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"L'arcano della Papessa" di Filippi L.***


Sapete le due cose belle di questo libro? 
La sensazione di crescita dell'autore che mi ha lasciato dopo la lettura e l'impressione di essere un lavoro curato che mi ha dato durante.
Luca Filippi infatti, è da poco poco passato su queste pagine di blogghe con "I diavoli della Zisa", e se siete di quelli che si sono messi a contare i diavoli prima di scoprire che farlo porta sfiga....
beh, non è colpa mia se siete dei creduloni! :)
Comunque.
Vi dicevo che quel piccolo libretto mi è piaciuto, seppur con le sue piccole, comprensibili, incertezze.
Ed è proprio grazie per via del blogghe che ho avuto questo "L'arcano della Papessa", secondo lavoro di Luca (a proposito, grazie Luca), che tra l'altro è diventato pure un funcooler, il che non è cosa da poco. ;)

Vi dico subito che ero curioso e mi aspettavo un libro piacevole, e vi dico già che sono stato accontentato.
Filippi è uno a cui piace raccontare una storia raccontando fatti storici, e quando leggete, in copertina, "noir storico" potete fidarvi. Questo libro lo è. Credo l'intento dell'autore sia proprio quello di riuscire a costruire una storia di fantasia rimanendo dentro la cornice storica, e senza che nulla, delle proprie congetture, fuoriesca da essa. Alla fine del libro, credo si senta soddisfatto se il lettore pensa "Beh, nulla mi dice che quello che mi hai raccontato non possa essere successo."
Ebbene, è esattamente cosa ho pensato dopo averlo letto, e che mi è stato confermato dalle note di chiusura dell'autore, apprezzatissime.

Ma andiamo con ordine e vediamo di capire chi e cosa vuole questa Papessa.
Siamo nel 1499, in dicembre, a Roma, alla corte di Papa Alessandro VI Borgia e di tutti i suoi dintorni, Lucrezia compresa. La storia è narrata da un personaggio creato dall'autore, Tiberio, che è medico di fiducia di Alessandro Farnese e si trova a indagare su un iniziale delitto che scoperchierà una serie di complotti e marciume che all'epoca infestavano la caput mundi. 
Non serve che vi dica di più, perché il libro ha il suo blog e se volete conoscere personaggi, ambientazione e un sacco di altre belle cose, basta che clicchiate QUI.
Attraverso la colta e forbita prima persona di Tiberio, medico e prete che si adegua ai costumi dell'epoca, ma fino a un certo punto, si entra subito nel vivo della vicenda con un omicidio senza colpevole, al quale Alessandro Farnese, suo amico, gli chiede di dare soluzione. Non ci sono pause nello svilupparsi della narrazione, e anche se a tratti ci sono dei rallentamenti, con qualche personaggio o località che fa deviare dal meccanismo di thrilling, annullandolo, va detto che la lettura scorre e non ci si annoia mai.
Certo, se vi han detto, sulla copertina che è un noir storico, non cercate di trovarvi un giallo o un thriller, anche se per molti versi esistono, in nuce, le caratteristiche primarie di entrambi.

E' l'elemento storico che rimane il più rilevante, e se decidete di leggere questo libro è proprio a quell'elemento che dovete fare riferimento. Volete sapere qualcosa di più sul periodo del papa Anticristo che si trombava le ragazzine e la sua "cricca" di burattini, furbetti e avvelenatrici? Volete che vi raccontino una storia che metta in luce come si viveva, come si mangiava, come si concepiva religione e politica nel 1500?
E magari volete conoscere queste cose non con un libro di storia, ma mentre ve ne raccontano una, possibilmente con del sesso e dei cadaveri. Beh. Se è tutto questo che cercate, avete trovato il libro giusto.

Sì, perché la cosa che più spicca, leggendo il lavoro, è l'opera di informazione e raccolta dati storici che è stata fatta. Prima di descrivere il pranzo, o un vestito, o qualche cura medica, si intuisce che c'è stata una ricerca, dietro. Occhio, non è sempre un bene, è comunque una cosa che ho molto apprezzato e che dà valore al libro. In questi tempi dove il sapere è sempre più wiki e sempre meno biblio, la cultura che ha buone radici la si coglie sempre con piacere.

Altro aspetto meritevole, come vi dicevo sopra, è quello di voler far incastrare la vicenda dentro la cornice storica. La copertina, bella e azzeccatissima (lo capite dopo aver letto il libro) è già un esempio di tutto il lavoro. C'è un cuore storico, che è il riquadro in centro, e una ricostruzione che ne trae spunto, che è lo sfondo indistinto, ma possibile del quadro reale. Le linee tracciate potrebbero essere state diverse, certo, ma anche no. Ed è proprio nello sfondo che Filippi disegna la sua vicenda.

Aggiungeteci anche una scrittura che ha perso le piccole ingenuità del primo lavoro e che è sicura e adatta al contesto e alle vicende. Certo, se mi metto a discutere sul fatto che l'italiano del 1500 non poteva essere quello ecc ecc, facciamo notte. Quel che interessa è che il modo di parlare di Tiberio è credibile e ti porta dentro la vicenda, e questo è bene.

Insomma, tutto bello, quindi?
Beh, un paio di difetti ve li dico, tanto per fare contento l'autore, che sennò non ha di che migliorare nel prossimo lavoro. 
Allora, diciamo che in qualche paragrafo ci si dilunga un po' su descrizioni che rallentano le vicende. Si percepisce che l'autore dispone di una grossa mole di informazioni e che vuole farcele conoscere, vuole dircele, a tutti i costi. Non che non sia una cosa giusta, per carità, però bisogna scegliere il momento giusto. Tra l'altro, se a uno interessa soprattutto l'aspetto storico-descrittivo, e meno la vicenda, di questa cosa non se ne accorge nemmeno.

Altro piccolo difetto riguarda la costruzione dei personaggi, che non è sempre perfetta. Alcuni sono venuti bene, altri un po' meno. Per esempio, se buoni sono state le figure di Alessandro Farnese e della monaca, un po' più deboli e di minor spessore sono state le figure del vecchio ubriacone pazzo che la sa lunga e del prete e della vecchia farnese che svela un po' di cose. Sono troppo funzionali e buttati lì per dire a Tiberio, e quindi al lettore, quali sono le informazioni che gli servono per risolvere l'arcano. Forse qui era il caso di lasciare magari più spazio ad altri personaggi (le tre donne, per esempio) e far emergere queste informazioni da qualche indagine di Tiberio che non prevedesse queste comparse. Certo, è solo un'idea mia, ma direi che nasce in generale dalla difficoltà di mettere insieme storia e fantasia, che è una scelta, e quindi la accetto volentieri. Certo, se nel prossimo lavoro si riesce a dare tutte le informazioni storiche inserendole in un thriller-noir serrato e rapidissimo, beh, ne esce un romanzo coi controcazzi.

Okay, ho parlato anche troppo. Perdonatemi. 
Concludo dicendovi che è più che apprezzabile anche il lavoro editoriale della Leoni. Bel lavoro, ben fatto, bello da vedere e toccare. Insomma, come un uomo ideale. :)
Ciao a tutti amici di blogghe!

Ah, visto che c'è, vi lascio pure il booktrailer.

2 commenti:

  1. Caro Gelo,
    ti ringrazio per la recensione, che rispecchia una lettura veramente attenta.
    Sono d'accordo sul fatto che alcuni personaggi potevano essere sviluppati di più. E che forse ho ecceduto in alcune descrizioni storiche. In ogni caso, vedremo nella prossima prova, se ci sarà...
    un caro saluto e a presto
    Luca

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  2. azz
    sei già qui
    non faccio in tempo a pubblicare che mi sgami così?
    :)
    e certo che ci sarà una prossima
    sennò dove imparo la storia io :)

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