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"America Oggi" di R. Carver****

Se dovessi descrivere un autore con le parole "scrittore di culto", non mi verrebbero altri nomi, in mente, che quello di Raymond Carver, e sono sicuro di non essere l'unico.
Perché?
Perché ci hanno messo in testa, quei maledetti che appiccicano etichette, che Carver sia uno scrittore "di culto"?
Di culto che vuol dire? Che lo conosco in pochi? Che scrive cose che metà le capiscono e l'altra metà non le capiscono però tutti dicono chebellochebellochebello?
O lo si dice perché Carver, in tutta vita, non ha scritto mai un romanzo? O perché ha sempre fatto fatica a campare? Perché è morto a 50anni? Perché è 'il capostipite della narrativa minimalista americana'?
Non lo so.
So solo che sarebbe ora di smetterla e di dire che Carver, come tutti quelli che lo conoscono e lo amano già sanno, è un autore di culto.
Carver è un autore imprescindibile per ogni scrittore.
Ho detto una cazzata?
Boh. Può essere, però quel suo misurare le parole, quel suo pesarle, quel suo limare fino a che un colpo in più o in meno sarebbe stato di troppo, credo sia una lezione da imparare per tutti, e non parlo solo di underground letterario. 
A certa gente con la tastiera di troppi tasti dovrebbero spedire un libro di Carver ogni 10cartelle inutili. 
Come dite? Non vi piacciono i racconti di Carver?
Beh, ci sta. Anzi, non è mica facile che piacciano.
Se siete di quelli che senza un cadavere non è un libro, ci sta che non vi piacciano.
Se siete di quelli che senza un vampiro non è un libro, idem
Se siete di quelli che senza i draghi non è un libro, okay, non ci sono i draghi.
Se volete il thrilling, l'azione, le storie d'amore, il sesso va bene, Carver non è lì per accontentarvi.
Carver è lì per raccontarvi la quotidianità americana.
E se avete un vago amore per la scrittura e la apprezzate, a prescindere dai gusti, dal mi piace e mi interessa, allora sì, allora Carver vi darà qualcosa. Probabilmente molto di più di quanto percepito dall'occhio e dal cervello.

E dopo questo panegirico a Carver, che non serviva, lo so, ma ne avevo voglia, vi parlo anche del libro.
Il libro è una bieca e schifosa operazione commerciale della minimum fax, niente che dire.
Vi dico della sua genesi, così capite cosa intendo.
- Carver lo pubblica solo la minimum fax, in Italia (mi pare) e ormai ha pubblicato di tutto di più, fino ad arrivare a chiamare un'intera collana "I libri di Carver". 
- Ci sono racconti che, se avete due-tre libri, o magari anche il mega tomo con tutti i racconti, avrete già letto da più parti.
- C'è un film, famoso, America Oggi, del '93, di Altman, che io non ho visto e che ha preso pure il leonzio dorato e un sacco di riconoscimenti. Molti, forse, non sapranno nemmeno da che racconti è tratto il film.
- La minimum fax ha esaurito da tempo le scuse per pubblicare cose di Carver.

Da quanto detto ecco che arriva questo America oggi, che mette insieme i 9 racconti di Carver che hanno ispirato il film (e che tutti i carverfan hanno già letto) più una poesia delle sue (che sono come racconti, per chi non lo sapesse), più introduzione di Altman (che potete leggere scaricandola qui) più lettere di Tess Gallagher, chiacchierata tra Altman e la Gallagher e un articolo molto, ma molto interessante di Francesco Piccolo.
Tutto questo con una decina di pagine di fuffa all'inizio e una quindicina di catalogo alla fine.
Sono dei bastardi eh?
Sì ma anche no.
Io riesco addirittura a giustificarli.
E non lo dico perché il libro me l'ha regalato Frank, e confesso che da solo non me lo sarei comprato (in fin dei conti i racconti li ho già tutti). Lo dico perché è stato bello leggerli di nuovo e perché è stato interessante capire come si possa trasportare la scrittura a video. Di quanto sia difficile, affascinante e ricco di soluzioni il passaggio dalla parola all'immagine. 
E america oggi lo vedrò, adesso, anche io che ho un culo che ha poco tempo per i film.

Dei racconti che volete che vi dica...
C'è Vicini, il racconto dove i vicini di casa di una coppia se ne vanno e questi , dovendo dar da mangiare al gatto, si fanno prendere la mano dalla morbosa curiosità di ficcare il naso dappertutto.
Oppure c'è il famoso "Vuoi star zitta, per favore?"
O ancora due racconti che io trovo perfetti, davvero perfetti. Racconti che sono così densi di emozioni da lasciarti stanco, dopo averli letti: "Con tanta di quell'acqua a due passi da casa" e "Una cosa piccola ma buona".
E poi c'è Creditori (quello dell'aspirapolvere), Vitamine (quello delle venditrici di vitamine)...
Oppure la poesia, favolosa, Limonata, che potete scaricare e leggere qui, o da qualche altra parte. Ecco sì, magari leggetevi la poesia, se siete a digiuno di carverianesimo. Vi farà male, ma è un male che fa bene.

Dai, basta così.
Avete capito che:
- se siete amanti di Carver questi racconti li avete già. questo libro non vi serve, se non per collezionismo.
- se non conoscete Carver ma vi è piaciuto il film, allora questo libro fa al caso vostro.
- se non conoscete Carver, non ve ne frega una mazza del film, ma volete cominciare a conoscerlo, allora lasciate stare questo libro e compratevi "Da dove sto chiamando" che costa quasi uguale, ma che contiene praticamente tutta la sua produzione migliore.
- se ve lo regalano, come è successo a me, gioite perché ne godrete davvero. Rileggerlo in questa configurazione pro film regala sensazioni che leggendo i racconti prima non avevo provato.

Un saluto a tutti e buon fine settimana!

8 commenti:

  1. La vuoi smettere con queste recensioni? Te lo chiedo come un favore personale.
    Io devo studiare l'anatomia, non ho il tempo di leggere tutti questi libri al momento, ma ogni volta che leggo una tua recensione il libro di anatomia mi sembra assolutamente rimandabile e la zampetta mi corre tempestiva al portafogli. Smettila, uffina!
    Mi devo laureare iooo!
    ^_^

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  2. oh beh, ma tu ti dovresti limitare a leggere quello che si legge dalla rete, tipo in questo caso "limonata" e poi segnarti il titolo su un file come faccio io e poi pian piano....
    :)

    studia anatomia maledetta!
    e non cercare alibi :P
    :D

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  3. Ho sempre sostenuto che le tue recensioni sono perfette.
    Di questa poi, ti sono particolarmente grata. E' anche un fatto personale: quando ho cominciato a scrivere corti, due anni fa, chi mi leggeva mi avvicinava a Carver. Non sapevo come prenderla, non sapendo chi fosse. Alla fine mi decisi a comprare: Di cosa parliamo.... e mi fermai lì, basita. Non ne ho più voluto leggerne niente per paura di fare il tentativo di riecheggiarlo, di lasciarmi suggestionare, anche involontariamente e cercare di " rifargli il verso.
    Adesso ho letto Limonata. Grazie: mi hai aperto un mondo. Penso che comprerò le poesie. Gloria

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  4. La narrativa amricana mi ha sempre influenzato. Sono partito dalla Lost Generation e sono finito al minimalismo, passando per l'avantpop e il postmodernismo più folle.
    Carver, in ogni caso, lo trovo fondamentale: sta alla narrativa, come K.Dick sta alla fantascienza.
    Ora, sono un po' di anni che non leggo più niente di suo, ma le sue raccolte di racconti sono girate sul mio comodino parecchie volte.
    Ah, se solo mi piacessero le poesie!

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  5. @ gloria
    Non c'è di che, in fondo anche a me in passato è successa la stessa cosa; l'idea che mi si aprisse un mondo

    @ferru
    no! non pensare che le poesie siano quello che tu di solito intendi per poesie. leggiti 'limonata' e capirai!

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  6. Avevo comprato una raccolta di racconti di Carver. Ne sono rimasto fulminato e ho comprato l'opera omnia.
    Ho fatto bene.

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  7. Cito testualmente da un'intervista a "Le Monde", 5 luglio 1961 - "Scrivere come faccio io sembra una cosa da nulla... invece è d'una difficoltà inimmaginabile... orribile... sovrumana... è un 'trucco' che ammazza... "
    Ora, Gelo, visto che Carver ormai riposa in pace tra i tuoi libri, e di lui hai letto tutto, sai cosa aspettarti per il compleanno (siccome non so il giorno, al ns px caffé ti regalerò un libro di Louis Ferdinand C., poi... un altro, a meno che tu non sappia già tutto anche di lui)
    Bravo! alors, mon chere ami!

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  8. Limonata?

    Grandiosa, eccome.
    Con il testo in lingua originale rende ancora di più

    Carver e un fenomeno.

    Ma potremmo disquisire giorni e notti e notti e giorni e forse settimane o mesi o anni su ciò che è pura poesia o soltanto una prosa altamente ed effettivamente e inesorabilmente e affascinatamente poetica.

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