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"L'isola dei morti" di V.M. Manfredi***

Nella spesa di libri a un euro fatta per il funcool! c'era anche questo piccolo libro di V.M.Manfredi, che ho deciso di tenere per me, e leggermi durante il mio ritiro natalizio. 
Vi dico subito che questo è il primo libro che leggo di Valerio Massimo Manfredi.
Ecco
Già vi sento.
Buuuuuu! Buuuuuuu!
E smettetela di buire, 'sticazzi, mica si può leggere tutto di tutti!
Lo so da me che Manfredi (sfruttando ovviamente il fatto di avere un cognome famoso e il nome di un fantomatico imperatore romano) ha scritto una carovana di libri e che di solito trattano di storiarcheologia.
O comunque questo è quello che ho capito leggendo i titoli. :)

Il fatto è che già lo sapete, io non sono tagliato per i libri grossi, perché durante la stagione invernale la mia lettura va in letargo, e se cominciassi un mattone tipo il nuovo King, finirei per farlo durare da settembre a marzo. 
Ecco perché questo libro è caduto a fagggiolo per farsi leggere.
L'edizione Marsilio, tra l'altro, (a parte il formato sgradevole che sta male in tutti gli scaffale della mia libreria ikea) è carino alla vista e al tatto. 
Insomma, lo dovevo comprare e leggere.

Che dire? Mi è piaciuto, sì. 
Il libro è del 2004 e quindi, visto che l'autore aveva almeno 20anni di pubblicazioni sulla spalle, in tale data, mi aspettavo una scrittura curata e valida, e lo è. Scrive chiaro e abbastanza veloce, qui, e non si fatica a leggere nemmeno i momenti in cui si esula dalla trama per raccontare altro, che poi non sono molti.
(e ci mancherebbe, direte voi, visto che son solo 100pagine!)

Due paroline sulla trama. Anzi, vi faccio il copiaincolla che tanto quelle le trovate dappertutto.
Anzi no, niente copiaincolla che sono tutti troppo prolissi. Faccio io.
Venezia, si scoprono due relitti di navi inabissati in un'isola dove nel 1348 si portavano i cadaveri di peste. Alcuni archeologi, amici, e un filologo, sempre amico, cercano di capire cosa stanno per scoprire e si trovano coinvolti in un intrigo, perché il finanziatore inglese sta cercando qualcosa di prezioso, in uno di quei relitti, così prezioso da essere infilato tra gli appestati perchè non fosse più trovato. Vi posso dire che ha qualcosa a che fare con la divina commedia, e che scoprirete cose interessanti al riguardo.

Bene. Detto questo, che già interesserà a qualcuno, vi dico che la vicenda ha come fuoco, soprattutto, l'amicizia dei 4 protagonisti e l'abilità/passione verso i propri studi. In secondo luogo c'è Venezia, che fa da onorato sfondo alle vicende, con calli e canali.

Il plauso che va fatto all'autore è duplice. Da un lato essere riuscito a tessere, anche con poche pagine, una vicenda concreta e credibile, pur cadendo in alcuni stereotipi (vedi il finanziatore misterioso, ricco, avido e pericoloso, pronto a raggiungere con ogni mezzo il tesoro; vedi il filologo "così figo che ti risolvo tutti gli enigmi"); dall'altro quello di informare, dire, insegnare al lettore cultura
Quest'ultima è un arma a doppio taglio, certo, perché mentre è molto bello intuire come si lavora e recupera un relitto dal fondo del mare, comincia a diventare pallosa la spiegazione tecnica del come lo si fa, che un lettore non appassionato di storia e archeologia, fatica un po' a digerire.
l'infodump, infatti, è il tallone d'achille di Manfredi, per lo meno qui.
Sono comunque peccati veniali, che non penalizzano questo piccolo libro.
Consigliato, se lo lo vedete su qualche scaffale, soprattutto perché secondo me rischiate di trovarlo a 1 o 2euri.

12 commenti:

  1. Io di V.M. Manfredi ho molto amato "Lo scudo di Talos". Poi trovo che i suoi ultimi libri siano stati un po' un declino. "Il tiranno", per esempio, è un mattone indigeribile. Ma questo, se lo trovo, me lo leggo, anche considerando la "piccola taglia"!

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  2. Io che sono un'ignorante di Manfredi non ho letto nulla, non so manco chi è.
    Ma questo sembra così bello!
    Ti odio, ti odio, ti odio, smettila con tutte queste recensioni, non c'è l'ho il tempo per leggere tutti questi libri, già non ho il tempo per leggere quelli dell'Università e quelli scemi che mi scelgo da sola! Riesco a stento a leggere le cose che scrivi tu!
    Smettila smettila smettila! --> di fare le recensioni, non di scrivere ^^
    Uffa uffa uffa!

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  3. @ Val
    Avevo detto di non buire
    nemmeno gli archeologisti!

    @luca
    in effetti è la quantità e l'iperproduzione che mi ha sempre scoraggiato
    se non trovavo questo piccolino col cavolo che lo leggevo

    @ Noe
    No dai, non voglio averti sulla coscienza
    questo lo puoi rimandare tranquillamente dai :)

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  4. Mai letto nulla di Manfredi.
    Ma questo ce l'ho a casa perché lo regalavano su ibs tempo fa.

    Se l'hai pagato 1 euro ti hanno fregato. :-P

    Ian

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  5. ho detto che costava un euro
    chi ti dice che l'abbia pagato :)

    ps
    maledetto!

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  6. Di Manfredi ho provato a leggere "l'armata perduta". Sigh. Mi sono fermato dopo qualche decina di pagine. Non dico niente. Riproverò.
    Ora leggo questa tua recensione, mi dai fiducia (il tuo blog, per me, è ormai diventato un passaggio più che giornaliero) e cercherò di recuperare questo libro.
    Ti saprò scrivere come la penso.

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  7. Ehi! non datemi troppe responsabilità :)
    questo è un bel libretto perché è corto e le cose da spiegare erano poche
    in effetti non oso immaginare cosa farebbe con trame più contorte e maggior volume storico/archeologico da trattare.

    Per dire, anche se questo mi è piaciuto, non mi è venuta voglia di comprare uno di quei tomi storici che vedo ogni tanto da 500pagine e passa :)

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  8. Letto circa tre anni fa. Mi è piaciuto, come tutte le cose di Manfredi prima che entrasse a far parte del grande carrozzone della TV. Non che ora non sia più capace di scrivere, per carità... ma ogni volta che prendo tra le mani un suo nuovo libro mi appare come nel suo programma: camicia color sabbia con settemila tasche, barba bianca zeppa di reperti antichi (prima o poi ci scriverà qualcosa, sicuro) e la sua parlata soporifera...
    Per riprendermi dovrei farmi una mezzoretta di Voyager con Roberto Giacobbo... gran comico! Avete mai contato le volte che dice "realmente" durante una puntata? Come direbbe Arrigo Sacchi:« streordinerio!»

    Saluti a tutti ;)
    Jakken

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  9. non riuscirei mai a sopportare giacobbo per mezz'ora... :)

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  10. Non ho mai letto questo Manfredi (Gianfranco invece sì, hai voglia!), ma spezzo una lancia a favore dell'odiato InfoDump. Io lo amo. Amo scriverlo e amo leggerlo. I grandi scrittori ottocenteschi scrivevano CENTINAIA di pagine di InfoDump, non per questo sono stati messi in croce, mi pare. Sì, è vero, oggi non è più di moda (insieme alle eleganti "D eufoniche", ad esempio), ma vorrei essere un pò anticonformista. Viva l'InfoDump, se fatto bene. Samuel M

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  11. gelostellato7 marzo 2010 20:23

    ahahaha
    l'ode all'infodump mi mancava
    :)
    beh
    è vero
    ovvio
    tutto è bello
    se fatto bene :)
    e poi si imparano un sacco di cose. ;)

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