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"Lezioni americane" di I. Calvino (3)****

Ormai dovreste saperlo che ho 'sto libro calvinico sul davanzale da mesi.
Mi ci vorrà ancora un bel po', prima di riporslo, ma non mi fa alcun fastidio. Così come non mi dà fastidio rileggerlo, quasi riga per riga, per riparlarne adesso.
Se volete ricordarvi cosa dissi della prima e della seconda lezione cliccate sui linqui, qui invece parliamo della terza lezione per questo millennio: l'esattezza.

Stavolta la lezione si apre subito con una perfetta sintesi di quello che intende Calvino sull'esattezza. Sull'esattezza per lui, ovvio, ma anche per noi.
Dopo aver richiamato l'esattezza degli antichi egizi, che misuravano il peso delle anime con una piuma su una bilancia (piuma che aveva il nome di Maat, dea della bilancia), il buon Italo ci dice i tre aspetti in cui rinchiudere l'esattezza:
  1. un disegno dell'opera ben definito e ben calcolato;
  2. l'evocazione di immagini visuali nitide, incisive, memorabili (ovvero icastiche, termine che potrete spendere con le fighe più disparate e che farà sempre colpo);
  3. un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell'immaginazione.
insomma, basterebbe questo per spiegare, ma il bello viene da lì in poi.
Tanto per cominciare Calvino ci parla delle peste che ha colpito il linguaggio e, di conseguenza, la letteratura. L'approssimazione. L'appiattirsi verso strutture linguistiche banali, piatte, che perdono forza e immediatezza; generiche, anonime, astratte, smussate delle punte espressive. Insomma, se già lui percepiva questo all'epoca in cui scrisse le lezioni, povero, chissà cosa direbbe adesso... No, meglio non pensarci.
L'impatto di TV e PC credo che abbia diffuso questo contagio in modo forse inguaribile.
Calvino comunque se ne frega delle cause, gli interessano gli anticorpi.

E lui, come anticorpo unico individua la letteratura. La letteratura intesa in un certo modo.
Poi fa una cosa strana, per dimostrare la sua tesi su una letteratura esatta.
Prova a difendere il valore contrario.
Usa Leopardi, per farlo.
Leopardi che dice che è bello ciò che è vago (tant'è che vago, in italiano, significa anche grazioso). Sfogliando lo Zibaldone scopriamo come, per il gobbetto dell'infinito, parole come lontano, antico, notte, notturno, profondo, oscuro... siano tutte poeticissime, in quanto, appunto, vaghe. Ed è leggendo un lungo passo leopardico sulla luce e sul buio, e su come la bellezza stia nella descrizione precisa della vaghezza di queste ombre e di questi riflessi, che Calvino trova in Leopardi un testimone a favore dell'esattezza, e non contrario.
Il poeta del vago dev'essere, quindi, il più preciso possibile, per esprimere questo ideale di bellezza.

Poi, a suffragio delle sue tesi, tira fuori prima un tedesco, Rober Musil, e poi un francese, Paul Valery. Del primo, attraverso la voce di Ullrich (l'uomo senza qualità) ci regala l'idea che la lotta per l'esattezza sia effettuata attraverso una serie di soluzione di problemi singoli per avvicinarsi alla soluzione generale (anche se poi è inevitabile la sconfitta).
Di Paul Valery, invece, che io non ho mai letto, ci lascia le parole di Monsieur Teste, che al contrario di Leopardi è un teorica di poesia della precisione, tant'è che fa combattere al suo personaggio la sofferenza fisica attraverso un esercizio geometrico. Non solo questo, ci dice di Valery, ma Calvino ci dice che  è il poeta del secolo scorso che più di tutti ha inteso la poesia come tensione verso l'esattezza. Ci parla soprattutto dei suoi saggi, due in particolare, quello su Baudelaire e quello su Poe (Eureka), che contrappongono l'esattezza all'idea di cosmo e di infinito. Insomma... robe che ci si capisce poco, senza averle lette, e forse poco anche dopo averle lette. :)

Così si torna nel seminato e nell'idea di dettaglio, di dettaglio di dettaglio. Calvino ci dice di essere ossessionato dalle geometrie, dalle serie numeriche, dalle simmetrie, da tutto ciò che è precisione, insomma. Ma mentre circoscrive queste sue geometrie si accorge che la sua attenzione è in tutto quel che sta intorno, in tutto ciò che non ha circoscritto. E così ritorna all'infinito. Non ne esce, da quest'idea. Torna all'infinito di Giordano Bruno, che vede l'infinito come una serie di universi infinito, che però, considerati singolarmente, sono mondi finiti. E poi ci parla di Paolo Zellini e della sua "Breve storia dell'infinito". Di lui ci dice come riesca a rovesciare l'idea di infinito fino a raggiungere un'idea di infinitesimo. Se l'universo si scioglie in un'entropia di disfacimento priva di forme, all'interno di questo irreversibile disordine si possono trovare zone d'ordine, aree di definito, e la letterature, l'opera letteraria, è proprio una di queste zone.

E così ci fa la similitudine del cristallo, che come oggetto di diverse sfaccettature è tale anche per le facce degli autori che hanno trattato questa entropia attraverso l'esattezza delle loro opere letterarie. I nome sono quelli di Valery (Fra), Wallace Stevens (USA), Gottfried Benn (Ger), Pessoa (Por), Ramon Gomez de la Serna (Spa) e Borges (Arg). Un cristallo di autori mondiale, appunto.
E interressantissimo è il suo richiamo scientifico su fiamma e cristallo.
Riporto il pezzo: "i modelli per il processo di formazione degli esseri viventi sono, da un lato il cristallo (immagine di invarianza e di regolarità di strutture specifiche) dall'altro la fiamma (immagine di costanza d'una forma globale esteriore, malgrado l'incessante agitazione interna)."
Bello vero?
Sì, decisamente.
E così se lui, Italo, è un cavaliere del cristallo, non dimentica che ci sia anche l'esercito di quelli della fiamma, così come invita quelli dell'esercito opposto a tenere conto delle sue ragioni.
E voi che scrittori siete? Fiamma o Cristallo?

E chiudo con la conclusione finale di Calvino, anche se poi, in altre tre pagine, egli ci parla di Ponge e di Leonardo da Vinci. Cose interessantissime, ma che spiegano meglio quello che lui ha raggiunto nella sua ricerca di esattezza. La conclusione ce la riporta dopo averci raccontato di una pagina de "Le città invisibili" il libro dove ha detto più cose. Marco Polo spiega a Kublai Khan cosa si possa vedere in un tassello di legno di una scacchiera. Dal momento in cui Calvino ha scritto quella pagina la sua ricerca sull'esattezza si suddivide in due direzioni: "da una parte la riduzione degli avvenimenti contingenti a schemi astratti con cui si possano compiere operazioni e dimostrare teoremi; dall'altra parte lo sforzo delle parole per rendere conto con la maggior precisione possibile dell'aspetto sensibile delle cose."

Bene.
Basta Calvinismi, per oggi. Fateveli bastare fino a quando verrò a parlarvi di zeferinismi (tra un centinaio di pagine, credo)
Buona settimana, amici di blogghe!

7 commenti:

  1. L'ho comprato, ma ancora non l'ho iniziato.
    Forse mi farò influenzare dalla tua strategia di lettura lenta...

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  2. sì sì
    caldeggio decisamente la lettura lenta. :)

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  3. Sì, mi hai convinto, lo comprerò anche io.

    Bisogna succhiare il succoso osso che porge questo grande autore.
    Purtroppo molti altri grandi autori stranieri passano attraverso il filtro delle traduzioni che snaturano in parte la loro prosa!

    Approfittiamo, invece, di questo cavallo di razza, ancora vicino ai nostri tempi, che ci regala esempi e consigli preziosi su come usare la nostra splendida lingua italiana.
    LEGGIAMO CALVINO! E che te lo dico a fare... ^_^

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  4. L'ho comprato.
    Ma non riesco ancora a iniziarlo.
    Intanto leggo Bassavilla e la tua recensione a puntate.

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  5. Lo sto usando a scuola (un istituto tecnico). Non so quali risultati attendermi, ma nutro scarso ottimismo: le immagini a cui anche Calvino allude proprio a proposito dell'esattezza, in questi ventisette anni hanno fatto sfracelli.

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  6. Lo sto usando a scuola (un istituto tecnico). Non so quali risultati attendermi, ma nutro scarso ottimismo: le immagini a cui anche Calvino allude proprio a proposito dell'esattezza, in questi ventisette anni hanno fatto sfracelli.

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    1. anche io sarei scarsamente ottimista, ma a volte un solo seme fa nascere dei boschi. :)

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