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Tre libri minuscoli arrivati così**

Torno a dirvi che il web è strano, per certe cose.

Vi parlo di tre libretti piccoli che ho letto. Tre libretti editi dalla Villaggio Maori Edizioni nel 2006. 
Costo all'epoca di un euro.
Mission della casa editrice (all'epoca no-profit, ora non so) quella di pubblicizzare, far conoscere, salvare i giovani esordienti scrittori dalle grinfie dell'editoria a pagamento e oserei dire, anche della easy print on demand.
I tre libretti me li ha regalati Noè. (grazie)
Le avanzavano.
Me li ha spediti.
Noè è una di quelle che hanno letto Veleno scambiandolo per un altro libro.
L'ha scambiato con Grill Bill
Che poi era un libro di un altro esordiente milanese (Zanicchi) che conobbi a Montebelluna
Alla finale del premio letterario che adesso non ricordo.
E una finalista era una siciliana, come noè, e un'altra era una triestina, come la Vesnaver
che poi è quella che mi ha portato a scrivere per Spasaro, che è quello di Veleno.
Insomma, quando la chiamano rete, la parola va colta nel significato più intimo e omnicomprensivo del termini.
Senza il web tutto questo non sarebbe successo e io ora non starei scannerizzando tre file per mostrarvi tre copertine di tre racconti messi come libro che voi non potete leggere, ne comprare, ne avere e soprattutto non avrete interesse a leggere, comprare o avere.
Insomma, questo è un post inutile, dal punto di vista letterario.
Non vi sto consigliando niente da leggere.
Uso questo post più come riflessione, che altro.
Sui tre libretti sarò velocissimo.

"La regola delle rose dispari" è un bellissimo titolo. Non c'entra quasi un cazz con il contenuto, ma non importa. Il libretto è di Alessandro Sparatore. Con parecchie ingenuità si racconta di Satana che ogni tanto ama mimetizzarsi in una persona qualsiasi. In questo caso un adolescente medio americano. Attraverso una prima persona piuttosto ingenua si racconto di come l'Oscuro si diverta a fare il Bart Simpson di turno, fino a rendere cattivella anche altra gente, come mica certo quasi persino la figlia verginella di chiesaiolo pastore di anime che farà un brutta fine e così impare ad essere troppo bigotto. 
Totale 31 pagine ma scritte fitto e piccolino. Si arriva alla fine anche se a tratti la prima persona è un pochetto irritante e Satana sembra molto ma molto più sfigato di Bart Simpson. Diciamo pure un Milhous cattivo.

Secondo libretto, ultimo in ordine di lettura, è "L'attendente", di Joe Schittino.
Anche questo è stato un po' irritante, lo confesso.
Non per la storia, che aldilà di una lentezza marcata si può anche leggere, quando per una inverosimilità di fondo che vanifica ogni senso delle pagine precendenti.
Siamo in guerra, trincea, fronti immobili e soldati di una delle due parti che vengono decimati da un bravissimo cecchino. Mentre questo accade arriva l'attendente che deve cercare delle carte perché la trincea ha bloccato un acquedotto al paese.
Chi sarà mai il misterioso cecchino? perché il Generale ha dato l'ordine di non sparargli? Che sia per caso una persona alla quale il Generale tiene particolarmentoe? Nooooooo. Come potete pensare ciò.
Il fatto è che se avete presente le trincee in guerra, è difficile pensare che tizio vada da una all'altra a sparare a suoi compagni. Ancora più difficile pensare che Tizio è figlio del Generale.
La vicenda si snoda in 22 pagine.

Terzo libro è quello che, benché più complesso da leggere, era quello che aveva più da dire. "Genesi" il titolo, Aureliano Castiglione l'autore. Trovo che Aureliano sia un nome bellissimo, ma questo non c'entra col libro.
Il libro è una via di mezzo tra la narrazione e i giochi di parole, condito da metafore , non-sense e da uno stile che non è da autore alle prime armi. Qui non si sono le d eufoniche di troppo, la scrittura è abbastanza asciutta. Purtroppo ha il difetto di non essere legato a una storia che ti trasporti nella lettura e l'infarcire le righe di similitudini, magari anche fantasiose, non sempre lo rende briosa la lettura.
Dei tre comunque è quello che ricordo meno, ma quello che è fatto meglio.
Sono 14 pagine scritte più in grande di quegli altri due.

In comune, oltre che le copertine, hanno l'esordienza degli autori, il piccolo formato (11x8, a occhio).
Non ve ne ho parlato perché siano belli. Non lo sono. Però non sono brutti, sono semplicemente acerbi.
Una mela cruda non è una mela cattiva, e stiamo parlando del 2006. Se questi tre autori hanno continuato a scrivere, adessso sono avanti anni luce da queste scritture.
Però mi andava ugualmente di parlarne, più che altro per fare una riflessione.
E la riflessione è che questi piccoli libri sono carini.
Mi ricordano i libri a 1000lire, ma non quelli della Newton, bensì quelli con le battute dei comici che si compravano alla cassa in libreria o in cartoleria e che forse non so, magari ci sono ancora, però ricordo che erano belli. O meglio, erano simpatici.
Ora io penso allo scopo che aveva nel 2006 la maori edizioni (lo copio incollo da un blog che ne scrisse all'epoca): "unico obiettivo è la promozione dell'autore dei libri pubblicati per "evitare ad autori sconosciuti di finire nella trappola dell'autoproduzione. Gli autori della Villaggio Maori Edizioni hanno due caratteristiche fondamentali: non sono affermati e non pagano per pubblicare, anzi, sono pagati"."
Sì, insomma, sarebbe proprio una cosa bella da promuovere su larga scala.
Mi va di pensare a ruota libera.
Pensare a questi librettini da vendere tipo alle stazioni dei treni, o magari di corriere e metrò.
Lo so che ci sono già, lo so. 
Ma io penso un'altra cosa.
Me li immagino da mettere al bar, tra le brioches e i chewingum.
Me li immagino a 50centesimi.
Me li immagino fatti da una casa editrice che ha i soldi per pagare un pool di lettori/editor che li selezionano.
Me lo immagino mediamente difficile pubblicare in libretti così.
Perché le storie devono essere belle.
Cose che si leggono in meno di mezz'ora.
Mi immagino che siano così "easy" da poter essere dimenticati sul vagone, poggiati sul sedile di fianco, o semplicemente buttati, come si fa con un fazzoletto di carta.
E non si deve pagare per pubblicare, ovvio.
E ce ne devono essere tanti, e diversi, e distribuiti random.
Tipo che in questa stazione ne trovi questi, in quest'altra altri.
Magari divisi per area geografica. 
Il libretto del bar della stazione, che lo compri assieme al caffè.
E insomma, ho pensato a questa idea che almeno invece di sfruttare il target degli esordienti lo educherebbe.
E forse educherebbe anche i lettori, perché il vero lettore avrebbe con sè un libro, e non questi stupidi libretti.
Dei libretti così forse li leggerebbero gli adolescenti, chi lo sa. 
E' un'idea del cazzo vero?
Eppure vi assicuro che quando stamattina ho letto su e-polis prima l'annuncio di albatros edizioni per "pubblicare il tuo capolavoro" e poi un'ìntera pagina che spiegava come autostamparsi un libro passo dopo passo che anche il portatovaglioli ho visto che aveva capito e aveva voglia di provare, beh, insomma, Vanna Marchi è un angelo dalle tette di nuvola, a confronto di questi annunci.

Certo, direte voi come ultima considerazione.
Una cosa così non fa guadagnare, e quindi non la fanno.
Eppure...
Unita al potere del marchio, alla possibilità di trovarne uno bravo, magari in modo automatico (dopo 3-5 librettini che passano la selezioni lo si tiene d'occhio, il tizio) e all'idea che comunque è sempre mercato... beh, non è proprio un progetto di marketing da buttare.
E con la scusa del diffondere la cultura si potrebbe arrivare persino a qualche "sponsor" istituzionale.
Insomma.
Bisognerebbe farci un business plan.
Ma io ora devo uscire, e non ho tempo. 
Buona serata, amici di blogghe.

6 commenti:

  1. Guarda, se cominciano a girare per le stazioni d'Italia mini libretti con tuoi racconti, io comincio a girare l'Italia in treno.

    ^_^

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  2. no no, non puoi, a te non li venderanno su mia indicazione :)

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  3. Mi spiegarono che i 1000 lire della Newton sparirono perché 'davano fastidio' con quel prezzo basso e 'rovinavano il mercato' (testuali parole di un pezzo grosso di un grossissimo gruppo per cui ho lavorato, è facilmente immaginabile quale, dato che in Italia ce ne son 3 - che alla fine sono la stessa cosa, come i nostri politici).
    Dubito ci sia interesse dai soliti noti a produrre libri simili.

    Ian

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  4. Si Ian, ci pensavo.
    Anzi
    Pensavo proprio alla realizzazione vera e propria di una cosa simile.
    E pensavo che una delle tre non lo fa
    non lo farebbe mai
    Solo un outsider potrebbe farlo, ma è una cosa che farebbe troppo bene alla lettura a fronte di bassi profitti reali..
    Sì, insomma
    si potrebbe fare con pubblicità locale sul retro...
    boh,
    quasi quasi un business plan in bozza...

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  5. Ma io potrei utilizzare le mie affinate doti da cliente trasformista.
    Avrei sempre una faccia diversa e un documento diverso. Un giorno avrei le trecce e l'altro no, e altre cose così.
    Insomma, non puoi evitarlo.
    Se riesco a trovarli in giro ti mando altri librettini, ma non della VillaggioMaori, di un'altra piccola casa editrice che pubblicava (penso pubblichi) librettini con delle graziosissime copertine con omini lego. Tanto li sto cercando anche per me e costano anche quelli cifre irrisorie. Sembra non fossero neanche male!

    Per quanto riguarda il progetto a me piace! Facciamolo!
    (la mia dose quotidiana di entusiasmo, poi si può discutere di come farlo).
    ^_^

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  6. Ciao sono rimasto particolarmente colpito dal tuo blog, e spero vorrai inserire tra i tuoi link il sito di SpaceFun.it, il cui obiettivo è quello di pubblicizzare l'arte e la cultura in tutta Italia. Gli artisti o organizzatori di concerti ed eventi possono infatti iscriversi per dare al loro lavoro maggiore visibilità, gratuitamente. Spero ti piaccia come iniziativa e complimenti ancora per il blog!
    http://www.spacefun.it/

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