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FUN COOL! - 5^ edizioneI RACCONTI IN GARA

Qui di seguito il solito splendido post, aggiornato appena io poss, con tutti i racconti in gara, in ordine d'arrivo:

N° 1
Interpretazioni

La donna batteva i pugni contro la porta urlando "Mi apra, mi apra", perciò lui la accontentò e la aprì.

di CMT

N° 2
Calma a venire

Ci conoscemmo all’uscita della trattoria, tu fumavi, io no e subito capimmo di piacerci, tanto che decidemmo d’incontrarci il giorno successivo, anche se qualche cosa andò storto, dato che tu mi mettesti subito il broncio dicendomi “sei venuto solo a prendermi” ed io non potei così nascondere il mio problema di orgasmo più che precoce.


N° 3
Equilibrio

Il masochista seriale strisciava sul pavimento lurido della sala di tortura, facendosi strada tra chiazze di liquami e puzzolenti tracce organiche, fino a raggiungere gli stivali borchiati del sadico di turno quel lunedì; picchiami, sussurrava, picchiami, chiedeva, picchiami, implorava; il sadico rise e se ne andò via.


N° 4
Alba

M'oscuro di riflesso.

N° 5
Lo scherzo del destino

Fu così che il Papa firmò la confessione; i demoni Asura lo spinsero a forza in una stanza attigua dove lo aspettava un ciccione enorme, seminudo e con la pelle dorata, seduto in terra con le gambe incrociate, le mani sulle ginocchia, gli occhi socchiusi e la bocca tronfia di una smorfia di sarcasmo e soddisfazione, dalla quale sortirono le perentorie parole: "Ora sono cazzi tuoi!".

N° 6
Gratta e vinci

Grattò il biglietto e perse, quindi chiamò il suo avvocato.
di Marco Crescizz

N° 7
Dedicato

Rivedo gli ultimi due anni, spesi per arrivare qui e dare un senso alla mia vita da fallito, mentre tengo la portiera aperta a questo nano arrogante e penso alla chiavetta d’accensione collegata all’ordigno nel cofano: vi dedico il mio suicidio.

N° 8
Breaking News

Domani finirà il mondo; il nostro più grande rammarico sarà quello di non poter essere, come sempre, i primi a documentare il fatto appena accaduto.

N° 9
Io spero che mi reincarno
Sapevo che l'esibizione sarebbe stata rischiosa, e che avrei potuto lasciarci la pelle, ma non credevo che il coperchio della bara potesse essere così maledettamente pesante, né che avrei consumato tutto l'ossigeno così in fretta: per fortuna, credo ciecamente nella reincarnazione, coff!

N° 10
Quel che dio fa per noi
Giovedì, gnocchi.

N° 11
The New Master
Sotto il tiro delle loro armi, trascorse tre ore in piedi come tutti gli altri prigionieri, finché lo stimolo si fece troppo forte e non riuscì più a resistere; abbassò la cerniera della patina allora, afferrò il coso e fece pipì contro il muro di cinta che li teneva racchiusi: bastò a salvarlo, gli alieni non avevano mai visto fare da nessuno una cosa simile, lo credettero una specie di dio e si prostrarono in ginocchio ad adorarlo.

N° 12
Ordinaria depressione

Sono stanco, tutto il giorno a cercar di dare un senso alla vita, a trovar la forza per sopportare chi mi sta accanto, a resistere alla voglia di non combattere; spero che il sonno mi distragga.
di gaz

N° 13
Scontro finale

Noi, fieri guerrieri di una delle due razze superstiti sul pianeta, guardavamo con disgusto il drappello di quegli esseri mostruosi della specie avversaria, con la quale ci contendevamo da secoli il diritto di passare dal sottosuolo alla terraferma, avanzare prudenti nell’oscurità e sapendo che potevano scorgere solo la prima fila delle nostre truppe e che se loro erano meglio armati, noi eravamo molti, molti di più, ci lanciammo su quegli uomini squarciando il buio e godendo nel sentirli urlare: “È finita, sono troppi, troppi, quei maledetti topi!”

N° 14
Felici e contenti

Lui la vide, lei lo vide, si innamorarono, si sposarono e lei visse felice e contenta, con i soldi ottenuti dal divorzio.
di Valentina Giacobazzi

N° 15
Svanita

Mentre passava in rassegna tutti i vestiti del suo armadio venne attratta da uno scialle di pelo grigio, lo prese e se lo mise sulla pelle diafana: "toh questo sì che fa al caso mio"; peccato che lui non fosse d'accordo, le si avvinghiò come una serpe e le piantò gli artigli sul collo, solo a quel punto lei si rese conto che le pellicce di gatto non facevano al caso suo.

N° 16
Sala d'attesa

Aspettai per un'ora che lo stronzo uscisse, ma niente... così mi tirai su i calzoni e uscii dal cesso.
di Kandido Burenson
N° 17
Strategie frangirumore non convenzionali
Non capisco l'espressione sgomenta del poliziotto, mentre si accascia: credeva, forse, avessi sparato al motociclista che alle due di notte rumoreggiava al semaforo, come alla partenza di un gran premio, e al netturbino col suo assordante meccanismo per svuotare i cassonetti, perché poi arrivasse lui, il piedipiatti pieno di sè, con le sirene spiegate a svegliare la mia piccolina, che quando non dorme mi perfora il cervello con urla stridule?
N° 18
Ritorno alla realtà
Chiuse delicatamente il libro; illuminato, si accorse d'aver fatto ritorno a casa dopo una entusiasmante avventura.
N° 19
Red Hairy Day
O cognòs une siorute di Buri che e sparagne chei cuatri carantans de piruchiere: nie tinture, dome spritz cul aperol!
[Trad. Conosco una signora di Buttrio che risparmia quattro soldi dalla parrucchiera: nienta tinta, solo spritz con Aperol!]
di Mary Bloody

N° 20
La difesa di Lorena
Detto fra noi, Vostro Onore, le posso assicurare che non ho eliminato nulla di essenziale, e sono anche sicura di essere rimasta ben al di sotto della soglia del 15%.
di Marco


N° 21
Genesi

Si alzò e si avviò verso il mondo lasciando dietro di lei un uomo con una costola in meno: il quale, come al solito, dormiva.

N° 22
In cartoleria
Entrò nel negozio di Myra aspettando il momento buono in cui non c'erano clienti, quindi estrasse il ferro e con un colpo uscì dalla sua vita.

N° 23
Segui il coniglio bianco
Alice inseguiva il coniglio, che non si lasciava raggiungere; era importante che la bambina "credesse" di doverlo seguire per il bene di Sottomondo, che non vedesse il gigantesco grill che il Cappellaio Matto stava approntando in gran segreto per lei, per la sua carne profumata.

N° 24
Indignazione

"ChecossamihaicombinatoErminia" strillò il professor Perelli quando vide che sua moglie si era impiccata usando le sue prime edizioni come sgabello (e che le aveva scalciate dappertutto nella stanza).
di Mina

N° 25
Il giuramento

L'uomo gridò "Te lo giuro, amore, potessi morire adesso...", poi un tonfo e le labbra della donna si distesero in un sorriso.
di Alessanto

N° 26
Troppo buio per vedere

Crash... thump... gnic, gnic, gnic, gnic, gnic, gnic, gniiiic... clic, bang!

N° 27
Pene d'amore di Narciso

"M'amai mai?"

N° 28
Periferie

Era un quartiere violento, in mano a bande organizzate: una fila di vecchie palazzine grigie, abbandonate, dove anche il cemento era armato.
di g vanderban

N° 29
Il Libro

Lorenzo si avvicinò alla libreria, prese il preziosissimo volume rilegato in pelle e lo aprì trovando finalmente il motivo per cui aveva ucciso tutte quelle persone.

N° 30
Il Grande Ingannatore

Lui ha giudicato i vivi e i morti, io sono riuscito nell'intento e siedo alla sua destra: adesso porterò a termine la vendetta, e il mio Regno non avrà fine.

N° 31
Il libro delle Facce
All'inizio era una semplice curiosità, cercare il compagno di liceo che ora vive a Shang Hai, le mie ex, ma poi giorno dopo giorno, mentre commentavo foto, condividevo link, questo dannato Facebook mi ha schiavizzato, tutto il mio tempo libero, nottate intere, buttate davanti al monitor senza scopo, ti succhia l'anima, talvolta hai la sensazione che senza avere un account qui per il resto del mondo non esisti veramente, e ormai per tanti che conosco è divenuta una droga, si lamentano dicendo "dovrei cancellarmi ma non ce la faccio, ne ho bisogno", che sciocchezza, quando invece disattivarsi è cosa da nulla, bastano un paio di click del mouse, ecco fatto, questo mio sbiadito simulacro non esiste più, e ora fuori da questa casa è ora di tornare nel mondo reale, di ricominciare a vi...

N° 32
La donna del destino
Quando la incontrai la prima volta mi disse che doveva farmela pagare per qualcosa che le avevo combinato in una vita precedente e fu in quel momento che decisi di sposarla...
di Nicola Parisi 

N° 33
San Lorenzo
La bacio e esprimo il desiderio di rimanere felici così, per tutta la vita; poi guardo di nuovo il cielo e la stella cadente è ancora lì, sempre più grande e vicina.

N° 34
Vita
Salì le scale, illuminate da una luce fioca, sbiadita, quel tipo di bagliore stanco che faceva pensare al rimpianto delle cose disavute; oltre quella porta, i rumori familiari di un televisore tenuto acceso per fare compagnia, di stoviglie lavate, di passi ben misurati; un sospiro, oltre l'uscio, appena percettibile, come l'ultima fiammata di una falena che muore sopra una lapide; infilò la chiave nella toppa, con ancora nelle orecchie le risate degli amici giù al bar, il ricordo amaro di vecchie gioventù, entrò, e sentì subito quell'odore di casa, di tappezzeria e di minestra acida; salutò la donna che per trent'anni non aveva mai amato, si sedette sulla poltrona, la vita gli stava finendo, C'è Posta per Te stava cominciando.

N° 35
Il romanzo della mia vita finì a pagina 4

Mal di testa ricorrenti e lancinanti per i troppi colpi ricevuti e le delusioni da parte di chi ti dovrebbe stare vicino, ma lo fa solo a parole, e la noia di vivere in un acquario troppo piccolo col peso del mondo sulle spalle, e attorno sempre le stesse facce di cazzo ipocrite e sbarbate, sempre; provò a bere come un forsennato per alleviare i dolori ma non andò molto oltre delle fitte al fegato -ché ad ammazzarti così ci metti troppi anni- e poi alla fine anche scrivere del suo male era patetico, poiché, in definitiva, non gliene fotteva nulla a nessuno giacché tutti hanno il proprio carretto di merda da spingere, e lui continuava a vedersi come in quelle camere di sicurezza con le pareti imbottite, con una fottuta camicia di forza addosso, ma non era sicuro fosse esattamente una metafora; decise che la svolta andava raggiunta ad ogni costo e quel giorno si alzò prima del solito quando ancora l'alba non era nell'aria e subito fu sul terrazzo con una granata in bocca; salutò il mondo con uno sguardo, mugugnando un sincero “vaffanculo” al sole che sorgeva.

N° 36
Miracolo

"Spinga signora!" incitava l'uomo vestito di bianco, "spinga che ci siamo quasi, respiri e spinga più forte che può!", e così la signora Dora, settantaquattro anni, compì il miracolo: strinse i denti, cacciò un urlo terribile e spinse con tutta la forza che aveva in corpo fino a che il vecchio furgoncino del gelataio non ripartì e la lasciò in mezzo alla strada sudata, ansimante e con un principio d'infarto.

N° 37
Ed dubio de Capucceto Rosso (revisionismo venessiàn)
Quando Capuceto Rosso entrò nela camera da letto de so’ povera nonna e vide che dale lensuola sbucava una musana da satanasso co’ la barbeta e do occi da matto, posò per tera el cestin dela merenda e disse: “Ciò, ti xe el Lupo Cativo truccà da vecia nonna, o Ignassio La Russa vestìo da puttanassa?”.
di Fiorella Borin


N° 38
Obiettivi

Nella vita bisogna avere degli obiettivi, si disse, poi accostò l'occhio al mirino e sorrise: era proprio tagliato per fare il sicario.

N° 39
Ulisse
"Nessuno può mettermelo nel culo", urlò Polifemo, brandendo un enorme tronco d'albero.
di Alessandro C.

N° 40
La Profezia

Aveva fatto giustiziare o scacciare dal regno tutti coloro che scrivevano correttamente e che conoscevano la differenza tra le virgolette alte e quelle basse, tra il trattino lungo e quello breve, tra il punto interrogativo e l’esclamativo, e in breve l’uso sella punteggiatura nel reame si era ridotto a un uso indiscriminato e sovrabbondante di virgole,

Era salvo, La profezia non si sarebbe mai avverata e avrebbe regnato per l’eternità,

Ma un giorno la ribellione trovò la sua guida in un giovane che aveva studiato le lettere all’estero, e che, tra l’altro, era in grado di distinguere un accento acuto da uno grave,

,È la tua fine, disse irrompendo con gli altri congiurati nella sala del trono, e il tiranno sapeva che era vero, la sua storia stava davvero per concludersi,

,Pietà, invocò, ma fu inutile,

Il giovane intinse la penna nel calamaio, e dopo tanti anni finalmente nel regno una pagina bianca vide un punto fermo.
di Michele Bollettieri

N° 41
Chiamata d'emergenza

Era coperto di sangue, ma non ebbe difficoltà nel riconoscere nell'uomo riverso sul tavolo operatorio dopo un incidente d'auto l'amante di sua moglie; e quando lui, il grande primario, domandò il bisturi sorridendo cattivo dietro la maschera che gli copriva metà del volto, la sua voce apparve agli altri del tutto normale.
di Beppe Stirazzi

N° 42
Vecjo
Une volte o jeri zovin, cumò o soi vecjo, ma, stant che o soi un furlan, o varès di dî che o soi vieli.
[trad. Un tempo ero giovane, ora sono vecjo, ma, essendo un friulano, dovrei dire che sono vieli.
ndt: in lingua friulana "vieli" è l'espressione corretta, ma caduta in disuso, per tradurre "vecchio", ormai sostituita dall'espressione parlata "vecjo"]

N° 43
Sprechi

Da quasi vent’anni, ogni fine settimana, dopo le pantagrueliche cene coi suoi amici ricconi, Gualtiero lanciava giù dalla finestra della villa all’Elba vassoi e vassoi di pietanze avanzate – roba buona, roba elaborata; i gabbiani si scagliavano come dardi argentei verso le cibarie, starnazzavano, mandavano giù le prelibatezze gonfiandosi nel collo e poi si sgolavano come per ringraziarlo, finché, una notte, anche i gabbiani cominciarono a lasciar cadere sul davanzale di Gualtiero prelibatezze provenienti dal mare – roba buona, roba elaborata, roba con troppi occhi e bocche tremende, roba capace di parlare, respirare fuori dall’acqua e mordere; la mattina dopo, quando Gualtiero vide le cose mollicce, spiraliformi, che premevano contro i vetri fissandolo con facce ottuse, capì che sua madre aveva ragione a dirgli che sprecare il cibo è peccato mortale.

N° 44
A ognuno il suo menù

Mentre il vascello veniva trascinato nell’acqua bianca, agitata e spumosa, avvolto nell’abbraccio rabbioso del calamaro gigante, il capitano Achille Gorgoglio, con la faccia mitragliata dai getti salmastri e la bocca permeata dal sapore deciso del fritto misto, malediceva la decisione di festeggiare il suo compleanno con un pasto diverso dalla solita carne secca e gallette.

N° 45
Epitaffio

Un giorno, quando sarò morto, sulla mia lapide ci sarà scritto: con un punto pose fine a esistenze lunghe una sola frase.
N° 46
Riflessa allo specchio

Nello specchio di una vetrina vedo una ragazza grassa, brutta, infelice, deve dimagrire, passa un anno e riflessa al medesimo specchio c'è l'immagine di una ragazza molto bella, magra, felice, ma malata: ora quella piccola donna sembra una bambina, è stesa in un letto bianco e sta morendo... maledetta anoressia!
di Monica Baiardi

N° 47
Manutenzione

Per pulire più in fretta i bracci, se li rimosse entrambi: ops.

N° 48
Relatività

Nell’esatto momento in cui il portone d’ingresso si chiuse dietro le sue spalle ormai ricurve e fiaccate dall’età, il signor Escher (M.C. per gli amici) si stramaledì, per l’ennesima volta, di non aver fatto installare l’ascensore nel suo condominio.

N° 49
Sogni di madre

Eloisa non era mai stata un drago in matematica ma se quegli altri due marmocchi le avevano fruttato sui trecentomila, allora voleva dire che l’ultimo figlio, quel fagotto insanguinato che da dieci minuti stava cullando tra le braccia mentre si esibiva nel suo migliore pianto isterico, inginocchiata sulla strada a fianco delle strisce pedonali, valeva la bellezza di centocinquantamila euro, centesimo più, centesimo meno, a seconda dell’avvocato che le avrebbero messo a disposizione: con quella cifra avrebbe potuto comprarsi un monolocale in periferia, oppure uno di quei macchinoni elaborati che tanto piacevano a Dimitri, o una barca per girare il mondo come aveva sempre sognato da bambina; o forse – realizzò, con una punta di amarezza – si sarebbero sciolti in una pozza di alcool e in un groviglio di lacci emostatici, così come tutti gli altri.
di Paolo Azzarello

N° 50
Leone X vs Attila

Quell'uomo canuto e fragile che riteneva di sedere indegnamente sul seggio di San Pietro, improvvisamente s'illuminò di pura gioia e speranza, e della certezza d'essersi infine guadagnato il Paradiso: non poteva credere di aver fermato quel feroce invasore barbaro e pagano con la semplice forza della Croce ma quando lo vide disteso a terra, con un enorme livido bluastro in fronte capì che, in effetti, l'azione di contenimento era perfettamente riuscita.
di Linda P.

N° 51
Kharma
I coniugi Curwen, consultatisi col noto neurolinguista italiano F. F., sottovalutarono completamente quel vago accento arcaico che il loro figliolo aveva acquisito nello Wiltshire, in viaggio studio, nonchè la perfetta padronanza dei dialetti africani coi quali si dirigeva ai domestici, perciò non chiesero un secondo parere ad altri specialisti, e quando cominciarono le imprecazioni in aramaico e in altre lingue morte era ormai troppo tardi: cose cominciarono a sussurrare nel buio.
di X

N° 52
Decadenza

L'ultima stilla d'anima le rigò il volto, viaggiando tra la ragnatela di solchi lasciati dagli anni, mentre votava all'eterno riposo del suo decomposto amore una singola rosa rossa.

N° 53
Rinascita

Quando uscì da tutto quel buio era bagnato da capo a piedi e piangeva per lo sforzo e lo stress, poi qualcuno lo schiaffeggiò, senza che lui ne comprendesse il motivo, ma infine una bella donna le offrì il proprio seno e tutto divenne rosa.
di Daniele

N° 54
Destino

Dopo trent'anni di matrimonio trascorsi in muta sottomissione m'ero deciso ad alzare la testa: la mia improvvisa replica le avrebbe mostrato che non ero un fallito, ma quando lei inaspettatamente mi domandò "sentiamo che hai da dire, coglione!" compresi con orrore l'ineluttabilità del mio destino.
di Gioppi

N° 55
Non ora

Quando, durante il party natalizio aziendale, il dott. Pedrelli aveva comunicato ufficialmente a Luigi Morosi la sua tanto attesa promozione e il trasferimento nella sede di New York, nessuno si era spiegato il motivo di quel “Nooooooo” urlato a squarciagola e di quella fuga talmente improvvisa da lasciare di stucco anche la signora Morosi, col bicchiere di champagne in mano già pronto per il brindisi; tutti allora nella sala si erano riuniti in capannelli a commentare l’accaduto, più o meno benevolmente, e solo la bionda giovane segretaria di Morosi, assunta da poche settimane, si era avvicinata in silenzio al buffet e poi si era seduta in disparte a succhiare un’oliva e a finire il suo champagne, guardandosi in giro con simulata distrazione e tirandosi giù nervosamente la minigonna dorata a coprire almeno un po’ le lunghe, meravigliose, gambe abbronzate.
di Selene B.

N°56
Addio alla luna 
Torno a galla per un’ultima boccata d’aria e per dire addio alla luna, proprio come la donna che amavo l’aveva detto a me; poi due delfini, tirandomi per un piede, mi coinvolgono nei loro volteggi verso un fondale buio, freddo, lontano dalla luna, ma anche dall’amaro.
di Gianluca Della Monica

N° 57
Dilatazione temporale

Baciai disperatamente le sue labbra quasi prive di vita con una velocità prossima a quella della luce, e mentre i nostri corpi si dissolvevano sotto forma di una nube effimera e incandescente, quell'attimo, per noi, divenne eterno.
di Ross 
N° 58
Potevo rimanermene a casa...

Mentre mi lascio cadere semisvenuto e ansimante a terra, con un ghigno penso che ho seminato il tirannosauro; peccato che il bastardo si sia ingoiato la TimeMachine4000 da polso, usando il mio braccio come dessert!
di Queen

N° 59
Ottobre

Mi onoro di conoscere un divoratore di libri che dopodomani, o martedì al max, zucchererà in anticipo i suoi occhi appiccicandoli a uno schermo e a metà mese incontrerà uno sconosciuto accompagnato da un compare e da due Candy Apples: costringeranno chi mangia pagine su pagine a deglutirle piano, rinnovando necessariamente il fare per scoprire se il giallo spiega e invece il noir s'interroga, se il che è il come o viceversa e infine stabilire se il chi è di un sequel - questa volta non si ammetteranno indecisioni per via del tomo pesantissimo di un irlandese triestino che sarà lasciato in mano al recensore per farlo camminare lungo l'arco che va da un solo sorgere del sole al suo tramonto e imprecare a piè sospinto per gran parte dell'estate - verrà asteriscato (puah alla forma priva di sostanza) quattro volte o poco meno, o amichevolmente mandato a funcool senza dargli in premio un libro che non vuole.

N° 60
L'appicicatutto

Dino capì che non avrebbe dovuto usare la nuova colla senza indossare i guanti in dotazione appena staccò le dita dal vaso e notò la carne, fusa alla ceramica eppure legata ai polpastrelli da cinque spaghetti rosei, ma per lo spavento batté contro il muro e al distacco sentì le scapole alate crescere a dismisura: ormai desiderava buttarsi dalla finestra però immagino fosse inutile, tra l'altro odiava il bungee jumping.
di Gianluca Giannattasio
N° 61
Destino

L'ambulanza partì ululando; una scarpina, misura 27, giaceva insanguinata per terra.
di Auramaga

N° 62
Coerenza

Detestava che i suoi nemici si rialzassero, quindi, dopo averli stesi, amputava loro i piedi.
di Ranz

N° 63
Dente

Quando il chirurgo trovò il dente nella pancia del paziente, pensò che si fosse staccato dalla bocca per via di quella strana e misteriosa malattia e poi fosse stato inghiottito per errore, ma si sbagliava: era il primo segno della mutazione che avrebbe formato venti bocche complete tutto intorno al torso, quelle che alla fine mangiarono il dottore stesso, gli infermieri e altre trentanove persone.
N° 64
AAA cercasi clown
Richiesta massima serietà.

N° 65
Ad armi pari

"Ora tocca a me" disse Golia sradicando una casa e ponendola nella sua frombola.
di Andrea Viscusi

N° 66
Notturno

Si insinuò tra le radici delle mangrovie in silenzio, sentendo la morsa gelida dell’acqua chiudersi intorno al suo corpo, mentre una pallida luna segnava con la sua luce il volo delle lucciole, degli uccelli e di tutte le altre creature della notte in fuga dal grande incendio che lei stessa aveva appiccato nella foresta poco prima; restò immobile nell’acqua, aggrappata a quell’intrico di rami che la nascondeva, ascoltando lo scoppiettio rassicurante del fuoco, e si augurò con tutto il cuore che la creatura nascosta tra quegli alberi, qualunque cosa fosse, venisse arsa viva dalle fiamme.
di Black Dhalia

N° 67
La spirale di ritorno

Sognando il mondo, ho creato il sole le maree la lava i poeti; ma dev'esserci un altro universo, fuori, se non sono altro che il sogno di un poeta.
di Andrea Piras

N° 68
Documentario fotografico
La leonessa attaccò la preda, Mario fece appena in tempo a scattare una foto, le fauci troppo vicine per essere a fuoco.

N° 69
Turno di notte

Arriva alle mie spalle, sussulto; deciso tende le braccia verso di me, gira il giorno e la data del calendario che ho accanto; chiedo se non riesce a riposare e se ha bisogno della terapia, un ghigno: “Giro il giorno, sennò non andate più a casa voi belle!”
di Mimma Curmà

N° 70
Il chiodo

Il fantino non si preoccupò del fatto che il ferro di cavallo non fosse ben saldo allo zoccolo del suo stallone, pensò che in fondo si trattava di un semplice chiodo, ma già dopo pochi metri dall’inizio della corsa saltò anche un altro chiodo e poi un altro ancora, fin quando il ferro di cavallo rotolò ai bordi della pista e non solo il cavallo non giunse al bandierino, come da pronostico unanime, ma si azzoppò e poco dopo fu abbattuto e da quel giorno il fantino divenne l’uomo più pignolo del mondo.
di Annamaria C.

N° 71
Il Gioco Immortale

«Ancora scacco matto» proclamò l'uomo con un sogghigno, scostando lo sguardo dallo schermo, rivolto alla figura incappucciata al bordo del letto che lo fissava con cupo rancore, senza poterlo ghermire - e dire che lo avevano dato per folle, nessuno era mai riuscito a comprendere perché avesse continuato a perfezionare Chessgod, nonostante la malattia, nonostante il programma fosse già da decenni in grado di battere ogni essere umano.

5 commenti:

  1. In effetti mi "ho scordato" il titolo del mio fun cool racconto. Rimedio tosto, anzi moscio: "Io spero che mi reincarno"

    Ludovicus

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  2. e infatti ti lo stavo per chiedertilo :)

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  3. Titul: Red Hair Day

    O cognòs une siorute di Buri che e sparagne chei cuatri carantans de piruchiere: nie tinture, dome spritz cul aperol!

    Mary Bloody

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  4. Pene d'amore di Narciso
    "M'amai mai?"

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