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"Tre ore di pura follia" di Richard Matheson**

Due stelline, sì. Ho dato due stelline a Matheson...
E allora?
E allora c'è da dire che tanto per cominciare che se le meriterebbe tutte la Fanucci, due stelline, e tanti calci sulle gengive.
Elenchiamo subito i perché:
  • Il titolo! Ma si può? Tre ore di pura follia... ooooohhhhh sto già tremando! Che titolo origgginale... Cazzo... Ma chi è che ha tradotto Fury on Sunday, con questo titolo? Ma ci prendono proprio per cammelli canditi frullati nel catrame? Cioè... Loro pensano che a noi che leggiamo i libri thriller/noir ecc ecc ci piacciono questi titoli? Ma andiamo... Anzi, che vadano!
  • Il prezzo! 16euri! beh... Io per fortuna non l'ho comprato, me l'ha prestato il mio studente convertito al lansdalesimo e al mathesonesimo (ah, grazie Luca, domani ti porto tremillimetri), però sedici euri per un libro da 164pagine scritte a caratteri così grandi che dentro le 'O' ci puoi infilare il coso... (caratteri glandi, quindi) beh, no, non va bene. Proprio no. Sono 1euro ogni dieci pagine, per leggere le quali si impiega qualche minuto... praticamente è come ordinare una quattro stagione e ti portano un trancio di margherita. Piccolo e riscaldato.
  • La storia! La storia è quella che è... ti leggi la quarta di copertina e praticamente sei a 2/3 di romanzo, e sinceramente se ti aspetti una sorpresa finale, beh, no, non aspettartela va.
  • E poi ingenuità... sia nella forma, (certe frasi sono bruttine) sia e soprattutto nella verosimiglianza. Se mi pianti un coltello nel petto io probabilmente mi piscio e cago addosso e non chiedo l'ultimo bacio al mio amore. Oppure, che ne so, l'infermiere che arriva, intuba il tizio che da mezzora si trascina nel sangue e ti dice "se la caverà in pochi giorni.." Ecchè, scherziamo? Chi sei? Dottor House dei poveri? Andiamo...
E dico tutto questo senza dare alcuna colpa a Matheson... perché è chiaro, lampante, cristallino: la politica fanucciana fa sempre più cagare e questo libro è un banale, mediocre, vecchio (1953 o 54) racconto lungo di Richard, scritto così, senza pretese, ricalcando parecchi cliché. Da salvare, forse, solo la caratterizzazione di un paio di personaggi e la storia malata tra Jane (giovane , gnocca e ninfa) e suo marito Stan (vecchio, flaccido, sfigato, pusillanime e innamorato perso dell'altra bald-racchia). Qui Matheson rende bene, come di solito fa nel disegnare il sentire umano della quotidianità malata.
Altra nota positiva, a dire il vero, si legge velocissimamente. Tre ore di storia e tre ore per leggerlo, mi sa. E se volete godervi un thrillerino di assoluto relax, okay, questo può andare.
Per il resto, il consiglio è bibliotecatevelo o fatevelo prestare (Luca, prestalo pure ai tuoi compagni, che almeno ammortizzi il costo) o leggetelo a scrocco in Feltrinelli. Davvero, sedici euri non li vale.

6 commenti:

  1. C'e' che i libri belli sono finiti, autori nuovi non se ne trovano e ormai ci vendono gli scarti e la roba riciclata!

    Simone

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  2. c'è che penso proprio sia così :)

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  3. C' è che il buon Sergio Fanucci continua a far rimpiangere la vecchia Fanucci, quella del padre e perfino dei suoi primi anni. C'erano periodi in cui le Edizioni Fanucci erano tra le migliori del mercato.
    Tempi lontani purtroppo.

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  4. guarda
    io ti dico solo che fado pazzo per la collana tif
    quelli piccoli
    con il dorsino marrone
    adesso
    i fit
    venduti a 9.90
    e lunghi la metà
    sono quasi sempre fuffa
    e riescono a rovinarli anche quando li ristampano
    vedi i lansdale, per dire

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  5. scritte a caratteri così grandi che dentro le 'O' ci puoi infilare il coso... (caratteri glandi, quindi)
    ... domani vado in libreria e faccio la prova. Nell' interesse della scienza.

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  6. Tu invece dovevi farti bello dicendo: "Il mio no di certo!" e tutte le pulzelle ti avrebbe rincorso... :)))

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