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"Come conigli" di Ralf König

Non leggo fumetti.
Da piccolo avrei passato la vita a farlo e non tolleravo l'idea che potesse esistere qualcosa di scritto senza che vi fossero delle immagini vicino.
Poi ho smesso. Non ho mai capito perché.
E ormai non ne sono più attirato a tal punto da rituffarmi e appassionarmici. Però non nego che se mi capita, è sempre bello leggere qualcosa di valido.
Questo me l'hanno regalato (danke laura) e l'ho letto volentieri.
La mano la si riconosce subito e mi è venuto in mente Linus (e infatti).
A proposito, esiste ancora?
Secoli fa lo compravo, ogni tanto.
Vabbè, parliamo di questo "Come conigli" di Ralf König.
Questo mi è piaciuto una cifra.
Spassoso, tanto per cominciare.
Una sceneggiatura degna di una commedia dei film dolciastri che piacciono alle ragazzine idiotinnamorate, ma con almeno tre differenze:
- questo vi fa pisciare addosso dal ridere
- è pieno di gay, puttane, cazzi e tettone
- non è mai volgare, nonostante tutto.
I quattro personaggi li vedeti lì, in copertina. E vi copincollo quello che c'è scritto sul risvolto:
"Horst, quarantadue anni, conduce una vita tranquilla, dividendosi tra la piatta relazione con Vera e il lavoro di musicista nell’Orchestra di Monaco.
Un giorno, la storia con Vera termina bruscamente a causa di una videocassetta porno trovata nella spazzatura, proprio mentre Sigi, amico d’infanzia omosessuale di Horst, si trasferisce nell’appartamento vicino al suo.
Horst, rimasto single, si imbarca in una complessa relazione con una cantante lirica dell’Europa dell’Est; intanto Sigi viene sedotto dall’aitante uomo dei traslochi. Due personaggi il cui stile di vita non potrebbe essere più diverso, fra i quali si instaura però una profonda amicizia..."
Horst è quello col viioloncello, ovviamente.
E anche se non figura tra questi quattro un ruolo fondamentale ce l'hanno altre due figure femminili: Vera, la sua ex, e Kriemhild Nastrowa, la cantante lirica che lui si tromba dopo. Per non parlare di comprimari come la madre di Sigi, o il suo ex-compagno, o anche i le lesbiche traslocatrici, che vengono tutti perfettamente caratterizzati con un paio di vignette e battute.
E non è solo la gaytudine che l'autore sbatte in faccia con gusto e spasso (a tratti è così realista in certe cose che riesce a fotografare veramente un way of life con una sola battuta) ma sono anche una serie di paranoie e modernità, dal bigottismo spinto, alle esagerazioni dei media (le pagine in cui Vera va a raccontare in TV il suo dramma per aver scoperto la videocassetta porno e il relativo sfogo di Horst che fa innaomorare tutti i gay alla visione sono epocali), dalla meschinità umana all'ironia della vita.
Il tutto messo insieme con un ritmo invidiabile e con una sceneggiatura davvero perfetta.
Certo, ha il difetto che vi sentirete molto più gay, dopo averlo letto, ma vi sarete fatti anche quattro sanissime risate, vorrete avere un'amante come Samantha la castigatrice e un amante come il traslocatore.
Bene, e ora fatemi andare a mangiare la pizza! Buona serata ! :)

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