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FUN COOL! 4ta edizione I RACCONTI IN GARA

Ed ecco un post che non ho dubbi sarà bellissimo:
In ordine d'arrivo... i racconti in gara!

N° 1
Mattina del vampiro
Ardo d'immenso.


N° 2
Un fastidioso formicolio
Il giovane, addormentato su di un prato isolato, si sveglia, infastidito dalle zampette che gli solleticano il viso: sono centinaia di gonfi ragni neri che lo avvolgono nella loro tela, lasciandogli liberi solo gli occhi per leggere su un cartello, sbiadito dal tempo, “pericolo, zona contaminata”.

N° 3
Donne in battaglia
Sul muro, una, crepa.

N° 4
L'apparenza brucia
"Mi accorsi troppo tardi che la luce alla fine del tunnel era un incendio."

N° 5
L'esecrabile esercizio del giovane bullo di quartiere
È buio, pesto.

N° 6
Il quadro fantasma
La mattina andai in ufficio come sempre, e come sempre incontrai il capoufficio, che invece di ignorarmi mi rivolse la parola annunciando che mi aveva miracolato di un aumento di paga con scatto di livello incluso — come mi aveva promesso vent'anni or sono al colloquio d'assunzione — al che notai un lieve effetto traslucido, ma pensai fosse l'emozione, infatti ancora ignoravo che quella notte lui era morto d'infarto: a volte i sensi di colpa generano fantasmi.

N° 7
Sull'origine dei libri
Quando quell´anno, all´inizio delle vacanze estive, tornò sul lago nella casa di campagna di suo nonno e salì in solaio per riprendere il giornale pornografico che aveva nascosto alla fine dell´estate precedente, notando tutti quei libri nuovi di zecca allineati sulla credenza in mezzo alla polvere, pensò di essere stato davvero un idiota patentato ad aver lasciato, per tutto quel tempo, una rivista simile racchiusa tra un tomo della Bibbia e un´edizione dell´Odissea di Omero senza che neppure avessero una scatola di preservativi da poter usare.

N° 8
Ombre
Nei suoi occhi pagliuzze d'oro tremolanti il verde, il castano, l'abbandono sulle rive del lago di Fusine a inizi autunno, e ora le sembianze del suo amore inabissatesi tra i luccichii di un'ala migratrice in volo sullo specchio d'acqua, a fine inverno, seguono l'arrampicarsi solitario del mio sguardo sul Jof Fuart (parete nord).

N° 9
Richieste disattese
Il negromante era a metà della sua spiegazione sull'anatomia dei vampiri quando il re nero lo bloccò urlando: "LeGione, avevo detto LeGione di non morti, non ti saranno morte pure le orecchie?!"
di CMT

N° 10
Fuochi al tramonto
La sovrana, dagli spalti, guardava il suo esercito perire sotto i colpi dei guerrieri di ghiaccio, inscalfibili dalle comuni armi bianche; poi, sorrise: uno stormo di draghi rossi si stava profilando all'orizzonte.

N° 11
Una questione puramente accademica
Per lunghi e lunghi anni il Professor Pier Giulio DeMita, esimio etologo dell´Università Della Marchetta, studiò una rara specie di scimmie senza coda del Mozambico, tra le quali si aggirava un eccezionale esemplare dotato di evidente appendice, per poi scoprire - causa decesso della medesima (della scimmia, non della coda) - che l´esemplare caudato era in realtà portatore sofferente di una gravissima sindrome emorroidale, che poi prese il suo nome (del professore, non della scimmia).

N* 12
O così o era peggio del Valium
“È l'unico modo per far accadere qualcosa in questa palla mortale che ti ostini a chiamare romanzo”, le disse Septimus Warren Smith guardandola dalla pagina scritta a metà, e dopo averle mostrato un dito medio e consigliatole di darsi all'ippica si gettò da quella fottuta finestra.

N° 13
I denti di Bill
Dopo avere estratto il dente a Bill Gates il dentista vide con orrore che nell'anfratto sanguinolento della gengiva c'era una porta USB.

N° 14
La tana del coniglio
Alice si destò di soprassalto, in tempo per vedere un coniglio bianco che, lamentandosi ad alta voce del tremendo ritardo, abbandonato un guanto sul prato, si intrufolava in un buco rivelando, sotto la coda all'insù, dei notevoli genitali che la lasciarono stupita al pari della sensazione di appiccicoso umidiccio che avvertiva tra le gambe: era la sua prima esperienza nel Paese delle Meraviglie.

N° 15
Lacerazione
Quando avviò l´auto e si immise nel traffico poteva ancora vederla nello specchietto, proprio al di sopra della scritta "objects in the mirror are closer than they appear".

N° 16
Acchiapparella
"Ce l´hai!" urlò il bimbo lebbroso fregando la sua mano suppurata sul viso del compagno di giochi; gli altri bambini si dispersero per le vie del paese, occhi dilatati di panico e respiri affannosi, mentre la caccia ricominciava.

N° 17
L'idillio in un momento
Uscirono insieme dal supermercato, mano nella mano, guardandosi intensamente negli occhi e immaginando futuri rosei in campi verdi e rigogliosi di fiori, saltellando come Georgie l'ultimo giorno di verginità, quindi attraversarono la strada, sempre immergendosi nello sguardo dell'altro, quando il tir si fece sempre più vicino, travolgendoli in un trionfo di frattaglie spiattellate sull'alfalto al suono della cucaracha di una Eldorado 1968.

N° 18
Dimmi cosa vedi
Dimmi cosa vedi, cosa senti, toccando queste foto, queste immagini sgranate, ingiallite dal tempo e dei mille e mille tocchi emozionati, addolorati, queste immagini che trasudano desiderio di vita, imposizioni di morte, mia nonna disperata in piedi, lacrime, sfocatura dell'immagine della valigia di cartone che si apre e riversa il suo misero contenuto a terra, lo spago spezzato, mio nonno in ginocchio sanguina da un orecchio, il poliziotto che alza di nuovo il manganello per colpire sull'infernale roccia recinto-bestiame di Ellis Island, e guarda questa, diavoli neri sorridono tra gigantesche infernali macchine e ingranaggi paurosi, promesse di torture e tormenti, avevo paura a sentire solo il nome di quel luogo maledetto, la FIAT di Torino, e qui quegli stessi diavoli neri ora bianchima ancora sorridono mentre il treno carico per Reggio Calabria arriva alla sua destinazione, papà tra i diavoli sorridenti sventola sfocata in foto una grande bandiera con la falce e il martello (promesse di lotta) e ora dimmi cosa vedi, i diavoli qui sono molto giovani e hanno lunghi capelli e montgomery e sciarpe e lanciano bottiglie molotov contro altri diavoli con elmi e scudi e la scritta Polizia in evidenza e c'è tanto fumo e bocche distorte dalle urla e sangue rosso come le bandiere, e qui una stella a cinque punte e sotto le lettere BR e sotto il viso allucinato ma tranquillo di Moro, è una foto che mio fratello scatta al televisore e papà bestemmia forte e dice abbiamo sbagliato non è questa la strada non cederanno, non cederanno mai, e dimmi cosa vedi ora, la mamma sdraiata sul letto di morte, ha il suo vestito più bello e tra le mani stringe un rosario di legno, non saprò mai chi glielo ha messo tra le mani, mia mamma non era credente, non credeva più in niente, anzi, in qualcosa credeva, credeva in me, nella mia bella divisa da Carabiniere, l'alta uniforme che indosso in quest'ultima foto, scattata prima della partenza per Nassyria, l'ultima foto in cui respiro, sorrido, prima di trasformarmi nell'involto informe e sanguinolento, una delle tante immagini orribili che girano sugli schermi e sui giornali, tutti i giorni, in tutto il mondo, dimmi cosa vedi, dimmi, vuoi vedere ancora?

N° 19
Tassidermia
Dicono sia difficile, ma non è vero; è solo questione di pratica ed esperienza: mio padre infatti è venuto meglio di mia madre.

N° 20
Nova vita
Frugo nel cuore di un alba rossa e nuova, che scuote genoma bloccato nel metallo, mentre disperdo frammenti combusti dentro tenebre macchiate di stelle; osservo, attraverso occhi cibernetici, ceneri di un corpo vetusto orbitare nel vuoto cosmico, laddove la mia coscienza si aggrappa stretta, mordendo spietata, a fresca struttura sintetica.

N° 21
Mida Forever
Il diavolo saltellava sul pontile lanciando occhiate sbilenche all'uomo nella barca d'oro, con le vele d'oro, stretto come un bambino al timone d'oro sovrastato dalle onde, e rideva sguaiatamente della stupidità umana.

N° 22
Attento con quell'ascia, Euge...
La testa di Ruggero rotolò sul pavimento, con l'ultima sillaba, non ancora pronunciata, stampata in faccia, mentre Eugenio la fissava soddisfatto: era stufo di sentirlo ripetere la stessa frase da quarant'anni.

N° 23
La vendetta delle tartarughe
«L'idraulico è fuori gioco» annunciò fiero il rettile, e aggiunse: «ho avvelenato i suoi funghi»; Mario non avrebbe più schiacciato le tartarughe.


N° 24
La biblioteca
Una vita di scavi e di ricerche, ma alla fine aveva ritrovato l´antica Biblioteca di Alessandria con la sua raccolta di testi unici che tutti pensavano perduti per sempre, e quando felice e piangente le dette fuoco, fu certo che nessuno li avrebbe mai più letti.

N° 25
Concorrente indispettito
Visto che lui poverino tutti gli anni si impegnava tanto tanto per scrivere una cosa davvero buona in una riga sola, mentre poi vincevano sempre quelli con le frasi interminabili che non avevano senso, quella volta decise di partecipare pure lui con un racconto lunghissimo senza capo né coda e con la punteggiatura alla cappero; chissà come andrà a finire: sarà questa la giusta occasione in cui vincerà il prestigioso premio, o verrà piuttosto sconfitto per l'ennesima volta?

N° 26
Paradiso
Raffaele, capelli biondi e occhi azzurri, si godette per anni e in ogni senso e direzione, il fatto di essere rimasto l´ultimo uomo su di una Terra ancora popolata di donne vogliose; il suo umore cambiò di molto quando vide sgambettare un bimbetto dalla pelle nerissima

N° 27
Memoria
Ricordi pesanti, che affardellano, rimuovere il male per nuova vita, perpetrarne la memoria per vivere, ieri vittime, oggi carnefici, triste genere umano, nessuno tocchi Caino, ma intanto Abele muore.

N° 28
L’assessore

“…Dunque tu chi sei?”

Chiuso finalmente nell’intima solitudine della propria stanza, guardando la propria immagine riflessa dallo specchio, l’assessore, appena eletto, sulla base dei rapporti esaminati concluse che sussistevano comportamenti ancora grossolani, le attività descritte si mostravano spesso troppo palesemente orientate al soddisfacimento di finalità individuali, al raggiungimento di obiettivi personali o di gruppi ristretti di individui, al punto che gli sembrò evidente come fosse proprio lì che si rendeva necessario innestare la pratica della sua arte, tramite la quale si potesse realizzare l’apparenza che quelle attività fossero invece svolte per il perseguimento del bene generale, mostrando come per questo si dovesse non solamente saper smussare gli spigoli delle proprie posizioni o avere la capacità di accettare compromessi riguardo alle convinzioni personali ma, alle volte, giungere addirittura ad attraversare i confini posti dalle diverse visioni del mondo, entrare nel campo dei propri alleati, finanche dei propri avversari, confondersi con essi, e nessuno poteva negare che lui fosse maestro in quel settore, anche se ciò, certo, gli costava ma… il fine politico che lo guardava deciso dall’altra parte dello specchio, rappacificandolo, valeva bene l’animuccia di un piccolo Faust di paese.

N° 29
Fratricidio
Odiava quel ticchettio, innaturale sdoppiamento, costante monito della presenza dell´Altro, colui che lo opprimeva e gli sottraeva linfa vitale; perciò avviluppò e ritorse il cordone, con pervicacia e senza esitazioni, fino a che lo sdoppiamento cessò e rimase un unico battito, il suo: un solo embrione, in paziente attesa della luce del Sole.


N° 30
Prima base
Marco, lo stesso Marco che fino a ieri lo salutava quando lo incontrava per strada, stava riprendendo tutta la scena col telefonino, mentre lui avrebbe voluto dire che quello non era il suo sport, che era troppo stupido per imparare regole così complesse e che sua mamma lo stava aspettando per cena - quella sera gli aveva promesso lasagne, il suo piatto preferito -, ma la palla che quei ragazzi gli avevano ficcato in bocca gli permetteva soltanto di sbavarsi sul mento e di stringere i denti fino a lacrimare, e comunque dubitava che parlare sarebbe servito a qualcosa: il tipo grande e grosso col caschetto aveva appena spento una cicca sotto al tacco della scarpa e ora impugnava una mazza con entrambe le mani e stava avanzando verso di lui, la faccia deformata da un sorriso malato, tra le urla della folla.

N° 31
MY OWN descent into the Maelström
Precipito nell'insensato caos impossibilmente dipinto nella mia mente, disciolta in tele di sogni bruciati.
(Lilith)

N° 32
Acchiappando le farfalle
C´era una volta, tanto tempo fa, ma proprio tanto, una bambina che amava molto le farfalle, le piacevano quelle colorate e grandi, cercava sempre di acchiapparle con le sue manine grassocce, e qualche volta ci riusciva, e a quel punto le povere farfalle finivano con il morire; ciò che la bambina incauta non sapeva è che farfalle non sono semplici insetti, ma gli spiriti degli amici immaginari ormai dimenticati, anche lei aveva avuto un amico immaginario una volta, un draghetto rosso proprio come le ali della farfalla che teneva tra le dita in quel momento, quando l´amico immaginario gridò di dolore, intrappolato tra le dita della bambina, lei lo riconobbe e lo lasciò cadere a terra, spaventata, da quel momento la bambina non tentò più di acchiappare farfalle.

N° 33
-Citazione dotta-
"Quando mi svegliai, il dinosauro era ancora lì"

N° 34
Principio di conservazione
Gli ammortizzatori Blooper assorbono tutti i colpi, così dice la pubblicità, ma dove vanno a finire, questi colpi assorbiti? Lo scoprì Procide Vannini quando i quattro ammortizzatori della sua Hummer rilasciarono contemporaneamente tutti i colpi presi nei precedenti cinque anni, scagliando auto e proprietario ben oltre i palazzi più alti.

N° 35
Finestra a nord
Mia nuora va in bagno, apre la finestra, non la chiude mai: non la aprirà più.

N° 36
England 1888: the penalty
La figura imponente se ne stava a difesa della porta, piegato sulle gambe, le braccia protese in avanti, pronto al balzo, e lo fissava con tono di sfida, ma lui incurante del suo sguardo cupo e degli ululati tutt´intorno, prese la sfera luccicante e la depose nel punto giusto, aveva polvere da sparo al posto dei muscoli e non era quello il momento per dubbi o indecisioni; aggiustò il calcio, prese la mira e sparò senza pensarci su, tanto che l´altro cercò di buttarsi di lato senza però riuscire a evitare il tiro e la palla entrò con millimetrica precisione, ora poteva correre esultante verso la porta rimasta sguarnita, aggirò l'estremo difensore rimasto stecchito a terra, superò la soglia e richiuse l'uscio, ormai al sicuro nel suo cottage: anche per oggi il cacciatore di lupi mannari aveva portato a casa una vittoria.
di g.vanderban (VdB)

N° 37
Quando mi mangiai la mia ragazza un pezzo alla volta
C'era una volta Valentina, ora non c'è più.

N° 38
Circolare famigliare
"Lo dissi a mia madre, che lo disse a suo marito, cioè a mio padre, che avvisò la nonna, cioè sua madre, e poi il nonno, cioè suo suocero, e quello lo disse a mia zia, cioè sua figlia e sorella di mia madre, che lo disse a mio zio, cioè figlio di mia nonna e fratello di mio padre, che lo disse a mio nonno, cioè il padre di mia madre che lo sapeva già e che comunque lo disse a mio cugino, cioè al figlio di mio zio e fratello di papà che lo disse alle sue due cugine gemelle, tra l´altro cugine anche mie e figlie della zia, sorella di mia mamma, che in coro lo raccontarono anche a me, che però lo avevo detto per primo, che fuori aveva cominciato a nevicare.
di Renzo Brollo
N° 39
La scoperta del fuoco
E fu così che nessuno sentì più parlare dei giganti del ghiaccio.

N° 40
Intorno a me
Non c'è luce, poca aria e non riesco a respirarla, stretto a destra e sinistra, sopra e sotto, è buio, nessun rumore, solo ansia, solo angoscia, intorno a me il nulla e l'atroce senso di un'eternità vuota, è la mia bara, è la mia morte.
di Stefano

N° 41
Ka(r)masutra
Venne dunque il giorno in cui la Terra disse al Cielo: «Adesso tocca a me stare sopra.»

N° 42
Ava (palindromania)
Ava è nome di demone; Ava, ossesso, è arida, s´adira; Ava, la nera arena lava; Ava, osso d´angelo, legna d´osso; Ava è male e lame; Ava, oro, oramai sì amaro; Ava, a tutta voce l´eco va tutta, Ava...: `tacci tua, Ava! 

N° 43
L'asceta mancato
Sollevò lo sguardo da quel suo primo vero pasto dopo tanto forzato digiuno e, rivolgendosi alla testa decapitata di colui che era stato il suo maestro, i cui occhi spalancati ancora lo fissavano tra viscere e sangue stagnante, ruppe infine anche il voto del silenzio: "Poco sale, Padre"

N° 44
Cataplessia
Mai, come quella volta, barzelletta e tavolo (con relativo spigolo) furono così, fatalmente, vicini.

N° 45
L’ultima carta
Lo sformato nel forno somigliava sempre più a un visitatore alieno, lui sarebbe arrivato a momenti e Maria sentiva che rischiava di sprecare, a cinquant’anni compiuti, l’ultima occasione di conquistare un uomo quasi perfetto, se non fosse stato per quel problema al cuore; così iniziò a triturare la misteriosa pillola blu che le aveva dato la cugina sposata dicendole: “sminuzzala e diluiscila nel bicchiere di vino e lui non ti potrà resistere: lo farai morire.”

N° 46
Il primo sorriso senza paura
Francesca era arrivata a destinazione; doveva riprendersi i dieci anni di vita rubati da Don Pinuccio e aveva deciso di farlo nel punto della terra più lontano dal suo paese e da quella pagina di giornale che raccontava di lei caduta in coma per mano del suo protettore e per la prima volta si sentiva pulita di fronte al portiere che le consegnava le chiavi della camera d’albergo.
di Caterina DP
N° 47
Ahora...
ahora que he conseguido alcanzarte y sorprenderte, no te muevas y deja de menearte asì yo pueda, definitivamente, ver el miedo en tus ojos mientras buscas las palabras para hacerme aflojar la presiòn en tu cuello. tal vez entre estas palabras resulte al menos una, digna de ser recordada y recogida en tu boca junto a tu falta de amor.

N° 48
Confusione
Nel suo sogno ricorrente correva a perdifiato giù da un ripido pendio, saltando agilmente da un masso all'altro, ma sempre, con rimpianto, si svegliava; poi, quella volta, non riuscì a svegliarsi.
di Lupo Alberto

N° 49
Approvigioni
l fungo bianco si innalzava infinito davanti ai suoi occhi accecati dalla luce della disfatta, mentre la città e le montagne e le persone si sbriciolavano come terra arida tra le dita; forse questa volta aveva esagerato, in fondo le scorte di petrolio garantivano ancora qualche decennio di sopravvivenza.

N° 50
In trappola
Sono nella stanza vuota, solo le candele la illuminano creando disegni ombrosi sulle pareti; odo la solita melodia che mi ottenebra l'anima... tutto si ferma, entra una donna in bianco che mi intima di seguirla in mensa: era l'ora del pranzo!
di Paola Cattarulla

N° 51
L´ultimo respiro
Riemerse, per l´ultima volta, allo scoccare della mezzanotte, a bocca spalancata come un uccellino, lottando ferocemente contro l´enorme massa d´acqua salata che continuava a spingerlo sotto, nel nero del mare dove finalmente si sarebbe ricongiunto alla sua sposa, mentre, poco distanti dal relitto del veliero, alcune giovani sirene giocavano con dei delfini, in un tripudio di suoni e forme
di Black _ Dahlia

N° 52
Il sogno di un bimbo
Quel canto di donna mi cullò la mente come una dolce Berceuse senza tempo, mentre la mia palpebra si stava adagiando resistente sul mio occhio assonnato, gravando su di esso come fosse un'incudine... Oniriche visioni infantili giocarono scherzose con questa essenza luminosa, e una serenità filosofica pervase il mio corpo di bimbo.

N° 53
Maternità
Carla si accarezza il pancione e sogna per sua figlia un roseo avvenire, non sa che la sua bambina dai riccioli biondi avrà i capelli scuri, gli occhi che immagina azzurri saranno verdi e quel vago desiderio, di vederla crescere e farsi donna, s´infrangerà fra tre giorni, in una sterile sala operatoria al settimo piano del padiglione C.
di Cristina

N° 54
Vedere e prevedere
Sbirciando nella sfera di cristallo, la vecchia Chloe vide un volto oscuro fissarla da profondi recessi, in mano un lungo pugnale, sulle labbra il disegno della sua morte; ella, cieca come una talpa in una sala di un cinema di quart'ordine durante un black-out, non capì che quello che vedeva era un fottuto riflesso.

N° 55
Se solo mi vedessi
Un buio pastoso mi avvolge mentre sento un desiderio irrefrenabile di te: ti muovi nel letto accanto me, mi cerchi con la mano, avvicino le mie labbra al tuo collo...

N° 56
Contrattempo
Quando vide sua moglie a letto con il killer che aveva ingaggiato, ebbe il vago sospetto che una parte del suo piano non si era realizzata.

N° 57
Sei euro
"Uccide la nonna per sei euro e va a giocare", recitava il titolo di cronaca, e Michele pensò che fosse una buona idea, così rise dei versi muti dell'anziana che si dimenava sotto le sue dita, poi salutò i suoi occhi fissi spruzzati di rosso, agitò la schedina che stringeva con tre monete da due, e uscì.

N° 58
Rivelazioni
Alessandro, sudato di giochi estivi, ibernato sulla soglia del cesso, osserva getti rotanti cremisi eruttare da un corpo avvolto nel blu di una vestaglia che pare un mare in tempesta e, appena l'urlo straziante del trapano si placa insieme alla pioggia di materia cerebrale, percepisce un fievole lamento, il sordo sbattere dei talloni nudi che scivolano sulle piastrelle imbrattate di umori e la voce di Guido, suo padre, gracchiare: «Ebbravo Sandrino che sei tornato, così vediamo che cazzo c'ha in questa testa la tua caaraaa-mammiiinaaa
di Walter Mille

N° 59
La città dei Leviatani
Una città si ergeva in mezzo alla pianura, e le leggende si disperdevano per le contrade dell'ecumene sfuggendo una legge universale, si affievolivano, cioè, allontanandosi dall´origine, perché coloro che, tornati tra le proprie genti, ne avrebbero tratto resoconti ad uso di diplomatici e mercanti, scoprivano ancor prima di averla vista di non poter essere creduti, ne prendevano coscienza con sgomento appena lasciata alle spalle l´ultima gola montana e il suo presidio, i suoi guerrieri dagli occhi obliqui, le loro cavalcature zannute dai dorsi lanuginosi, già quando, con la cinta ancora invisibile, solo un bagliore timido che lentamente invade l'orizzonte e la mente, percepivano la magnificenza irradiarsi attorno, la benedizione degli dei, l'ossessione di demiurghi incauti la cui creazione supera la stessa natura loro eterna, e la meraviglia aumentava ancora nel preciso istante in cui i particolari della fortezza, che dire, nell´istante in cui anziché i particolari della fortezza che il viaggiatore si sarebbe aspettato si scorgeva in lontananza un semplice anello bianco, come di marmo purissimo, liscio, mai spezzato da torri, garitte o feritoie, neppure teste o lance caracollanti nelle giornate malate delle sentinelle, bianco come smaltato di bianco era anche l´unico cancello, possente, distinguibile dallo sfondo solo giunti a poca distanza, ed è il silenzio al di fuori, nulla nella brezza che parli di vita all´interno delle mura, nessuno che si affacci dall'alto, finché il viaggiatore non chiama a gran voce e l´aria immota risponde, le catene scorrono senza rumore, la grata si solleva senza affrettarsi, senza affrettarsi la bocca irreale rivela la Città di Shangri-La.
di X

N° 60
Fine dei giochi
L'essere con la falce in mano osservò terrorizzato le uniche due pedine rimaste.
di Piscu

N° 61
Il mondo dei replicanti
Dio si disconnesse.

N° 62
La macchina del Prima e del Dopo
Da che mondo è mondo, una semplice, dannatissima regola di buon senso vuole che il cronotrasporto avvenga entro i limiti fisici di un universo, ma spesso qualche incauto traslatore con troppi popup per la testa decide di voler andare Prima o Dopo, come se ci dovesse trovare chissà che, in preda a una fregola ontologica che proprio non comprendo - il suicidio del pesce nella boccia? -, e così me li ritrovo tutti in giro costernati per il desktop, tanto che adesso, mannaggia loro, mi toccherà riformattare.

N° 63 
Buoni consigli
Mentre si sfilava le mutandine, ripensò all´incazzatura della madre, alle prese in giro di quei "figli modello" dei suoi fratelli, alla stretta economica minacciata (e messa in pratica) dal padre e rise: la voce suadente del serpente spiraliforme tatuato sul suo corpo continuava a tranquillizzarla promettendole, per i suoi problemi di adolescente ribelle, tante altre soluzioni delle quali quel vecchio eccitato che le stava davanti in quella camera d´albergo, era solo la prima.
di Dragoemme

N° 64
Complici di un amore impossibile
Lui non vedeva l'ora di partire per poi arrivare esausto ma felice per sposarsi in quella incantevole chiesa ottocentesca, Lei fremeva nel mettersi l'abito bianco con quei lunghi strascichi; si incamminarono e il viaggio fu magnifico, intenso, poetico: arrivarono davanti al luogo indicato e vi trovarono soltanto macerie; la chiesa era stata demolita e al suo posto sarebbe stato costruito un Mc Donald di tre piani....

N° 65
Il dramma di Freddy

Con quello che costavano gli arrotini il suo lavoro era diventato un vero incubo, l'ultima volta che l'ho visto stava sempre incollato alla TV sopra la fornace a mormorare depresso le stesse parole, ripetutamente: miracle blade tre.
di Alessio

N° 66
Leggere allunga la vita
Ancora sotto le coperte leggeva le ultime pagine di quel libro strambo: glielo aveva ficcato in borsa una copia new age di Mago Merlino - credendo volesse fargli sparire il portafogli aveva pronunciato varie paroline magiche contro lui e la sua progenie - e sulla copertina lurida e sgualcita stava scritto Chi ha tempo non aspetti tempo; quel volume a caratteri antichi sapeva tutti i fatti suoi (peggio di una suocera!) e per di più si permetteva di elencargli tutte le abitudini che avrebbe dovuto abbandonare il giorno dopo, se non voleva morire, e lui la sera prima ne aveva letto circa la metà prima di scocciarsi ed uscire, ma appena sveglio colto da paura aveva ripreso la lettura, e mancava davvero poco quando il tetto gli crollò sulla capoccia, strappandogli agli occhi l'ultima frase: "E soprattutto, caro figliuolo, smetti d'attardarti a letto la mattina, perché il nuovo giorno cominci propizio"
di Noemi Turino

N° 67
Scambi d'esistenza
Da quando è riapparso dal muro, lo zio non respira più: cammina, mangia, a volte sembra quasi che muova gli occhi; a noi sta bene così.
di Andrea Kadath Piras

FINE

36 commenti:

  1. Mamma mia! Ma allora la gente tra un fun cool e l'altro si arrovella e si spreme e appena esce la gara ha già qualcosa di pronto da inviare!
    Non ho parole...

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  2. Questa è una guerra...
    alla guerra ci si deve preparare..
    :D

    eri stato avvertito... :)

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  3. il titolo era la TANA (peraltro titolo del primo capitolo del libro), ma la tua variante non mi dispiace affatto: lo migliora!!
    Grazie! gloria

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  4. ahahahah
    oddio scusa
    il rincoglionimento del mattino
    lho corretto
    perdonami :)

    anche se in effetti "la tanta del coniglio" era tutto un programma :D

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  5. Ok, ecco il mio...

    L'idillio in un momento

    Uscirono insieme dal supermercato, mano nella mano, guardandosi intensamente negli occhi e immaginando futuri rosei in campi verdi e rigogliosi di fiori, saltellando come Giorgie l'ultimo giorno di verginità, quindi attraversarono la strada, sempre immergendosi nello sguardo dell'altro, quando il tir si fece sempre più vicino, travolgendoli in un trionfo di frattaglie spiattellate sull'alfalto al suono della cucaracha di una Eldorado 1968.

    RispondiElimina
  6. Georgie l'ho scritto giorgie! ufffffff

    RispondiElimina
  7. sistemato :)

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  8. Ciao Gelo, eccomi qui...

    Tassidermia

    Dicono sia difficile, ma non è vero; è solo questione di pratica ed esperienza: mio padre infatti è venuto meglio di mia madre.

    RispondiElimina
  9. Avviso ai funcoolers
    Se c'è qualcosa che non vi quadra, nel nome, nel nick o nel link
    basta che lo diciate qui che cambio

    :)

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  10. Ecco io non sono proprio soddisfatto del mio zigomo destro. Si può fare qualcosa? ^_^

    RispondiElimina
  11. Be' Munzic se hai bisogno di gente che ti risistemi i connotati, esci di notte in qualche viottolo buio e vedi che ne trovi di generosi disposti a darti una mano. Anche due! ;)

    Dai che sto fun cool è a metà strada per il record cercato, e manca ben ancora una settimana!

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  12. beh dai, siamo al giro di boa...

    e tu munzic puoi prendere a testate lo sciamano...
    due piccioni con una fava :D

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  13. Gelo non so se è possibile, ma c'era un refuso e due parole mancanti, si può intervenire? Ciò che se gue è corretto

    Quando quell’anno, all’inizio delle vacanze estive, tornò sul lago nella casa di campagna di suo nonno e salì in solaio per riprendere il giornale pornografico che aveva nascosto alla fine dell’estate precedente, notando tutti quei libri nuovi di zecca allineati sulla credenza in mezzo alla polvere, pensò di essere stato davvero un idiota patentato ad aver lasciato, per tutto quel tempo, una rivista simile racchiusa tra un tomo della Bibbia e un’edizione dell’Odissea di Omero senza che neppure avessero una scatola di preservativi da poter usare.

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  14. No, però magari attraverso un processo di osmosi bloggheriana il commento infetterà il post e avrai ciò che chiedi.. :)

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  15. sei un grande!

    mi inchino alla tua benevolenza

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  16. Ma nessuno commenta i racconti?
    Suvvia: facciamoci a pezzi!
    Gloria

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  17. @Gelo e Sciamano. Io sono contro la violenza... a fini estetici! ^_^

    @Gloria. Sì, ma commenti con almeno dieci punti e quindici virgole! ^_^

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  18. votiamoci
    asterischiamoci
    funcoolizziamoci

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  19. Ecchime. fun cool evribadi.

    PRIMA BASE

    Marco, lo stesso Marco che fino a ieri lo salutava quando lo incontrava per strada, stava riprendendo tutta la scena col telefonino, mentre lui avrebbe voluto dire che quello non era il suo sport, che era troppo stupido per imparare regole così complesse e che sua mamma lo stava aspettando per cena – quella sera gli aveva promesso lasagne, il suo piatto preferito −, ma la palla che quei ragazzi gli avevano ficcato in bocca gli permetteva soltanto di sbavarsi sul mento e di stringere i denti fino a lacrimare, e comunque dubitava che parlare sarebbe servito a qualcosa: il tipo grande e grosso col caschetto aveva appena spento una cicca sotto al tacco della scarpa e ora impugnava una mazza con entrambe le mani e stava avanzando verso di lui, la faccia deformata da un sorriso malato, tra le urla della folla.

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  20. Ehi Gelo! Hai un successo folle questa volta: tutti hanno voglia di andare a fun cool. Sarà una dura battaglia.
    Perché siamo così masochisti?
    Gloria

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  21. Ecco il mio

    Se solo mi vedessi

    Un buio pastoso mi avvolge mentre sento un desiderio irrefrenabile di te: ti muovi nel letto accanto me, mi cerchi con la mano, avvicino le mie labbra al tuo collo...

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  22. c'è del marcio nella rete...

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  23. Mai visto tanta gente insieme andare a Fun Cool.

    Gelo, c'è del genio in te.

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  24. Dedidetevi :)
    o io sono genio
    o la rete e marcia
    o tutti abbiamo molto bisogno di andare a fun cool!

    la terza mi sa :D

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  25. Grande edizione; che bello c'è anche X!

    P.s. Comunque ci sarebbe qualcosa che non va, il mio racconto era: "Dio si disconnesse." XD

    Gianluca

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  26. e chi ha scritto qualcosa di diverso?
    :D

    non starai mica accusando di un lapsus di copia incolla?
    :D

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  27. Valerio Bonante17 gennaio 2010 19:52

    Azz ci sono racconti spettacolari!!!! Complimenti davvero a tutti :D

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  28. confermo!
    al 95% è stato preso sul serio
    e non posso che essere fiero e gaudente. :)
    dovrò pensare a premi a sorpresa spettacolari :D

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  29. Sei tu che mi clicchi per farmi venire qui a dire qualche boiata delle mie, vero? Comunque devo dire che c'è un sacco di partecipazione, sei quasi più partecipato tu di tanti concorsi "seri" che si trovano in giro. E poi io ai concorsi seri non partecipo, per cui altro motivo di prestigio per te e il tuo Gelostelloso sito.

    Cia... anzi, no: funcool, ovviamente.

    Simone

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  30. Bene!
    Recuperati tutti i racconti di mail, faccialibro e cellulare. Più ovviamente quelli dei commenti.
    La quarta edizione del Fun Cool! si conclude con 67 partecipanti, che tengo a ringraziare tutti, nessuno escluso.
    Qualche racconto è borderline, ma è bello così :)

    E adesso via a rompere le balle ai giurati! (a cui avevo detto qualcosa del tipo: "ma si, tanto ci metti poco, una ventina di frasi da una riga o poco più...) :D

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  31. Bene, ora Gelo prendi tutte le frasi, le cuoci a ritmo lento, mescoli bene bene, ti spremi le meningi ( bevine metà bicchiere prima di proseguire) e alla fine le usi per scriverci un bel romanzone. Poi mandi il bel faldone a un editore e quello... ti manda subito subito a Fun Cool! ^_^

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  32. Poveri giurati... mi chiedo perché lo facciano... Gelo che strumenti usi per convincerli?!

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  33. Il perché in tanti abbiamo deciso di partecipare ad un racconto di una frase rimane per me un mistero, ma dato che io ho partecipato a tutte e quattro le edizioni del Fun Cool, è un qualcosa che dovrei cercare di chiarire con me stesso.
    I racconti sono tutti piuttosto belli, e devo dire che sono rimasto sorpreso dalla loro qualità media, soprattutto in quelli che in una frase sono riusciti a sottintendere una storia molto più articolata.
    Detto questo volevo fare un’osservazione. Il numero dei partecipanti del Fun Cool è passato progressivamente da 15, a 30, e nell’ultima edizione a più di 60. Ad ogni edizione i partecipanti semplicemente raddoppiano. Ho allora valutato la progressione degli iscritti delle prossime edizioni che saranno: 120, 240, 480, 960, 1920, 3840, 7680, 15360, 30720, 61440, 122880, 245760, 491520, 98304000… arrotondabile a un milione di iscritti. Insomma si moltiplicano più dei Gremlins con l’acqua. Tenuto presente che le edizioni sono più e più in un anno, il 2012 dovrebbe essere la data in cui il sistema collasserà e qualcosa di terribile potrebbe accadere. E poi anagrammando e sommando tra di loro le lettere di Raffaele Serafini secondo un complicato algoritmo, ho ottenuto 35; che non è un multiplo di 666, ma qualcosa dovrà pur significare.
    Vi dico allora, state in guardia.
    Michele

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  34. ahahahahahahahahhahahah :DDDD

    e io che pensavo bastasse nome e cognome a mettervi in guardia... :D

    Grande Michele!

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