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Delle canzoni con un disco intorno.

Lo so che vi piace di più quando vi parlo di libri, piuttosto che quando vi parlo di musica.
E vi posso anche dare ragione, per certi versi.
Di dischi parlano già in troppi e con la sovraesposizione musicale che c'è da quando i muli e torrenti hanno cominciato a correre tutto è diventato superficiale.
E così succede che quando qualcuno ti parla di un libro, magari anche dicendo qualcosa di sensato, ti fa piacere sentire che dice, sia che tu il libro l'abbia letto o che tu abbia intenzione di farlo, o addirittura anche quando quando prima di leggere quel libro preferiresti leggere la marca della tua cassa da morto.
Da dentro, ovviamente.

Per i dischi è diverso. Parlare di musica è come ballare d'architettura, diceva quel tizio con la barbetta bizzarra che si chiamava come un attrezzo per l'orto, e torto non gli si riesce a dare.
Però sapete che il blogghe è uno strumento d'informazione, e io vi informo che ho ascoltato certe cose, e che magari potrestre ascoltarle anche voi, nel caso vi interessassero.


Cominciamo dal topo modesto.
Che il video e la canzone dei modest mouse siano per me i più meglio dell'anno (si esagera, ovvio) ve l'ho già detto in tutte le salse.
E anche se a voi interesserà di più sapere da quale scrittrice famosa proviene il nome, io vi dirò qualche parole sul disco del 2009, che è appunto l'EP che contiene "The whale song", la canzone di cui sopra.
Non vi dirò nulla dei modest, perché vi potete andare a leggere ondarock, se volete. (Se non volete vi basti sapere che sono dei pochi gruppi che su OR hanno tutti i dischi con un voto alto).
Sappiate giusto che sono un gruppo indie, ma uno di quei gruppi indie così indie che quando uno ti chiede cosa significhi indie tu vuoi fargli capire che indie è roba bella gli presti un cd dei modest mouse (che tu credi dovrebbe piacere già solo per il titolo lungo sei chilometri e che invece puntualmente non piacerà, e mai avrebbe potuto, a uno che fa una domanda simile).
Comunque l'EP è bello, ed è proprio costruito attorno a "The whale song", anche se poi questa è un po' un'eccezione e il resto sono canzoni meno maestose, con un'aria più scanzonata e un uso più forte degli strumenti acustici, compresi banjo e mandolino, per dire.
Insomma, direi che è un disco apprezzabile, per quanto aggiunga molto poco di più al carro dell'ultimo lavoro.

L'altro disco è un disco che tutti aspettavate, lo so. Un disco iperatteso (e iperattivo) e come sempre accade in questi casi, qualcosa non torna, e non potrebbe essere altrimenti.
Non potrebbe essere altrimenti perché quando cominciano a parlarti di supergruppo mesi prima già sai che il disco non rispetterà le tue ambizioni. I tempi dei supergruppi sono forse finiti coi mad seasone quel bellissimo one off project, ma questo non toglie che mescolando buone carte magari non salterà fuori un poker, ma ogni tanto può uscire une bella scala (mi viene in mente, per dire, il primo disco degli Audioslave). Ma torniamo ai nostri amici, i Them Crooked Vultures, che sono, per chi non lo sapesse ancora, l'ormai sempre valido Dave Grohl (che torna alla batteria), l'uomo che ha fatto più featuring di Sangiorgi e Timbaland messi insieme (Josh Homme) e udite udite, metà della storia del rock, cioè John Paul Jones, quello di quelli del dirigibile.
Ebbene... cosa ne è uscito?
Mmm...
Tanto per cominciare una copertina di rara bruttezza.
Poi... Avete presente la perdita di verve e ispirazione dell'ultimo disco dei QOTSA?
Beh, qui non c'è.
E avete presente quei bei pezzoni acidomelodici e quella cattiveria ruvida e quelle invenzioni freerockjazzizzanti di dischi come Rather R, sempre dei QOTSA?
Beh, non ci sono nemmeno quelli.
E allora cosa c'è nel disco?
Diciamo che è un specie di disco dei QOTSA, con metà cose buone, anche se molto somiglianti alle vecchie cose buone dei vecchi QOTSA, e metà cose che boh... non sai mica come prenderle... di certo però non eccelse, né ispirate. Frettolose, mi verrebbe da dire. Un disco fatto di persone coi controcazzi  (musicali) ma che non sono dei geni, e che in nove mesi di gestazione è forse più brava a fare un bambino, che un disco coi fiocchi.
Insomma, il disco è discreto, e se vi piacciono i FF e/o i QOTSA dovete ascoltarlo. Però non caricatititilo di aspettative eh? Che poi mi rimanete delusi.
La mia preferita è Gunman, ma mi rendo conto che è un riff di una banalità smaccata. Eppure...
Voi ascoltatevi qualcosa sul loro space, oppure questa, che è buona.
Oppure il sito ufficiale e festa finita.

Faccio un'aggiunta, visto che siamo sempre in ambito musicale. Leggo su stereogram di questa iniziativa dei Perturbazione, di cui già vi parlai qui. Io ho scaricato e sto cercando di migliorare il mio inglese :)

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