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"I ragni zingari" una pre-view

Già lo sapete quanto io sia restio a usare il blog per la reclame.
E' una cosa che digerisco poco e la faccio soltanto quando ho un buon motivo per.
Nel caso de "I ragni zingari" di Nicola Lombardi, il buon motivo ce l'ho. Il libro, quando non era ancora un libro, ma un manoscritto in corsa per il premio "I Narratori", (che poi vinse, per altro), l'ho già letto.
Questo non significa che io sia in grado di parlarvene già in modo esaustivo, ma a distanza di oltre un anno e qualche mese da quando lo lessi, conservo ancora un buonissimo ricordo di questo lavoro, tanto che dissi, quando ancora non conoscevo la data di pubblicazione, "Oh, avvertitemi quando lo pubblicate che ne parlo bene sul blog, siccome se lo merita." 
Ora il libro è in uscita (20 maggio) e lo potete addirittura ordinare già adesso pagandolo di meno (9euri). 
Ebbene, se siete degli amanti di un certo tipo di fantastico, che si mescola molto sobriamente al mondo reale, restando sul confine del potrebbe ma chissà; se vi piacciono i libri eleganti, con un trama che non cerca eccessi, ma è perfettamente pesata nei suoi momenti per soddisfare il lettore, senza essere mai sbilanciata; se, ancora, vi piacciono i romanzi che attingono alla nostra storia, cercando ai margini dei grandi avvenimenti come una Guerra Mondiale le storie comuni e dipingendoli di colori decisi e fascinosi, beh, insomma, questo è un libro che mira e ottiene questi risultati.
Dicevo, che non posso ancora parlarvene troppo perché io lessi un manoscritto, che aveva ancora qualche piccolissimo peccatuccio, ma che nella sua forma era già, secondo me, molto vicino alla pubblicabilità. Ecco perché lo comprerò, più avanti, non solo per il piacere di rileggerlo, ma anche per quello di rivederne la forma editata, perché si impara sempre qualcosa.

Bene.
Vi ho lasciato con piacere questa preview e ora, siccome so che siete degli inguaribili pigroni, non mi limito a lasciarvi il linquo alla scheda libro, ma vi faccio pure il copia incolla!

9 settembre 1943. Il Maresciallo Badoglio ha firmato l’armistizio e Michele ritorna dal fronte, dall’Albania, portandosi appresso ricordi di morte e una ferita alla tempia. Nella sua vecchia casa in campagna lo aspettano i suoi: la madre, la sorella Adele, l’anziano nonno e lo strano zio Berto. Ma manca Marco, l’adorato fratellino: è sparito da tre giorni, e nessuno sa che fine abbia fatto. E la sua famiglia non è più la stessa (o forse è lui a non riconoscerla più?), stravolta dalla paura. Non soltanto quella di una guerra logorante, tutt’altro che terminata – trasferita anzi contro nemici già in casa. Ai margini del campo visivo, c’è qualcos’altro. 

Come dite? Non siete ancora soddisfatti?
Vabbè, allora vi dirò di più! Questo libro, nel suo crescendo che porta alla comparsa e all'esplosione di questi ragni zingari, ha una scena davvero d'impatto, che tutt'ora ricordo perfettamente. Sì, sì... diciamo che dopo averlo letto farete molta attenzione agli specchi e alle code dei vostri occhi!
Davvero, davvero riuscita... 

E' tutto!
Buona lettura e buon venerdì, amici di blogghe!

P.S.
Il libro può essere letto anche dagli aracnofobici. :)

2 commenti:

  1. L'ho preacquistato leggendo la tua recensione... se non mi piace di mando a fun cool:-)

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  2. scommetto due ceres che ti piacerà!

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