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"Dimmi chi sei, Marlowe" di Frank Spada***

Lui, Frank, a quest'ora sarà già incazzato con me.
Lo so.
E non ho scritto nemmeno tre righe!
Ma sono le stelline... o meglio, gli asterischi. Quei tre asterischi lassù che dovevano essere quattro e magari sono tre e mezzo, sì, ma potevo anche dire quattro perché Frank Spada è prima di tutto un amico, e poi uno scrittore, ma invece no.
Anzi, forse proprio per questo, non c'è quella quarta stellina. Vaga per le pagine del libro che sta - ne sono certo - riscrivendo, e che sarà la terza puntata di Marlowe.
E proprio perché non sono capace, ora che questo blog dall'apparenza cazzona è diventato, in realtà, più serio, rispetto ai giudizi (se non altro perché, rispetto al tempo in cui lo aprii, sono passate, attraverso me, migliaia di pagine, lette e corrette), dicevo, non sono capace di mentire o fare le marchette. Di sbagliare sì, quello sempre, e di cambiare idea anche, quello ancora di più, ma dirvi che il nuovo lavoro di Frank ha quattro asterischi, mentre ne ha tre e mezzo, no.
Ecco, già lo sento che mi smozzica una maledizione (o una malaedizione) tra i denti: "gelo... gelo..." mi dirà scuotendo il capo...
"Ma vedrai il terzo, se non ti farò cambiare idea!" concluderà.
E io lo aspetto, a darmi quell'asterisco da aggiungere, assieme alle pagine del terzo Marlowe.
Ma intanto parliamo di questo "Dimmi chi sei, Marlowe - cinque sensi e un anima".

Prima risposta a una domanda che ancora non avete fatto: 
Sì, questo secondo romanzo, che ha per protagonista il chandleriano Marlowe, è meglio del precedente "Marlowe ti amo". Meglio per motivi di storia, perché in ogni caso, girata l'ultima pagina, quasi assenti sono i dubbi che vengono lasciati al lettore, minori sono gli spazi in cui gli viene lasciato troppo poco, per poter capire o intuire. Meglio perché, lo si cattura subito, il lettore, lo si cattura dalle prime dieci pagine, dando più spazio subito a una vicenda che porterà abbastanza presto al primo omicidio. Meglio perché anche la scrittura, a parte un paio di quisquiglie che nemmeno ricordo, è più sciolta, e più veloce, direi.
E allora cosa gli manca? Parere mio, ma ovvio, se è mio è solo mio, in questo Marlowe c'è meno poesia, meno di quell'uso jazzistico della lingua italiana che incantava nel precedente. Il farsi largo della storia è andato un po' a mangiarsi quel uso sghembo del dire le cose in modo poetico, quella prima persona così contorta, ma sognante, del protagonista, che è impegnato sì, a bere-guidare-fumare, ma che a tratti, aggiunge a questa terna solo l'indagare, tralasciando un po' il poetare.
Poi certo. quel modo di scrivere strano, con confonde senza essere confuso, lo si ritrova, questo sì, ma ho come l'impressione che sia, in qualche frangente, meno spontaneo e più friendly. Insomma, io sono uno di quei lettori che "se mi piace e suona bene, ma non capisco", mi piace lo stesso, invece che no.

Ah, ma mi sono accorto che io vi parlo di Marlowe come se voi tutti, là fuori, lo conosceste, e magari non è così. Beh... potrei dirvi di cliccare qui e leggervi la quarta di copertina, oppure, se volete sapere un po' chi è l'autore, potreste leggervi alcuni dei suoi racconti, oppure, addirittura, il primo capitolo del precedente Marlowe, sul suo sito, oppure ancora commentare nel suo blog, il cannocchiale a rovescio.
Ma io so che siete pigri, lo so.
E allora vediamo... faccio da selezionatore...
Ecco, per esempio vi farei leggere "Giorno dopo giorno", ma ho visto che il sito dello Scrigno è in manutenzione. beh... potreste ripiegare sul sibillino "Il panno rosso" pubblicato sul blog di Ettore Bianciardi, oppure, perché no, questi mini racconti da 3-4 righe, che si sa che io sono quello dei Corti e non mi posso certo smentire.

Bene. Ora che ne sapete di più, su Frank, vi posso dire di più, ma poco, su questa avventura del detective Marlowe, che in una Los Angeles (ma siamo sicuri che sia Los Angeles? O è una città di provincia del nord est) al ritorno dal Messico, si trova ingaggiato da Conchita, sorella gemella di Miranda, infermiera con cui aveva intavolato un storia di miele durante la sua vacanza forzata a farsi togliere i calcoli, per scoprire appunto, chi ha pensato bene di farla a pezzi, questa passerona messicana, con un prezioso gioiello agganciato all'ombelico. E così, mentre appunto, come si conviene a un detective borderline come Marlowe, beve e fuma, fuma e beve, lui intreccia fili per sciogliere fili.
Già, perché è così che Marlowe indaga: tuffandosi nella ragnatela di conoscenze, di favori chiesti e dati, di rabbia verso i delinquenti ma tolleranze se qualche piccolo strappo alla legge lo fa lui. E indagando ecco spuntare personaggi che... siamo proprio sicuri che siano di L.A.? O anche questi sono forse più vicini? 
Fatto sta che spuntano intrighi e acque sporche, e stavolta, anche se Marlowe non vi finisce dentro, ma le rimesta soltanto, ecco che le cose si complicano di più, arrivando persino a un pizzico di... fantastico, sì, avete capito bene; anche se noi le chiameremo coincidenze.

Tutto bene, quindi, nella trama? Sì, stavolta sì, decisamente. Tranne forse una cosuccia, che forse non ho capito bene io, e rileggerò, ma che alla prima lettura mi è parsa strana. John Atta, che prima è pacifico e beato a mangiar pasticcini e poi, improvvisamente, prende Marlowe e lo porta, agitatissimo, sulla terrazza del suo appartamento a vedere ciò che scoprirete leggendo. La domanda che mi son fatto è: perché questo  cambiamento di stato, in Atta? Se sapeva già, perché non ci è andato prima, sul terrazzo, così di corsa. Sembrava che fosse lì ad aspettare Marlowe... oppure... a questo punto... ma sì, mi sa che fa parte delle coincidenze di cui sopra e il tarantolato John... fa parte del disegno degli indiani sepolti. 
Bene, dai, mi sono chiarito il dubbio da solo. 
Non mi resta da dirvi che se avete letto il primo Marlowe e vi è piaciuto, beh, vi piacerà anche questo, come è piaciuto a me.
Se volete farci un pensierino, a conoscere Frank, allora vi consiglio di cominciare dal primo, ma non perché siano storia collegate (qualche filo, ma sono abbellimenti, e non vincoli) bensì perché così vi pare di conoscerlo, questo ubriacone con le mani in pasta e il cervello fino, funambolo del rischio.
E se ancora non vi ho convinto... beh, Conchita e Miranda hanno le tette grosse! :)

7 commenti:

  1. La vuoi smettere di aggiornare il blog quando ho poco più di due ore per consegnare un saggio, e per leggerti e commentarti il tempo mi si assottiglia???

    Comunque io Marlowe 1 l'ho letto, come sai, e mi è piaciuto!

    Mi piace!
    ^_^

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  2. Ti piace questo elemento! ahahah
    ma confessa che non l'hai capito del tutto marlowe uno, confessa! che poi arriva frank e ti mastica le orecchie o oppure ti regala un piercing in finto smeraldo per l'ombelico... (ma questa la capiscono quelli che hanno letto marlowe due) :)

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  3. Mi piace questo elemento!
    (parlo di Marlowe mica di te ahaahah).

    Va bene, mi hai convinta, me lo leggerò Marlowe 2! Ma piercing nell'ombelico non me ne metto io, che neanche i buchi nelle orecchie ho!
    Te l'avevo già detto che non l'ho capito del tutto il primo, ma è bello uguale!

    E visto che continui a rubbbarmi il mio tempo, almeno renditi utile e consigliami! (ora ti mando un sms con il consiglio che mi devi dare. Tiè!).

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  4. Recensione asteriscata quanto basta a meritarti un caffé + una pasta ;)

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  5. cioè... vuoi avvelenarmi eh...
    :)

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  6. I serpentelli si schiacciano, gelatin gelato!

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    1. chi si crede dio, in effetti, la penserebbe così :D

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