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Intervista AL Vampiro

PREMESSA: ti capitano cose strane, ogni tanto. Tipo che ti scrive un tizio che si fa chiamare Aguzzino e ti dice che devi fare un'intervista. E io, ovviamente, no no, non ho tempo... No guarda mi fa l'Aguzzino, devi fare un'intervista AL vampiro. Un'intervista col vampiro? faccio. No. AL vampiro, non col vampiro, okay? Cioè, gli faccio, io sento il vampiro più spesso di quando vado di corpo e adesso arrivi tu e mi dici di fargli un'itervista? Ma è folle! Okay, accetto!
E quindi, per la serie interviste falliche con persone folli, eccola qua, l'intervista al Vampiro. (Gira voce che chi la legge tutta vince un libro di Danielle Steele...).
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Allora vampiro, comincia con presentarti e spiegarci perché tutti ti chiamano "vampiro", mentre tu porti il ben più angelico nome di Gabriele (e lo sappiamo, sì, che cosa fai alle Marie che incontri). Non ti dà fastidio, in questo periodo in cui i vampiri emo si leggono anche sulla carta igienica? Vuoi approfittare di quest'intervista per cambiare?

Allora, vediamo un po'... anni fa ero helper in una rete irc (no, non te lo spiego che significa, te lo googli da solo) e come nickname scelsi quello di VaMpYR. È stato un semplice omaggio al Vampiro di Polidori e al Dracula di Stoker, i due libri che mi hanno "iniziato" al genere horror, e anche perchè preferisco la notte al giorno: di notte mi sento più produttivo, più vivo, mentre di giorno preferisco poltrire quando non ho da lavorare. Quando poi mi sono iscritto ad alcuni forum di scrittura, il nickname è rimasto ed ecco spiegato perchè in rete tutti mi conoscono come il Vampiro. E no, non intendo cambiare (mi sa che non potrei nemmeno se lo volessi, comunque): primo, per farti dispetto; secondo, per farti dispetto.
Nella vita di tutti i giorni, Gabriele Lattanzio fa tante cose, ha molteplici interessi, attende ancora che sia una Maria e non un arcangelo a dirgli che aspetta un figlio. E oltre a sopportare l'autore di questa intervista, il Vampiro è anche il responsabile dell'Area Concorsi di Edizioni XII.

Concorsi eh? Parliamone dunque, proprio per spappolarti i meloni aggratis. Stai dicendo che sei un responsabile di concorsi letterari, giusto? Bene. E allora ti farò delle domande cattive, sui concorsi di cui sei responsabile. Sei pronto? Tanto per cominciare, ti sei imbarcato in un concorso (ULAM) che prevede la creazione di spin-off, di libri ispirati ad altri libri... lo sai che è rischioso, vero? Lo sai che gli scrittori sono dei montati e boriosi sotuttoio che non gradiscono molto "ispirarsi" ad altri? Come la mettiamo? Che mi dici in proposito?

Prima di tutto una precisazione: ULAM (Un Libro Al Mese) è un concorso per racconti, spin-off ispirati a libri del catalogo di Edizioni XII. So bene che è rischioso un concorso come questo, ma ci sono tre motivi che mi hanno spinto a essere ottimista. Primo, proprio perchè gli scrittori sono dei montati e dei boriosi (come me e come te, per esempio. Anzi, soprattutto tu): voglio dire, a chi non è mai successo di leggere un libro pensando "ah, ma io questa scena/parte l'avrei scritto molto meglio di così"? Ovviamente non tutti gli scrittori sono così, per fortuna, però il ragionamento ha la sua logica. Secondo, ULAM è anche un laboratorio di scrittura, dove gli autori possono interfacciarsi tra loro e con i lettori: sul forum di XII tutti quanti possono commentare i racconti, questo dà la possibilità a un autore di migliorarsi grazie a critiche/giudizi/pareri di "colleghi" e/o lettori. Terzo, Edizioni XII è sempre molto attenta nell'attività di scouting per scoprire autori emergenti che abbiano qualità e potenzialità da valorizzare. Proprio ULAM è stata una testimonianza del terzo punto: sia Danilo Arona, autore del libro del mese di ULAM Febbraio (Ritorno a Bassavilla), che lo staff di XII hanno reputato talmente buoni i racconti in gara da decidere di ricavarne una raccolta.
Allora, mi sono difeso egregiamente? O devo preoccuparmi per le altre domande cattive che hai in mente?

Mah... sì, dai. Ti sei difeso. O comunque non è che ti ho ascoltato più di tanto. In compenso non mi ricordo più le due domande cattive... Ah sì, erano sempre sui concorsi.
La prima è facile. Sai benissimo che c'è una frangia di partecipanti ai concorsi che rifiuta a prescindere i concorsi a pagamento. La loro posizione è sensata: se paghi, acquisti qualcosa. Ed evidentemente non percepiscono di aver acquistato niente, partecipando a un concorso letterario. Spesso hanno ragione, io stesso, in certi casi, ragiono in questo modo. Tu sei responsabile anche di concorsi a pagamento. Perchè mai dovrei spendere quei soldi? (10-15 euro non sono pochi, secondo me) Convincimi, se ne sei capace.

In realtà nell'Area Concorsi di XII, al momento, c'è un solo concorso a pagamento: il Circo Massimo, che ormai quest'anno giungerà alla terza edizione. Ti dico subito che anche io, in genere, sono contro i concorsi a pagamento. Non ne ho mai fatti e in alcuni casi ammetto di aver sbagliato, poichè mi rendo conto che gestire un concorso senza un minimo di ritorno economico non è facile, e nonostante tutto rimangono intatte l'onestà e le capacità di giudizio. Potrei dirti che l'Orme gialle, il fu Lovecraft (oggi sostituito dall'Algernon Blackwood), per farti un paio di esempi, sono concorsi sì a pagamento, ma di grande prestigio. Basti pensare che all'Orme Gialle ha vinto nel 2009, con pieno merito, un'autrice molto brava come Barbara Baraldi che oggi pubblica con Mondadori. Il Circo Massimo, da tre anni a questa parte, ha raccolto e sta raccogliendo consensi, nonostante sia a pagamento, per vari motivi: c'è la trasparenza (oltre a giurati seri e professionali, i racconti sono consultabili online sul sito di Edizioni XII, a disposizione dei lettori) e c'è il prestigio. Le prime due edizioni del concorso hanno visto piazzarsi ai primi posti gente come Luigi Musolino, che nel 2010 ha trionfato anche al RilL, Paolo Di Pierdomenico, una delle nuove voci della sci-fi, Samuel Marolla, che ha pubblicato anche con Mondadori, Alberto Priora, Francesco Troccoli, Marica Petrolati, Matteo Carriero: tutti autori che si sono piazzati in tanti concorsi di rilievo nazionale e sono ben conosciuti nella letteratura underground e non solo. E questi autori hanno ricevuto premi in denaro piazzandosi al Circo Massimo, oltre a veder rappresentati i propri racconti su tavole di alluminio realizzate dagli artisti di Diramazioni. Riconoscimenti meritatissimi, che hanno premiato la loro bravura. Ma dall'altra parte della barricata, da quando sono responsabile dell'Area Concorsi, mi sono anche reso conto che organizzare un concorso, serio e peculiare qual è il Circo Massimo, comporta un gran dispendio di tempo ed energie. Basti pensare che oltre alle varie fasi di ricezione racconti e valutazione, io e il co-curatore Daniele Bonfanti, per due mesi l'anno abbiamo impegnati tutti i lunedì, giovedì e domeniche per poter inserire online in tempo reale gli scontri (ovvero le animazioni in flash sul sito di XII) tra i vari partecipanti. Non è un impegno da poco, te l'assicuro.
Questo potrebbe bastare per convincerti? Io credo di sì. Se non fossi il co-ideatore e co-curatore, mi piacerebbe tantissimo partecipare al Circo Massimo, ma non posso. Ma posso dirti che alcuni concorsi, seppur a pagamento, li ho ampiamente rivalutati.
ok strunzo, ti allego anche un paio di foto, se mai dovessero servirti.

Ma ti sei rincoglionito? Chi ti ha chiesto le foto? Non sono mica concorsi di bellezza, quelli che fai, chè… devi mandare il book? Razza di buzzurro mimetico depotenziato che non sei altro! Vabbè
rispondi e questa domanda e facci ridere, piuttosto.
Quanti idioti partecipano ai concorsi? Gente che manda cose che non c'entrano, che non legge il bando, che invia fette di mortadella in allegato alla mail... dai diccelo... sputtanati con allegria svelandoci i segreti del dietro le quinte!

Le foto te le ho mandate perchè so per certo che sei in possesso di foto orripilanti del sottoscritto. La mia era una velata minaccia psicologica nei tuoi confronti (e se ti azzardi a tirare fuori quelle foto ti nuclearizzo all'istante).
Per rispondere alla tua domanda: a ogni edizione del Circo Massimo hanno partecipato più di cento autori. Quelli che fanno qualche cappellata, ammetto, sono una discreta fetta. Gente che manda racconti più lunghi di quanto il bando non ammetta, modalità di invio errate, più altre cose che evito di dire, perchè sono talmente incredibili che si farebbe fatica a crederci. In media, comunque, il 70% di coloro che inviano i propri lavori lo fanno correttamente, rispettando il bando. Non farmi dire altro, però, su.

E no ciccio! troppo facile! esempi esempi!!!

Ma come cavolo faccio a farti esempi senza farmi scoprire? Ce ne sarebbe uno veramente eclatante, ma non posso dirlo, veramente.

E cazzo! Inventane di falsi che facciano ridere noh?! Ma ti devo insegnare tutto io?

Okay, okay, c'è gente, per esempio, che manda roba da 200mila caratteri nonostante il limite sia di 20mila (30mila quest'anno). Soddisfatto?

Ho capito, non ci si cava un ragno dal muco... vabbè, domanda successiva. Parliamo di libri, dàì. Non ti voglio chiedere, però, cosa ti piace leggere e bla bla bla. Ti voglio proprio chiedere di sparare un po' di merenda su qualche autore o libro, che proprio se la merita, una merenda sparata in faccia. Sfogati, dài.

Mah, non sono molto affidabile in questo senso (oddio, manco per tanti altri...). Preferisco leggere horror e soprattutto hardboiled, quindi per me autori come Lansdale, Leonard, Westlake, Chandler, sono intoccabili, al pari del primo King, Blatty e Bloch.
Leggo anche mainstream e tanti altri generi, ma più per completezza "culturale" che per altro, questo è un mio grande difetto, ma anche un pregio: per esempio so riconoscere benissimo un hardboiled fantastico quando me ne capita uno sotto mano, sono più debole sugli altri generi, ma non impreparato. L'unico genere che non riesco a mandar giù è il fantasy, non ci posso fare niente, purtroppo. Ho tentato di leggere i libri di Tolkien, o dello stesso King citato prima (nella serie de La Torre Nera), ma non mi trasmettono nessuna emozione e non attirano il mio interesse. Ma questo non è spalar merda (merenda, voleva dire merenda), assolutamente. Riconosco che dal punto di vista strettamente tecnico/virtuoso ci sono tanti lavori validi. Non incontrano il mio favore ma ciò non vuol dire che non siano validi.

Certo che prima di dire che una cosa ti fa vagare il pazzo tu...
Senti, ora ti trasformerai in un'entità fantastica composta da:
una canzone
un film
una poesia
un animale
una donna
un giocatore di calcio
poi, tutto ciò verrà tritato per formare un golem gigante che rappresenterà la tua essenza, ma questo, tu fingi di non saperlo. :)

Ah, finalmente una domanda sensata eh?
Eccoti la mia entità:
canzone: if i could fly - helloween
film: reservoir dogs - quentin tarantino
poesia: non ne conosco di rappresentative, per me
animale: pipistrello
donna: vorrei dire rossa occhi verdi ma dico bionda occhi azzurri, ultimamente sono intrippato con Taryn Manning
giocatore di calcio: alessandro del piero
e beccati sto golem!

Un golem senza poesia... puàh, almeno una filastrocca ce la dovevi mettere, o magari il corvo di Poe, che figurati se non piace a un corvaccio come te.
Vabbè
Lo teniamo così ora penso alla domanda successiva, e lasciami concentrare per di farmene venire una idiota! :)

Sono idiota quanto te, quindi vedi un po' che devi far.

Dunque...
Vediamo di portare a termine questa intervista in modo degno, dicendo delle cose che a qualcuno possano interessare... Per esempio, dacci dei numeri di telefono di alcune fi gliole... no, no, okay, quelli me li darai in privato. Ti faccio una domanda seria.
Lasciamo perdere i concorsi e parliamo di violenza.
Mi parli di hardboiled, tra le tue preferenze, e io mi guardo in giro, e di hardboiled things ne vedo un sacco, di tutti i generi. Che funzione/ruolo può avere la narrativa di genere, in particolare quella violence-oriented nella realtà attuale, se può averne una?
(se ti sembra una domanda troppo colta, la tagliamo e sostituiamo con "di che segno sei", tranquillo)

Sono bilancia, ahahahah.
Onestamente non so dare una risposta precisa, dal momento che di harboiled things, come le chiami tu, ce ne sono talmente tante nella realtà di tutti i giorni, che è difficile stabilire dove possa arrivare l'influenza della narrativa di genere e della violence oriented nella fattispecie. Potrei dirti che Tarantino ha segnato una svolta in questo senso, facendo assurgere il pulp (che non è altro che il corrispettivo "filmico" dell'hardboiled) a vette inaspettate entrando nell'immaginario collettivo. Ma ci sono state tante degenerazioni negli anni dopo Pulp Fiction, dove la violenza è diventata esageratamente gratuita, esplicitamente perversa, al punto di divenire una sorta di buco nero, risucchiando tutto il resto. Ma la narrativa, a mio parere, ha avuto comunque un'influenza relativa sul dilagare della violenza dell'ultimo ventennio. Oggi è tutto portato all'estremo, la serie di film dell'Enigmista (il famigerato Saw) ne è l'esempio: escluso il primo, tutti gli altri film non sono altro che specchietti per allodole, dove l'unica cosa che interessa allo spettatore è scoprire quale nuovo tipo di tortura escogiterà l'enigmista. E di spettatori, fino all'ultimo Saw (il 7, l'8? boh, ho perso il conto), questi film ne hanno avuti tantissimi.
Violenza gratuita, insomma, come quella che ormai troppo spesso vediamo tutti i giorni. Omicidi, stupri, gesti tanto folli quanto insensati. No, mi rifiuto di pensare che una tipo di narrativa possa aver avuto influenza a tal punto sugli individui da generare simili atteggiamenti nella società moderna.
E mi fermo qui, sennò andremmo avanti per ore su un argomento tanto delicato quanto vasto, senza contare che non sono un sociologo.

Bene, direi che abbiamo rotto, con la nostra intervista, tu che dici?
Facciamo la domanda della staffa?
Dunque... hai pubblicato, di recente, un racconto per la raccolta Carnevale, ma secondo me, siccome la tua Casa Editrice non sarà mai tanto stolta da pubblicarti un romanzo, hai anche altri progetti. Vuoi sbottonarti un po'... No, aspetta… non hai capito, tira dentro quel coso... dicevo, vuoi parlarcene?

Sì, direi che è più che abbastanza.
Dopo qualche tempo in cui non ho scritto praticamente nulla, se non qualche raccontino (il racconto per Carnevale l'avevo scritto nel 2009, se non erro), il 2011 l'ho eletto ad anno della riscossa.
Credo di non aver mai scritto tanto negli anni passati come in questi primi due mesi del 2011. due racconti li ho preparati apposta per due concorsi che mi interessano moltissimo e in cui spero di far buona figura. Inoltre ho quasi portato a termine il progetto principale che avevo: una raccolta di quattro novelle inedite, di genere hardboiled-horror, la cui prefazione sarà affidata a te e Simone Corà (io sarò anche stato ubriaco quando ve l'ho chiesto, ma voi dovevate esserlo ben di più quando mi avete detto di sì). Uscirà, spero, in autunno o al massimo entro fine anno.
Con quale editore non lo dico ancora, non c'è nulla di certo al momento, perciò preferisco tacere incrociando le dita.
Da maggio, invece, riprenderò a lavorare su un romanzo che avevo iniziato tempo fa ma finito nelle secche della pigrizia.
Nell'immediato, comunque, sono in lotta con te e tanti altri scrittori nella Royal Rumble, un massacrante torneo di scrittura sul forum de Latelanera. È davvero micidiale, ma si ha la possibilità di tenersi costantemente in esercizio e di sfornare materiale utile per il futuro.
Altre domande, vostro onore o la chiudiamo davvero qui?

Sì, direi che la chiudiamo qui, anche perché, adesso, abbiamo capito entrambi che abbiamo un sacco di cose da fare. Ti ringrazio per la disponibilità.

Grazie a te per la chiacchierata e un saluto a tutti.

10 commenti:

  1. Chandler! Ma chi è?
    Non sarà che... certo, certo, Marlowe nacque nel 1939, a giorni ricorre il suo compleanno (il 17 marzo per l'esattezza, St.Patrick's Day) ma da qui a collegare altre coincidenze (l'intervistatore sa e giustamente tace) e molte suggestioni (l'intervistato forse no) al fatto che il nome, anzi il cognome di quel tizio che morì a La Jolla il 26 di questo stesso mese, nel 1959, ultimamente giri in Internet come... - Per me liscio e senza ghiaccio, grazie - dov'eravamo rimasti... ah, sì, ma se tiriamo avanti in questo modo finirà che si fa notte e una 45 si ecciterrà tanto che... due spari e due bossoli in tamburo!
    Bravi, e fortunati entrambi, intervistato e intervistatore, visto che per questa volta ho mirato in alto :)
    Frank Spada

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  2. ma itervista è un termine tecnico, sottile riferimento al suo colorito giallognolo soprattutto dopo i migliori sabati sera?

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  3. ciao Frank!
    credo tu possa immaginare che i tuoi libri siano nella mia lista della spesa, per ovvi motivi ;D

    @sciamano, è riferito alla vista (scarsa) dell'iter per trovare la strada di casa nei miei migliori sabato sera :P

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  4. @Frank
    ma questo qui piuttosto che intervistarlo, andrebbe picchiato! :)

    @shemano
    tu non sai che foto abbiamo fatto...

    @vampiro
    posso metterla... dai dai... :)
    (silenzio, mandamela!)

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  5. non ci provare proprio.
    quella foto è stata scattata con l'inganno e lo sai. ricordami piuttosto di uccidere cyb, l'idea è stata sua. silenzio lo uccido perchè è moralmente giusto, anche senza motivo :°D

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  6. a proposito, mister bieco poco fa voleva sapere se eravamo tutti in forma o con la faccia che sembrava una maschera di carnevale.
    vuoi rispondergli anche tu? ahahaha

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  7. Aaahh, è stata una faticaccia, ma adesso un bel libro di Danielle Steel non me lo toglie nessuno! :P

    È consolante sapere che anche quelli bravi e fichi fanno finire la roba nelle "secche della pigrizia"... ridà speranza :)

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  8. @michela, se preferisci barbara cartland dillo subito XD

    per il resto, l'importante è darsi da fare, prima o poi (certo, prima sarebbe meglio ;)).

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  9. Oh, finalmente un post interessante su questo bloggus di periferia.

    Maggio divertito parecchio, bravi ragazzacci. Voglio un libro fatto da una vostra intervista lunghissimaaaaa.... :)

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  10. Devi dimostrare che hai letto tutto...
    Vediamo...
    Chi dei due ha detto più parolacce? :)

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