Magari chissà, è un utile suggerimento. :)
Okay, adesso è davvero tutto.
Mi sono dilungato. Perdonatemi.
Spero che voi partecipanti alla Terza Stagione, se siete passati di qui, via siate divertiti e stimolati a continuare a partecipare. E magari a voi, che non sapevate nemmeno che questo concorso/selezione esisteva, sia venuta voglia di scrivere e magari chissà, partecipare.
C'è tempo fino al 15 luglio! :)

33 commenti:

  1. Di solito, quando vedo un post che supera la risoluzione del monitor, lo metto in stand by e lo leggo dopo. Nel tuo caso non riesco a mollare gli occhi e alla fine mi vedo le letterine fotografate sull'iride per mezz'ora. Grazie per il fastidio... ;)
    Mi hai fatto venir voglia di provarci. Tanto per il gusto di farti perdere un pò di tempo e poi magari vieni tu a pipizzare sulla mia gatta... :)

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  2. Mi hai fatto venir voglia di partecipare. Tra parentesi oggi non riesco a postare sul mio blog, per caso riguarda anche te?

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  3. Cristo santo! Ma come può venire in mente ad un essere umano di pisciare su un gatto? Tu sei malato! ;)

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  4. mi hai fatto venire voglia di partecipare :-)
    Adesso vedo se trovo ispirazione.
    ciao!
    Simone

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  5. Bello e edificante il tuo post!
    Il "dammi una mano" mi ha fatto arrossire, ma mi ha consolata che, malgrado la banalità, sono andata un pelo sotto i primi 14.:-))
    Io sono di quelli ce partecipano per cazzeggiare, mi diverto un mondo e se va, va, se no sarà per un'altra volta.
    Ultimo: siamo forse noi i guardiani dei tuoi gatti?
    gloria

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  6. Cioè, fatemi capire...
    leggete il post e vi vien voglia di partecipare...
    mi sa che mi sono dato una zappata sui piedi! :D

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  7. Mi ero quasi dimenticato! Bravo Gelo, che dà anche ottimi consigli. Io partecipo in modalità A, vivo in scioltezza e che sarà sarà, devo solo rileggermi quello che ho scritto per vedere se a distanza di tempo vale qualcosa o fa cagarissimo (tanto tu hai gatti per ogni evenienza, no?), e già che ci sono scrivo roba nuova appena l’ispirazione supera la traspirazione. Estatedimmerda.

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  8. Ho provato ad allenarmi per riuscire a far bene quella cosa nella tua casa che dici all'inizio, non volevo arrivare lì che poi magari faccio un casino.

    Ora sono coperto di graffi, a rischio di infezione da MGG, sanguino dal pisello, ho mezza casa allagata di piscio e pantaloni e mutande da buttare.

    Per il conto è ok anche la paypal, poi ti faccio sapere.

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  9. @Giuda
    non mi toccare l'estate, o bagnerò i tuoi gatti!

    @Elvizio
    Sei finito nella gabbietta degli smilodonti! sciocco!
    Ecco perché erano tutti spettinati!
    hai fatto un casino della madonna, i dodi mi hanno abbandonato le uova! ti denuncio!

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  10. Io non ho gatti.
    Bagnati i tuoi, così si abituano!

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  11. Bravo Gelo, ottimi consigli. Secondo me i racconti da 200 caratteri sono i più difficili da scrivere. Infatti sto facendo una fatica bestia a pensarli e scriverli.

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  12. Più chiaro di così:-)

    Complimenti:-)

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  13. Io partecipo in modalità C-Passion Ovvero, partecipo in modo spensierato, come va va, ma con molta serietà, cioè conoscendo la casa editrice e le edizioni precedenti e gli obiettivi e bla, bla, bla. La verità è che è il mio concorso preferito, nonché l'unico in cui riesco ad avere gli elaborati pronti parecchio prima della data di scadenza. Scrivere Corti non solo mi diverte, non solo mi piace vedere come si classificano...sta diventando una forma mentis e sta rivoluzionando anche il mio modo di pensare l'approccio a scritture più lunghe!!! (uff non so come mettere dei cuoricini ovunque nei blog).

    Consigli molto utili, li metterò insieme a quelli delle scorse edizioni. Ormai ho una check list delle cose da domandarmi, prima di considerare un Corto "completo".

    Grazie sempre!!!
    ^_^

    Muahahah volevi scoraggiare la gente a partecipare così avevi meno email da sistemare...e invece si sono moltiplicatiii! Bravi partecipate tutti!!!

    Papparaparapappara...

    (torno a studiare).

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  14. Lo eviterei, ma non posso proprio farne a meno...
    La carta stampata è la carta stampata, non scherziamo sulle cose serie :)

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  15. Bell'idea! Proverò anche io, ovviamente in modalità scazzo :D

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  16. trovo molto utili i tuoi "consigli" su come scrivere, e soprattutto NON scrivere, un corto. ricordo anche il post simile che scrivesti l'anno scorso.

    e in effetti credo di aver affinato il tiro rispetto alla scorsa edizione. il che non vuol dire che sono sicuro di rientrarci, ma sto partecipando con un approccio più ragionato.

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  17. Non ho capito perché, per fare un semplice esempio hai dovuto citare e spoilerare il mio geniale racconto sulla cugina Guglielma.
    Per non parlare di quel capolavoro horror di Francesco.

    Ti odio!

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  18. Sei così logorroico anche di persona?

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  19. @Noè
    La modalità C) non l'avevo contemplata, però la tua dev'essere una C+
    passion + tediare il povero uomo dei corti.
    Però è vero che ti vengono bene... va che va che sembra che sai scrivere solo i corti! :D
    Papparaparapappara...


    @Michela
    ehi, mica ce l'ho con la carta stampata io :)

    @pipkin
    Ahrgh! :)

    @piscu
    seeeee te vuoi entrarci solo per fare lo spacciatore di corti! ti conosco mascherina...

    @Fabrizio
    tana per guglielma!

    @Cristiano
    naaaa :)

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  20. Anch'io partecipo in modalità A... Anche se sono molto attento alle iniziative della casa editrice ecc ecc. Non credo che si debba per forza essere caratterialmente di tipo B per questo. Forse come scrivi, un atteggiamento che prenda da entrambi gli opposti è forse quello più giusto. Ma, alla fine, non credo che vi sia un "giusto" oggettivo. Sicuramente, le tue linee guida rendono molto più chiaro il percorso per migliorarsi. Ma poi magari tizio scrive meglio ed è un estremista di tipo B mentre l'altro scrive ancora meglio ed è un integralista del regime A. Ho letto con molto interesse il tuo articolo che è molto illuminante anche in merito alle tecniche con cui si può provare a scrivere un racconto di 200 k...
    P.S. Generalmente, non urino sui gatti... Ma è una pratica comune. No te lo chiedo perché anch'io ho due gatti e potrei allenarmi in tal senso...

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  21. Generalmente non credo sia un'attività comune, l'urinofelino, però ho visto che ha riscosso parecchio successo, invece di essere ignorata... mi peoccupate! :)

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  22. L'attività "urinofelino" attiene sicuramente alla sfera del tricofeticismo animale. Considero, inoltre, che la pratica nell'ambiente degli Aristogatti debba essere molto in voga.

    Tuttavia, non è chiaro quale sia la pulsione che porti il Corto-imbrattatore di turno a venire a casa tua e fare i bisogni su quelle povere bestiole pelose a seguito di un Gelo-rifiuto della sua cortografia.

    Avanzo delle Gelo-ipotesi:

    a. Il racconto stimola la diuresi per cui il Corto-imbrattatore, dopo aver ricevuto la risposta negativa, dice "Bastardi" mi sento che devo andare a urinare a casa di Gelo e si imbatte casualmente nei suoi gatti.

    b. Il Corto-imbrattatore prova piacere nell'urinofelino ma solo sui gatti di Gelo e solo a seguito di un suo rifiuto per cui deve andare a casa sua e per un insolito meccanismo di sostituzione Gelo-Gatto, essendo stato rifiutato da Gelo, si soddisfa sulle sue povere bestiole...

    Ora, ammetterai che, se la macchina rigata sicuramente è plausibile perché più comune da un punto di vista pulsionale (umiliazione del rifiuto-vendetta), questa modalità di soddisfazione urino-trico-felino-feticistica è un pochino insolita...

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  23. E comunque, ultimamente mi stai trascurando. Mi sono arrivati i libri e non me li hai inviati tu. Mi sento ignorato. Quanti gatti hai a disposizione in questo momento che vengo a casa tua?

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  24. Una decina...
    E ti sbraneranno! :)

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  25. Ma allora sono gatti selvatici addestrati per stimolare la diuresi e assalire il Corto-imbrattatore iracondo...

    :D

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  26. Secondo me nessuno partecipa in modalià A; qualcuno lo fa per vincere, qualcuno per piazzarsi, qulcun altro per farsi notare ma nessuno lo fa per cazzeggiare. Tutti partecipano perchè amano scrivere ed avere un feed back positivo,secondo me in troppi puntiamo sull'horror e in pochi sull' avventura o il noir così chi fa le selezioni si trova davanti una pletora di racconti tutti uguali. Ma e' una mia idea.
    Gelo, a nessuno verrebbe in mente di fare pipì sul tuo gatto. I gatti corrono veloci e di solito non gradiscono questo genere di attenzioni. Al limite potremmo fartela sullo zerbino che è una cosa inerte e priva di artigli. :D

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  27. Be'... la modalità A e B piene, credo siano casi "di scuola" quindi completamente utopistiche.
    Sul fatto dell'horror, non so... non mi pare. Sono spesso gettonati l'assassinio e il fantasy, assieme a quello, mi sa.
    ma non ho mai guardarto le cose pensando ai generi, quindi non te lo saprei dire :)

    i miei gatti sì...corrono veloci. :D

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  28. Ti volevo chiedere una cosa. Leggendo il libro dell'anno scorso, mi sono accorto di alcuni raccontini molto simpatici, specie nella categoria di 200 caratteri, dove si puntava nel “sorprendere” il lettore. Come ho già detto dal mio punto di vista li ho trovati molto carini e simpatici, meritavano sicuramente la pubblicazione. Ma da un altro lato mi sembravano... vuoti, quasi fuori luogo. Per quanto fossero simpatici e sorprendenti, per i miei gusti erano meglio racconti più concreti, dove puntavano all'originalità delle loro storie, e non su giochi di parole.
    Non conoscendo la classifica dell'anno precedente volevo sapere se questi racconti prevalgono (secondo i vostri gusti e criteri) sugli altri racconti che piacciono più a me.

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  29. ciao caro anonimo o cara anonima
    ma guarda
    ciò che dici è normalissimo ed è proprio così.
    Ci sono raccontini "easy" e sono stati pubblicati, e anche a me non dicevano molto, oltre al sorriso dopo la prima lettura, però ho visto che a molti sembrano piacere solo quelli!
    Non ti saprei dire se poi sono stati selezionati con la selezione o in seguito, per analisi dei rimanenti.
    Quel che ti posso dire è che alcuni della categoria che preferisci tu, dove non ci si limita alla risata, non sono stati selezionati con la selezioni, ma in seguito. (Fatto abbastanza coerente con il fatto che un racconto che piace mediamente a tutti può incontrare parimenti un giudizio medio alto della giuria, mentre uno più sofistica può, effettivamente, dividerla, soprattutto tenuto conto che la giuria giudica in tempi brevi.
    per ciò che riguarda i MIEI gusti, ti dico che anche io preferisco quelli più "profondi" che rendono anche a letture successive.
    Ciao!

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  30. Ciao Gelo, senti. Non riesco a nasconderti il mio accanimento verso la seconda eliminatoria degli 800 caratteri. Senza farmi controllare ogni mezzora l'email nella possibilità di ricevere la tua, hai voglia di dirmi quando ci farai sapere la classifica, ormai dovreste esserci quasi, ne?

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  31. Bel post, veloce e simpatico nonostante i contenuti assolutamente di rilievo: bravo. Penso che lo linkerò al mio blog, con tutti i riferimenti del caso naturalmente. Ciao.

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  32. E' stata la mia prima volta! Dopo anni a raccontarmi da solo le mie storie, finalmente partecipo a questa cosa, e non sono rimasto deluso, dato che un racconto si è piazzato nella prima metà della classifica. Ora non chiedermi qual era perchè non me lo ricordo, ma io ti chiedo: perchè non ci sarà una quarta edizione? E dov'è finita la sezione concorsi di edizioni XII? :_(

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    1. ehhhh quante cose che chiedi :d
      la sezione concorsi era praticamente limitata ai corti, mentre quelli relativi al forum li puoi trovare su NeroCafè, su Verbavolant e magari partendo dal gattocongliocchiali,

      riguardo a una quarta... vediamo di sistemare la terza va, che sono già indietro con questa ;)

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