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"I diavoli della Zisa" di Filippi L.***

Ecco qua, freschissime di lettura (l'ho finito dieci minuti fa), due righe su questo Cortoromanzo di Luca Filippi, edito dalla Leone editore e prestatomi dal buon Midian e da lui già recintato.

Allora, che mi piacciono i romanzi corti già lo sapete, giusto? Bene, lo stesso favor provo per i racconti lunghi che si chiamano Cortoromanzi, come questo. Una settantina di pagine (suvvia, diciamo 60effettive) che si leggono con gaudio nel giro di un pomeriggio, come ho fatto io oggi, in compagnia di un the e del dub friulano dei Resistence in dub, che con un noir storico c'entrano come i cavoli a merenda, ma mescolare piaceri non ha mai fatto male a nessuno... o quasi.

Ma torniamo al librettino del buon Luca, (è meglio parlarne bene, dell'autore, perché come accade di solito qui arrivano sempre gli autori a leggersi e vedendolo in foto mi sono già cagato sotto, che sembra quasi più cattivo di me!) che è davvero un qualcosa di apprezzabile, perché ha il merito di contravvenire a tutte quelle piccole critiche che solitamente noi cagacazzi di autori underground che non siamo altro rivolgiamo alle piccole case editrici.

Tanto per cominciare il libro è curato. La copertina è sobria ed elegante, non ci sono errori di battitura/refusi o imperfezioni grafiche e di stampa, ci sono pure i risvolti, fa parte di una collana che ha una integrità e coerenza logica interna... insomma. E' finalmente un libro sul quale ha senso spendere sei euri, e per questo credo una parola di apprezzamento vada spesa per la leoni editore. che per altro non pare essere una casa editrice così alle prime armi. Anzi, proprio la collana dedicata a questi cortoromanzi storici, con copertine simili (cambia il colore) e con nomi come Pirandello, Verga, Svevo affiancati a esordienti, è qualcosa di parecchio interessante. (Sempre per timore dell'autore aggiungo anche che per i tipi della leoni è uscito il  suo secondo romanzo, che è più lungo e di un'altra collana)

Aspettate... sento delle voci in lontananza...
[Oh stronzo! ma ci vuoi parlare del libro o no?]
Boh, non capisco bene cosa mi stanno gridando, comunque meglio che vi parli del libro.

E' un noir storico, giocato su due piani temporali che si alternano e che contrappongono le vicende di due studiosi (un paleopatologo e una genetista) datate 2008, e le vicende di Pietro II di Sicilia, datate 1342, dall'altro. La vicenda poggia le basi su alcuni fatti storici, quali i tre cadaveri trovati nel sepolcro di Federico II di Svevia, nella Cattedrale di Palermo (dove si svolge parte delle vicende) e le circostanze di frettolosa e misteriosa morte di Pietro, probabilmente vittima di congiura.
Il titolo viene dall'altro luogo, La Zisa, ovvero il casino (no, non c'è l'accento sulla o), splendido edificio che conserva il nome arabo che sta per "la splendida".

Visto che non mi va di dirvi altro sul libro, visto che essendo corto ve lo potete andare a leggere, se vi capita sottomano in libbraria, vi dico qualcosa sui diavoli, che così vi risparmio di wiki-tediarvi e vi rendo persone più colte. Tanto per cominciare eccoveli qui i diavoli...
Dai provate a contarli...
Vi lascio... un minuto!
(è concesso ingrandire l'immagine per farlo)
Pronti?
Via!
...
...
...
Contati?
Bene.
Dovete sapere che la credenza popolare dice che contare i Diavoli della Zisa porta un sacco di sfiga, e anzi, siccome sono i custodi di un tesoro fatto di tanto monete che, come i loro guardiani, è impossibile contarle, si dice che il giorno in cui si riuscirà a contarli sarà il giorno in cui finirà la miseria di Palemmo.
Comunque potete trovare un po' di credenze popolari qui oppure qui.
Come dite? Che sono un bastardo e che ora siete pieni di sfiga?
Sì, lo sono. :)
Però vi dico anche questa cosa simpatica: c'è un detto popolare palermitano che fa "E chi su, li diavoli di la Zisa" che si dice di quelle cose che le conti e i conti non tornano.

Comunque torniamo al libro.
La scrittura è sobria, forse a tratti, ma solo a tratti, appesantita da qualche infodump di troppo o da qualche ingenuità, su qualche frase. Ma sono peccati del tutto veniali che non si notano nemmeno, perché il libro scorre bene e si legge d'un fiato. Molto adatto il registro utilizzato per la parte 2008, mentre a voler fare i pignoli qualche modifica sui dialoghi del 1342 si poteva cercare, ma è anche vero che siamo in un'epoca in cui non si parlava l'italico e questo avrebbe davvero snaturato la scioltezza del libro, e quindi va bene così.

Mi sono chiesto, durante la lettura, se la leggenda relativa al contare di diavoli fosse già valida nel 1342 e credo di no (il tempo di sedimentazione di una tal credenza popolare credo fosse più lungo, soprattuto se si va a vederne le cause),  mentre più probabile che fosse già valida la credenza che questi "diavoli" (che poi sono figure mitologiche) custodiscano un tesoro. Comunque sono finzioni letterarie innocue che ho apprezzato, così come la costruzione della storia.

Bene. Basta.
Come al solito anche troppo.
Ben vengano autori underground come questo!
Al prossimo... e ricordate di andare a votare la storia di Samuele nel post successivo!

3 commenti:

  1. Caro Gelostellato,
    sono orgogliosamente il 1° strafigo a commentare...
    grazie per la lettura attenta. Condivido tutte le tue osservazioni, compresa la presenza di un eccesso di infodump nei dialoghi del 2008, che potevano essere un po' più sciolti.
    Grazie per la recensione e a presto!
    Luca

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  2. Lo sapevo che arrivava...
    A quanto pare l'ho scampata...
    :D

    Grazie a te per la lettura :)

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  3. Concordo. Bellino e piacevole, si legge in un soffio e si conserva un bel ricordo. :)

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