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"Bagheria" di Dacia Maraini***

Lo so... è da una vita che non aggiorno.
E questo probabilmente vi rende tutti felici. 
Ma io sono come un medico... ci tengo al vostro male, e quindi eccomi a rubare tempo dalle tasche del venerdì per potervi rompere il cazzo con due righe su questo libro.
Proprio questa edizione, di cui manco l'immagine della sovracopertina trovo. Una roba vecchissima (1993) di cui ho vaghi ricordi sul fatto che ne avessero parlato bene.
Perché l'ho letta?
Cioè, ho decine e decine di libri che aspettano e che mi stuzzicano e mi sono messo a leggere questo
Boh... le vie dei lettori cazzoni sono infinite e quindi pazientate.

Sarò breve, anche perché non avendo mai letto la Maraini e autori simili a lei ho ben poco da dire, per introdurre il libro. Tenendo conto anche che è un libro molto personale, adatto soprattutto ai suoi lettori fidati, a chi la segue e conosce, e può quindi trovare in quest'opera autobiografica molte chiavi di lettura riguardando il suo essere scrittrice, direi che posso permettermi ancora meno considerazioni.
(anzi, se qualcuno la conosce e sa di qualcosa di suo che sia una storia figa, me lo dica, che non si sa mai)

Riassumo in breve il romanzo.
Dacia racconta la sua infanzia, soprattutto, e il suo rapporto con la famiglia e le sue origini sicule. Bagheria è il luogo che lega ogni capitolo, il soggetto su cui fa scorrere le parole. Dacia è arrivata in sicilia dopo la prigionia giapponese, in piena seconda guerra mondiale. Bagherial l'accoglie e la lega a sè in modo così forte che lei si rifiuterà di scriverne per tutto il resto della sua vita fino a questo romanzo. Prendendo come scusa la visita alla villa di una vecchia zia (di famiglia materna la maraini apparteneva alla nobiltà ricca) l'autrice ci racconte sia di suoni/colori/odori siculi e di come sono cambiati, sia di com'è cambiata lei e di come si è rapportata a suoi familiari. Ci dipinge piccoli affreschi riguardanti padre madre zio cugino nonni e via per altro parentado.
Scrive in modo pulito ed elegante, con un italiano che se lo usate nei temi delle superiori prendete sempre dal 9 in su. 
Tutto bene quindi?
Boh, posso dirvi anche sì, in linea di massimo, però c'è un fatto che ho digerito poco.
Lasciate stare che questo è un tipico libro che "non fa per me". Lo posso apprezzare, certo, ma se fosse durato anche solo 20 pagine oltre le sue 168 mi sarai rotto tutti i chackra.
Il limite che gli ho trovato addosso è stato un altro.
L'essere pettinato.
Difficile spiegarlo se non ricorrendo a qualche metafora musicale.
Avete presente i primi album dei nirvana o dei red hot quando non li cagava nessuno?
Il suono era più o meno lo stesso, l'ars compositiva di poco inferiore, eppure se non arrivavano i rispettivi produttori a pettenargli il disco non sarebbe andati da nessuna parte. 
Poi pettina che ti pettina e la cosa comincia a far cagare, il capelli si consumano e ti trovi un disco come l'ultimo doppio red hot, che è una testa calva che ci puoi giusto giocare a bowling.
Non avete capito un cazz?
Allora uso il libro della Maraini
C'è la sua vecchia zia, che lei va a trovare e si stanno pure sul cazzo. Lei (Dacia) osserva le stanze persa nel fumo dei ricordi, mentre l'altra se ne sta lì a battere il piedino nella sua scarpetta nera e lucida ed entrambe affettano frasi come fossero prosciutto. Ecco... se fosse stata mia nonna invece, avrebbe scatarrato, fatto le puzzette perché le scappavano e sarebbe stata in pantofole perché aveva le vene varicose grosse come il chunnel. E ci sarebbe stata puzza di muffa e di cacca di topo, in una casa come quella. Poi certo, magari sono io che ho avuto una nonna sfigata e ho la casa sempre sporca, ma il senso di "perfettitudine" di ogni pagina di questo libro sa molto di "pettinato", appunto.
Niente spigoli, tutto molto "romanzato". 
Insomma, tenuto conto che di questo libro non mi fregava niente, e che credo a voi freghi ancora di meno, direi che ora ho perso anche troppo tempo e lo posso riporre tra "i libri che non fanno per me".
Vi ho mai parlato dello scaffale dei libri che non fanno per me?
No?
La prossima volta :)
Buon venerdì!

3 commenti:

  1. Anche per me "non fa per me" :-)
    ma è meglio che non evidenzi i motivi, potrei farmi molti nemici

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  2. Non è vero a me piace quando aggiorni il blog!

    W la Sicilia!
    Per il resto il libro e l'autrice non li conosco, e la tua nonna mi fa più simpatia di quella del libro.
    Poi se è quella che ti ha sopportato per i primi sei anni della tua vita, ha tutta la mia comprensione.
    Buon venerdì!
    ^_^
    E vado a farmi una doccia che non sono per nulla pettinata al momento.

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  3. Gelo, non ti facevo così pudico, perché non hai detto che i riccioli glieli pettinava Moravia?

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