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Il miglior Lansdale non esiste (1 di 4)

Lo avete visto, vero?
Si è guadagnato una fetta sempre più grossa degli scaffali, lì, ad altezza occhio, magari a seguire a poca distanza l’interminabile processione dei King o ad anticipare il thrilling casareccio del nostro Lucarelli.
Come chi? Lansdale!
Joe R. Lansdale, dove la R. non sta per ‘R’, come la Jay di Homer, ma sta per Richard Harold, nato a Gladewater il 28 ottobre 1951, di professione… Mojo Storyteller, come si definisce sul suo sito ufficiale.
Oh, sì… “Mojo”, da solo, ha bisogno di qualche riga di spiegazione, ma forse, per darne un’idea calzante, tanto vale prenderle dal romanzo che lo ha per titolo:

[…] “Molta magia cattiva”, tradusse lei. “La casa dei vostri vicini era mucho mojo. Ne parlava sempre mia nonna. Mojo è un termine africano per magia”.
“Credevo significasse sesso”, dissi.
“Perché ascolti la musica blues”, disse lei. “Sì, è il sesso, o gli organi sessuali. Ma in una accezione più larga. Cioè il sesso è una specie di magia. Mojo significa magia.” […]
da Mucho Mojo, 1994

E di magia, la scrittura dell’autore texano, ne ha parecchia; così tanta che spesso, quando è un po’ meno del solito, ti pare quasi di non vederla affatto, e rimani deluso.
Ma facciamo un passo alla volta.
Cominciamo dall’inizio, come se voi, Joe Lansdale, non lo conosceste affatto. Come se foste stufi di sentirne parlare in quel tono entusiastico riservato agli autori “di culto”, ai quali, anche quando se ne rinnega la produzione attuale, si riconosce una grandezza passata – di solito ai tempi del drive-in – che voi (sfigati ed esclusi, of course) malauguratamente ignorate.
Chi è, dunque, Joe R. Lansdale?

Joe è nato in Texas e ci vive (Nacogdoches), con moglie e due figlie. Non basta: quasi tutte le sue storie sono ambientate nello Stato che, come ci ricorda, “better represents the independent spirit, the can-do attitude of America”. È il Texas, quindi – lo afferma spesso e volentieri – il primo ingrediente della sua narrativa. L’essere texano è uno “state of mind”, un modo di vederee affrontare la vita, zeppo di contrasti e fantasia.
Così come nella sua terra potete incontrare paludi e deserti, opossum e mocassini d'acqua, membri del KKK e magia nera, siccità e uragani, allo stesso modo, tra le sue pagine, passate dall’horror al western, dal noir allo humor, dal thriller alla fantascienza. Una eterogeneità di generi che gli è costata, con molta probabilità, la perdita di una comoda collocazione sugli scaffali delle nostre librerie e, visto il ragionare per etichette del lettore medio, il ritardo con cui il pubblico italiano lo ha scoperto e – più tardi – fortemente amato.
Fortemente amato, sì. Ora che Lansdale è diventato un genere, ora che si parla di stile a la Lansdale e ci sono autori che farebbero carte false per ottenere “l’effetto Lansdale”, ora che è conosciuto, insomma, Joe è amato a tal punto da aver messo sull’agenda un tour italiano a ogni nuova uscita nelle librerie. Anzi, ha fatto di più. Alcune delle sue più recenti pubblicazioni sono state addirittura pubblicate in anteprima per il nostro Paese, costandoci tra l’altro – per sua stessa ammissione – una qualità peggiore del prodotto.
Ma non ci si può fermare alla geografia, per avere un’idea del Lansdale persona. La geografia ci insegna come mai le sue ambientazioni siano così efficaci, ma non ci spiega perché, su questo sfondo, anche le scazzottate, le botte e l’azione in generale, siano così maledettamente reali.
Che il nostro scrittore si intenda anche di arti marziali?
 
Macchè! Quello non solo se ne intende, ma le inventa pure! Lo Shen Chuan, per la precisione: un metodo di autodifesa di cui Lansdale è maestro e che, se non anche a darle, insegna almeno come prenderle o a non prenderle affatto. Sei ore dietro la tastiera e tre in palestra, sarebbe la giornata tipo del vecchio Joe, anche se a vederlo, inutile nasconderselo, lo si immagina molto bene dietro a un barbecue, con un cappello unto da cowboy, un forchettone in mano e un salsicciotto fumante che ne riscalda il sorriso.
Eppure, questo americanaccio dall’aspetto posato, ha scritto oltre una trentina di libri, centinaia di racconti e, probabilmente, ha vinto abbastanza premi per letteratura di genere (16 Bram Stoker award, per dire) da riempirci il bagno ed essere costretto a cagare all’aperto, in testa agli scoiattoli.
Come dite? Non è elegante l’utilizzo della parola “scoiattoli”? Avete ragione!
Anche perché, agli scoiattoli, in Texas, si spara e li si mangia.
Ma tornando al nostro Joe… come fare a conoscerlo?
Da dove cominciare?

Entrare in libreria per acquistare un suo libro, in effetti, potrebbe non essere una scelta così semplice. La guerra a colpi di pubblicazioni e ristampe, tra Einaudi e Fanucci, con BD a reggere il moccolo, ha riempito gli scaffali di titoli. Difficilissimo non trovarne almeno una decina e, quasi sempre, tutti diversi.
Se è vero, poi, che anche i contenuti sono differenti, il dubbio è dietro l’angolo: quale scegliere?
Ci prendiamo il classico “La notte del drive-in”, di cui ci ha parlato anche l’alligatore da salotto di nostra cugina emigrata a Kagoshima?
Oppure uno delle serie “Hap e Leonard”, magari il primo, ché se ne ha scritti così tanti, vorrà dire che son belli, no?
Oppure uno degli ultimi, ché con quel popo’ di frasi in quarta di copertina ci fanno sentire fuori dal mondo solo a prenderli in mano, se non li abbiamo ancora letti?
Mah…

Un consiglio? Difficile.
Difficile soprattutto se lo chiedete a un ammiratore di Lansdale (che avete appositamente costretto a seguirvi in libreria), e soprattutto se ha letto un numero di suoi lavori che si avvicina alla decina.
Il dialogo in cui sarete coinvolti sarebbe più o meno il seguente:
«E se leggo questo?» (sventolando un libro X prelevato random dallo scaffale)
«Sì… carino… però… no, non è il miglior Lansdale!»
«E questo?» (sventolando il libro Y, preso accanto a X)
«Ah sì, bello quello, soprattutto la scena del [vi dirà qualcosa che non capite, con dentro le parole negro, cazzo, cadaveri, indimenticabile] però nemmeno quello è il migliore…»
«Okay, va bene, ma allora scusa, qual è il miglior Lansdale?!»
E a questa vostra domanda, prima seguirà un momento di silenzio, come se il vostro amico stesse prendendo coscienza di qualcosa (che comunque rifiuta), e poi vi arriverà “un titolo”, che però sarà accompagnato quasi subito da “altri titoli” che però «…sì, insomma… anche quelli… eh… dipende…»
E allora? Come fare?

Semplice.
Basta partire dal presupposto che il miglior Lansdale non esiste, e la risposta migliore, a chi chiede un consiglio in proposito, non è darglielo, ma è dargliene… almeno cinque!
Ed eccoli.

11 commenti:

  1. Io l'ho visto. E l'ho anche toccato.
    Ha una mano morbidissima. *_*
    E ho anche visto sua moglie, ma ti parlerò di lei solo al 2 di 4. :)

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  2. Mi vedo costretto a bacchettarti: la "J" di Homer J. Simpson non sta per "J", bensì per "Jay"! :-)

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  3. Anche io come Cybsix l'ho visto e toccato, e ho una foto con lui e ho due libri autografati con dedica :)

    E ho visto sua moglie, ma di questo ti parlerà Cybsix.

    Mi è sembrata una persona disponibilissima, Lansdale non sua moglie, uno che, anche se famoso, non se la tira per niente.

    Ho letto solo due suoi romanzi, In fondo alla palude e Una stagione selvaggia, ma ne ho 10 in tutto. E anche io, se dovessi cominciarne un altro, non saprei quale scegliere.

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  4. ma se la R sta per "richard harold" non dovrebbe essere Joe R. H. Lansdale?

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  5. @cyb
    ehi, io lho toccato nel 2006 :)
    comunque sì, disponibilizzimo, davvero
    sembrava davvero felice di fare la foto tipo autoscatto col cellulare :)

    @ratto
    cazzo è vero!
    correggo subito. grazie!

    @daniele
    e che cazzo aspetti a leggere gli altri!?
    ah già... il proseguimento dell'articolo... giusto, giusto...

    @piscu
    L'ho pensato anche io, ma si vede che forse lui lo intende tutto attaccato: Richardharold :)))

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  6. @Gelo: ho una marea di libri da leggere, che neanche immagini... damme tempo :P

    E sì, aspetto comunque anche gli altri 3.

    Io l'ho toccato a ottobre scorso a Roma.

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  7. Cioè tu mi metti la foto di un "bocca di cotone" che dopo "la vipera della morte" è il mio serpente preferito, prima di cobra, mamba e compagnia bella?

    Be' comunque Lansdale è l'autore che più ho letto e acquistato negli ultimi anni e trovarne qualcuno che mi abbia deluso e dura. Appena ieri sera mi sono riletto un racconto di Maneggiare con cura: I treni che non abbiamo preso:-))

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  8. Ma solo a me quella cosa delle arti marziali fa tanto adolescente anni '80... cioè: "ti faccio la mossa che se lui prova ad attaccarti allora fai così e gli rompi il collo, ah ah!" e poi si menano per finta?

    E perché avete tutti un blog nuovo fichissimo tranne me? E che cacchio stavi a fa sotto la pioggia in mezzo alle onde, cioè scusa non è troppo normale come cosa... ^^

    Simone

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  9. @ferru
    ecchecavolo vuoi che ci capisco io di serpenti! sta in texas no? e quindi va bene :D

    @simone
    tu, ma a questo punto ci si può scommettere sopra, non sei mai stato coivolto in una rissa eh?
    ma non lì a guardare, dico di quelli coi denti rotti e il sangue dal naso e dagli occhi, quelle.
    Ecco... non le fanno gli adolescenti. no no :))

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  10. Eccolo, l'articolo su Big Joe! :D

    L'hai descritto benissimo con quella frase "con dentro le parole negro, cazzo, cadaveri e indimenticabile" :)

    Se penso che ho rischiato di non leggere mai i suoi libri... i primi due che ho letto non mi sono piaciuti assolutamente, lo avevo depennato.
    Poi a causa di un'influenza mi sono trovata a comperare libri alla cassa del supermercato, dove la scelta era ben poca, e mi è capitato fra le mani "Echi perduti"... quello e "La sottile linea scura" sono forse il miglior Lansdale (a mio sindacabilissimo giudizio).
    Da allora non l'ho mollato più; anzi è lui che non ha mollato me.

    Le persone che amano i libri non dovrebbero assolutamente privarsi di uno o due Lansdale (o dieci o venti).

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  11. @Michela
    ah ah ti aspettavo :)
    Comunque echi perduti non è granchè e mi ha consoloto molto sentire che lo diceva anche Joe, spiegando che l'edizione uscita per la traduzione italiana, in anticipo di un anno sugli USA, era molto diversa perché lui poi ha tagliato e modificato parecchio. Praticamente abbiamo avuto il libro prima, ma più brutto. :)
    la sottile linea scura è tra i più belli, davvero, al pari di in fondo alla palude

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