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La Seconda Che Hai Detto - episodio 6



Okay! E' l'ora! Lo so che per ora siete ancora in pochi, a esservi affezionati alle avventure di Samuele, ma secondo me non stanno venendo nemmeno così male.
Ecco la sesta meravigliosa piccola puntata, in cui scegliere, come al solito con un commento al post, la vostra ipotesi di continuazione.
Tranquilli, non serve che vi rileggiate le puntate uno, due, tre, quattro e cinque. E secondo me non serve nemmeno vi rileggiate il regolamento che tanto non me lo ricordo più nemmeno io!
E non credo che serva nemmeno un riassunto delle puntate precedenti. Vi basti sapere che Samuele ha visto una vecchia gettarsi dal tetto di una grande chiesa e spiaccicarsi a terra diventando fango. Preso da un impulso irrefrenabile si è portato il fango in ufficio e ora è impegnato a nasconderlo al suo collega gay. Ah già, il fango è vivo. :)
(la foto non riguarda questa puntata me quelle future, che promettono meraviglie... faccio hype)
Buona lettura, e vedete di dare la vostra opinione!


- 6 -

Quando tornò la poltiglia fangosa zampillava allegra tra gli scaffali dello schedario.
Usando chissà quale logica propulsiva saltò sulla scrivania con un tonfo e s’incolonnò come se fosse un piccolo vulcano.
Samuele trasalì.
«Ma puoi stare un po’ ferma cazzo?!» intimò a voce un po’ troppo alta, rendendosi conto di averle appena assegnato, senza alcun motivo, sesso femminile.
Il cumulo di fanghiglia rimase immobile, chiaramente offeso dal rimprovero, o almeno così gli parve.
«Non puoi fare tutto questo baccano o Fulvio…» la porta si spalancò di colpo.
«Mi ha chiamato?» gli disse l’altro col tono falso del traditore «Oh! Ma cos’è quella cosa che hai sul tavolo? Dove l’hai preso? Sembra una groooossa merda!»
Samuel in quell’istante sentì di odiarlo, ma vedendo che il grumo di fanghiglia rimaneva immobile, e colto improvvisamente da un raptus di gelosia e da un istinto protettivo, sparò: «Ma che dici? Non lo vedi che un souvenir del Vesuvio?!»
«Ma sei scemo?!» ribattè Fulvio guardandolo negli occhi «Questo è tutto tran» le parole gli s’incastrarono nei denti. Sulla scrivania c’era esattamente una grossa, marrone, perfetta copia di un vulcano.
«Ma… ma dove l’hai presa?» chiese Fulvio basito.
«A Napoli, ovvio!»
«E quando, di grazia?»
«Nel week-end, ovviamente! Non lo vedi che è nuova?»
«Mah? Questo week-end?»
«No, al tempo dei Romani!»
«Ma quando ci saresti stato, scusa? Sabato eri su facebook! Ti ho visto! E… E anche ieri!»
«Ho aggiornato dal cellulare, ovvio»
«Ma il tuo non c’ha internet! E poi non c’era il telefonino piccolo vicino al messaggio! Lo avrei notato!»
«Eccheccazzo Fulvio! Ma cosa stai tutto il fine settimana a leggere il mio profilo? Okay… okay… la mia amica aveva il portatile»
«Hai una… amica? E ci sei andato a Napoli?»
«Beh, sì, sai i suoi sono di quelle parti…»
«Mah… mah… allora è più di una amica! E dillo bellezza che c’hai una donzella? O è un… donzello e non me lo vuoi dire? Ti ho beccato eh?!»
«Seeee! Ti piacerebbe eh? Donzella donzella! Fidati»
«Macchè, ti ha già presentato ai suoi? Di Napoli? Ma allora sei bello che fregato ciccio!»
«Ma stai tranquillo che non ci sono finito a casa! O meglio… non a casa dei genitori…»
«E quell'obbrobbrio te l'avrebbe regalato lei?»
«Yesss!»
Anni e anni a millantare relazioni con gli amici del calcetto davano a Samuele una verve insperata. Se la immaginava addirittura, questa simpatica moretta con un davanzale tanto, con cui avrebbe trascorso… «E come si chiamerebbe ‘sta tizia?» lo interruppe Fulvio, bruscamente.
«Carmela!» sparò Samuele, senza pensarci due volte «E adesso sciò, vattenne, lasciami lavorare!» aggiunse cominciando a spingere un sempre più basito Fulvio fuori dalla porta.
«Carmelacarmelacarmelacar…» lo sentì borbottare, con accento napoletano, mentre origliava alla porta, assicurandosi che rientrasse nel proprio ufficio. Quando si voltò…
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  1. … si accorse che quello non era il Vesuvio, ma l’Etna! 
  2. ...sulle pendici di quel finto Vesuvio erano spuntate due tette grosse come pompelmi!
  3. ...il souvenir stava eruttando furiosamente pezzi di fango per tutto l'ufficio.
  4. ...il cumulo di fango stava di nuovo saltellando dalla scrivania allo schedario.

9 commenti:

  1. E visto che mi dai del pazzo scelgo l'Etna - per un Capodanno festeggiato con un'eruzione che si potrà ammirare anche dal Piazzale Castello, o in tutto il mondo in diretta.
    A te il compito dell'artificiere, e che nulla resti in piedi!

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  2. La TRE! La TRE! La TRE! La TRE!

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  3. Ma saranno 2 anni che è iniziata 'sta cosa, io non so più nemmeno chi cavolo sei TU! Comunque salto direttamente alle scelte, e punto sulle tette che almeno scriverai una minchiata ma potrebbe sempre venirne fuori un beste sellere erotico sozzone di quelli che mi piacciono a me.

    Simone

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  4. tanto poi anche se vince tette io scriverò seni, eh, siete avverititi... maschiacci!

    :)

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  5. La seconda, ma non solo per le tette, ma perchè la fanghiglia, oltre ad ascoltare, gli legge nel pensiero.
    Gloria

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  6. La due...perchè la scena mi fa ridere...G.

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  7. mmm
    gloria, e che hai letto nel pensiero dell'autore? :)

    comunque tette rules...

    lo sospettavo...

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  8. Come si può non votare la due? :p

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