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"Bestiario stravagante" di Massimiliano Prandini***

Questo è uno dei pochissimi libri che, prima di possederne - per vie concorsuali - copia cartacea, mi ero ripromesso di scaricare e leggere in formato ebook.
Perché?
Be', diciamo per almeno tre motivi, in linea di massima.
Magari anche quattro.
Tanto cominciare perché si può comprare (a 10euri), ma anche scaricare (aggratis), e quindi, farlo, non costa niente. Però non è un motivo sufficiente, perché oggidì potete scaricare aggratis qualsiasi cosa, anche il materasso antidecupito per vostra nonna marziana.
Il motivo numero due è perché Massimiliano Prandini è innerlandscape, ovvero uno dei nick che bazzicavano scheletri.com ai tempi d'oro. Certo, questo non vuol dire niente, però io mi fido di più di quelli che quando gli dici, "ehi, il tuo racconto fa diventare oche le galline", invece di risponderti "tutta invidia la tua" ne prendono atto e cercano di capire perché hai detto questo. E quindi mi aspetto dei racconti onesti, da gente simile, e non sono stato smentito.
Terza cosa, perché i racconti sono brevi, a volte brevissimi, e se vuoi dare la possibilità a qualcuno di leggere un ebook gratis, la variabile chiave è la brevità. Punto.
E poi, confesso, la copertina mi piace molto, ed ero anche combattuto con il desiderio di comprarmelo proprio, alla facciaccia del download gratuito. Certo, comprare una cosa che puoi avere gratis, anche se non è uguale, faceva a pugni con la mia efficienza mentale, e quindi avrei continuanto a rimandare la decisione all'infinito... 
(Anche se, comprandolo, avrei regalato 1 euro al Centro Fauna Selvatica il Pettirosso, e avrei contribuito quindi a tutelare gli uccelli in difficoltà... :D)
Però è successo che l'ho vinto, e ne sono felice.
Felice perché questo breve libro di racconti stravaganti, che fa della stravaganza la parola chiave che li unisce, si legge con piacere, simpaticamente, coscienti di una surrealità leggera di cui è permeato ogni testo.
Certo, ci sono delle ingenuità, soprattutto nei finali, ma sono bonariamente perdonabili, anche perché, se un racconto ha un'idea gradevole e degli spunti interessanti, è rapido e si legge bene, si può perdonare qualche problema di black box finale.
E stessa cosa dicasi per qualche eccesso di prevedibilità, quando si tratta di chiudere il cerchio.
Comunque, la cosa bella, nel parlarvi di un libro che si scarica anche gratis, è che posso farlo copincollarndone liberamente un pezzo, standoci 10 secondi e senza problemi che l'autore venga a smaronare satrapiandomi le scatole (oggi mi va di coniare espressioni futuristiche peggio che Fibbra)
Per esempio, vi copincollo questo incipit, che secondo me è il più riuscito della raccolta:
Il mio migliore amico ha un solo amico. Io.
Anch’io per la verità ho un solo amico, vale a dire lui, con la differenza che io non ho molta scelta dal momento che non esisto. Sono il suo amico immaginario. Penso spesso che se mi fosse concesso di scegliere non starei certo appresso a una nullità come lui. Il che peraltro non può che essere un riflesso della scarsa stima che quell’uomo ha di se stesso.
Semplice semplice, ma d'impatto, che fa venire voglia di leggere. Il racconto, tra l'altro, è breve e si legge in 10 minuti, il file in pdf si scarica in 20secondi. Se volete potete farcela, così converrete con me che il finale è un po' telefonato, ma la suspense generata durante la lettura è sufficiente a renderlo gradevole.
Anzi, è questo il pregio che riconosco a questi raccontini e che bilancia, in parte, i finali ingenui: si riesce a creare una certa tensione e curiosità
Nella "Cantina" c'è una mano che sbuca dal muro. Vera? Manichino? Boh... e intanto si legge.
Ne "Il cassonetto n° 73" è un cassonetto dell'immondizia l'oggetto del mistero... appare, scompare... cosa accadrà?
E ne "La leggenda del cucciolo fetido", in un'ambientazione che ha un'eco fantasy, c'è un cane trovatello puzzolentissimo, che la leggenda vuole essere una spia degli esattori delle tasse si un Impero che non esiste più da secoli... Sarà così? Boh.
Ecco, vi ho lasciato anche qualche esempio dello stile di idea su cui l'autore fa appoggiare i racconti. Piccola pecca aggiuntiva, ma soggettiva, l'eterogeneità degli scritti, non sempre tenuti al guinzaglio dalla "stravaganza" del titolo (soprattutto il fantasy e gli echi apocalittici del pezzo di apertura, paiono un po' corpi estranei, alla fine, come genere)
Direi che è tutto.
E per salutarvi, come farebbe un bravo blogger web friendly
Finish.
Ora subito torneremo a quei 50 libri e presto tireremo un po' le fila del discorso.

2 commenti:

  1. "Tutta invidia la tua!!!!!" ;)

    Scherzi a parte, ahimè comprendo bene la critica sull'eterogeneità. Sebbene io abbia scelto i racconti tra un pool più ampio obiettivamente il filo conduttore della "mostruosità" e della "stravaganza", rileggendolo quasi un anno dopo, sono davvero un po' sfilacciati. Anch'io credo che al tuo posto avrei commentato allo stesso modo su questo punto.
    I finali... beh a mia "discolpa" posso dire che certi finali che qualcuno ha pensato che io intendessi come "a sorpresa" non volevano esserlo. In alcuni casi per una persona un po' sgamata dei meccanismi della scrittura è ovvio dove andranno a parare, semplicemente perchè date le premesse nessuna altra soluzione narrativa è realmente pensabile. Spesso da questo punto di vista mi sono accontentato di qualche depistaggio, interessandomi poi di raccontare anche altro: a volte sperando di dare qualche possibile spunto di riflessione, a volte limitandomi a cercare di offrire un intrattenimento di livello dignitoso. Leggendo la tua recensione (ma anche altre) mi accorgo che nella media a volte ci sono riuscito abbastanza e altre no. Ottimo da sapere, ci mediterò. Al di là di tutto non intendevo rivoluzionare l'horror nè pretendo candidarmi ad essere il nuovo (e l'ennesimo...) Stephen King italiano, quello che per me è importante è comunque sapere che il mio libretto si legge con divertimento.
    Se le Edizioni XII troveranno interessante il mio concept per Discronia, mi vedrete alla prova con un progetto più serio e corposo...
    Un saluto.

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  2. grazie Max! :)
    è bello che l'autore venga qui a commentare ;)
    Grazie!

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