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"Hazard e Fissile" di Raymond Queneau**

Su questo blog succede di rado che si parli libri usciti da poco. 
Vuoi per la mia ritrosia a comprare libri a prezzo pieno, vuoi per il mio favor per i tascabili, vuoi per la catasta di libri ancora da leggere o perché, con tutta la roba da leggere bellissima che non ho ancora letto, mi sento sempre in colpa ad acquistare la novità in uscita, magari mediocre, insomma... vuoi per tutto questo, di libri nuovi ne piglio pochi.

Quando ogni tanto accade, c'è sempre una sorta di casualità e altrettante concause, come nel caso di "Hazard e Fissile" di Queneau, appena uscito per i tipi di Einaudi, credo il mese scorso, giorno più, giorno meno.
Era sabato, giorno che mi predisponi alle cazzate, avevo appena letto su Repubblica - che di sabato di solito parla sempre di libri - dell'uscita del suddetto, e stavo andando a ordinare dei libri per utilizzare una mia vincita in libri, e quindi era un po' come se mi costassero di meno.
Ero in cassa, e proprio sotto il naso c'era questo nuovo arrivo, fresco fresco, ancora da ficcare nelle pagine e farlo sembrare intelligente.
D'altro canto, con su scritto Queneau, prima o poi l'avrei notato lo stesso, perché pur confessando la mia ignoranza riguardo all'autore, i suoi esercizi di stile li guardo sempre con ammirazione, lì sulla libreria. E' uno di quei libri che sei contento di possedere, per capirci, di sfogliare e di consultare ogni tanto.
Ti bastano un paio di pagine per capire che Raymond era uno di quelli con le palle quadre.
Quadre e molto grosse.
Comunque, non è degli attributi queneautici che vi volevo parlare, ma del fatto che ho fatto la cazzata di acquistarlo.

Sì, perché non dovevo farmi abbindolare da questa simpatica quarta di copertina: 
Piovre addomesticate (per l'esattezza diciassette piovre del golfo di Guinea), pugili negri feroci e assassini (ma con l'accento alsaziano), donne nude e mascherate, anguste caverne che sbucano nei sotterranei dell'Eliseo, clown malinconici e detective improvvisati. Eroi senza macchia e senza cervello.
E poi ancora rocamboleschi inseguimenti in auto, travestimenti, omicidi e agnizioni...
Tutti gli ingredienti del feuilleton e dei romanzi di Fantomas riflessi negli specchi deformanti del surrealismo e scomposti in un fantasmagorico caleidoscopio di giochi di parole.
Dove si diverte il linguaggio come un topo nel formaggio.
e dal fatto che questo fosse uno scritto unico, incompleto e indedito dell'autore.
Insomma... dieci euro per 60 pagine effettive e cortissime, sono veramente un affronto al buon senso, che io non ho avuto. Dovevano esserci i numeri vincenti del lotto, dentro, per giustificare l'acquisto.
Oppure, e qui l'acquisto è d'obbligo, doveve essere un appassionato dell'autore francese, nonché lettore di tutti o quasi i suoi lavori. Ecco, in questo caso, si potevano regalare quei soldi a quei ladri dell'ehi naudi.

Perché quando uno deve dire che un libro è un po' una cagata, lo deve dire.
E non certo per colpa di Queneau! 
"Hazard e Fissile" è sì, pieno di spunti, di idee, di momenti surreale, ma è altrettanto incompleto e abbozzato. Non è un libro, sono una serie di idee buttate giù, alcune palesemente sono la traccia per righe che devono ancora essere scritte. In un capitolo c'è un errore di scambio personaggio che andava corretto, pace alla buonanima di Raymond, che insomma, mica era infallibile, no? Se aveva in testa un capitolo con due personaggi imprigionati nelle viscere della terra, ma era indeciso se fossero tizio/caio o tizio/sempronio è più che comprensibile che ogni tanto dica caio e ogni tanto sempronio. Poi rilegge e corregge. 
Invece così non è, e il capitolo (capitolo è una parola grossa, per 3-4 pagine da mezza cartella) risulta un caos irritante e incomprensibile. Una vaccata, insomma.

Mi si dirà:
Zitto tu! sacrilego! tu non capisci le citazioni surreali all'eroe ladro Fantomas al quale Queneau ha reso omaggio!
Tu non capisci la portata innovativa che questo piccolo romanzo avrebbe avuto se fosse stato completato!
Gnurant!

E io vi dico... sarò anche gnurant, ma i miei dieci euro valgono come quelli degli intellighenti, e sono un lettore allo stesso modo, e da leggere, questo libro, è una vaccata
Ci sono degli spunti fighi, che ti strappano risate e gaudio, soprattutto per chi ama il non-sense e le destrutturazioni di alcune forme classiche come quelle dell'investigazione o del thriller.
Il senso di surrealità, in queste pagine, è totale e a tratti il taglio dato alla vicenda è fumettistico/cartoonesco, il che è tutt'altro che male. Anzi... 
Il problema sta nel progetto editoriale
Non si può tentare di dare a un lavoro che è solo un guazzabuglio di spunti, note e bozze di idea, una parvenza di lavoro completo e addirittura rivoluzionario... ma scherziamo? 
Insomma.
La morale è una sola: leggetelo, se volete, ma non compratelo!
Ve lo pigliate, vi sedete sulla potrona feltrinellica, schiappate per trovare comodità e dopo mezz'ora lo riporrete, dopo averlo letto.
A fare la cazzata di comprarlo basto io, ma se almeno salvo qualcuno è come se l'avessi messa a frutto. :)

7 commenti:

  1. Il problema è che l'editoria nostrana ormai da anni adotta questi specchietti per le allodole, un qualsiasi cosa con il nome di uno scrittore famoso o semplicemente di culto, magari anche la lista della spesa di King o Simenon ed il giochino è fatto. Non prendertela con tè stesso, magari non sei stato l'unico a rimanere imbrogliato.;)
    E poi hai un libro in cui c'è un francese che con l'accento alsaziano ( quindi che parla come un tedesco) che vuoi di più?

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  2. Di Queneau ho letto solo Zazie nel metro, nel '59. Naturalmente non l'ho più e allora mi sto scaricando il film di Malle con una giovanissima Deneuve.
    Esercizi di stile non l'ho letto. Me lo consigli? E' meglio nella traduzione di Eco o in originale?

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  3. No no
    esercizi di stile, se proprio non stai cercando un qualcosa di particoalre e dalla spiccata verve didattica, non te lo consiglio, come libro di narrativa, intendo
    per il semplice fatto che non lo è
    è un brano di poco meno di una pagina che l'autore traspone in vari modi (usando figure retoriche, cambiando i tempi, e mille altre corbellerie letterarie)

    comunque, nel caso, il libro einaudi ha il testo francese a fronte.
    Ma leggi una storia, dai, che è meglio ;)

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  4. Certo che con una copertina così l'avrei comprato anche io. Dal vivo è così bella come pare?

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  5. Naaaa
    anceh perché è piccolino, non rende quel bianco

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  6. Un bel pò di tempo fa, nell'osteria di Contecurte, quando si pubblicò il primo racconto di Frank Spada, tradotto in friulano da altri autori, commentai che la cosa, in qualche modo, mi aveva fatto pensare a "Gli Esercizi di stile".
    In quell'occasiohe avevo anche immaginato che uno scrittore friulano avrebbe potuto narrare la centesima versione dell'episodio, naturalmente in friulano.
    Una versione "Salvadeate", per esempio.

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  7. Vero, è uno spunto interessante
    però va detto che sarebbe solo una traduzione, anche se in una lingua minoritaria.
    La vera impresa sarebbe tradurle tutte e 99... :)

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