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"Marlowe ti amo" di Frank Spada***

Quando Frank mi ha consegnato il suo primo romanzo, davanti a un caffè, in un bar fighetto del centro, a Udine, mi ha detto: "Questo è un libro che va letto, e poi, dopo un po', va riletto."
Poi, forse vagamente preoccupato che mi offendessi, ha aggiunto che a uno come me sarebbe bastato leggerlo una volta sola.
Mi sopravvaluta, Frank, anche se lui dice di no.
Mi sopravvaluta perché ha ragione, rileggerò questo libro, perché in realtà... sono due.
Due libri in 160 pagine scarse.

Ma andiamo per ordine.
Io, mi sono accorto, non faccio molta fatica a parlare dei libri di persone che conosco. E Frank è un amico, conosciuto per caso, incrociandolo lungo le strade oblique del web, scoprendo che posso dirgli, "Ehi, Frank, domani nel primo pomeriggio potremmo beccarci per un caffè." E lui potrebbe rispondermi anche nei commenti a questo post, dicendomi "Okay, gelo".
Comunque, vi dicevo, non mi è difficile parlare dei lavori di persone che conosco. Se il libro è una merda, io ve lo dico; se il libro è bello, io ve lo dico. Se il libro, come in questo caso, sono due, io ve lo dico.
E non solo i libri sono due, ma prima, mi piacerebbe, raccontarvene la storia.
Quella del libri.
Di come nascono, di chi li ha scritti.
E io ve la racconto, ora, anche se in modo vago, e sghembo, come è lui.
Lui, il libro e lui, Frank.

Posso dirvi che fino a non molto tempo fa, "Marlowe di amo" era una storia che potevate leggere per intero sul web, a questo indirizzo, dove tutt'ora potete leggere il primo capitolo, se vi va.
E come in una favola, qualcuno ha detto a qualcun altro di leggerla, la storia di Marlowe, ed è piaciuta, così tanto che qualcuno ha telefonato a Frank per dirgli "Ehi, te la vogliamo pubblicare, quella storia. E se ne hai scritte altre, anche quelle ti vogliamo pubblicare."
La prima cosa che gli chiesto, è ovvio, è stata "Ma è pubblicazione a pagamento?"
A quanto pare no. E sinceramente ora che ho letto il libro me ne frego.
E anche se sembra una favola col lieto fine, è più o meno così, che è accaduto.
E appena vi dico che Frank, come lui stesso si definisce, è un uomo in là con gli anni, e che è buffo pensare di chiamarlo scrittore esordiente, quando al bar potrebbero scambiarci per nipote e un vecchio zio.
E se pensate che fino a una domenica mattina di qualche mese fa, quando glielo spiegai al telefono - lui a Udine davanti alla tastiera, io in macchina perso per l'Italia di mezzo - lui, Frank, non sapeva usare il copia e incolla, beh, ecco, sorridete, sì, ma non ne conoscerete tanti, nella vita, che hanno scritto tre romanzi in questo modo.
E aggiungeteci anche il suo essere sopra le righe.
Euforico, dilagante, disorganico, come lo vedete nei commenti, che ogni tanto mi lascia qui sul blog.
Quella folle ingenuità di chi non è capace di trattenere l'affetto, che miagola e gli graffia le mani, come se rivoltandosi contro a uno, che vuole schiacciare il proprio gatto a forza, nelle tasche della giacca.
E così gli capita di essere frainteso, preso per uno stupidello, o uno spam-man, o uno che ti sta sempre prendendo per il culo (come fa Marlowe, del resto), mentre lui è solo ingenuo o poco cognosce la netiquette e odia le faccine (ed è capace di telefonarmi per chiedermi che differenza c'è tra :) e :D, perché la seconda non sa cosa vuol dire.
E metteteci anche il suo partecipare a concorsi, e vincerli pure, a volte, solo perché gliel'hanno detto quelli della casa editrice, di farsi un nome, di farsi conoscere. E mi fa sorridere, quando mi sgrida, mi dice di tutto, ché non partecipo ai concorsi, ché son bravo a scrivere, mi dice. E val poco che gli dica che ho smesso, ma che non mi pesa.
E poi, sempre per raccontarvi questa favola, metteteci le coincidenze, le piccolezze che rendono le cose degne di essere. La copertina, per esempio, che l'ha trovata lui, Frank, per caso, e gli ha detto, a quelli della Robin, usate questa, ed l'hanno fatto, ed è perfetta, perché è proprio lì, che vi dovete immaginare la storia, del detective. Oppure all'inizio di Marlowe come libro, che avviene a 50anni dalla morte di Chandler, papà del famoso Marlowe.
Insomma, questo era il prologo.
E credetemi, se conosceste Frank (e non vi capiterà, perché lui alle presentazioni non ci sarà), il libro lo vorreste.

Ma torniamo a Marlowe e ai suoi due libri.
Un libro è la storia in sette giorni. Le vicende, che corrono velocissime, con una prima persona che parla per metafore e similitudini, come il jazz che ascolta, che non sai mai dove va a parare, che direzione sceglie una nota, o una strofa, o l'intera canzone. Ve la introduco con le parole del comunicato stampa, tanto per lasciarvi un'idea: "California, anni Cinquanta: una ragazza fuggita da casa, allo sbando tra i night club e il ricordo del padre morto in un incidente aereo. La matrigna, occhi di smeraldo, è in pena per trovarla. Un incarico apparentemente semplice per un detective come Marlowe, se non fosse per il suo doppio, il compare che lo tiene costantemente in bilico tra l’osservazione di un entomologo e il raccontarsela da solo."
E da qui si intrecciano le cose, e corriamo assieme a Marlowe che guida la sua puledrina, che parla con il defunto pà, e con la vivissima mà, che fa il funambolo in mezzo a due casi e a un mistero, chiedendo favori, facendoli, mentendo, scherzando. E naufragando in mezzo a un mare di whisky e di liquorini, di jazz e lucky strike, alla fine te lo senti in ogni riga che da qualche parte approderà, il nostro eroe.
E questo è un libro, ed è quello che dovete leggere per primo.
Un "originale omaggio a Chandler", dunque, come si dice nel comunicato.

Non solo.

Perché c'è dentro il secondo libro, e il secondo libro è una lunga, obliqua, a volte celata, poesia.
Non la cogli mai alla prima lettura.
Andatevi a leggere il funcool di Frank, Ombre. Alla prima lettura ti pare che non dica niente, poi ti accorgi che è un noir, e che è una poesia. Oppure leggetevi questo, che a me piace molto, oppure questo, e il suo polverone di commenti.
Io non ho altro modo, per farvi capire cosa intendo, che regalarvi qualche frase.
Questa per esempio, pag. 124-125: "Guardo gli altri chiusi nelle loro scatolette che si affrettano prigionieri dell'inquietudine che non li allontana di un millimetro da quel che sarà."
Oppure giochi come questo:
A metà capitolo, pag. 140, trovate: "[...] tento di dire, mantenendo il fare di una mammola che mette fuori per prima il suo nasino ad annusare incerta l'aria che sa di primavera e spera in cuor suo di non essere spuntata a fianco di un porcile."
e poi, dopo due pagine, trovate: "Avverto al naso con disgusto il marcio della città e, raggiungendo il marciapiedi sull'altro lato della strada, calpesto veloce la mammola per non farla soffrire oltre."

Bene.
Difetti? Beh, uno è quello che, in due o tre punti, il parlare troppo per metafore di Marlowe nasconde la vicenda che sottosta, portando qualche dubbio su cosa sia effettivamente successo. Questo tipo di narrazione è ottima in certi frangenti, perché porta davvero originalità (la descrizione del terremoto, per esempio) per si corre appunto il rischio di non capire subito.
Per il resto un discorso a parte va fatto per la forma.
E' originale, con uno stile suo, che cerca e rende benissimo la voce narrante di Marlowe, e quindi non la si può correggere. Ti sembra sempre che abbia degli spigoli smussati, ma leggi e rileggi, e non li vedi più, come un piccolo gioco di prestigio.
Spero che basti. Per avervi dato un'idea del libro, che non sia quella che potete comunque leggere qui, sul sito della Robin, con tanto di giudizi più meglio del mio.
Il libro lo trovate in giro per le libbrarie e se siete di Udine lo trovate alla Tarantola.
12euri per 160pagine sono sopra soglia, certo, ma il libro è denso, curato, e siccome sono due in uno, è come se costasse sei. :D

Bene, è tutto. Scusate se sono stato prolisso, ma è una lettura che mi ha soddisfatto.

9 commenti:

  1. Domani è oggi, okay, gelo!

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  2. Orca Gelo, penso che le case editrici dovrebbero cominciare a pagarti per promuovere i loro lavori, perché scrivi delle recensioni molto fique e invitanti.
    Ma loro non sanno che, se una cosa ti piace ti piace e se non ti piace non ti piace. E alla fine avrebbero dei problemucci... e le recensioni non sarebbero così fique...e le cavallette e poi tutto il resto, insomma! ^_^

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  3. Ehm. L'anonimo di prima ero sempre io. Cioè Noe. Ops. Sapevo di essermi scordata qualcosa.

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  4. Uffina.
    Non riesco a entrare nel mio account google!
    Comunque...io voglio questo libro.
    Quest'uomo fa innamorare dei libri di cui parla, è incredibile, lo volevo comprare dopo trenta righe di recensione, e ancora non sapevo neanche di che parlava!

    ^^

    Sarà mio.

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  5. @ figurati, mi pagano un paio di volte, poi la prima volta che dico che è un libro di merda mi dicono invidioso e mi chiedono i danni :D

    @noe! ma lo sai che se commenti mettendo il pallino dove c'è scritto nome/url e ci scrivi noè poi esce fuori miracolosamente "noè ha detto"?
    yeah!

    ps ma che razzo di pswd sei andata a mettere? pziuysdrtòasjkmvncpurethpi?

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  6. Wow, ma hai ragione!
    Però così non spunta la mia faccia, eh.
    Lo so che mi avete rubbbato la password proprio per questo, ma uffa però.
    Ma non era una password difficile, e ho provato tutte le combinazioni possibili in cui potevo averla messa, ma ma ma ma ma...
    Nada!
    Ho anche fatto mille richieste di quelle: "sono un'idiota e ho dimenticato la password, me la tornate almeno per pietà?". Ma google non ha pietà. Sigh sigh sob!
    Quando un giorno sarò famosa diventerai il mio recensore ufficiale. Anzi. Quando scriverò qualcosa diventerai il mio recensore ufficiale, così diventerò famosa. Yuppie!

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  7. Avevo già letto i racconti di questo "scrittore per caso"sul web e mi aveva già incantata non solo per il contenuto dei suoi scritti ma per la poesia mista ad ironia,disincanto,riflessione e maestria nella scelta lessicale.Ho comprato "Marlowe ti amo",l'ho letto, riletto ,dopo aver apprezzato moltissimo la recensione di Gelostellato,al quale devo fare i complimenti per essere riuscito a sintetizzare i sottesi intecci di questo libro,svelandoci anche qualche particolare sul modo di essere di questo autore.Oltre a quanto ho letto su Frank Spada e sul suo libro,qui, e http://www.robinedizioni.it/marlowe-ti-amo. Candy's50

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  8. Avevo già letto i racconti di questo "scrittore per caso"sul web e mi aveva già incantata non solo per il contenuto dei suoi scritti ma per la poesia mista ad ironia,disincanto,riflessione e maestria nella scelta lessicale.Ho comprato "Marlowe ti amo",l'ho letto, riletto ,dopo aver apprezzato moltissimo la recensione di Gelostellato,al quale devo fare i complimenti per essere riuscito a sintetizzare i sottesi intecci di questo libro,svelandoci anche qualche particolare sul modo di essere di questo autore.Oltre a quanto ho letto su Frank Spada e sul suo libro,qui, http://www.robinedizioni.it/marlowe-ti-amo. Candy's50

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